Aborto: «Come abortire?»

News pubblicata il: 10/09/2023
Aborto: tutte le FAQ.

L’aborto può essere un tema complesso e carico di emozioni, e ci si può chiedere se possa avvenire in modo naturale. Cos’è l’aborto? Come abortire? Se ti trovi ad affrontare una gravidanza indesiderata, potresti trovarti a dover decidere se abortire o no. Le pressioni che una donna può ricevere in questa situazione possono provenire da diversi ambiti, come la famiglia o la società.

Spesso, il compagno, i genitori o anche un medico possono consigliare l’aborto quando si presentano difficoltà evidenti, come malformazioni del feto o problemi economici. È normale sentirsi sopraffatti, soprattutto se ti trovi in una situazione di solitudine o se sei minorenne e desideri affrontare questo tema senza informare i tuoi genitori. Potresti anche avere timori su come amare un figlio con bisogni speciali, come la sindrome di Down.

Se hai già iniziato a cercare informazioni su come interrompere una gravidanza, che si tratti di un aborto farmacologico (chimico) o di un altro metodo, probabilmente stai cercando di capire le opzioni disponibili, i tempi, i luoghi e i costi associati. La domanda «Come abortire?» diventa un grido disperato in un momento di grande difficoltà. È importante ricordare che l’aborto, quando è ricercato, non è un processo naturale, ma indotto. Affrontare una gravidanza indesiderata è una scelta molto personale, e cercare di informarsi e comprendere le proprie opzioni è un passo importante.

La Comunità Papa Giovanni XXIII, attraverso il suo ambito Maternità e Vita, offre un supporto concreto e articolato per accompagnare le donne in questo difficile percorso, rispettando la loro dignità e le loro scelte. Se vuoi infomrazioni sulle diverse tecniche per abortire, o se vuoi un confronto sulle possibilità che ci sono alternative all’aborto: Scrivici su WhatsApp!

Ti assicuriamo empatia e ascolto nel dialogo nel tuo progeto di aborto, competenza e discrezione totale nella privacy e nel trattamento dei dati sensibili e della tua storia personale. Offriamo un sostegno personalizzato rispettando le decisioni di ogni donna alle prese con una gravidanza indesiderata.

Come abortire?

Se sei interessata al tema dell’aborto e vuoi sapere come abortire, puoi considerare soluzioni quali l’utilizzo di farmaci specifici come la pillola abortiva RU486, le pillole del giorno dopo o la pillola dei 5 giorni dopo. La pillola abortiva RU486 viene proposta negli ospedali come alternativa all’intervento chirurgico per interrompere una gravidanza non desiderata, ed è oramai uno standard nell’interruzione di gravidanza. Tuttavia, è importante sottolineare che questo metodo presenta controindicazioni per la salute fisica e psichica della donna. Alcune donne riportano nausee e senso di malessere che possono durare diversi giorni. Importante è valutare anche le conseguenze psicologiche che possono interessare la donna e che possono portare anche a situazioni di depressione. Ecco perché in Italia l’attivazione di soluzioni per l’aborto richiedono la presenza di un medico.

Il numero Whatsapp sull’aborto e la gravidanza indesiderata

Le motivazioni personali che possono portarti a considerare l’interruzione volontaria di gravidanza sono molteplici e, per alcune donne, possono sembrare l’unica soluzione possibile. Se ti trovi in questa situazione e stai iniziando a cercare informazioni su come abortire, è bene conoscere termini com aborto farmacologico e somministrazione della pillola abortiva RU486, oltre a conoscere le modalità dell’aborto chirurgico.

Potresti anche voler esplorare opzioni come il parto in anonimato e le culle segrete, e informarti sui rischi e le controindicazioni associati ai vari metodi abortivi. Inoltre, è utile sapere come procedere in caso di aborto spontaneo, sia a casa che in ospedale, inclusa la questione del seppellimento del feto. Prendersi il tempo per raccogliere informazioni è un passo importante per affrontare questa delicata situazione.

 

Scrivi su WhatsApp al numero 342.7457666,  oppure chiama il numero verde 800-035036 per scoprire come abortire e le alternative possibili all’aborto.

 

Numero verde aborto: 800-035036

 

Poni le tue domande via mail: maternitaevita@apg23.org. Ti verranno date tutte le informazioni con chiarezza e trasparenza.

Ti metteremo in contatto con le risorse della nostra comunità e ti offriremo informazioni affidabili sulla gravidanza, insieme a un percorso di ascolto e supporto concreto. Collaboriamo con altre realtà, consultori e centri di aiuto alla vita, impegnati a sostenere le donne nelle loro scelte. Presteremo particolare attenzione a situazioni di induzione all’aborto e a forme di violenza, sia fisica che psicologica, esercitate da familiari, compagni o conviventi, che possono ostacolare la libertà di scelta della donna. Il nostro ambito “Maternità e Vita” si impegna anche a trovare soluzioni di accoglienza per le madri in gravidanza che affrontano difficoltà sociali ed economiche. Valorizziamo la tua autonomia, offrendoti un percorso personalizzato, supportato da noi, che ti accompagnerà nei momenti difficili, senza lasciarti sola.

 

Informativa per la privacy art. 13, GDPR 679/2016
I tuoi dati saranno trattati, manualmente ed elettronicamente, da Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – titolare del trattamento – Via Valverde 10b, 47900 Rimini (RN) per rispondere alla tua richiesta. Gli incaricati preposti al trattamento sono gli addetti ai singoli uffici competenti per la richiesta avanzata ed ai sistemi informativi. Ai sensi degli ‘artt. 15-22, GDPR 679/2016 si possono esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i dati od opporti al loro trattamento per motivi legittimi scrivendo al titolare all’indirizzo sopra indicato o inviare un’email a maternitaevita@apg23.org presso cui è disponibile, a richiesta, elenco aggiornato dei responsabili del trattamento.

La legge 194 sull’aborto

La Legge 194 sull’aborto, del 22 maggio 1978, è conosciuta come “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza” e  costituisce un pilastro fondamentale della legislazione italiana in materia di aborto. Essa ha reso legale e gratuita l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), consentendo l’esecuzione della procedura in strutture pubbliche. Questa norma ha depenalizzato l’aborto, affermando il diritto di scelta della donna. La legge consente alla donna di interrompere la gravidanza nei primi 90 giorni (12 settimane e 6 giorni) oppure se la continuazione della gravidanza comporta seri rischi per la salute fisica o psichica della donna.

Questi i punti principali previsti dalla legge sull’aborto:

Procedura: È richiesto un colloquio con un medico e il rilascio di un documento. In assenza di urgenza, viene instaurato un periodo di riflessione di 7 giorni.
Aborto dopo i 90 giorni: Può avvenire esclusivamente per “aborto terapeutico”, cioè quando la gravidanza o il parto mettono in grave pericolo la vita della donna, oppure in presenza di anomalie del nascituro.
Strutture: Gli interventi devono essere effettuati in ospedali pubblici o in strutture convenzionate.
Gratuità dell’aborto in Italia: L’interruzione volontaria di gravidanza è un servizio gratuito.
Obiezione di coscienza dei medici: Il personale sanitario può esercitare obiezione di coscienza, astenendosi dall’esecuzione dell’intervento, ma non può farlo nei casi in cui l’intervento sia necessario per salvaguardare la vita della donna.
Minorenni: Per le donne minorenni è richiesto il consenso dei genitori, con procedure specifiche in caso di disaccordo.

La Legge 194 svolge un ruolo cruciale non solo nel garantire l’accesso a un aborto sicuro, ma anche nel promuovere la salute della donna e la prevenzione dell’aborto attraverso forme di sostegno sociale. Essa richiede che, oltre alla possibilità di interrompere la gravidanza, siano messi in atto servizi di consulenza e tutela per le donne in difficoltà.  Questa legislazione è stata spesso oggetto di dibattito pubblico e politico, evidenziando le tensioni tra diritti individuali e valori etici.

 

Aborto: tutte le FAQ

Se sei interessata al tema dell’aborto e vuoi sapere come abortire, puoi considerare soluzioni quali l’utilizzo di farmaci specifici come la pillola abortiva RU486, le pillole del giorno dopo o la pillola dei 5 giorni dopo. La pillola abortiva RU486 viene proposta negli ospedali come alternativa all’intervento chirurgico per interrompere una gravidanza non desiderata, ed è oramai uno standard nell’interruzione di gravidanza. Tuttavia, è importante sottolineare che questo metodo presenta controindicazioni per la salute fisica e psichica della donna. Alcune donne riportano nausee e senso di malessere che possono durare diversi giorni. Importante è valutare anche le conseguenze psicologiche che possono interessare la donna e che possono portare anche a situazioni di depressione. Ecco perché in Italia l’attivazione di soluzioni per l’aborto richiedono la presenza di un medico.

Testimonianze di donne che hanno abortito

Franca Franzetti, che affianca e sostiene le mamme in difficoltà nella provincia di Rimini, lo racconta: «Pochi giorni prima di Natale è nata S., salvata dall’interruzione di gravidanza all’ultimo momento. Il 20 maggio scorso era stata programmato l’intervento. Motivo della scelta di abortire? la madre non trovava la forza di opporsi al marito che non voleva il bambino. Nel confronto con i volontari la mamma ha però trovato il coraggio di difendere il suo piccolo; il babbo si è reso conto per un istante di avere già un terzo figlio. E soprattutto, che non c’era nessuna differenza con le bambine già nate che adorava. Si era reso conto che costringere la moglie ad abortire avrebbe compromesso anche il loro rapporto. Come Comunità li abbiamo incontrati e abbiamo assicurato un aiuto e un sostegno concreti: per i problemi contingenti di gestione dei bambini potevano contare su di noi; abbiamo costituito una rete attorno a loro con famiglie e volontari».

Patrizia: «Nessuno ha inteferito».

Natascia: «Brividi di freddo».

I dati di anni di incontri ci dicono che in 2 casi su 3 l’incontro, la condivisione, l’offerta di aiuto hanno dato alle gestanti la forza per proseguire la gravidanza nonostante le difficoltà di un ambiente circostante ostile. Puoi vedere qui alcune foto (aspettare 5 secondi per caricare la pagina) per comprendere cosa accade al feto abortito. Raccontaci com’è andata, scrivici via email!

Al fianco alle donne sole

Durante tutto l’anno i volontari, come segno di vicinanza ai bambini e alle gestanti in difficoltà, in molte parti d’Italia si riuniscono in preghiera nei giorni in cui viene programmato l’aborto volontario. Se vivi in una delle seguenti città potrai incontrarci direttamente nei giorni e negli orari indicati:

  • Ancona: ospedale Salesi secondo sabato del mese ore 7.30
  • Bologna: ospedale S. Orsola – Malpighi ogni mercoledì ore 7
  • Cesena: ospedale Bufalini primo e terzo venerdì del mese ore 6.45
  • Cuneo: ospedale S.Croce primo lunedì del mese ore 10
  • Forlì: ospedale Morgagni secondo venerdì del mese ore 6.45
  • Modena: ospedale Policlinico ogni giovedì ore 7
  • Mondovì (CN): ospedale Regina Montis Regalis terzo lunedì del mese ore 10.00
  • Rimini: ospedale Infermi ogni martedì ore 7.15

 

A volte un sostegno materiale alla mamma in un momento di difficoltà economica è sufficiente a rivalutare la propria scelta di abortire; in Italia anche i Centri di aiuto alla vita possono offrire il proprio sostegno.

 

Scrivi su WhatsApp al numero 342.7457666,  oppure chiama il numero verde 800-035036 per scoprire come abortire e le alternative possibili all’aborto.

Domande frequenti

L’aborto, sia spontaneo che indotto, comporta la morte dell’embrione o del feto, ponendo fine alla gravidanza.

In Italia è possibile abortire fino al terzo mese di gravidanza, entro quindi i primi 90 giorni. In pratica si può abortire fino a 12 settimane e 6 giorni dall’ultima mestruazione: questo dice la legge 194 del 1978 che regola l’aborto nel Bel Paese.

A volte la scelta di abortire può dipendere dall’impossibilità per la donna di mantenere da sola il figlio; on altri casi l’aborto può essere voluto fortemente dal partner. La scelta se abortire o no è definitiva e va presa con consapevolezza. È bene sapere che è possibile richiedere sostegni materiali, in termini di vicinanza, e possibilmente economici. In Italia l’Inps eroga un sostegno economico alle famiglie, crescente in base al numero di figli. Altre soluzioni possono essere individuate rivolgendosi a consulenti esperti. In caso di violenze subite è possibile denunciare il partner. Scrivi in anonimato su WhatsApp al numero 342.7457666, oppure chiama il numero verde 800-035036 per avere un parere esperto, protetto, rispetto alla tua scelta sull’interruzione di gravidanza e per scoprire quali sono le alternative possibili all’aborto.

L’aborto può essere spontaneo, quando avviene per cause naturali, ma anche provocato da cause tossiche o traumatiche.

Quando la volontà di abortire è dovuta a rischi di vita per la madre gestante, si parla di aborto terapeutico. È possibile un aborto chimico con l’assunzione di pillole come la RU486. Ecco poi i diversi tipi di aborto chirurgico (non tutti sicuri e praticabili legalmente in Italia):

  • svuotamento strumentale in anestesia locale;
  • isterosuzione (solo entro le prime otto settimane di gravidanza con l’aspirazione del feto);
  • dilatazione e revisione con cannula, tra l’ottava e la dodicesima settimana di gestazione per un feto più cresciuto;
  • dilatazione e svuotamento, utilizzata solo per le gravidanze oltre la dodicesima settimana (In Italia viene eseguito solo in caso di rischi per la salute della mamma o per malformazioni del feto);
  • aborto salino, ottenuto iniettando una soluzione salina caustica all’interno dell’utero della gestante (molto rischioso e sconsigliato).

In ogni caso è fondamentale richiedere informazioni complete ed esaustive ad un medico per prendere una decisione consapevole.

Naturalmente, se l’aborto è ricercato non possiamo parlare di aborto spontaneo o di aborto naturale: la dicitura aborto naturale implica che non vi sia alcuna azione volontaria da parte della donna. A volte si parla (erroneamente) di aborto naturale come effetto dell’uso di pillole abortive come la RU486, le pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo, che di fatto inducono un aborto molto precoce.

Per sapere che medicina prendere per abortire, è sempre opportuno richiedere la consulenza di un medico o di uno specialista. Si sconsiglia di ricorrere ad automedicazione perché potrebbero essere causati gravi danni alla salute della donna.

È possible ottenere un aborto farmacologico attraverso l’utilizzo di farmaci specifici come la pillola abortiva RU486 e le pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo. Questi farmaci rendono l’endometrio – la parete dell’utero in cui l’embrione dovrebbe annidarsi nei primi giorni – inospitale, impedendo così lo sviluppo dell’embrione stesso. Le pillole possono anch’esse avere un effetto abortivo nel caso in cui il concepimento sia già avvenuto.

La pillola abortiva RU486 è la principale proposta negli ospedali come alternativa all’intervento chirurgico per interrompere una gravidanza non desiderata. È importante sottolineare che questo metodo presenta forti controindicazioni per la salute fisica e psichica della donna: è bene sempre confrontarsi con uno psicologo ed un medico.

Molte donne ci segnalano casi di forti nausee, prolungate e ricorrenti, occorse anche per diversi giorni dopo l’assimilazione. L’utilizzo della pillola abortiva può portare la donna a vivere l’aborto in solitudine, privandola della possibilità di confrontarsi con altre donne nella stessa condizione. Questa situazione può avere ripercussioni sulla salute mentale delle donne coinvolte. Una volta assunta la pillola è quasi impossibile ripensarci e ritornare sui propri passi. Per questo motivo riteniamo importante considerare attentamente quali siano le implicazioni fisiche e psicologiche legate a queste pratiche mediche.

L’interruzione di gravidanza può essere vissuta favorevolmente in molti casi. Alcune donne segnalano però, dopo l’aborto la presenza di nausee, emorragie più o meno intense, dolori da contrazioni; in rari casi l’aborto può arrivare a comportare conseguenze più gravi. La donna può presentare sintomi psicologici ed emotivi quali forte tristezza, senso di colpa, ansia che possono richiedere un accompagnamento medico. L’esperienza abortiva accompagnerà in ogni caso la donna per tutta la vita.

L’aborto può portare alcune controindicazioni che è meglio conoscere prima di effettuare la scelta se abortire o no. In alcuni può risultare compromessa la salute fisica e/o psicologica della donna. Va considerato fortemente il tema dell’elaborazione del lutto, spesso momento fondamentale da affrontare per la mamma che ha abortito. Anche qui il riferimento di associazioni esperte nel fornire supporto alle donne può essere fondamentale. Ecco in un documento quali sono le conseguenze psicologiche che la donna deve tenere in considerazione. Scrivi su WhatsApp al numero 342.7457666, oppure chiama il numero verde 800-035036 per saperne di più.

Quando una gravidanza arriva in un momento difficile, alcune donne sentono di non avere altra scelta. Tuttavia, in molti luoghi esistono servizi di sostegno alla gravidanza, accompagnamento psicologico, aiuto economico o programmi di accoglienza per le madri. Scrivi su WhatsApp al numero 342.7457666, oppure chiama il numero verde 800-035036 per scoprire come abortire e le alternative possibili all’aborto.

Il numero verde 800-035036 può fornire informazioni sulle esequie rivolte a bimbi morti prima di nascere e sulla loro sepoltura. È possibile anche rivolgersi su WhatsApp al numero 342.7457666. È possibile scaricare al link la modulistica e i riferimenti di legge: Sepoltura dei bimbi morti prima di nascere.

Nella prima domenica di febbraio di ogni anno si celebra la Giornata per la vita. Questa giornata di vicinanza alle gestanti è stata indetta per la prima volta nel 1978 dalla Conferenza Episcopale Italiana ed è occasione in molte parti d’Italia di ricordare la perdita di un bimbo. In quell’anno veniva approvata la legge 194 sull’aborto, che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza. La Comunità Papa Giovanni XXIII aderisce all’iniziativa con proposte di incontro in tutta Italia.