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I festeggiamenti di Natale dei senza fissa dimora

Festa e regali per i senza fissa dimora a Rimini grazie ai volontari della Capanna di Betlemme

Come ogni anno abbiamo festeggiato insieme ai nostri amici di strada il pranzo del Natale e siamo stati circa 100 persone, compresa qualche famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il pranzo si è svolto alle ore 13.00 del 25 dicembre presso la Colonia Stella Maris e oltre al mangiare, le famiglie hanno animato il pomeriggio con una tombola con premi per tutti e per tutte le età –erano presenti circa 15 bambini e ragazzi. Alla fine come tradizione è arrivato Babbo Natale che ha chiamato ognuno dei presenti e ha consegnato loro il regalo personalizzato preparato dai volontari. In questa mega festa si sono aggregate anche 2 case di profughi della zona di Rimini (una per minori non accompagnati e una per neo maggiorenni).

Nel 1987 nasceva la Capanna di Betlemme, grazie ad una provocazione di Don Oreste Benzi: «Ci sono poveri che non ci vengono a cercare, siamo noi che dobbiamo andare a cercare loro…». E ancora oggi i volontari vanno in stazione tutte le sere (compreso Natale, Pasqua, Capodanno, con neve, pioggia, etc.) facendo accoglienza e vivendo insieme a chi sta in strada. E cercando di creare ogni sera un ambiente familiare, si incontrano tante storie. Quest'anno compiamo 30 anni e la Capanna si è ormai trasformata da prima accoglienza (circa 10 posti) a famiglia per qualcuno. Alla Capanna tutti i giorni dovrebbero essere una festa, tutti i giorni dovrebbe essere Natale, come quando arriva il 25 dicembre ogni anno: perché si celebra la venuta di Gesù in ognuno di noi.

Don Oreste spiegava così il nome dato alla struttura che ospita gli homeless: «Ci chiedemmo “Come la chiamiamo?”. Io ho pensato che duemila anni fa altre tre persone cercavano un alloggio per passare la notte ma ovunque bussavano ricevevano la stessa risposta: “non c'è posto, non c'è posto!” Essi si rifugiarono in una grotta, in una capanna diciamo oggi, vicino a Betlemme, poco lontano da Gerusalemme, dove persone e animali vivevano assieme, c'era anche una mangiatoia. Chi erano quei tre? Maria, Giuseppe e il bambino nel seno materno che stava per nascere, Gesù. E allora decidemmo di chiamare quella casa colonica "Capanna di Betlemme"».



Nicolò Capitani
26/12/2017
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