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Corridoi umanitari, cosa sono?

L'esempio di famiglie che si autotassano per accogliere i profughi siriani

Tre famiglie scappate dalla guerra in Siria. Arrivate lo scorso 30 Gennaio, accompagnate dai volontari di Operazione Colomba, il Corpo Civile di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, presente nel campo profughi di Tel Abbas, al confine tra Siria e Libano. Qui giovani ragazzi spendono la loro vita in zone di conflitto. Ad attenderli all'aeroporto di Fiumicino c'erano le famiglie italiane che si sono prodigate per la loro accoglienza, raccogliendo i fondi necessari per ridare loro quella dignità che è la prima vittima di ogni guerra.

Il protocollo dei corridoi umanitari, siglato dal Governo Italiano, prevede l'ingresso nell'arco di 2 anni di oltre 1.000 persone. Ma ad una condizione: il Governo non mette una lira. Presenze in Libano, viaggi e accoglienza in Italia sono a carico esclusivo della società civile. Tutto nasce dai racconti dei ragazzi di Operazione Colomba, testimoni delle guerre. Serata di sensibilizzazione dove la gente ascolta attenta, si interroga e chiede cosa possano fare in concreto. Da qui la proposta: accogliere una famiglia. Idea strana, quasi pazza. Ma realizzabile.

“Non possiamo salvare tutti, ma possiamo salvare loro!”. E loro, le famiglie, arrivano nelle tre città  quasi intontiti.

Ad Albizzate, vicino Varese, è arrivata Fatima mamma con i suoi tre figli Hussein, Aya e Ghaith, mentre un quarto è morto nella guerra in Siria. Il marito è stato rapito e di lui si son perse le tracce. Negli ultimi anni hanno vissuto in un campo profughi in Libano ai limiti della dignità umana. Una giovane volontaria, Paola, li ha accompagnati nel viaggio ed ora si prodiga per la fase dell'integrazione. L'accoglienza in città è stata possibile grazie al lavoro di una rete di famiglie della città che si è attivata per trovare una casa per la famiglia di profughi.

Vicino Rimini, l'impegno di una rete di cittadini di Coriano ha reso possibile l'accoglienza: 100 famiglie si sono autotassate per un anno per 15 euro al mese. Achmad, il padre è stato arrestato in Siria per un anno e sottoposto a torture e sevizie, gli sono state uccise la moglie e la sorella. Ha pagato una cauzione di 3.000 euro per uscire dal carcere del regime. Ora arriva in Italia con i suoi 3 figli e la donna con cui sogna di rifarsi una nuova vita in Italia. I bimbi hanno 3, 7 e 11 anni. La loro accoglienza a Coriano sarà possibile grazie all'impegno di Max e Gilda, una coppia del territorio che ha già due figlie: loro si sono attivati per coinvolgere i cittadini e trovare la casa dove andranno a vivere. Cento famiglie hanno deciso di tassarsi per 15 € al mese per due anni e rendere possibile l'accoglienza.

A Fano, Mohammad e Hafya, padre e madre con tre figli, scappati da Homs in Siria 3 anni fa. I bimbi hanno 5, 8 e 11 anni. L'accoglienza è resa possibile dal fatto che una rete di famiglie di Fano ha avviato una colletta per raccogliere i 24.000 euro che serviranno per pagare i primi due anni di affitto di un appartamento e per sostenere un percorso verso l'autonomia della famiglia di profughi.



Marco Tassinari
31/01/2017
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