Aborto: non lasciamo da sole le mamme

Presentato a Bologna il report annuale sugli interventi della Comunità Papa Giovanni XXIII a favore delle maternità difficili

Il 6 ottobre scorso, al Teatro degli Alemanni a Bologna, proprio nei pressi della neonata "Culla per la vita" inaugurata da mons. Zuppi, arcivescovo di Bologna, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha presentato il Report 2016 delle attività a sostegno della vita nascente e delle maternità difficili nella regione. Nel 2016 la Comunità Papa Giovanni XXIII in Emilia-Romagna ha seguito 124 donne, di cui 94 gestanti, riscontrando una significativa diminuzione delle donne incontrate rispetto agli anni precedenti (leggi anche il Report 2015), analogo a quello registrato a livello nazionale

«Per la nostra esperienza, tra i fattori responsabili di questo calo - ha spiegato Andrea Mazzi, Referente del Servizio Famiglia e Vita per la zona Emilia - ci sono la crescente diffusione delle pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo, che possono portare ad un aborto prima ancora di socializzare la gravidanza, la preferenza data dalle aziende sanitarie all’utilizzo dell’aborto chimico (con RU 486) anziché chirurgico, per cui alla donna viene fatta fretta per non superare il 49° giorno, e quindi ha meno tempo per cercare alternative, infine la crescita delle difficoltà per chi vuole continuare una gravidanza indesiderata (ad es. maggiore lavoro a tempo determinato), che porta scoraggiamento».

Le pressioni sulle donne incinta sono dunque sempre presenti. Sono state rilevate nel 18% delle mamme indecise. Il principale responsabile continua ad essere il partner, che spesso ha un atteggiamento più negativo verso la nuova vita.

Numero verde per le mamme in difficoltà

Nel 2016 sono 21 le mamme accolte in famiglie aperte o case famiglia o altre realtà di accoglienza della Comunità di don Benzi. Il primo aiuto nella maggior parte dei casi è stato costituito da:

  • offerta di una relazione, di una presenza amicale che incoraggia ed aiuta ad uscire dalla solitudine dall'isolamento (29% delle donne), seguito da:
  • sostegno economico (20%)
  • aiuti materiali come pannolini, latte, corredino, carrozzine/passeggini, ecc. (16% dei casi).

Nonostante questo "calo" nelle richieste di aiuto, non sono diminuite le iniziative a favore della vita. Sono continuate infatti sia la Preghiera settimanale davanti agli ospedali Sant'Orsola a Bologna e Policlinico a Modena, sia le iniziative di sensibilizzazione presso i Consultori, le parrocchie, le scuole. In particolare la Fiaccolata per la vita nascente promossa annualmente lungo le vie del centro a Modena in primavera, ha visto la crescente adesione di associazioni cristiane e anche protestanti e ortodosse.

Inoltre, è stata segnalata una novità: proprio nel decennale della salita al cielo di don Oreste Benzi (2007 - 2107), è stato approvato dal Dipartimento per la gioventù e del Servizio civile nazionale il primo progetto di servizio civile della Comunità dedicato anche alle maternità difficili, con sede a Bologna, e tra qualche mese un primo giovane inizierà questo servizio. Un segnale importante, il servizio civile, che permette di dare attenzione ai più deboli, con lo stile della nonviolenza, e dimostrare che la Comunità Papa Giovanni XXIII resta sempre dalla parte dei bimbi nel grembo e delle mamme.



Irene Ciambezi
10/10/2017
TAG: Famiglia
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