Eventi




Campi di volontariato: unisciti a noi!

Per giovani che non si accontentano e vogliono fare volontariato, ecco il racconto dalle frontiere

È questione di cuore. Nell’ondata estiva ormai alle spalle ci sono stati giovani che hanno avuto a cuore la gente della strada, i senza tetto, le donne costrette alla prostituzione, i tossicodipendenti. I giovani sono sempre pronti ad incontrare, ascoltare, costruire nuove relazioni con chi è più ai margini della società, sia in Italia che nelle terre di missione all’estero. I campi FuoriLeMur@ sono ottime occasioni di volontariato.

Ci sono stati giovani con a cuore i temi della giustizia e della solidarietà, che hanno cercato per la prima volta esperienze al mare o in montagna, fuori dalla solita cerchia di compagni di viaggio, e hanno scelto i campi di condivisione con gli amici disabili, coi fratelli profughi, con i tanti piccoli accolti nelle case famiglia e nelle case di accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII, dal nord al sud Italia. Don Antonio di Carpi lo ha proposto ai suoi giovani studenti entusiasti di partire per Rimini, perché «imparino a sporcarsi le mani e a incontrare Gesù vivo, negli ultimi».

Da 50 anni la Comunità Papa Giovanni XXIII con il suo fondatore don Oreste Benzi cammina con le scarpe sempre ai piedi, sulle strade polverose di centinaia di città, nelle metropoli di buona parte del mondo e lì diventa compagna di viaggio dei piccoli e dei poveri per non lasciare soffrire più nessuno da solo, guardare ai talenti che ci sono dentro ogni persona anche la più scartata».

Le esperienze sono aperte a tutti i giovani, interessati a fare un'esperienza di volontariato. Per avere notizie in anteprima sui campi di volontariato per i giovani puoi scriverci sulla pagina Facebook della Comunità Papa Giovanni XXIII: dutante tutto l'anno c'è la possibilità di fare vacanze alternative fianco a fianco con gli “esclusi”. Seguici su Instagram! Ecco alcune date.

 

data luogo riferimento descrizione
25-31 agosto Senigallia (AN) 3484766872 Campo condivisione
Tutta l'estate In tutta Italia 3403643101 Progetto "Vieni e Vivi"
 
 

Il percorso per giovani volontari 2018

Quest’anno, ci spiega Matteo Santini del Servizio educazione e formazione Apg23, il percorso ha ruotato intorno a 7 parole-chiave: Ascolto, perché tra mille turbamenti è necessario fare un bel respiro e ascoltarsi; Memoria, accettare la nostra storia che rende consapevoli che siamo in cammino; Scoperta, di se stessi per capire cosa è mio e cosa invece è dettato dal mondo che mi circonda; Incontro, vivere con il cuore disponibile all’incontro con gli altri; Coraggio, vincere la paura per un amore più grande; Costruire: chiamati a costruire la nostra vita sull’unica base sicura possibile; Speranza, perché amare per primi è la rivoluzione per vivere come fratelli.

#FOTOGALLERY:2018#

Il Volontariato raccontato dai giovani

Campi fuori le mura fra i profughi, gli homeless e i bimbi di strada

Nel Campo di volontariato Fuori le mura di Reggio Calabria che si è svolto dal 27 dicembre 2017 al 2 gennaio 2018i ragazzi hanno condiviso la vita, almeno per qualche giorno, con i minori profughi non accompagnati che sono arrivati con i barconi della speranza. La direzione Romania nell'inverno 2018 ha avuto una doppia destinazione: Matasari e Bucarest. A Chieti i ragazzi hanno festeggiato l'ultimo dell'anno 2017 insieme agli homeless. A Catania il 26 dicembre 2017 c'è stata la festa in strada con i senza fissa dimora, esperienza ripetuta anche ad Acireale e Scicli. Nel 2018 si replica.
 
 

Campo di volontariato in Romania

#FOTOGALLERY:romania#

Volontariato fra i bambini: le testimonianze

Questa esperienza, anche se sembra una cosa banale, mi ha colpito molto. 
Alcune volte con tanta forza altre volte sembravano più delle carezze.
Mi hanno colpito molte cose dallo stato di assoluto degrado di alcuni quartieri fino al semplice sorriso dei bambini dopo una qualsiasi attività.
Questi colpi però mi sono serviti e mi serviranno per capire alcune realtà che non conoscevo e per crescere interiormente.
 
Sono le 4.14 di un giorno che deve ancora iniziare, sono passati esattamente i primi 14 di 240 minuti passati in silenzio, con 5 persone attorno, seduti per terra davanti al Padre.
È un sabato notte come tanti altri, ma noi abbiamo deciso di vivere con un cuore nuovo ciò che già c'è: di spendere qui quella che per molti è spesso una notte di sballo, di trascorrere qui la notte buia, ricolma di paure dei bimbi conosciuti in Romania.
Mi sento, nel mio piccolo, di aver fatto il percorso di Pietro che dal momento in cui fu ribattezzato con questo nome ha sempre sentito di dover dare la sua vita per Gesù, tanto che quando Quest'ultimo gli lava i piedi, Pietro vuole ribellarsi: non conosceva ancora l'Amore da seguire, da accettare.
Mi riempie il cuore sapere che lui, nonostante il suo limite, venne scelto. 
Così ha fatto con me: nonostante tutto, o forse, grazie a tutto, ha preparato per me abbracci di bimbi pieni di cicatrici, il sorriso degli orfani, le ciglia aggrottate del piccolo Ioan timoroso di mostrarsi bisognoso di aiuto, le storie condivise dei compagni di viaggio.
Ha fatto si che mi convertissi ad ascoltarlo, perché come scrive Don Oreste Benzi "Dio non lo trovi nella confusione, ma lo trovi nel silenzio della contemplazione, dentro te stesso, stando davanti a Lui negli strumenti che ci ha dato"
 
"Amare ti entra nel cuore e non si stacca più". 
Condividere, vivere e vedere Gesù in ogni singola persona che ho avuto la opportunità di incontrare in questi giorni durante il Campo Estivo a Bucarest proposto dalla Comunità Papa Giovanni XXIII . 
Ecco cosa é stata questa  esperienza come Casco Bianco
  • Condividere quello che sono.
  • Vivere - esserci con la testa e il cuore. 
  • Vedere Gesù soprattutto negli occhi dei bambini del quartiere Ferentari e del Orfanatrofio dove ogni giorni ci siamo recati. 
Davvero è stato un amore che mi entra nel cuore e penso che non si staccherà più.
 
Quando il don chiese chi volesse buttar giù due righe a proposito del #campofuorilemura a Bucarest, Romania, mi proposi a gran voce.
Perché? Perché la Romania è questo che mi chiede. Mi supplica di darle voce, di rompere questo silenzio assordante e di gridare quanto condividere con gli ultimi faccia bene.
Ho sempre cercato, in modo egoistico, di tenere per me questo tipo di esperienze, ma dopo l’intensità delle emozioni vissute, non posso stare zitta.
Sono una ragazza di diciotto anni, cresciuta in un ambiente cristiano cattolico ma per paura di intraprendere una ricerca personale, ho sempre rinviato.
La paura di incontrare dei vuoti lungo il mio percorso mi ha paralizzata.
Non sono venuta in Romania per trovare il coraggio di ricercare la fede ma ciò è venuto da sè.
Durante uno scambio di chiacchiere con una suora dell’ordine di Madre Teresa di Calcutta, le espressi tutta la mia ammirazione, sai che mi rispose? 
Innanzitutto mi ringrazió e poi, mi disse:’Chiedi ogni giorno a Dio cosa vuole da Te.’
Feci una risata nervosa e le dissi che si, in futuro l’avrei fatto.
Con un sorriso semplice ma efficace mi disse di no, di non aspettare ma di iniziare da ora.
Non incominciai subito, perché la paura non sparisce da un momento all’altro ma questa frase mi bazzicó per la testa per qualche giorno finché durante un’ adorazione notturna, riflettendo sul l’esperienza del campo, sentii di essere stata scelta da Dio.
Mi ha scelta attraverso Mario, bimbo di Ferentari, che con una semplicità disarmante e una gioia vera, fin dal primo giorno 
mi chiese di sedermi accanto a Lui durante la messa e da lì non mi molló più.
Lasciati amalgamare! Uno dei miei cantanti preferiti dice:’Sei tutti i limiti che superi’...quanto mi piace questa frase! 
Non lasciarti paralizzare dalla paura, non adagiarti! 
Esperienze come queste ti permettono di iniziare a conoscerti, di volerti bene perché come dice don Oreste: ”Sono i poveri che ci provocano, ci convertono, ci modificano, non ci fanno dormire ma soprattutto ci rendono VIVI! "
Prenditi del tempo per iniziare a conoscerti, vivi un’esperienza che ti possa far scoprire i tuoi semi di vita affinché Tu possa coltivarli e farli splendere! 
La parte più difficile inizia ora perché sta nel trasformare la straordinarietà in quotidianità.
Spesso Noi giovani facciamo fatica a mantenere gli impegni presi a causa della nostra incostanza, pigrizia e timore ma non dobbiamo darci per vinti! 
Proprio per questo torno a casa con la speranza di conoscermi meglio e di sperimentarmi, per non adagiarmi ma per cercare di arrivare ad una vita piena.
Alessandra

 

lettera di Natale, da un volontario a Bucarest

Ormai da mesi il venerdì sera usciamo alla stazione di Bucarest (Gara de nord) ad incontrare i senza fissa dimora. Ogni sera incontriamo delle persone che abitualmente abitano la stazione e ne incontriamo di nuove! Sempre incontri, strette di mano e pacche sulle spalle molto significative e talvolta sofferenti… lì vivono giovani, bambini, adulti, tossicodipendenti di punga (giovani per lo più, che sniffano droga contenuta in un sacchetto di plastica che tengono in mano. Punga in romeno è sacchetto), transessuali, prostitute, etc etc… L’inverno ormai ci obbliga a condividere con le persone senza fissa dimora la “ciorba”(zuppa) che loro gradiscono veramente tanto. A casa la prepariamo e lì la distribuiamo… la ciorba facilmente crea gruppo e aggregazione.

Lo scorso venerdì ci siamo seduti accanto ad alcuni ragazzi che ci hanno detto di vivere lì da parecchi anni, schiavi della punga e dell’alcool, certamente figli della strada, degli orfanotrofi, figli di nessuno… di lì a poco ci ha raggiunto un altro signore che si stava facendo di punga e dal taschino della giacca ha tolto un’armonica a bocca. Non ha esitato ad iniziare a suonare e noi lo abbiamo accompagnato con il battito ritmato delle mani.

Al termine dell’esecuzione uno dei ragazzi ha iniziato a recitare preghiere in Romeno e al termine ho invitato tutti alla preghiera del “Padre nostro” in lingua italiana. Ci siamo presi per mano, abbiamo formato un cerchio e abbiamo invocato il “Papà”… Stupendo! Magnifico… per la prima volta, da quando siamo qui, abbiamo pregato con i nostri amici senza fissa dimora… è stato un inizio e da lì non si torna in dietro.

Ero troppo contento quella sera, c’era qualcosa di speciale in quella notte… ho sentito il Natale. Quella stalla puzzava di punga che ti sale nelle narici, puzzava dello sporco di quelle persone così sole, ma c’era un profumo speciale, era il profumo di Gesù che nasce ancora oggi nelle grotte di ogni angolo della terra. Sì, lì, quella sera, tra alcool, droga, sesso promiscuo c’era Gesù che nasceva… quella preghiera non è stato un caso.

Gesù anche quest’anno sceglie di venire nelle grotte più sporche e squallide della nostra società, non esitiamo ad andare in queste grotte per incontrarlo.

Certamente Lui viene anche nella grotta che sono io, che è il mio corpo, la mia esistenza e viene proprio lì dove c’è il mio fallimento, il mio errore, il mio peccato, la mia fragilità… non abbiamo paura a fargli spazio proprio lì, dove non vorrei che Lui entrasse perché puzzo, perchè mi vergogno! Lui non si vergogna, anzi, è proprio nell’angolo più oscuro e più sporco di me che Lui vuole portare luce e gioia.

Buon Natale! Don Federico Pedrana

 

Campo di volontariato a Scicli

Ragazzi da tutta Italia sono attesi ogni estate da ormai 8 anni, per i campi di volontariato fuori le mura: li aspettano i bimbi, ragazzi e le loro famiglie a Lungi, un quartiere di periferia della provincia di Ragusa. Ogni volta il loro arrivo porta una grande gioia e voglia di far festa. Da qualche anno l'appuntamento estivo però non basta più: ecco che si è deciso di trascorrere con loro anche una piccola parte delle vacanze invernali.

 

Volontariato con i poveri a Riccione

La festa che è alla sua 9° edizione si svolge già da tre anni presso il Play Hall Palasport di Riccione, grazie al patrocinio del Comune di Riccione. È una festa pensata per chi non sa con chi festeggiare, perché è solo o perché non ha la possibilità di farlo, assieme a chi vuole dare un senso più pieno a questa ricorrenza che non sia solo divertimento.
I volontari che lo scorso anno si sono impegnati per il buon funzionamento della festa sono state 50 (molti giovani che sono venuti a conoscenza della festa con il passaparola), da chi serviva a tavola, a chi ha preparato la sala, il mangiare o l'apparecchio,  mentre in totale i partecipanti erano 700. 
Alla festa sono rappresentate tutte le strutture di accoglienza della Comunità, a partire dalla capanna di Betlemme, alcune comunità terapeutiche, molte case famiglia e/o strutture di accoglienza per adulti, carcerati o donne vittime di tratta. Per informazioni: Patrizia, 347.8867661
 

Volontariato fra gli homeless a Chieti

A Chieti il 31 dicembre 2017 è stato l’ultimo con gli ultimi:

  • ore 19 nella stazione di Pescara andiamo a prendere i nostri amici senza tetto;
  • ore 19,45 Santa Messa presso la chiesa santa Maria della Civitella ( adiacente alla Capanna di Betlemme di Chieti )
  • ore 21 grande cenone e festa di fine anno condivisa con amici senza tetto e con persone e famiglie del territorio con non possono permettersi una cena ed una festa. Ci saranno due piste da ballo una con musica da discoteca ed una con cover di cantautori; ci sarà una sala con giochi da tavolo e di Societá per chi non ama ballare ma che ama socializzare.

 

Come iscriversi ai campi di volontariato

Ci si può iscrivere e avere maggiori informazioni ai numeri:
  • Romania: telefonare a Duilio: 333/7287993 oppure a Don Federico: 347/3170426. 
  • Reggio Calabria: telefonare a Silvia, 328.8261834
  • Chieti: sms o whatsapp: Luca, 347.7524671
  • Scicli: Laura,  348.4767073
Per informazioni: 340.3643101
giovani CHIOCCIOLA apg23.org
 
Vedi anche: il blog delle Officine degli scarabocchi
 
 
(Marco Tassinari)



20/04/2018
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