Eventi




Lo sfruttamento delle donne: crimine mafioso che si può interrompere

Per le donne crocifisse

Il Cristo vestito di bianco, gridando straziato dal dolore, mano e volto che si allungano verso il cielo, entra in scena sul sagrato della Chiesa di Santo Spirito in Sassia. Una giovanissima donna nigeriana, una delle tante vittime di tratta tra la folla presente alla Via Crucis vivente il 26 sera a Roma, col viso stravolto, continua a ripetere tra sé e sé «ma è vero?». Difficile spiegarle che quelle grida di dolore, e nelle successive stazioni, le accuse, le percosse, gli sputi, fino al momento della crocifissione non sono che una rappresentazione delle tappe della passione e morte di Gesù, devozione diffusa nella Chiesa cattolica dalla tradizione francescana. Difficile comprenderlo per chi quelle violenze le ha subìte davvero e, anche a distanza di tempo, le sente ancora sulla sua pelle e sente che la carne sanguinante di Cristo è stata anche la sua.

Questa carne violata oggi come ieri è stata al centro della preghiera e della riflessione, tra danze, canti, letture evangeliche, rappresentazioni teatrali ed esibizione d’orchestra, di più di ottomila persone che hanno camminato lungo le vie della Capitale rispondendo all’invito fatto da Papa Francesco all’angelus di domenica scorsa a sostegno dell’evento promosso dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII a cui ha preso parte anche il vicario generale del Santo Padre, cardinal Agostino Vallini, portandone il saluto. Ma sono pure intervenuti, a testimonianza della comunione ecclesiale e del comune impegno per la liberazione delle schiave di oggi, don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio Vocazioni della Diocesi di Roma e ideatore del progetto “10 comandamenti”; Matteo Truffelli, presidente dell’Azione Cattolica; Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito; Raffaella De Marchis, del Cammino Neocatecumenale; suor Eugenia Bonetti, responsabile dell’Ufficio nazionale tratta dell’Usmi; padre Maurizio Botta, del cammino “I 5 passi”.

Nell’ultima stazione, la scena che ha maggiormente commosso i presenti. Una donna appesa alla croce sul sagrato della Chiesa di Santa Maria in Valpolicella che ricorda le 50mila “donne crocifisse” in Italia di cui - secondo i dati del dossier più recente Piccoli schiavi invisibili sul fenomeno della tratta - più di un quarto sono minorenni, hanno tra i 13 e i 17 anni, sono adolescenti ignare del contesto prostituivo in cui saranno introdotte e dell’addestramento alla compravendita di sé a cui dovranno sottomettersi, in strada o al chiuso. Tra queste sono raddoppiate le donne nigeriane trafficate col flusso dei profughi, come denunciato anche dal report di Caritas ambrosiana. Crocifisse anche perché doppiamente costrette con la forza a consegnare il proprio corpo: dai loro trafficanti e dai loro clienti. Lo ha spiegato con chiarezza Padre Maurizio Botta, davanti alla sua Chiesa di Via Vittorio Emanuele rivolgendosi agli uomini che trattano, agli sfruttatori, ai mafiosi. «Convertitevi! Questa vita non vi darà gioia, potere e denaro. Il denaro che deriva da affari sporchi è denaro e potere insanguinato e non potrete portarlo nell'altra vita».

E indirizzandosi ai clienti spesso adulti, papà di famiglia e anche delle nostre chiese ha richiamato fortemente al pentimento per non continuare ad essere complici di questo crimine mafioso che è lo sfruttamento sessuale delle donne. Anche don Fabio Rosini, dell’Ufficio vocazioni di Roma, parlando dei clienti ha precisato che «gli uomini che compiono queste violenze deturpano e rinnegano se stessi». Quando l’uomo è nel peccato non riesce più a guardare se stesso tantomeno riesce a vedere l’altro, ovvero la donna che sta sfruttando. E diventa inevitabilmente complice di quel sistema di corruzione e di mafia che è alla base dello sfruttamento della prostituzione, una mafia che non è solo rumena, albanese o nigeriana ma che s’intreccia con tanti uomini e donne corrotte in Italia.

Per rompere questo muro di indifferenza, ha ricordato alla fine della Via Crucis il cardinal Vallini, occorre chiedere «perdono per i silenzi, per il disinteresse e anche per la sterile pietà che accompagna la vita di queste ragazze». Due vittime quasi bambine, sfuggite allo sfruttamento in strada e accolte dall’Associazione di don Benzi, con la benedizione e l’abbraccio del vicario, han trasformato l’ultima stazione della Via Crucis in una tappa di luce e di speranza. Così pure la donna crocifissa, nella rappresentazione vivente, all’interno della Chiesa di Santa Maria in Vallicella liberata da Cristo crocifisso e poi Risorto per la salvezza di tutti ma soprattutto per quanti portano la croce anche oggi, ha trasformato il suo dolore in danza e musica. Anche da questa mafia ci si può sottrarre, «se siamo in tanti ad ascoltare il grido delle vittime – ha spiegato Paolo Ramonda - e se diventiamo come dei goel, ridando loro libertà, dignità e gridando ai trafficanti e ai clienti di smetterla!»

 

(Irene Ciambezi)

Sostieni la Comunità Papa Giovanni XXIII. Mettiamo fine a questa moderna schiavitù.



Irene Ciambezi

 

 

 

 
Ultime news
  • Salvini sfida le case famiglia
    La Comunità Papa Giovanni XXIII risponde alle accuse del leader della Lega nord Salvini: «Non è un business!». Case fa...
    Leggi tutto
    19 Aprile 2019
  • Campi di volontariato
    Campi fuori le mura: a Reggio Calabria fra i profughi, negli orfanotrofi in Romania, o in tutta Italia con gli homeless e ...
    Leggi tutto
    17 Aprile 2019
  • In sella per far del bene
    La manifestazione ciclistica “2x bene” ha destinato una donazione di 6mila alla Comunità di don Benzi
    Leggi tutto
    16 Aprile 2019
  • Sinodo dei Giovani, gran finale
    Le porte del Sinodo sui giovani celebrato a ottobre 2018 si sono chiuse. È arrivato quindi il tempo di buttarsi tutto ...
    Leggi tutto
    12 Aprile 2019
  • Il messaggio del Papa per i giovani
    Scopri i contenuti della nuova esortazione apostolica di Papa Francesco rivolta ai giovani. Dopo l'esperienza coinvolgente...
    Leggi tutto
    10 Aprile 2019
  • Lingua dei segni
    Cos'è il inguaggio dei segni? Una vera e propria lingua, con un suo alfabeto ed una sua grammatica. Ecco i riferimenti pe...
    Leggi tutto
    08 Aprile 2019
  • «Non identifichiamo la cultura r..
    "In dialogo con il popolo rom", era il titolo del secondo dei 3 seminari previsti per il 2019 sulla cultura rom e sinta, o...
    Leggi tutto
    08 Aprile 2019
  • Partire per la missione: la forma..
    «Tornando a casa dopo il Corso Missioni all'Estero ho sentito il desiderio di mettermi in gioco e la voglia di fare una e...
    Leggi tutto
    08 Aprile 2019
  • La mostra del Centro Diurno "Don ..
    A Cesena saranno esposte le opere artistiche degli ospiti del Centro Diurno "Don Oreste Benzi" nella 13a edizione di Diver...
    Leggi tutto
    04 Aprile 2019
  • Solo cose belle
    È in arrivo nelle sale cinematografiche di tutta Italia Solo cose belle, il film dedicato alle case famiglia dove recitan...
    Leggi tutto
    31 Marzo 2019
Iscriviti alla Newsletter IOCON
iscriviti adesso
Desidero ricevere vostre comunicazioni e richieste personalizzate via email. Informativa Privacy
Loading…