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L’abbraccio del Papa a Carpi

«Non restate imprigionati dalle macerie della vita!»

Tutti presenti alla S. Messa con Papa Francesco a Carpi (MO) che, a sorpresa un mese fa circa, ha risposto all'invito del vescovo mons. Francesco Cavina a fare visita alle comunità colpite dal sisma nel quinto anniversario da quel 20 e 29 maggio 2012 che scosse le province emiliane di Modena, Bologna e Ferrara.

C’era la Casa Famiglia di Mirandola dei coniugi Vignato con figli naturali e accolti disabili al completo, struttura inaugurata nel 2014. C’erano i membri della Comunità di don Benzi di Carpi, Sant'Antonio in Mercadello e San Martin Carano con le persone fragili di diverse nazionalità con cui condividono la vita 24 ore su 24. C’era anche un gruppo di disabili adulti dell'area terremotata che frequentano le attività della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Un’emozione intensa sentire le parole del Papa, ricordare a chi è stato scosso dalla calamità naturale imprevista e imprevedibile di cinque anni fa, sia davanti al Duomo di Carpi che davanti a quello ancora inagibile di Mirandola «Siete un esempio di coraggio. C’è chi resta intrappolato nelle macerie della vita e chi come voi solleva e macerie e ricostruisce... Il cuore di Dio è lontano dal male ma vicino a chi soffre. Lui non fa sparire il male magicamente ma lo porta su di sé e compatisce».

#FOTOGALLERY:papacarpi#

E così è stato allora come oggi per chi appartiene alla Comunità che ha come specifico quello di prendersi cura dei più vulnerabili, e portare la loro croce sulle proprie spalle, sia accogliendo chi non aveva più la casa sia sostenendo le persone che vivevano situazioni di disagio, in stretta collaborazione con le comunità parrocchiali. 

Il Papa ha manifestato chiaramente il suo affetto verso tutti e in particolare verso Etta, 17 anni che vive in Casa Famiglia a Cento. Era al settimo cielo quando, finita la celebrazione eucaristica a Carpi nel fuori programma a piedi, il Pontefice si è avvicinato alla sua carrozzina per la quarta volta e ha ricevuto un suo bacio. Nella folla tra i malati e i disabili c'era anche Bain Shibu, bengalese, che ha ricordato con la sua mamma Sara quanto sia urgente che l'abbraccio del Papa arrivi anche in quella terra dove la Comunità Papa Giovanni XXIII è presente dal 1999. L'abbraccio del Papa l'ha ricevuto anche Cristian, giovane disabile che frequenta la Comunità di don Benzi a Mirandola, il cui fratello ventiquattrenne è morto sotto le macerie mentre era a lavoro. Una particolare benedizione l'ha ricevuta anche S. 17 anni, vittima di tratta accolta nella Diocesi, presente all'offertorio durante la S. Messa a Carpi e che gli ha rivolto queste parole: «Grazie Papa per quel che fai per me e per le mie "sorelle" che soffrono in strada. Per favore, ferma gli uomini che usano il nostro corpo!». E il Papa a lei: «Continuerò a sostenervi con tutto il mio affetto!».



Irene Ciambezi
04/04/2017
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