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Via dal campo profughi, dove nessuno ascolta le tue urla

Un anno fa si aprivano i corridoi umanitari. A Roma e a Torino due eventi a favore di Operazione Colomba

«A vivere in una tenda prima o poi ci si sente come un leone in gabbia e allora non puoi far altro che ballare dentro la tua testa, ballare di brutto, rimandando indietro le lacrime che da un pezzo non servono più e poi si sa, i duri non piangono. Non mandi via nemmeno le mosche che ti mangiano la faccia, perché non vale la pena di combattere contro nulla stasera, tanto alla fine vincono sempre loro. Sono di più e sono più forti. Quanto vorresti uscire ed urlare, ma nessuno le ascolta le tue urla. Come quella volta che ti hanno sparato addosso o come l'altra volta, quando ti hanno detto che quello che stavi urlando non era vero». A scrivere è P., un volontario di Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII.  Sono parole scaturite dalla vita condivisa con i profughi siriani in un campo in Libano, proprio mentre c’era l’assedio ad Aleppo (qui leggi la testimonianza completa). Questa testimonianza rende comprensibile e ragionevole, se ce ne fosse bisogno, l’esperienza dei corridoi umanitari, che proprio un anno fa prendeva avvio.

Il 29 febbraio 2016 sono arrivati la prima novantina di profughi siriani attraverso il corridoio umanitario promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e l'otto per mille della Chiesa Valdese. Circa una sessantina erano i profughi del campo profughi di Tel Abbas dove i volontari di Operazione Colomba vivono da tre anni.

In ricordo di questo anniversario, il 1 marzo 2017, ore 15 alla Camera dei Deputati (Sala Aldo Moro) a Roma, c’è la presentazione del libro Badheea. Dalla Siria in Italia con il corridoio umanitario, scritto da Mattia Civico.

In due anni il progetto dei corridoi umanitari prevede l’arrivo di 1000 persone, nel 2016 sono arrivate circa 500 persone e il progetto continua anche quest’anno: sono già 41 le persone arrivate nel 2017 e accolte in alcune parti d’Italia.

Grazie a Operazione Colomba molti giovani sono impegnati da anni in diverse zone del mondo dove c’è un conflitto in corso, vivendo direttamente nei luoghi accanto alle persone e portando un sostegno alla resistenza quotidiana e nonviolenta. Uno di questi progetti è attivo in Libano e accoglie soprattutto famiglie siriane in fuga.

Per sostenere queste attività, l’Hiroshima Mon Amour di Torino la sera di giovedì 2 Marzo ospita un evento di raccolta fondi per permettere ai volontari di Operazione Colomba e alle famiglie di ripartire dal campo di accoglienza verso un futuro migliore.

Abbiamo assistito tutti quanti alle immagini che negli ultimi mesi arrivavano dalla Siria. Immagini di una guerra che ha coinvolto milioni di persone, costrette alla fuga e alla miseria; immagini di una guerra dai confini poco chiari e che non vogliamo analizzare dal punto di vista geopolitico, ma guardare dal punto di vista delle vittime e delle persone che soffrono.

 

Sul palco ci saranno alcuni artisti della scena musicale torinese che hanno aderito all’iniziativa e le performance musicali saranno intervallate dagli interventi delle organizzazioni promotrici e aderenti, che spiegheranno nel dettaglio la situazione in Libano e in Siria. Dopo i live la serata prosegue con dj set finale.

TORINO FOR SYRIA

Giovedì 2 Marzo 2017

Hiroshima Mon Amour in collaborazione con il Comitato Diritti Umani della Regione Piemonte, ACMOSALTrE ProspettiveLibera Piemonte,Fondazione Benvenuti In ItaliaOperazione ColombaSermig - Arsenale della Pace - Pagina ufficiale presentano : TORINO FOR SYRIA

SUL PALCO : The Sweet Life SocietyDJ KOMA aka MauràsIla Rosso, Muso Muso , Quindi, Alessandro PetullàArthemius Woodoo J Doll , Abisso 04RedWine IvreaJek Lex 

Scarica il volantino dell'iniziativa



Chiara Bonetto
01/03/2017
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