In Italia e all’estero sono diverse le possibilità di volontariato per giovani, proposte da associazioni ed enti, interessati a dedicare una parte del proprio tempo all’incontro con l’altro e al servizio. Le possibilità di volontariato possono coinvolgere i ragazzi per qualche ora alla settimana, ma anche consistere in esperienze residenziali in case e realtà di accoglienza.
La Comunità Papa Giovanni XXIII propone ai gruppi parrocchiali, ai gruppi scout, ma anche ai singoli, la possibilità di vivere l’esperienza di volontariato attraverso il progetto Vieni e Vivi: un’occasione per entrare o affiancarsi alle realtà di accoglienza e condivisione con gli ultimi per entrare in famiglia con loro, per sperimentare la condivisione diretta di vita, o per avvicinarsi con tatto a chi più ha bisogno.
L’associazione di Don Benzi promuove attività ed iniziative in tutta Italia per coinvolgere i giovani: spazi di crescita e confronto, esperienze di volontariato accanto ai più emarginati, nelle strade, negli istituti, nelle carceri e nei campi nomadi. Organizza percorsi di prevenzione del disagio giovanile nelle scuole e proposte educative che favoriscono la crescita e la relazione con i coetanei.
Per saperne di più, contatta la nostra segreteria generale.
- sostenga i giovani nel trovare il proprio posto nel mondo, aiutandoli a scoprire il senso della vita;
- crei spazi di accoglienza e confronto, in cui nessuno si senta solo o escluso;
- educhi alla solidarietà, alla giustizia e alla pace.
Le prime esperienze di volontariato compiute dai più giovani furono fondanti per la Comunità Papa Giovanni XXIII. Alla fine degli anni Sessanta Don Oreste Benzi, all’epoca insegnante e assistente diocesano dell’Azione Cattolica di Rimini, iniziò a proporre ai suoi ragazzi un “incontro simpatico con Cristo”, affinché potessero scoprire il senso profondo della propria esistenza e il valore del dono di sé agli altri. Propose ai giovani le prime esperienze di volontariato organizzando campi estivi in cui i giovani accompagnassero le persone con disabilità, al tempo reiette. «Dove noi, anche loro», era il motto. Don Benzi denunciava l’ingiustizia della segregazione delle persone disabili, motivando i ragazzi alla mobilitazione per la difesa della loro dignità. L’idea non era di aiutare qualcuno, ma di fare vacanze insieme, alla pari, dove non ci fosse chi aiutava e chi fosse aiutato, ma di vivere un’esperienza in cui,, come il sacerdote riminese amava ripetere: «Ci si salva insieme».
È l’occasione, per tutti – gruppi scout, gruppi parrocchiali… – per conoscere la Comunità Papa Giovanni XXIII che magari è proprio vicino casa, o a pochi chilometri, avendo la possibilità di entrare nelle case di accoglienza, viverle per qualche giorno come se si fosse parte della famiglia, sperimentare la condivisione e l’incontro col Signore attraverso i poveri.
Per informazioni scrivi una mailI Campi di Condivisione sono delle vere e proprie vacanze da vivere insieme a ragazzi con disabilità fisica o psichica, pronti a far nascere legami e amicizie, nell’idea che si è dono l’uno per l’altro. Mentre si spingono carrozzine fino in cima alle montagne o si trascorre del tempo con un ragazzo con fragilità, si scopre che tutti i limiti di ciascuno di noi si possono superare. È con questa proposta che don Oreste Benzi strinse attorno a sé il primo nucleo di giovani che poi, con lui, diede vita alla Comunità Papa Giovanni XXIII.
Scopri di piùI Campi Fuori le Mura, invece, portano i giovani nelle “periferie esistenziali”, tra i bambini degli orfanotrofi di Bucarest così come tra i bambini dei quartieri più disagiati delle nostre città. Esperienze fuori dalle sicurezze delle spiagge e dei monti di casa nostra, per vivere con chi è escluso, con chi vive in terre dimenticate o in zone di forte povertà, per aprire una breccia nei pregiudizi e tornare a casa profondamente cambiati.
È un modello significativo ed efficace di Corpo Civile e Nonviolento di Pace che interviene nei conflitti armati e sociali acuti.
Scopri di piùFare servizio civile alla Papa Giovanni significa fare esperienza della nonviolenza attraverso la condivisione di un anno della propria vita con gli ultimi e gli emarginati. È rivolto a ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni.
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