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L'Europa spinge verso l'aborto

Finanziamenti più cospicui per le ONG che promuovono all'estero anche l’aborto come pianificazione delle nascite

Il “Mexico City Policy” è uno dei primi ordini esecutivi firmati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e prevede il taglio dei fondi alle organizzazioni, ONU incluse, che nei programmi di salute sessuale e riproduttiva promuovono o applicano l'aborto come metodo di pianificazione famigliare. Essendo vietato per legge nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, se le ONG forniscono l'aborto in quei paesi, stanno infrangendo la legge, così come se stanno facendo pressione per la sua legalizzazione (comunicato Fafce). Gli stessi fondi, tra l’altro, possono così essere utilizzati per i "servizi salvavita" da ONG che effettivamente forniscono servizi sanitari o si potrebbero usare per l’acquisto di acqua e alimenti di base, come richiesto da alcune associazioni africane. (Avvenire).

A questo come hanno reagito le istituzioni europee? Lo scorso 14 marzo, il sig. Cristian Stylianides, Commissario Europeo agli aiuti umanitari, conclude con queste parole il suo intervento al Parlamento Europeo a proposito della norma firmata da Trump (definita dai contrari “global gag rule” cioè legge bavaglio): «I nostri partner umanitari che utilizzano l'aborto avranno il nostro sostegno perché le nostre azioni sono il frutto dei nostri valori...». Le istituzioni europee stanno lavorando a pieno ritmo e costruendo i presupposti necessari a giustificare quello che sarà il maggiore finanziamento dell'Europa ai programmi di Salute Sessuale e Riproduttiva nei Paesi in via di sviluppo, aborto incluso

Il Parlamento Europeo afferma nero su bianco la sua posizione attraverso la Risoluzione votata il 14 febbraio scorso (A8-0018/2017) affermando di «condannare fermamente la legge “global gag” e chiedere con urgenza all'UE e ai suoi Stati membri di contrastare l'impatto della norma bavaglio aumentando significativamente i finanziamenti in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti e avviando un fondo internazionale per finanziare l'accesso al controllo delle nascite e l'aborto sicuro e legale, e utilizzando i finanziamenti allo sviluppo a livello nazionale e UE, al fine di colmare il divario finanziario causato dopo i tentativi dell'amministrazione Trump».

Anche la Commissione Europea fa la sua parte, portando la sua posizione in tutti i consessi pubblici (sessioni del Parlamento Europeo, Commissioni interne, incontri internazionali e conferenze ONU) e perfino ad incontri esterni alle istituzioni europee, come in occasione dell’iniziativa "She Decides", promossa da alcuni governi europei per raccogliere fondi e compensare i tagli di Trump, a cui fortunatamente l’Italia non ha aderito. In questo incontro il Commissario Europeo alla Cooperazione Internazionale e sviluppo, il sig. Neven Mimica ha detto: «Abbiamo stanziato 1,5 miliardi di euro fino al 2020 attraverso i nostri programmi sanitari bilaterali nei Paesi partner, anche per la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, compreso l'aborto sicuro. Sono orgoglioso di annunciare che continueremo a sostenere il lavoro dei nostri partner - come UNFPA, UNICEF, IPPF e molte ONG. Dopo un'attenta analisi dei loro bisogni – e dei nostri paesi partner nel territorio- avremo bisogno di mobilitare fondi supplementari per colmare le lacune. Ora più che mai, noi in Europa dobbiamo prendere una posizione e sostenere grandi iniziative e leader lungimiranti - come quelli qui oggi. Sono felice di dare il mio pieno sostegno ai governi, alle parti interessate e i cittadini comuni che hanno già preso posizione. Rimaniamo tutti saldi nella difesa del diritto più fondamentale – LEI DECIDE».

Il collegamento diretto della Commissione Europea con le principali organizzazioni che hanno subito direttamente questi tagli, risulta chiaro guardando gli impegni del sig. Mimica nella sua agenda pubblica. Ad esempio il Commissario Europeo, il 16 Febbraio 2017, solo due giorni dopo la votazione della Risoluzione sopracitata, incontra a Bruxelles nientemeno che Bill Gates, presidente della Fondazione Bill & Melinda Gates, promotori globali dei piani di salute sessuale riproduttiva, proprio sul tema del Piano degli investimenti Esterni e la salute globale. Il 31 gennaio il sig. Mimica incontra la IPPF (International Planned Parenthood Federation) European Network, il principale network mondiale di programmi di Salute Sessuale e Riproduttiva che in America in vari Stati è stata bandita a causa dello scandalo di un video che mostra un suo medico che cerca di vendere parti umane e feti spiegando le tecniche fraudolente che usano per il commercio di organi. Il 19 ottobre 2016, si incontra nuovamente con la Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF) per discutere della Revisione del Consenso Europeo delle Politiche dei programmi di Sviluppo nei paesi del sud del mondo.

Questi incontri non costituirebbero un problema se ve ne fossero altri con organizzazioni che esprimono la pluralità della società europea ma, guardando l'agenda, non ve ne sono. Così come non vi è, nella presentazione delle due relatrici e neppure nel testo della risoluzione sullo stato delle donne portata all'ONU, la parola “madre” e “maternità”.

Obianuju Ekeocha, nigeriana, presidente dell’ong Culture of Life Africa dice: «Molti Paesi occidentali hanno deciso di riunirsi per raccogliere soldi per l’aborto ma non fondi per il cibo in Africa, non fondi per l’acqua in Africa, non fondi che gli africani possano utilizzare come vogliono. Invece si ritrovano per raccogliere milioni di dollari da dedicare al cosiddetto aborto sicuro. La cosa più scoraggiante è che questi Paesi occidentali non si sono neppure curati di chiedere agli africani che cosa vogliono».

 



Ezio Nobili
03/04/2017
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