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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
31/05/2022
Mai più bimbi rinchiusi in carcere
«È un primo passo fondamentale perché viene riconosciuta la dignità del bambino, che insieme alla sua mamma, che evidentemente ha compiuto dei reati, possa rimanere nel legame di relazione madre-figlio, ma al di fuori della struttura carceraria, accompagnato in un percorso di accoglienza nelle case famiglia o nelle comunità che hanno anche la competenza di sostenere un processo educativo della mamma nei confronti del bambino». Così il Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII Giovanni Paolo Ramonda commenta intervistato dall'Agenzia Sir la prima approvazione avvenuta ieri alla Camera della proposta di legge “Tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori”. Leggi l'intervista completa su Agenzia Sir (Foto: ANSA/SIR)
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/05/2022
Le nostre Famiglie diventano Case per le persone in fuga dall’Ucraina
Fin dall’inizio del conflitto in Ucraina, come in occasione di altre emergenze umanitarie, la Comunità è stata pronta ad accogliere le persone in fuga dall’Ucraina arrivate in Italia. Le nostre Case Famiglia e le nostre realtà di accoglienza hanno aperto le porte a mamme scappate insieme ai loro bambini, ad anziani e a persone fragili in cerca di un luogo al sicuro lontano dalla violenza della guerra. Alcuni sono rimasti solo brevi periodi, in attesa di sistemazioni previste dal sistema di accoglienza organizzato dal Governo Italiano, altri finché non hanno trovato una loro autonomia o si sono ricongiunti con familiari o amici che già vivevano in Italia, altri per periodi più lunghi, in attesa di capire quando potranno tornare alla loro vita. Ecco alcune delle storie delle persone che abbiamo accolto. Ad Asti nella famiglia di Gianmaria e Letizia sono stati accolti due bambini e la loro mamma Gianmaria e Letizia e i loro 3 figli tra naturali e in affido, giovane famiglia della Comunità in provincia di Asti, hanno condiviso la casa e la quotidianità con una mamma ucraina e i suoi due figli di 7 e 12 anni. “Anche se siamo una famiglia alle “prime armi” con l’accoglienza, ci siamo resi disponibili per ospitare una famiglia ucraina a casa nostra. Siamo tutti contenti, compresi i nostri figli di 9, 6 e 1 anno. Il primo giorno facciamo conoscenza e iniziamo a fare amicizia, anche se a volte capita qualche incomprensione. Man mano che passano i giorni la vita quotidiana diventa poco alla volta più piacevole e i ragazzi iniziano anche a frequentare la scuola, cosa che li aiuta a essere un pochino più sorridenti e sereni. Nonostante le difficoltà iniziali, i nostri figli continuano ad essere felici di avere qualcuno che vive e gioca con loro. Scorrono così tre settimane, durante le quali ognuno ha lavorato per ritagliarsi il proprio spazio. Poi, una notizia arriva dall’Ucraina: il nonno è in ospedale ed ha bisogno di cure e la mamma vuole tornare assolutamente a casa. Dopo averli aiutati con i preparativi del viaggio di ritorno in Ucraina, li abbiamo accompagnati a Milano dove avrebbero preso l’autobus. Gli ultimi due giorni trascorsi insieme sono stati molto piacevoli: abbiamo mangiato la pizza, il gelato e trascorso un pomeriggio in compagnia. Siamo stati contenti della presenza viva di questa famiglia in casa nostra. Averli accolti ci ha insegnato che le fatiche inaspettate ci sono quando ti apri all’altro, ma possono essere superate. Soprattutto la loro presenza ci ha portato a confermare che non vogliamo chiudere la porta di casa e del cuore, e con noi i nostri figli, che ogni sera ci chiedono di pregare per i nuovi amici ucraini tornati a casa.”   Giulia e Matteo aprono le porte ad una famiglia ucraina in fuga dalla guerra Matteo, membro di Comunità, e sua moglie Giulia hanno accolto nella loro famiglia una mamma ucraina e i suoi due bambini, che avevano bisogno di una casa al sicuro dove poter stare. Sono rimasti con loro un mese, prima di trovare una sistemazione definitiva. “Il 17 marzo è arrivata la telefonata: cercavano un posto per una famiglia ucraina in fuga dalla guerra, una mamma con due bimbi. Io e mio marito ci siamo guardati e l'unica cosa che ci è venuto da pensare è stata: se capitasse a noi vorremmo che le persone dicessero di sì. E, senza aspettare oltre, questa è stata la nostra risposta: sì, li accogliamo noi. Nonostante il pesante viaggio, i giorni di angoscia passati, le preoccupazioni di essere soli in un paese straniero, hanno portato nella nostra casa tanta voglia di stare insieme, di condividere, di parlare. Si sentiva la voglia di essere famiglia con noi. E questo siamo diventati per tutto il mese in cui sono stati qui. Abbiamo passato le giornate cucinando insieme, mischiando i nostri piatti, cercando di capirci con il traduttore vocale e dove non arrivavano le parole, arrivavano le espressioni e i gesti. Per i bambini il problema della lingua non esisteva: loro si parlavano ognuno nella propria e, non si sa come, si capivano. In casa passavano il tempo giocando a nascondino, rincorrendosi, disegnando, mentre nei giorni di sole uscivamo e raggiungevamo il parco per giocare a calcio, o a frisbee. Il momento dei saluti è stato difficile. La Comunità Papa Giovanni XXIII ha trovato per loro una casa, da poter condividere con la sorella e i nipotini, un regalo bello e inaspettato, che però ci ha costretti a salutarci. Ora ci scriviamo spesso e ogni tanto li andiamo a trovare nella nuova casa. Stanno bene, hanno tutto quello che gli serve, ma ora l'unica cosa che desiderano è poter tornare a casa, poter riprendere in mano la loro vita, il tempo, gli spazi che qualcuno sta cercando di togliergli.” I bambini arrivati da alcuni orfanotrofi ucraini accolti a Modica nel Villaggio del Magnificat della Comunità Papa Giovanni XXIII #FOTOGALLERY:magnificat# Sono 63 i bambini che provengono dagli orfanotrofi delle città ucraine di Mariupol e Kramatorsk. arrivati in Italia grazie al corridoio umanitario coordinato dal movimento Stop the War Now, promosso tra gli altri anche dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. I bimbi, accompagnati da alcuni tutori ed educatori, sono stati accolti in quattro strutture in Sicilia, tra queste il nostro “Villaggio del Magnificat” a Modica, che ha aperto le porte a 18 bambini insieme a 3 dei loro accompagnatori. Qui hanno trovato un letto in cui dormire, un tavolo lungo dove poter mangiare tutti insieme, un luogo sicuro che possono chiamare Casa! Cristina, mamma della nostra Casa famiglia di Padova ha raggiunto il confine polacco per portar in salvo una famiglia ucraina “La spinta è stata la consapevolezza che quella mamma potevo essere io.”  Così Cristina, quando ha saputo che una mamma ucraina insieme ai suoi due figli non riuscivano a lasciare il Paese è partita con il suo pulmino e percorso diversi km fino al confine polacco. “Ho accompagnato in Italia Hanna, una mamma mia coetanea insieme alla figlia Vlada, una ragazzina in sedia a rotelle e il fratellino di 9 anni Tymur. Scappavano da Kiev dove hanno lasciato il padre e i nonni materni, consapevoli che la casa lasciata vuota sarebbe stata razziata. Hanno fatto un lungo viaggio in auto, molto rischioso e hanno passato la frontiera a piedi il giorno precedente il nostro incontro. Hanna è un avvocato, desidera tornare a casa propria e al suo lavoro. Vlada, invece, a seguito di un’operazione al cervello per drenare una emorragia, si è trovata in sedia a rotelle”. Qui sono stati accolti da una famiglia legata alla nostra Comunità e ora stanno ritrovando la serenità, lontano dalle bombe. A Rimini la famiglia di Elisa accoglie Elena e i suoi due bambini scappati dalla guerra Le nostre famiglie sono diventate ancora più numerose e ancora più speciali come quella di Elisa, membro di Comunità, che per quasi due mesi ha accolto Elena, una giovane mamma, insieme ai suoi due figli di 14 e 7 anni, Stas e Lisa, arrivati dopo un viaggio in auto durato tre giorni, lasciando il loro papà in Ucraina con la speranza di poterlo riabbracciare. Elisa e la sua famiglia hanno trasformato e riadatto la loro casa per l’arrivo della nuova famiglia, condividendo il loro spazio e i loro giochi con loro, parlando lingue diverse ma con la capacità di ascoltarsi e a capirsi. Insieme hanno festeggiato anche il compleanno della piccola Lisa, dimenticando per un attimo il peso della guerra. Nella Capanna di Betlemme di Chieti sono arrivate 15 persone scappate dall’Ucraina tra loro anche Anastasia e Ksnia #FOTOGALLERY:chieti# Le prime ad arrivare sono state 15 persone, tra loro 5 bambini, alcuni accompagnati dai loro nonni e dalle loro mamme, come Veronika e Lizaveta. Altri sono arrivati in Italia da soli, come le piccole Anastasia e Ksnia arrivate stanche e spaventate dopo un lunghissimo viaggio durato giorni. Qui hanno trovato accoglienza temporanea in attesa di ricevere una sistemazione assegnata dalla Prefettura di Chieti. A Bologna, nella nostra Casa Famiglia è arrivata la piccola Hannah La piccola Hannah è stata la prima ad essere accolta dalla Comunità, già pochi giorni dopo lo scoppio del conflitto. È partita per miracolo dall'Ucraina insieme ai suoi genitori e dopo aver viaggiato per 40 ore ha trascorso la prima notte al sicuro in una nostra Casa Famiglia a Bologna, lontana dai rumori delle esplosioni o dai suoni delle sirene. Per accogliere i profughi in fuga nelle nostre Case qui in Italia, abbiamo urgente bisogno di te.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
11/05/2022
In arrivo in Italia 63 orfani evacuati dall’Ucraina
Un gruppo di 63 bambini orfani ucraini è stato evacuato il 10 maggio in Polonia per arrivare in Italia. I bambini, dai quattro ai sedici anni, provengono da orfanotrofi di Mariupol e Kramatorsk, nell'Oblast di Doneck. I bimbi sono accompagnati da altre 21 persone, tra cui i tutori dei minori ed alcuni educatori con i loro figli, per un totale di 84 ucraini. Il gruppo era stato evacuato nelle settimane precedenti dai territori martoriati dalla guerra e temporaneamente ospitato nel distretto di Leopoli. Si tratta del più numeroso gruppo di orfani evacuato dall'Ucraina dall'inizio del conflitto. Gli orfani viaggiano con un volo charter da Cracovia; l'arrivo è previsto l'11 maggio alle ore 15:30 all'aeroporto di Trapani. In Sicilia saranno accolti in quattro strutture a Trapani, Modica, Catania e Alcamo. L'operazione umanitaria è stata coordinata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e dalla rete di associazioni Stop the war now, con la collaborazione della Cgil che ha curato la logistica in Italia, del sindacato polacco Solidarnosc, che si è occupato dei trasferimenti in Polonia, del Movimento 5 Stelle che ha finanziato il volo charter. L'evacuazione è stata possibile grazie all’assistenza del Ministero degli Affari Esteri e della rete diplomatica italiana in Ucraina e Polonia che ha interloquito con i Ministeri ucraini per la messa in sicurezza dei bambini senza famiglia, che finora non avevano potuto lasciare il Donbass a causa della loro fragilità.  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/05/2022
4 maggio: giornata nazionale dell’affidamento familiare
Una Giornata nazionale dell'affidamento familiare da celebrare ogni anno il 4 maggio, per informare, sensibilizzare, sostenere l'accoglienza familiare di bambini e ragazzi e per mostrare l’attualità e la bellezza dell’affidamento familiare istituito proprio il 4 maggio 1983 con la legge 184. È quanto prevede la proposta di legge 3474 che ha come primi firmatari gli onorevoli Paolo Siani e Stefano Lepri che hanno raccolto la proposta avanzata dal Tavolo Nazionale Affido e che verrà presentata il 4 maggio prossimo con una Conferenza Stampa alle ore 12:00 presso la Camera dei Deputati. La Giornata vuole essere un momento, ufficiale e stabile, di riconoscimento del valore dell'accoglienza familiare svolto da migliaia di famiglie italiane; un'occasione per rilanciare e rinnovare l'invito alle famiglie all'accoglienza e alla solidarietà e per sollecitare le istituzioni per un impegno concreto al fine di dare ad ogni bambino e ragazzo il diritto a vivere in un contesto familiare La proposta di istituire la Giornata ha già avuto anche il sostegno della Commissione Welfare e Politiche Sociali dell’ANCI e del Network nazionale Comuni amici della Famiglia che saranno presenti alla Conferenza Stampa, insieme con i rappresentanti del Tavolo Nazionale affido che presenteranno una analisi sugli ultimi dati sui minori in affido e le prospettive future. La conferenza sarà trasmessa su: webtv.camera.it Nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 17:30, si terrà il convegno online intitolato “L’affido è bello ... se ognuno fa la sua parte”. Fabio Geda, scrittore ed ex educatore, dialogherà con Cristina Maggia, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati per i minorenni e del Tribunale per i Minorenni di Brescia; Gianluca Amadori, Consigliere del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti; Michela Bondardo in rappresentanza della Presidenza del CNSA (Centro Affidi del Comune di Milano) e Sara De Carli, giornalista di Vita. Il dialogo sarà accompagnato da diverse e coinvolgenti testimonianze dei protagonisti dell’affido. L’incontro verrà trasmesso in streaming sulla nostra webtv, su questo sito. Qui potete scaricare la locandina con il programma del convegno
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
27/04/2022
Celebriamo insieme il coraggio delle mamme
Solo una mamma sa quanto si sia disposte a fare per proteggere il proprio figlio. Qualsiasi cosa, trovando un coraggio che viene solo dalla forza dell’amore, dal desiderio di proteggere. Lo vivono ormai da mesi le mamme ucraine, costrette a scappare con i loro bimbi, sole o con i genitori anziani, lasciando i mariti là a combattere. Tutti noi della Comunità Papa Giovanni XXIII, grazie al sostegno di tanti, siamo accanto a queste mamme coraggiose fin dallo scoppio del conflitto. A marzo, infatti, tre nostri volontari sono partiti per Leopoli per vedere cosa stava succedendo ai civili e fare la nostra parte. E oggi continuiamo a collaborare con altre realtà locali e non, per portare in salvo chi da solo non ce la farebbe, soprattutto i più fragili. Una volta giunti al sicuro in Italia e in Europa, li accogliamo nelle nostre Case Famiglia e realtà di accoglienza, cercando sistemazioni adatte per tutti. Così le mamme della nostra Comunità, donne che dedicano la loro vita a bambini e anziani soli o con disabilità, accolgono e aiutano altre mamme coraggiose in cerca di qualcuno a cui appoggiarsi per ricominciare. #FOTOGALLERY:mammecoraggiose# Mamme come Elisa, che è scappata dall’Ucraina guidando da sola per 3 giorni e 3 notti per raggiungere l’Italia, fermandosi solo per far dormire i suoi 2 bambini e senza sapere quando e se potrà mai tornare indietro, nella sua casa. L’ha accolta mamma Elena, insieme al marito Gabriele, nella loro famiglia di Rimini dove oggi, pian piano, grazie all’amore ricevuto, sta ritrovando la forza di ricominciare una nuova vita insieme ai suoi figli. O ancora, mamme delle nostre Case Famiglia, come Cristina, partita da Padova in macchina verso il confine polacco per raggiungere e portare in Italia con sé Hanna, una mamma scappata da Kiev con i suoi due bimbi, Tymur, di 9 anni, e Vlada, di 15, costretta alla sedia a rotelle a seguito di un intervento chirurgico. Arrivati in Italia, sono stati accolti da una famiglia legata alla rete delle famiglie accoglienti della nostra Comunità e oggi stanno ritrovando la serenità lontano dalle bombe. "Sono partita spinta dalla consapevolezza che ognuno di noi, quindi anche io, sarei potuta essere quella mamma." – racconta Cristina sul suo viaggio. Mamme giovani come Julia, di 30 anni, con una figlia di 7, Katerina, e una mamma che per lei è punto di riferimento e aiuto. Quando è iniziata la guerra, Julia era qui in Italia per lavoro: aveva lasciato sua figlia con la nonna per guadagnare qualche soldo in più necessario per la famiglia. Allo scoppio delle prime bombe è partita in auto dall’Abruzzo arrivando a Kharkiv per prenderle e portarle con sé, in salvo. Ma è tornata solo con la piccola: sua mamma è rimasta in Ucraina accanto all’altro figlio di 23 anni, costretto alla guerra. Oggi Julia e Katerina sono accolte in una nostra Casa Famiglia di Rimini e Julia ha un nuovo punto di riferimento e aiuto per superare questo momento difficile: Monica, la mamma della nostra casa. Fai una donazione sul nostro sito per aiutare le mamme che scappano dai conflitti per mettere in salvo i propri figli, rimboccandosi le maniche per ricominciare una nuova vita, e le mamme della nostra Comunità, che accolgono indistintamente e senza preavviso chiunque abbia bisogno di una mano. Se vuoi, sempre a sostegno delle mamme coraggiose, puoi inviare alla mamma del tuo cuore un dono o un biglietto d'auguri digitale. È il modo più bello per festeggiare la Festa della Mamma!
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
26/04/2022
Novena alla Beata Sandra Sabattini
Abbiamo preparato questa Novena con le meditazioni tratte dal Diario di Sandra, accompagnate da un commento di don Oreste Benzi, Servo di Dio.   Scarica la Novena alla Beata Sandra Sabattini [PDF] Ogni giornata è dedicata a un tema legato alla santità semplice di Sandra Sabattini, che era sempre nutrita dalla Parola di Dio. Dalla preghiera, poi, nasce la proposta di gesti concreti di conversione che ciascuno può provare a mettere in pratica per crescere nella relazione con Dio e con i fratelli. Le orazioni sono in parte declinate al tema meditato. Alla fine si recita sempre la preghiera di intercessione alla Beata Sandra Sabattini. Buona preghiera!
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
03/04/2022
8X1000, un aiuto che fa la differenza
Accanto a ogni bambino o adulto in difficoltà, persone con disabilità, vittime di tratta, anziani soli o ex detenuti, lì ci troverai sempre. La nostra Comunità Papa Giovanni XXIII è famiglia di chi una famiglia non ce l’ha più, non l’ha mai avuta o ha bisogno di averne una in grado davvero di prendersi cura di lui. Riusciamo a perseguire la nostra missione grazie all’aiuto che riceviamo dai nostri sostenitori, dalle aziende amiche e anche attraverso un contributo fondamentale che arriva dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Ogni anno, infatti, la CEI trasferisce alle Diocesi una quota dei fondi ricevuti grazie alle attribuzioni 8x1000 raccolte tra i contribuenti italiani, nell’intento di identificare realtà, progetti ed enti nel proprio territorio meritevoli di ricevere una quota in sostegno delle proprie attività. Tra le altre realtà che nelle varie Diocesi italiane hanno ricevuto queste donazioni c’è anche la nostra Comunità. Nel corso del 2021, infatti, abbiamo presentato richieste di contributo alle Diocesi in cui siamo presenti con famiglie aperte, case famiglia, Centri di accoglienza, Comunità Terapeutiche, Capanne di Betlemme e Mense per i poveri, realtà di accoglienza dove condividiamo la nostra vita con chi ha bisogno. Come facciamo sempre quando chiediamo un sostegno, siamo partiti raccogliendo le necessità ordinarie o straordinarie di queste nostre realtà e delle persone che le vivono. Sono stati 28 i progetti finanziati con i contributi CEI 8x1000 da parte di altrettante Diocesi che ci hanno offerto quell’aiuto essenziale che avevamo richiesto e che aspettavamo. C’è chi, come la Diocesi di Imola, ha sostenuto le nostre realtà di accoglienza presenti sul territorio diocesano, come la Casa di accoglienza di "Montericco" e la Casa di accoglienza "San Clemente"; o chi, come la Diocesi di Carpi, ha sostenuto il progetto "Se tu sei con me", per potenziare l'accompagnamento e la partecipazione a iniziative di supporto psicosociale e il recupero del benessere psico-fisico di persone con disabilità rimaste chiuse per lungo tempo nella propria casa per le restrizioni anti-Covid. Ricordiamo anche la Diocesi di Saluzzo, dove siamo presenti con 11 case famiglia e con la Coop. Sociale “Il Ramo” per l’inserimento lavorativo di persone emarginate o con disabilità; la Diocesi di Torino, che ha sostenuto gli interventi quotidiani svolti dalle strutture e dai servizi della Comunità sul territorio diocesano a beneficio di circa 170 persone in stato di grave emarginazione e povertà, e la Diocesi di Cagliari, attivatasi a sostegno della casa famiglia “Madonna della Tenerezza”, dove sono accolte persone, soprattutto minori, con gravi disabilità o salute precaria, donne vittime di tratta e mamme con bimbi. O ancora, la Diocesi di Vicenza che ha sostenuto i lavori di adeguamento della canonica di Maglio di Sopra (VI) per adibirla a servizi e attività di accoglienza; la Diocesi di Alba, che ha contribuito all’acquisto di un mezzo adeguato agli ospiti della casa famiglia "S. Luca", e la Diocesi di Macerata, che ha sostenuto le realtà di accoglienza della diocesi di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli – Treia. #FOTOGALLERY:8x1000-2021# Ne citiamo solo alcune, ma per un quadro completo di tutte le Diocesi che, regione per regione, ci hanno sostenuto dandoci un aiuto che fa la differenza, abbiamo realizzato questo elenco dettagliato. Un modo per conoscerle tutte e per rendicontare, in modo chiaro e trasparente, i fondi ripartiti dell’8x1000 che ciascuna ha erogato a nostro beneficio e il progetto sostenuto. ABRUZZO Diocesi: Teramo - Atri Importo erogato: 10.000 euro Progetto: Sostegno alla casa famiglia "Manuela" di Campli (TE) e alla ristrutturazione del convento per l'accoglienza di adulti in difficoltà   CAMPANIA Diocesi: Pompei Importo erogato: 5.000 euro Progetto: Sostegno delle realtà di accoglienza locali, come la casa famiglia   EMILIA ROMAGNA Diocesi: Imola Importo erogato: 16.000 euro Progetto: Sostegno alle 2 case di accoglienza del territorio Diocesi: Forlì - Bertinoro Importo erogato: 10.000 euro Progetto: Sostegno alla CEC "Casa Madre della Speranza" di Malmissole Diocesi: Carpi Importo erogato: 4.000 euro Progetto: Sostegno al progetto "Se tu sei con me", per il recupero del benessere psico-fisico di persone disabili Realtà: Solidarietà Missionaria Onlus (Carpi) Importo erogato: 1.436 euro Progetto: Sostegno alla Casa degli Angeli di Bangkok Diocesi: Cesena - Sarsina Importo erogato: 10.000 euro Progetto: Acquisto pulmino con cella frigorifera per trasporto alimenti a favore del progetto "Servizio Provvidenza" Diocesi: Ravenna - Cervia Importo erogato: 15.000 euro Progetto: Sistemazione di un appartamento per l'accoglienza temporanea di persone in difficoltà Diocesi: Faenza - Modigliana Importo erogato: 17.000 euro Progetto: Sostegno alle realtà di accoglienza del territorio   LAZIO Diocesi: Anagni Importo erogato: 5.000 euro Progetto: Sostegno alle realtà di accoglienza del territorio   LIGURIA Diocesi: Genova Importo erogato: 4.000 euro Progetto: Sostegno alle attività di accoglienza della casa famiglia, alla mensa per i poveri e al centro aggregativo Diocesi: Savona Importo erogato: 2.350 euro Progetto: Sostegno alle 2 case famiglia del territorio   LOMBARDIA Diocesi: Bergamo Importo erogato: 5.000 euro Progetto: Sostegno della Casa di Accoglienza e Fraternità “Arco Iris”   MARCHE Diocesi: Macerata Importo erogato: 20.000 euro Progetto: Sostegno delle realtà di accoglienza del territorio diocesano Diocesi: Fabriano - Matelica Importo erogato: 10.000 euro Progetto: Sostegno alle vittime di tratta accolte nella casa famiglia "Tra le Nuvole" Diocesi: Jesi Importo erogato: 15.000 euro Progetto: Sostegno alla casa famiglia “Maria Stella del Mattino” e alla messa in sicurezza dell'immobile   PIEMONTE Diocesi: Biella Importo erogato: 8.000 euro Progetto: Sostegno al centro aggregativo di Biella per persone con disabilità Diocesi: Saluzzo Importo erogato: 15.000 euro Progetto: Sostegno alle realtà di accoglienza del territorio Diocesi: Torino Importo erogato: 5.000 euro Progetto: Sostegno alle realtà di accoglienza del territorio dove sono accolte circa 170 persone emarginate Diocesi: Cuneo Importo erogato: 2.000 euro Progetto: Sostegno alle 12 realtà di accoglienza del territorio Diocesi: Fossano Importo erogato: 10.000 euro Progetto: Sostegno alle realtà del territorio che accolgono i "nuovi poveri" Diocesi: Alba Importo erogato: 20.000 euro Progetto: Acquisto di un mezzo adeguato per gli accolti alla casa famiglia "S. Luca" Diocesi: Ivrea Importo erogato: 1.500 euro Progetto: Sostegno a casa Beata Madre Antonia di S. Giorgio Canavese e casa Ester di S. Giusto Canavese   SARDEGNA Diocesi: Cagliari Importo erogato: 10.000 euro Progetto: Sostegno alla casa famiglia "Madonna della Tenerezza" di Cagliari   TOSCANA Diocesi: Lucca Importo erogato: 4.000 euro Progetto: Sostegno alla casa famiglia "Oscar Romero" di Camaiore Diocesi: Volterra Importo erogato: 3.000 euro Progetto: Contributo per lavori di manutenzione della casa famiglia "San Martino"   UMBRIA Diocesi: Assisi - Gualdo - Nocera Umbra Importo erogato: 10.000 euro Progetto:  Contributo per l'affitto della casa famiglia di Palazzo d'Assisi VENETO Diocesi: Vicenza Importo erogato: 15.000 euro Progetto:  Contributo per lavori di adeguamento della canonica di Maglio di Sopra (VI) per attività di accoglienza Diocesi: Vittorio Veneto Importo erogato: 6.000 euro Progetto:  Sostegno alla casa famiglia "Anawim" di Farra di Soligo (TV)
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
30/03/2022
Sai che con una penna puoi costruire una famiglia?
Per cambiare la vita di un bambino, di una persona anziana o di un’intera famiglia, basta poco: una penna e una firma, la tua, capace di scrivere il lieto fine di tante storie che sembrano già scritte. Lo facciamo da oltre 50 anni, scrivendo ogni giorno nuove storie di vita salvate nelle nostre Case Famiglia e di accoglienza, Mense per i poveri, comunità terapeutiche e centri in tutto il mondo, dove accogliamo e sfamiamo persone sole, emarginate, povere o costrette a scappare da un conflitto o da un’emergenza, dando loro tutto l’amore della nostra famiglia e la consapevolezza di non essere più soli. Molti non ricevono nessun altro aiuto oltre il nostro e ci facciamo carico noi di tutti i loro bisogni. Ecco, allora, che la tua firma, che a te non costa nulla, per tanti ha un valore preziosissimo! Per esempio, con il tuo 5x1000 possiamo continuare a costruire una famiglia per Rosina, una bimba nata con gravi problematiche che non le permettono di parlare e nemmeno di camminare. Da quando l’abbiamo accolta in una nostra Casa Famiglia, ha imparato a riconoscere i suoi genitori e i suoi fratelli dalla voce e a comunicare con le espressioni del viso, facendosi capire con i sorrisi. Con il tuo 5x1000 possiamo continuare a costruire anche un ristorante per Lorenzo, un signore senza fissa dimora che abbiamo incontrato durante una delle nostre uscite in strada, quando andiamo a cercare chi è scansato da tutti. Gli abbiamo fatto posto alla nostra tavola e ora, ogni settimana, siede e mangia con noi alla Mensa per i poveri che organizziamo a Torino, un “ristorante” unico nel suo genere che gli sta cambiando la vita giorno dopo giorno. O, ancora, con il tuo 5x1000 continueremo a costruire un rifugio per chi scappa da una guerra, come stiamo facendo per tante donne, bambini e anziani in fuga dall’Ucraina. Facciamo spazio per loro nelle nostre Case qui in Italia e in Europa, sia per chi sta con noi solo qualche giorno, in attesa che gli assegnino una delle Case di Accoglienza Straordinaria che l’Italia sta predisponendo per fronteggiare l’accoglienza del popolo ucraino, sia per chi resta a vivere con noi.   #FOTOGALLERY:5x1000# E non solo. Insieme a te, attraverso la tua firma, costruiremo ancora tanto per tanti, continuando ad essere la risposta a quel bisogno, a quella mancanza, a quella problematica, la cicatrice di ogni ferita. Come destinarci il tuo 5x1000? È molto semplice. Quando compili il Modello 730, il Modello Redditi o la Certificazione Unica (ex CUD), firma nel riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative…” e indica il Codice Fiscale della Comunità Papa Giovanni XXIII: 00310810221 Promettici che lo farai! “Promettere” significa dimostrare vicinanza, prendersi un impegno nei confronti di qualcuno: promettici di destinare il tuo 5x1000 alla nostra Comunità nella prossima dichiarazione dei redditi. Fallo per tutte le persone che accogliamo e a cui, giorno dopo giorno, insieme, possiamo cambiare la vita. Fai oggi stesso la tua promessa. Contiamo tutti su di te! Ricorda il nostro Codice Fiscale 00310810221 e scopri tutte le risposte alle domande sul 5x1000 sul nostro sito 5x1000.apg23.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
30/03/2022
La Carovana #StoptheWarNow a Kiev per la pace
Nei primi anni '90, in piena guerra dei Balcani, un gruppo di obiettori in servizio civile propose una campagna per recarsi in disobbedienza civile nei Balcani per sostenere le vittime del conflitto. Don Oreste Benzi era in prima fila. Molti giovani in servizio civile della Comunità Papa Giovanni andarono in Croazia ed in Bosnia. Fu così che nacque Operazione Colomba, il corpo non violento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII. La Papa Giovanni si espose moltissimo, in solitudine, per questa lotta. In seguito fu indetta la "marcia dei 500 a Sarajevo" con la presenza di altri giovani in servizio civile e prese inizio un movimento importante. Oggi la storia si ripete. Da Rimini è partito un tir pieno di beni di prima necessità diretto a Mykolaiv 33 bancali di alimenti, medicinali e beni igienico-sanitario per le 200.000 persone rimaste in Ucraina e che, da mesi ormai, vivono a pochi chilometri dal fronte.  Un altro gesto di solidarietà di aziende e privati che hanno accolto l’appello lanciato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e hanno dato il loro contributo per fornire un camion con beni di prima necessità diretto a Mykolaiv per la popolazione ucraina. Con l’arrivo dell’inverno, tantissime persone dovranno affrontare dei mesi difficili, senza avere garantiti i beni più essenziali come l’acqua potabile, il carburante, alimenti e indumenti più pesanti per poter affrontare le temperature più rigide. Dall’inizio del conflitto si contano ancora moltissimi anziani, bambini che vengono ogni giorno colpiti dagli attacchi terribili della guerra. La Comunità per questo ha deciso di stare vicino alle vittime con una presenza continua nelle zone più colpite, per dare conforto, aiuto a chi ancora vive nel buio della guerra. La Quarta Carovana #StoptheWarNow è rientrata lunedì 3 ottobre in Italia dopo essere stata nella capitale del Paese, Kiev per portare aiuti umanitari alla popolazione e per continuare l’impegno per la costruzione della pace in Ucraina attraverso una risoluzione nonviolenta del conflitto. I volontari si sono uniti agli studenti universitari e ad altri civili per celebrare insieme la Giornata Internazionale della Non Violenza. “Celebrare la giornata della nonviolenza a Kiev – dice Giovanni Ramonda - ha un significato di sostegno alle forze che in questo Paese vogliono spezzare la spirale di violenza, che vogliono uscire dalla logica della guerra e che chiedono di costituire una resistenza civile non armata e nonviolenta in Ucraina”.   Lunedì 29 agosto è partita la terza carovana di pace #stopthewarnow in Ucraina Il popolo della pace si mobilita ancora una volta. La terza carovana della pace della rete #Stopthewarnow è partita per l'Ucraina lunedì 29 agosto con una delegazione di 50 volontari in rappresentanza di 175 organizzazioni della società civile italiana. La destinazione è Mykolaïv, dove da tre mesi vivono i volontari italiani della Comunità Papa Giovanni XXIII. Tra i partecipanti a questa nuova carovana ci sarà monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura e presidente di Pax Christi, in rappresentanza dei Vescovi italiani. «Andremo sul fronte della guerra per non lasciare sola la popolazione piegata dalle bombe in questi sei mesi di guerra. La gente ci ha invitato a condividere con loro l’angoscia e la paura. Andiamo per sollecitare la politica ad aprire delle trattative di pace. Porteremo anche beni di prima necessità all'andata ed al ritorno evacueremo persone in fuga dal conflitto» spiega Alberto Capannini di Operazione Colomba, il corpo civile di pace della Comunità Giovanni XXIII, presente in Ucraina dall'inizio della guerra. «Qui a Mykolaïv uno dei problemi principali è l'accesso all'acqua. - continua Capannini - I missili russi hanno distrutto gli impianti di depurazione e dissalazione causando l'interruzione delle forniture idriche verso la città. Dai rubinetti di gran parte delle abitazioni esce acqua color fango, che non può essere usata per bere, far da mangiare o lavarsi. Ogni giorno gli abitanti sono costretti a fare la fila per rifornirsi ai pochi dissalatori rimasti attivi in città, che consentono di rendere potabile l'acqua del mare. Per questo con la rete #Stopthewarnow stiamo raccogliendo fondi per finanziare l'acquisto di due dissalatori che garantiranno gli approvvigionamenti idrici a migliaia di persone».   La città di Mykolaiv è stata bombardata «Un attacco vile e inumano. Proprio ieri eravamo a Mykolaiv nel quartiere bombardato per consegnare alla Caritas locale aiuti umanitari portati dalla Carovana della pace #stopthewarnow» Alberto Capannini della Comunità Papa Giovanni XXIII, presente ad Odessa insieme agli altri volontari partiti con la Carovana, racconta l’attacco contro un palazzo nella città ucraina di Mykolaiv che ha provocato tre morti e cinque feriti. Il missile è caduto a poche ore dagli incontri fra i volontari di #stopthewarnow, Caritas ed istituzioni locali. «Dobbiamo fare ogni sforzo per evitare che sparare sui civili diventi un fatto normale. Qui a Mykolaiv manca l'acqua e migliaia di persone vivono solamente grazie agli aiuti esterni. Ci sono persone che raggiungono le case al fronte per portare pagnotte che verranno divise anche fra una decina di persone, nascondendosi nei mezzi blindati ad ogni esplosione. Il nostro modo per rispondere a questa disumanità è quello di stare al fianco di queste persone con la nostra presenza. È l'unica cosa che possiamo fare adesso per costruire ponti di solidarietà». La Carovana della pace è arrivata a Odessa il 27 giugno, dopo due giorni di viaggio, con l’obiettivo di aiutare la popolazione ucraina per la seconda iniziativa di pace non violenta, cercando un dialogo con le istituzioni locali.   La carovana Stop the war Now ritorna in Ucraina . Sabato 25 Giugno una delegazione di 50 persone in rappresentanza di 175 organizzazioni partirà per un'iniziativa di pace nonviolenta in Ucraina. Dopo la prima partenza ad aprile, la rete #StoptheWarNow ritornerà in Ucraina con circa 15 mezzi per portare 40 tonnellate di beni di prima di necessità per la popolazione colpita dalla guerra. Tra i mezzi vi sarà un TIR di aiuti umanitari finanziato dalla CGIL. La destinazione è Odessa dove i partecipanti incontreranno sia organizzazioni della società civile, sia autorità religiose e civili. La carovana si sposterà poi a Mykolaïv. Al ritorno il convoglio si fermerà a ChiÈ™inău per incontrare l’arcivescovo cattolico della Moldavia Anton CoÅŸa. Il Coordinamento #Stopthewarnow conta una rete di oltre 175 associazioni, movimenti ed enti italiani. A promuovere e coordinare l’operazione, anche in questa seconda partenza, sarà la Comunità Papa Giovanni XXIII insieme ad altre associazioni come Pro Civitate Christiana, CGIL, Focsiv, Aoi, Rete italiana Pace e Disarmo, Libera contro le mafie. Tra le associazioni aderenti vi sono Nuovi Orizzonti, ARCI, Legambiente, Focolarini, Mani Tese, Un ponte per. Alla Carovana del25 giugno ha aderito anche la Conferenza Episcopale Italiana. «La partecipazione del Vescovo Francesco Savino, vice-presidente della CEI, rappresenta un fondamentale supporto all'azione di pace voluta da migliaia di italiani», dichiara il coordinamento della carovana della Pace in merito alla presa di posizione della Conferenza Episcopale Italiana. «Siamo grati alla CEI per la sua adesione». Le tante associazioni che hanno dato vita a #STOPTHEWARNOW hanno storie e sensibilità diverse che hanno trovato un punto di incontro nella proposta di un intervento alternativo all'uso delle armi e hanno dato vita a una grande azione di pace che ha aiutato e continuerà ad aiutare il popolo ucraino. #FOTOGALLERY:carovana# L’azione promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII insieme a una lunga lista di associazioni ha una valenza politica e umanitaria: dalla richiesta del cessate il fuoco immediato in Ucraina e del ritiro delle truppe russe, alla consegna di 30 tonnellate di beni di prima necessità, quali viveri, vestiario e medicinali per la popolazione sotto assedio.   La prima carovana della pace del 1 aprile 2022 Venerdì 1° aprile una delegazione con oltre 200 persone appartenenti a un centinaio di associazioni e organizzazioni della società civile italiana è entrata in Ucraina per un'azione di Pace, la più grande mai fatta in Europa dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina. "Entreremo in territorio ucraino per testimoniare con la nostra presenza sul campo la volontà di pace e per permettere a persone con fragilità, madri sole e soprattutto bambini, di lasciare il loro Paese in guerra e raggiungere l'Italia" dice il manifesto di STOP THE WAR NOW – Facciamo la Pace, promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII insieme a una lunga lista di realtà tra cui AOI, Rete Disarmo, Focsiv, Pax Christi, ARCI, Libera, CGIL, Nuovi Orizzonti, 6000 Sardine, Legambiente.   #FOTOGALLERY:aiuti# A Leopoli, la Comunità Papa Giovanni XXIII e gli altri partecipanti della carovana hanno incontrato le organizzazioni della società civile, autorità religiose e civili, tra cui il sindaco della città e l’ambasciatore italiano Pier Francesco Zazo, con cui hanno collaborato per la drammatica situazione, per porre fine alla guerra. «Non è un incontro fra governi, ma fra persone che vogliono fortemente la pace», ha sottolineato Alberto Capannini, volontario di Operazione Colomba, corpo nonviolento della Comunità e tra gli ideatori della marcia per la pace in Ucraina #FOTOGALLERY:accoglienza# Nel tardo pomeriggio del 2 aprile i partecipanti all'iniziativa per la pace #stopthewarnow hanno sfilato in silenzio nelle piazze di Leopoli con cartelloni e manifesti, per portare un messaggio di pace, e soprattutto di speranza, alle persone che arrivano qui da tutta l'Ucraina e che cercano un modo per raggiungere la frontiera europea. #FOTOGALLERY:marcia# Un movimento di popolo che vuole costruire la pace ma soprattutto un corridoio umanitario che ha portato in Italia, al ritorno, centinaia di donne, bambini, anziani e persone con disabilità che non riuscivano a lasciare il Paese e Leopoli e che adesso sono stati accolti in case sicure con tutto l’affetto e le cure di cui hanno bisogno. Segui i prossimi passi su www.stopthewarnow.eu
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/03/2022
EU Migration Pact, il webinar. Ecco cosa è emerso
Il  16 marzo 2022 si è tenuto online il webinar sul Migration Pact EU, organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII con l’obiettivo di informare su che cos’è questo strumento e a che punto si trova l'iter della sua attuazione. L'evento ha visto come ospiti influenti rappresentanti delle Istituzioni Europee.   La Dottoressa Laura Corrado della Direzione Generale Migrazione e Affari interni, Capo Unità del Coordinamento delle politiche e relazioni inter-istituzionali, ha illustrato il contesto.   Il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo è stato redatto e presentato nel novembre 2020 dalla Commissione europea dopo che nel 2016 la riforma del sistema comune di asilo venne approvata dal Parlamento Europeo. L'iter però si bloccò al Consiglio, principalmente perché la proposta poggiava sulla modifica dei criteri di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di domanda di protezione internazionale, cosa che trovava opposizione da parte di alcuni Paesi.   «Il Migration Pact che ne è seguito — ha spiegato Laura Corrado — è una proposta che la Commissione Europea ha prodotto in una visione modulare, a pacchetto, che modifica alcuni regolamenti europei e che ha quindi una valenza anche legislativa per gli Stati Membro. Ogni parte è utile e complementare alle altre». Rivedi l'evento     Cosa propone l'EU Migration Pact   La Commissione Europea basa dunque la proposta di riforma su tre pilastri:   Nuove procedure per stabilire rapidamente lo status all’arrivo; un quadro comune per la solidarietà e la condivisione della responsabilità; un cambiamento nell’approccio alla cooperazione con i Paesi terzi, in particolare definendo   Più nel dettaglio, tra i tanti, si affrontano i seguenti aspetti:   i metodi di controllo alle frontiere esterne; le procedure di asilo; una revisione parziale del regolamento di Dublino; i meccanismi di solidarietà da parte degli Stati dell’Unione nei confronti dei Paesi membri più esposti ai flussi; una disciplina per la gestione di situazioni di crisi e di forza maggiore causate da pressioni migratorie ingenti (l'emergenza Ucraina ne è un esempio).   Laura Corrado ha proseguito spiegando i differenti interessi in gioco portati dai Paesi nel confronto con il Consiglio Europeo: «Possiamo identificare tre gruppi di Nazioni, principalmente in relazione alla loro posizione geografica».   Questa la suddivisione proposta:   Stati Med-5 (Italia, Spagna, Grecia, Malta e Cipro). A fronte di un meccanismo che aumenta gli oneri in carico ai Paesi di primo ingresso, temono di non riscontrare un meccanismo di solidarietà altrettanto certo e obbligatorio. Stati Continentale-nordico (Stati del centro e nord Europa). Sono favorevoli ad irrigidire le norme relative alle procedure di ingresso e di asilo, nella prospettiva di proteggere maggiormente lo spazio Schengen libero da frontiere interne. Stati Visegrad 4 (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Repubblica slovacca). Hanno una posizione tradizionalmente contraria a qualsiasi forma di ricollocazione, anche differita nel tempo.   Conclude la Corrado: «Per quanto terribile sia il conflitto scoppiato alle porte dell'Europa, e per quanto lo siano le sue conseguenze, l'Unione europea ha mostrato una solidarietà e una compattezza senza precedenti nell'apertura all'accoglienza delle persone provenienti dall'Ucraina. I Paesi hanno dimostrato che è possibile, se c'è la volontà politica, avere una politica comune europea e solidale per la gestione della migrazione e dell'asilo». I commenti politici all'EU Migration Pact   All'intervento tecnico introduttivo hanno fatto seguito due contributi di tipo più strettamente politico.   All'On. Pietro Bartolo (Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici) la moderatrice Nicoletta Pasqualini di semprenews.it ha chiesto quale fosse la visione ha il suo gruppo politico sul Migration Pact. L'Europarlamentare, prima di essere nominato, era medico a Lampedusa. Visitava i migranti che approdavano sull’isola; il suo quindi contributo parte dall’esperienza personale. Nella Commissione per le Libertà Civili (Libe) è relatore ombra sul percorso di modifica del Trattato di Dublino. «Il nostro criterio nel sorreggere la visione politica del Migration Pact è principalmente una attitudine all’accoglienza e al rispetto dei diritti umani», ha detto.   Bartolo ha espresso consapevolezza nei riguardi delle differenti sensibilità e interessi che sono in gioco; ha ribadito la disponibilità a lavorare insieme alle altre forze politiche perché si possano trovare punti di incontro concreti. Gli ha fatto seguito l’On. Salvatore De Meo, di Forza Italia: «Dobbiamo andare oltre ai proclami, scendendo a un livello di concretezza necessario per affrontare il fenomeno migratorio».  Ha portato l'impegno del Partito Popolare Europeo nella costruzione di questo Patto Migratorio, citando ad esempio l'impegno del collega On. Tomas Tobè, relatore della relazione sulla modifica del Trattato di Dublino.   Fra gli interventi, Giovanni Paolo Ramonda, Presidente dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, ha ricordato le migliaia di persone in tutto il mondo con cui la Comunità condivide la vita nelle sue case famiglia, strutture di accoglienza. Ha ricordato le donne vittime della tratta, i migranti che finiscono nelle mani dei trafficanti: «Partendo da possibili diverse visioni arriviamo ad una soluzione condivisa, che rispetti i diritti umani fondamentali e la dignità di queste persone», è l'auspicio.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/03/2022
Nemmeno con un fiore. Il prezzo dell’amore.
Papa Francesco il 20 marzo all'Angelus ha ammonito i fedeli riguardo ai rischi che corrono donne e dei bambini che stanno fuggendo dalla guerra in Ucraina: «Con il tempo saranno cercati dagli avvoltoi della società. Proteggiamoli, per favore»!  Un richiamo forte a chi sfrutta e usa le vulnerabilità di chi riversa in condizioni di estremo bisogno; ne è un esempio la tratta finalizzata allo sfruttamento sessuale. Nel 2020 sono stati individuati 534 diversi flussi mondiali riconducibili alla tratta di esseri umani; sono state segnalate vittime provenienti da più di 140 paesi di origine diversi. In Europa si stima che i proventi della tratta raggiungano i 2,7 miliardi di euro all'anno. Per il 60% le vittime sono donne e minori coinvolti nello sfruttamento sessuale. In Italia l'industria della prostituzione coinvolge oggi, sulle strade ma sempre più negli appartamenti, soprattutto donne provenienti dall'Est Europa. La Comunità Papa Giovanni XXIII, in occasione del mese dedicato alla donna, partendo dall'esperienza maturata in più di 25 anni di impegno contro la tratta, lancia il percorso artistico di sensibilizzazione al tema dello sfruttamento sessuale. Gli appuntamenti La pièce teatrale intitolata Nemmeno con un fiore. Il prezzo dell'amore, andrà in scena: Piacenza, venerdì 25 marzo 2022 ore 20.30 - Teatro Filodrammatici, Via Santa Franca, 33. Prenotazioni e informazioni: 346.5613881 Legnago (VR), domenica 27 Marzo 2022 ore 17 - Teatro Salus, Via Marsala 7, evento organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione Amici della Comunità Papa Giovanni XXIII, Domus Pacis in collaborazione con Sempre Editore. Prenotazione obbligatoria: 349.6516690 - 346.1503450. Modena, martedì 29 marzo 2022 ore 21.00 - Teatro della Cittadella, Piazza Cittadella 11. Lo spettacolo verrà introdotto da Valentina Reggiani, giornalista de Il Carlino. Interverranno rappresentanti del Comune di Modena e del Comune di Castelfranco Emilia. Prenotazione obbligatoria: 338.2895195.   Lo spettacolo teatrale La trama si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto: l’omicidio di una giovane donna sfruttata sui marciapiedi della Via Emilia avvenuto per mano di un cliente.   Lo spettacolo mette a confronto varie figure che sono coinvolte in qualche modo nel fenomeno della prostituzione: una poliziotta, un'affittuaria, un cliente, una donna prostituita. È un racconto a più voci che fa emergere tutta la complessità del fenomeno della violenza di genere e che fa riflettere sulla mercificazione dei corpi e sul significato dell’amore. La regia dello spettacolo è di Emanuela Frisoni e di Rosa Morelli; è scritto da Emanuela Frisoni con il contributo della giornalista Giovanna Greco. Le attrici sono: Barbara Abbondanza, Patrizia Bollini, Giorgia Guerra. «La prostituzione corrompe una società intera — spiegano gli organizzatori —. Fino a quando resterà possibile acquistare il corpo femminile ed abusarne a piacimento non ci potrà essere parità di genere; le diverse forme di violenza resteranno legittimate dalla cultura del dominio e del possesso. Con il fenomeno delle migrazioni in aumento, occorre scegliere da che parte stare». L'associazione di don Benzi promuove la campagna di sensibilizzazione Questo è il mio corpo per accrescere la consapevolezza che la prostituzione è una violazione dei diritti della donna ed una minaccia alla sua promozione sociale. La campagna chiede anche in Italia una legge che riconosca la responsabilità dei clienti, in linea con quella di Francia, Norvegia, Svezia, Islanda, Irlanda ed Irlanda del nord.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/03/2022
Contro la discriminazione di Rom e Sinti, domani l’evento conclusivo
“Latcho Drom” è un progetto finanziato dal Programma “Rights, Equality and Citizenship”dell’Unione Europea. Il progetto è stato avviato ad agosto 2019 ed è coordinato dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in partenariato con il Comune di Rimini e il Center for the Study of Democracy in Bulgaria. Il progetto “Latcho Drom” intende contribuire a ridurre le discriminazioni nei confronti delle comunità rom e sinti e favorire la loro piena inclusione sociale attraverso un percorso pilota rivolto alle stesse comunità rom e sinti in 3 città italiane (Cuneo, Torino e Rimini), agli operatori del settore, alla cittadinanza e alle autorità locali. Durante la conferenza conclusiva verranno presentati il progetto “Latcho Drom” e i principali risultati raggiunti e sarà l’occasione per discutere con i Parlamentari Europei e rappresentanti delle organizzazioni della società civile delle prospettive a livello europeo e italiano in termini di politiche e legislazione sul tema dell’inclusione sociale dei Rom.   Collegati qui per seguire l'evento su zoom Presiederà: Maria Yordanova, Senior Research Fellow, law Program, Center for the Study of Democracy Relatori: Romeo Franz, MEP, Rapporteur resolution on the Implementation of National Roma Strategies: combating negative attitudes towards people with Romani background in Europe Pierfrancesco Majorino, MEP, Committee on Employment and Social Affairs, Subcommittee on Human Rights Elena Gattafoni, Project Coordinator of the “Latcho Drom” project, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII Domenica Moscato, Project Manager of the project “HERO Housing and Employment of Roma people”, Cooperativa LiberiTutti Caterina Corrias, Project Officer of the project “R-HOME Roma: Hosing, Opportunities, Mobilisation and Empowerment”, Caritas Ambrosiana È richiesta l'iscrizione via email all'indirizzo latchodrom@apg23.org oppure compilando il form.     I Rom che non ti aspetti - le storie   All'interno del progetto, Rašid Nikolić, abile marionettista e fervente attivista della cultura Rom è direttore della mostra multimediale itinerante “Romanipen: Identità e Storia della Cultura romanì”: nel suo curriculum ci sono la fuga dalla guerra di Bosnia, l'esilio già da bambino come rifugiato politico a Berlino, poi gli anni più belli dell'infanzia passati in un campo nomadi di Torino, fino al compimento degli 8 anni.   Lo stesso Rašid racconta: «Ho iniziato la scuola con un anno di ritardo e passavo gran tempo dell’orario scolastico a dormire appoggiato al banco. Nessuno mi seguiva durante le lezioni».   «Di quel periodo ricordo la disattenzione degli insegnanti, la mancanza di mezzi e strumenti, l’abbandono a me stesso. Cercavo di allinearmi alla sensazione di sentirmi italiano e nello stesso tempo ricercavo la mia identità». E il cambio di vita radicale: «Poi siamo stati inseriti in un alloggio di emergenza abitativa, e di lì in una casa di edilizia popolare. Con l’ingresso in appartamento sono cresciute le pressioni dei miei genitori che volevano integrarsi e che riponevano in noi figli grandi aspettative». La potenza evocativa dei racconti di Rašid fa il paio con un'esperienza di vita che tanto ha da insegnare, sul tema dell’integrazione. Si rivolge ad insegnanti, ai rappresentanti delle istituzioni e all'opinione pubblica: «Abitare in un campo non è facile per la frequenza scolastica. E’ vergognoso vivere senza luce, acqua, servizi. E’ rimanere il bambino zingaro con tutti i pregiudizi che ti porti dietro e dentro».   La mostra, inserita nel progetto Latcho Drom finanziato dal Right Equality and Citizenship Programme (2014-2020) dell'Unione Europea, è pensata per contrastare la discriminazione e favorire l'inclusione di Rom e Sinti nelle Comunità locali.   Il percorso, proposto dalla Comunità Papa Giovanni XXIII che è capofila del progetto, vede la partecipazione fra gli altri di Rambo Bologna Halilovic. Anche lui ha vissuto l'esperienza di una infanzia vissuta in un campo nomadi; poi ha avuto l'opportunità di venire accolto in una comunità d’accoglienza e poi in una famiglia. Ora è laureando in Scienze dell’Educazione a Torino ed opera nei quartieri più fragili della città insieme alle associazioni di volontariato e all’Ufficio diocesano per la Pastorale dei Migranti.   Fra gli altri contributi al progetto si segnalano quello di Paolo Bonfanti per il materiale audiovisivo; Le illustrazioni sono di Zeljko Nikolic e di Ilaria Brotto, la progettazione grafica è di Ilaria Brotto su testi gentilmente concessi da Santino Spinelli. Fra le opere: l'installazione di una bandiera Rom cucita dal pubblico, firmata da Ivana Nikolic. Si affianca ad attività laboratoriali nelle scuole, a misure per l'accesso scolastico, a corsi di formazione per operatori del settore e a strumenti di sostegno per la regolarizzazione dei titoli di soggiorno di persone appartenenti al popolo Rom.   Spiega Natascia Mazzon della Comunità Papa Giovanni XXIII, curatrice del progetto insieme a Lucia Sandiano: «Circa il 25% della popolazione Rom e Sinta in Italia vive nel degrado, mentre il restante vive regolarmente in abitazioni o situazioni autonome. Eppure il mondo mediatico tende ad enfatizzare le dinamiche delle fasce marginali, lasciando credere che Rom sia sinonimo di persona restia a qualsiasi percorso di inclusione. È la stessa esistenza dei campi a creare l'emarginazione sociale. Con questo percorso presenteremo storie ed eventi che mostreranno quanto di buono fiorisce in questa cultura e tradizione tanto straordinaria quanto sconosciuta. Camminare insieme, al fianco del popolo Rom, è possibile».   Per informazioni: latchodrom@apg23.org
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