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L’ultimo dell’anno in marcia per la pace!

Il 31 dicembre in cammino lungo le strade di Bologna

«La nonviolenza ci appartiene come modo di essere, fa parte del nostro dna. Per questo saremo in marcia lungo le strade di Bologna il 31 dicembre 2016». Anche Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII parteciperà alla prima tappa della 49^ marcia nazionale per la pace, promossa da un lungo cartello di organismi nazionali, associazioni di diverse religioni, di diversi gruppi etnici, promossa dall’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana. «Molti obiettori di coscienza sono diventati padri e madri nelle case famiglie di chi non ha nessuno, operatori nelle comunità terapeutiche, nelle capanne di Betlemme – spiega Giovanni Paolo Ramonda invitando tutta la Comunità Papa Giovanni XXIII a partecipare con i piccoli e le persone più emarginate con cui condivide la vita, gomito a gomito, 24 ore su 24 e insieme ai numerosi volontari in servizio civile nelle case famiglia di tutta Italia. «Centinaia di giovani ogni anno partono per il terzo e quarto mondo per condividere con i più poveri ed essere voce di chi non ha voce. Rimuovere le cause della emarginazione ci porta ad impegnarci seriamente nel sociale e non mollare la povertà del fratello fino a che non è risolta». Proprio per questo il tema scelto da Papa Francesco per il messaggio della 50^ Giornata mondiale della pace, La nonviolenza: stile di una politica per la pace la Comunità lo sente particolarmente suo scegliendo ogni giorno di stare dalla parte delle vittime nelle diverse sedi dei cinque continenti, per costruire ovunque, anche in terre di conflitto, ponti di pace. Come dimostrato anche nella partecipazione di oltre 400 giovani della Comunità alla Marcia della pace Perugia-Assisi del 9 ottobre 2016.

A Bologna: un anno di cammino del Portico della pace

Anche nella città di Bologna, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha scelto di dare voce a chi abita la città restando ai margini, spesso invisibile, e di ricompattare tutte le realtà laiche e religiose che credono nella pace e nella convivenza delle diversità, segno quotidiano di nonviolenza, di riconciliazione, di inclusione, di solidarietà, per camminare insieme senza mettere in mostra il proprio “stemma”. Anzi! Camminando insieme mescolandosi per un unico obiettivo comune: la pace. Per questo alla fine del 2015, dopo gli attentati di Parigi e il peggioramento della situazione in Siria, era ripartito il cammino del Portico della pace, esperienza di dialogo interreligioso e multiculturale, dove il nome indica un simbolo della città di Bologna e un luogo che da sempre è sinonimo di accoglienza, incontro, festa, preghiera. Già un anno fa, più di un migliaio di cittadini e cittadine di diverse religioni e diverse etnie, avevano scelto di camminare insieme il 1 gennaio 2016 nella Marcia della pace a Bologna promossa dal Portico per dire No alla guerra e all’uso delle armi, marcia sostenuta dal Comune e dalla Diocesi con l’intervento del Sindaco Merola e del Vescovo Mons. Zuppi. Il 31 dicembre questo cammino all’insegna della nonviolenza che ha più di un anno di vita continuerà, innestandosi nella Marcia nazionale promossa dalla Cei proprio a Bologna.

In marcia coi poveri, lungo 5,2 km

Saranno in marcia non solo i bolognesi già sensibili al tema della pace ma uomini e donne di buona volontà provenienti da tutta Italia che si raduneranno alle ore 14.30 ai Giardini Margherita. Qui si darà voce alle violenze storiche di ieri e di oggi, tra canti e balli popolari del gruppo Archam e del gruppo palestinese degli Hudud. Sarà presente, insieme alle tante associazioni e gruppi bolognesi del Portico della pace, anche la Comunità Papa Giovanni XXIII con banchetti informativi sulle aree di emarginazione in cui nel capoluogo emiliano è maggiormente coinvolta: l’accoglienza delle vittime della tratta di esseri umani per sfruttamento sessuale o accattonaggio, l’inclusione delle persone senza fissa dimora, la tutela delle minoranze rom e sinti, il recupero dei tossicodipendenti attraverso i programmi terapeutici, il sostegno alla maternità di donne in difficoltà o rimaste sole davanti ad una gravidanza, l’accoglienza e l’integrazione dei profughi in fuga da guerra e violenze. Mons. Mattia Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e il Sindaco Virgilio Merola interverranno nella prima tappa della marcia.

Alle 16.45 in Piazza San Domenico si terrà un momento di preghiera interreligioso con i rappresentanti delle Comunità religiose di Bologna e la presentazione del Messaggio per la 50^ Giornata mondiale per la Pace da parte di Mons. Filippo Santoro, Presidente della Commissione CEI Problemi sociali, lavoro, giustizia e pace.

Alle ore 18 i partecipanti entreranno nella Basilica di San Petronio per la recita cittadina del Te Deum e la testimonianza di mons. Luigi Bettazzi, Presidente emerito di Pax Christi, organizzatrice delle marce per la pace dal 1968.

Alle 20.30 al Paladozza racconteranno la loro umile ma coraggiosa testimonianza dal vivo diverse persone che hanno scelto la nonviolenza in quelle aree del mondo dove la guerra continua a macinare vittime: Tamara Mikalli Istambulian, rifugiata siriana originaria di Aleppo; Hafez Huraini, rappresentante del coordinamento nonviolento dei pastori del villaggio di At-Tuwani in Palestina; i volontari dell’Operazione Colomba, corpo civile di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII impegnato in Libano, Palestina, Colombia, Albania; fratel Luca Daolio monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata in dialogo con l’Islam.

La Marcia terminerà con la S. Messa alle ore 22.30 presso la Basilica di San Francesco. Qui sarà raccolto il corrispettivo della cena del 31 che, grazie alla proposta del digiuno, potrà essere devoluto alla Campagna Focsiv e Avvenire Emergenza Kurdistan. Non lasciamoli soli a favore delle migliaia di persone presenti a Erbil, in fuga dalla Piana di Ninive.



Irene Ciambezi
29/12/2016
TAG: Giovani / Pace

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