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La voce dei profughi siriani all'ONU

«Il nostro è un Paese d'incontro e di pace»

Il 14 marzo 2017, alla 34a sessione del Consiglio dei Diritti Umani di Ginevra si è svolto il dialogo interattivo con la Commissioni Indipendente di Inchiesta sulla Siria.

Noi dell’ufficio APG23 di Ginevra abbiamo portato la voce dei profughi siriani con cui i volontari di Operazione Colomba (Corpo civile di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII), condividono la vita nei campi profughi nel nord del Libano. Abbiamo preparato un intervento scritto che riporta il testo preparato da questi fratelli e sorelle Siriani che da 6 anni convivono o sopravvivano alla guerra nel loro paese. Abbiamo anche dato loro voce (vedi video minuto 02:14:27) durante il dialogo con gli Stati e con i tre rappresentanti della commissione d’inchiesta presenti nella sala XX del Consiglio dei Diritti Umani.

Abbiamo chiesto pace per la Siria e lo abbiamo fatto riportando le loro parole

I volontari di Operazione Colomba con un gruppo di profughi siriani

«Il nostro paese (la Repubblica Araba Siriana) non è un campo di battaglia per i poteri che vogliono controllarlo e non appartiene a chi crede nella violenza ed è pronto ad uccidere per imporre la sua supremazia; il nostro paese è un paese d’incontro e di pace che appartiene a tutte le persone che lo amano».

Abbiamo ricordato a tutti i delegati degli Stati la frase con cui Papa Francesco ha chiuso il suo messaggio per il cinquantesimo anniversario della Giornata internazionale della pace:

«Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali. Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme».

Abbiamo chiesto la pace per la Siria e una soluzione del conflitto che parta proprio dalla nonviolenza come stile diplomatico.

Significativo è stato l’intervento della Santa Sede che, sempre durante il dialogo con la Commissione Inquirente sulla Siria, ha chiesto la pace per questo paese ed un processo di pacificazione che si fondi sul perdono e sulla riconciliazione.

La Pace e il Diritto Umano alla Pace è stato anche il tema di un altro nostro intervento orale durante il dibattito generale svoltosi con l’Alto Commissario per i Diritti Umani il 9 marzo 2017 (video al minuto 1:08:17). Per celebrare e ricordare a tutti l’adozione avvenuta il 19.12.2016 da parte dell’Assemblea Generale ONU a New York di una nuova dichiarazione sul diritto alla Pace (A/RES/71/189) abbiamo preparato un intervento orale congiunto che è stato sottoscritto da altre 22 organizzazioni della società civile. Con questo intervento orale abbiamo cercato di suggerire agli Stati che questa nuova Dichiarazione ONU sul Diritto umano alla Pace rappresenta un passo avanti ma non può finire tutto in un semplice pezzo di carta.

Ora occorre tradurre la pace in istituzioni concrete che lavorino a livello nazionale e internazionale e diffondano una cultura della pace; infrastrutture che a livello locale già esistono nei comitati per la pace dei vari comuni italiani e che potrebbero concretizzarsi in un vero e proprio Ministero della Pace come noi della Comunità Papa Giovanni XXIII chiediamo da tempo.

Il nostro intervento è stato poi ripreso dalla fondazione Paz Sin Fronteras, la Fondazione di Juanes e Miguel Bosé che tanto si è spesa per il riconoscimento del diritto alla pace come diritto umano.



Fabio Agostoni
16/03/2017
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