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Giovanni Paolo Ramonda intervistato dai giovani durante il Congrosso, l'incontro di conclusione delle attività estive.

Il Congrosso 2017 chiude le attività estive dei giovani apg23

200 ragazzi dalle frontiere d'Italia e del Mondo

«I giovani mi chiedono: ma come si fa a stare con certa gente»? Paolo Ramonda ha incontrato i ragazzi della Comunità Papa Giovanni XXIII appena tornati dai campi estivi al fianco della gente della strada, delle donne che si prostituiscono, dei profughi, dei senza fissa dimora e delle persone con disabilità. Al fianco dei più emarginati insomma. Circa 200 ragazzi si sono dati appuntamento il 9 e il 10 settembre a Torino al Congrosso, che ha concluso le attiviità estive.

«I giovani mi parlano degli incontri con personaggi a volte insopportabili, con culture ed abitudini molto distanti dalle nostre.  È importante che realtà educative come la nostra facciano proposte di vita, sensate e significative. Non possiamo aspettare i di perdere i giovani, proprio ora che sognano», continua il Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Una ventina di ragazzi ha condiviso la vita per una settimana con i profughi minorenni di Reggio Calabria; altri hanno incontrato i bambini che vivono nelle fognature di Bucarest.  Tema dell’anno è stata "la gioia”.

«Abbiamo incontrato i richiedenti asilo che vivono fra i treni abbandonati della stazione; c’era un ragazzo giovane come me cui sono stati amputate gambe e piedi a causa delle ferite riportate durante la traversata», uno di loro racconta quegli incontri che possono cambiare la vita.

Le risposte di Paolo ai giovani si sono radicate nel grande amore che la Comunità ha verso i poveri: «Il senso profondo della gioia? Volersi bene! Solo donando la nostra vita agli altri, in special modo ai poveri, si può essere veramente felici e gioiosi»! E poi: «Se da grandi, prima finite gli studi, sentirete la chiamata ad aprire una casa famiglia, non abbiate paura»!.

«Il Congrosso è un momento alla fine dell’estate in cui ci scambiamo le esperienze e le bellezze vissute e sperimentate durante l’anno; un’occasione in cui i ragazzi si raccontano l’un l’altro le scoperte della condivisione con i più poveri», spiega il responsabilie Matteo Santini. 

La location del Congrosso 2017 è stata molto particolare: si è svolto nel museo dell’ex carcere di Torino, in quei stessi luoghi dove sono state rinchiusi partigiani della resistenza, così come gli arrestati del periodo fascista. I ragazzi hanno qui incontrato le altre realtà associative del territorio ed ascoltato le testimonianze di alcuni detenuti dei giorni nostri. 

Ha celebrato la messa di chiusura l'Arcivescovo di torino Cesare Nosiglia, che ha quasi continuato il discorso di Ramonda del giorno prima: «Come dice Papa Francesco: I poveri sono i nostri maestri! Voi della Comunità Papa Giovanni XXIII lo sapete bene: non solo doniamo ai poveri quello che possediamo, soprattutto sono loro che ci insegnano le cose importanti della vita». 

 

 


Ecco il racconto da un campo estivo, scritto da Caterina Bona, volontaria:

 

Estate 2017: campo di condivisione con la papa Giovanni XXIII

Quella che abbiamo trascorso è stata un'esperienza di condivisone nella gioia.

Per una settimana dal 5 al 12 Agosto 2017 a Torre Pedrera (Rimini) un gruppo di volontari appartenenti alla comunità di papa Giovanni XXIII o vicini nello spirito agli insegnamenti di don Oreste Benzi, ha vissuto un periodo di vacanza con giovani e meno giovani abili e diversamente abili. Il filo conduttore del campo era appunto la gioia: gioia di stare assieme, di fare nuove amicizie, di condividere talenti e fragilità. Il gruppo faceva parte della diocesi di Padova e di quella di Udine e come supporto ha avuto alcuni giovanissimi volontari di Cittadella. La struttura che ci ha accolto era una casa vacanza vicina al mare, nel verde e bene attrezzata con camerate e camere singole, mensa, bar e due belle piscine. Ci svegliavamo alle 7.00 per essere pronti tutti assieme a fare colazione alle 8.00. Seguiva un momento di preghiera nel quale oltre alla lettura del vangelo del giorno riflettevamo sul valore dell'amore verso il prossimo, facendo delle attività. Ad esempio, seguendo quanto ha detto Papa Francesco, ci siamo alzati dal divano, per andare verso gli altri lasciando alle nostre spalle i dubbi e le paure che ostacolano il nostro stare bene con il prossimo. La sabbia è servita come simbolo delle nostre fragilità: infatti ognuno di noi ha portato un pugno di granelli che unito a quelli degli altri e con l'acqua è diventato materia modellabile. Insieme dunque si può costruire qualcosa di bello e gioioso. Il seguito della mattinata era lasciato al divertimento in spiaggia o nella piscina. Alle 12.30 tutti assieme sempre aiutandoci mangiavamo e dopo una siesta per riprendere forza avevamo di nuovo un pomeriggio da trascorrere al sole e nell'acqua. Dopo la cena trascorrevamo la serata in maniera diversa: giochi, passeggiate e una veglia.

Una intera giornata l'abbiamo passata al parco acquatico di Cesenatico: una vero divertimento per tutti.

Tra le esperienze più vive nel mio ricordo c'è sicuramente l'incontro con Andrea Volon, missionario della Papa Giovanni che ci ha raccontato, rispondendo alle nostre domande, la sua esperienza in Africa e in altri parti del mondo. Ho capito quanto diverso sia il modo di vivere in quei luoghi dove mancano cibo, case, educazione insomma molte di quelle cose che qui da noi sembrano scontate e quanto sia importante essere loro vicini e aiutarli. Nello stesso tempo da Andrea si capiva quanto questi nostri fratelli abbiano molto da dare a noi.

Ho anche capito quanto è grande ed estesa la comunità Papa Giovanni. Molti uomini e donne sanno rinunciare al superfluo o mettere a disposizione i propri talenti; sanno dare felicità e da quanto ci ha dimostrato Andrea ne ricevono molta.

Per me era la prima esperienza di volontariato e di comunità. Non so se sono sempre stata all'altezza del compito ma ho provato a dare e certo ho ricevuto molto. Ho capito quanto un sorriso di Matteo, un gesto di Marco o una parola di Michele, ti comunichino la vera gioia.

 



Marco Tassinari, Fabio Succo
13/09/2017
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