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interventi
ACCOGLIENZA SOSTEGNO ALIMENTARE ASSISTENZA SANITARIA ISTRUZIONE TUTELA DIRITTI UMANI INSERIMENTO AL LAVORO

La presenza dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania risale all’aprile 1999 attraverso l’esperienza dell’Operazione Colomba che in quel periodo si trovava a gestire la grossa emergenza dei profughi Kosovari.

L’associazione è presente principalmente nel nord del Paese con grande concentrazione di cattolici che è anche quella economicamente più depressa ed arretrata, quella ancorata maggiormente alle proprie tradizioni.

Tradizioni millenarie con valori positivi come l'accoglienza, la famiglia, la riconciliazione ma che talvolta portano in seno anche problemi legati all’onore, alla vendetta, alla scarsa attenzione per la parità di genere. Proprio nel nord storicamente la Comunità si è radicata ed ha preso forma dando vita a diverse realtà che danno risposte concrete alle più svariate forme di povertà che si incontrano..

Strutture di accoglienza

  • La Casa Famiglia “San Raffaele”, casa madre della Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania, nasce nel 1999 a Krajen, un villaggio nella regione della Zadrima, una lunga vallata che lega la città di Lezha con quella di Shkoder. Con l’amore sempre presente di Dio, nel corso degli anni ha creato una rete di umanità e di condivisione con il popolo Albanese, specialmente in questi luoghi poveri e abbandonati a sé stessi. Nel 2009 lacasa famiglia si è trasferita a Scutari. Accoglie adulti e adolescenti senza famiglia o con problemi psichici.
  • Pronta accoglienza per donne e bambini in difficoltà nasce all'inizio del 2018 per far fronte alla grande richiesta di accoglienza di donne che subiscono violenza domestica e temono per la propria vita e quella dei figli. In questa struttura si cerca di restituire dignità e un certo grado di autonomia psicologica e materiale.
  • Dal 2010 è attiva la presenza di Operazione Colomba, la casa ospita i volontari ed i membri di Comunità che hanno deciso, per un periodo più o meno lungo della propria vita, di dedicarsi alle famiglie in vendetta di sangue e a sensibilizzare le istituzioni albanesi a questo fenomeno.

#FOTOGALLERY:apg23albaniarealta#

  • La Capanna di Betlemme nasce a Tirana più di dieci anni fa dopo aver udito dalle strade una grande richiesta di aiuto, si è cercato di dare una risposta alle sempre più numerose persone che non hanno una famiglia con cui vivere. Oggi questa struttura oltre che fare il servizio di “Capanna” (dormitorio, mensa domenicale, servizio docce, centro di ascolto, assistenza nel ottenere documenti e nella ricerca di lavoro, giro notturno per le strade della città per inconteare e portare da mangiare chi non ha una casa), accoglie e si occupa di persone in difficoltà principalmente disabili e malati psichiatrici.
  • La comunità Terapeutica esistente dal 2013 a Nenshat. In Albania come in altri paesi del mondo, l’avanzare del progresso e la “occidentalizzazione” , portano con se anche tutte le dinamiche legate ad una società che si affaccia molto rapidamente all’Europa e sul futuro, assimilandone anche i problemi.Anche qui è presente e sta dilagando il grosso problema della dipendenza da sostanze psicotrope, dall’alcool e da altre situazioni di rifugio e di involuzione dell’uomo e della persona umana. Proprio per questo dal 2010 i missionari della Comunità papa Giovanni XXIII si erano adoperati per rendere attiva una struttura di recupero residenziale basata sulla condivisione diretta, qui operatori con esperienza e figure professionali mettono la propria vita assieme a quella dei ragazzi per salvarli e salvarsi assieme. una volta alla settimana è attivo a Tirana il centro di ascolto per i tossicodipendenti.

Albania - Progetto porta a porta

#FOTOGALLERY:apg23albania#

Interventi di sostegno e di sviluppo

Progetto "Incontriamo la povertà porta a porta"
Attraverso il progetto “Incontriamo la povertà” i missionari, i volontari e i caschi bianchi della Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania condividono la loro vita con le famiglie più povere ed emarginate della città di Scutari, delle sue periferie e dei suoi villaggi. Queste famiglie sono principalmente emigrate dalle zone montane del nord del Paese per riversarsi nelle periferie delle città in cerca di un futuro migliore. Purtroppo spesso si ritrovano prive dei mezzi per sopravvivere, dei legami sociali e delle reti relazionali su cui potevano contare nei villaggi e montagne di provenienza. Di frequente si riscontra in queste famiglie l’abbandono da parte del capo famiglia, fenomeni di alcolismo e violenza domestica e malattie psichiche a cui si aggiungono condizioni igieniche, ambientali e sanitarie precarie. In tale contesto i bambini sono quelli che pagano maggiormente in quanto privi di riferimenti validi , modelli di vita e di un’istruzione adeguata

Ed è proprio qui che noi operiamo cercando di garantire l’accesso alla scuola, agli alimenti, al vestiario, alle cure mediche, alla ristruturazione dell'abitazione e tutto quello che dovrebbe essere un loro diritto. Lavoriamo (attraverso la condivisione diretta) anche per una consapevolezza degli adulti provando ad instaurare un rapporto vero con loro; ci adoperiamo per tutto quello che in Albania in questo strato di società è difficile ottenere come pensioni, opportunità di lavoro, assistenza sanitaria, ecc. Le nostre azioni sono sostenute in gran parte con le adozioni a distanza, con altre donazioni e con la vendita di prodotti tessili tradizionali realizzati e confezionati con stoffe fatte al telaio, dalle donne seguite dal progetto “Incontriamo la Povertà” attività di avviamento al lavoro “Colori e Stoffe”. All’interno del progetto “Incontriamo la povertà”, è nato ed è attivo da diversi anni un servizio scuolabus: “Scuolabus Asilo Bardhaj” per dare la possibilità a circa 60 bambini appartenenti alle famiglie con poche risorse di andare nell’asilo gestito dalle suore, nel villaggio di Bardhaj.

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Dal 2007 è attiva all’interno del progetto l’attività di avviamento al lavoro “Colori e Stoffe”. Inizialmente pensata per non fare solo carità fine a se stessa ma per dare alle persone uno strumento dignitoso di crescita, qui le donne appartenenti alle classe sociali disagiate e seguite dal progetto, realizzano, con il nostro supporto, una serie di prodotti tessili artigianali. I prodotti sono molto belli, variegati e colorati, le stoffe con le quali vengono confezionati sono interamente tessute al telaio, reinventate con nuove colorazioni. L'attività si propone, tra le altre cose, la salvaguardia delle tradizioni positive di questa terra, una migliore inclusione della donna nel mondo del lavoro, maggiore dignità e l'acquisizione di un ruolo centrale in una società che spesso è loro ostile. I manufatti sono tessuti e confezionati tutti a domicilio. I ricavati vanno a sostenere le famiglie coinvolte, vengono utilizzati per il mantenimento dell'attività e vengono indirizzati ad altre situazioni di bisogno.

Contatti

Samuel Polidori - Coordinatore locale Progetti e Relazioni 00355694057143
Laura Collina - Segreteria di zona: 00355694057142

 

 

 

 
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