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Il Giubileo degli scartati

Il Papa incontra i senza fissa dimora

«Quanto fa male ai noi credenti fare finta di non accorgerci?»

Le parole Papa Francesco tuonano, all’Angelus del 13 novembre scorso, in occasione del giubileo degli esclusi. Anche la Capanna di Betlemme di Rimini (casa di accoglienza per senza fissa dimora della Comunità Papa Giovanni XXIII), volontari e accolti, ha partecipato a Roma al week end giubilare. Tre pulmini e due dobló, 37 persone a Roma da venerdì a domenica, tutti insieme per vivere i momenti del Giubileo fino alla messa di domenica.

«Un’esperienza unica – raccontano – eravamo come a casa nostra, tra colonne e alabardieri. Ci siamo sentiti accolti e coccolati dalle parole di Francesco».

Il Santo Padre ha salutato e ringraziato tutte le associazioni che lavorano quotidianamente con le persone escluse e emarginate.

«Quanto ci fa male fingere di non accorgerci di Lazzaro che viene escluso e scartato! È voltare la faccia a Dio. È un sintomo di sclerosi spirituale quando l'interesse si concentra sulle cose da produrre, invece che sulle persone da amare». Francesco rimarca: «Così nasce la tragica contraddizione dei nostri tempi: quanto più aumentano il progresso e le possibilità, il ché è un bene, tanto più vi sono coloro che non possono accedervi. È una grande ingiustizia che deve preoccuparci, molto più di sapere quando e come sarà la fine del mondo; perché non si può stare tranquilli in casa mentre Lazzaro giace alla porta. Non c'è pace in casa di chi sta bene, quando manca giustizia nella casa di tutti».

#FOTOGALLERY:senzadimora#

E continua «Bisogna preoccuparsi, quando la coscienza si anestetizza e non fa più caso al fratello che ci soffre accanto o ai problemi seri del mondo, che diventano solo ritornelli già sentiti nelle scalette dei telegiornali».

La chiusura ufficiale di questo anno giubilare straordinario avverrà il 20 novembre, con la cerimonia liturgica solenne nella basilica di San Pietro in Vaticano presieduta dal Pontefice e la chiusura della Porta Santa. Già il 13 novembre però l'Anno Santo è praticamente finito: in tutte le diocesi del mondo i vescovi titolari chiuderanno le porte sante delle loro cattedrali, nonché nei santuari.

Questo anno giubilare dedicato alla Misericordia finisce, ma la speranza è che i solchi che ha lasciato nei cuori di tanti pellegrini continuino a dare frutti di conversione.

(foto di Kristian Gianfreda)



Francesca Ciarallo
14/11/2016
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