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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
12/02/2022
Donne sudamericane e sfruttamento sessuale in Italia
Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII: «C'è un traffico costante di donne che vengono portate in Italia dal Sudamerica attraverso la Spagna, destinate allo sfruttamento sessuale negli appartamenti». Iscriviti all'evento, live da Genova «Arrivano in Europa in aereo — spiega Ramonda — dal Perù, dal Venezuela, dalla Repubblica Dominicana, la maggior parte dotate di visto turistico per la Spagna. Poi raggiungono l'Italia con la promessa di un lavoro da colf, e qui scoprono la dura realtà: dovranno sborsare centinaia di euro al mese per l'affitto di un posto letto in un appartamento. Per saldare i debiti viene loro messo a disposizione un unico mezzo: proporre prestazioni sui principali siti di incontri a luci rosse». È il caso di una donna incontrata a fine 2021 dagli operatori dell'associazione di Don Oreste Benzi in una città dell'Emilia: «Abbiamo saputo di una donna peruviana che aveva lasciato il figlio disabile alla nonna prima di partire per la Spagna, convinta di avere trovato un lavoro stagionale come badante. Invece si è trovata costretta a vendere prestazioni sessuali in Italia. Siamo riusciti a farla scappare e a metterla in contatto con l'organizzazione spagnola Fundacion de solidaridad Amaranta. Da due settimane il suo posto è già stato preso da una donna sulla quarantina che ci ha riferito di essere appena arrivata dal Messico». L'operatrice che l'ha accompagnata nel percorso di uscita racconta: «Mi ripeteva piangendo che se avesse denunciato i suoi aguzzini sarebbero riusciti a vendicarsi facendo del male a sua figlia rimasta in Perù: "ci sono famiglie potenti nel nostro paese che arrivano ovunque", mi diceva». La Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha attivato unità di contatto con le donne costrette alla prostituzione al chiuso a Bari, Modena, Rimini, Roma, Savona sottolinea quanto è emerso grazie al progetto Hope this helps della regione Liguria. Alcuni arresti di fine 2021 hanno smantellato una rete costituita da persone italiane, sudamericane e moldave, che gestiva appartamenti hard in una palazzina del centro storico di Genova, dove sono attive Afet Aquilone onlus e Comunità San Benedetto al porto. Le esperienze ed i risultati del progetto saranno presentati il 15 febbraio alle ore 17 a Genova, durante il seminario Donne sudamericane e sfruttamento sessuale. Il caso del centro storico di Genova, organizzato insieme ai partner Differenza Donna e Fundacion de solidaridad Amaranta. L'evento si colloca all'interno del progetto MIRIAM. Donne migranti libere dalla violenza di genere, finanziato dall'Unione Europea e finalizzato alla tempestiva identificazione delle donne vittime di violenza in Italia e in Spagna, e gode del patrocinio del Comune di Genova. Questo il programma: Ore 17 Saluti delle autorità Prima visione del cortometraggio Ballerina del regista Kristian Gianfreda (CoffeTime Film) Paola Bavoso - CISL: Violenza sulle donne: una questione culturale Ore 17.50 Josè Manuel Suarez - Fundaciòn de Solidaridad Amaranta: Dal Sud America alla Spagna, un viaggio senza fine Chiara Spampinati - Differenza Donna: Le rotte dal Sudamerica all'Italia: lo sfruttamento e le discriminazioni di genere Andrea Anabevoli - AFET Aquilone; Milena Zappon - Ass. Comunità S. Benedetto:Il Progetto Hope this Helps: il sistema Liguria contro tratta e sfruttamento minorile. M.Rosa Biggi – CIF LIGURIA: La reintegrazione sociale delle donne prostituìte nel centro storico genovese Anicette Lantonkpode – Suore NSA: Storie di vite invisibili: il caso di Benedetta Irene Ciambezi, coordinatrice del progetto europeo MIRIAM: donne migranti libere dalla violenza; le storie.   L'evento sarà trasmesso in diretta streaming al link che verrà comunicato agli iscritti.   Iscriviti qui Per informazioni:  progettomiriam@apg23.org  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
07/02/2022
Scegliere la vita, sempre
Una tempesta di emozioni positive. Tante testimonianze di vita vissuta che lasciano senza parole, riempiono di speranza e di stupore allo stesso tempo. Queste sono le impressioni che ha lasciato il webinar “Tu sei prezioso ai miei occhi!”, che si è tenuto venerdì sera 4 febbraio. Un evento organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in occasione della Giornata per la Vita 2022. Un seminario a cui già 200 persone hanno assistito.     Una vita gioiosa, piena, ricca di senso si trova spesso nel posto dove meno la andremmo a cercare, cioè nelle persone che hanno malattie e disabilità, che riempiono la loro vita di limiti e di ostacoli, per cui nessun giorno è scontato, perché potrebbero non arrivare al giorno dopo, e in chi vive al loro fianco. O in chi di fronte a una maternità imprevista sceglie di accogliere il nuovo arrivato.   Leggilo tutto su semprenews    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
04/02/2022
Giornata mondiale di preghiera contro la tratta
La Comunità Papa Giovanni XXIII, in occasione della Giornata mondiale di preghiera contro la tratta di persone, aderisce alla maratona mondiale che, dall’Oceania alle Americhe, verrà trasmessa martedì 8 febbraio dalle ore 10 alle 17 in diretta streaming sul canale YouTube della Giornata mondiale con traduzioni in cinque lingue. Alle ore 13.30 sarà trasmesso un messaggio di Papa Francesco e alle 14 avrà inizio la tappa europea introdotta dalla Comunità Papa Giovanni XXIII con testimonianze ed un momento di preghiera ecumenica da Malmö in Svezia, dove una famiglia della Comunità di don Benzi è impegnata nel dialogo ecumenico e nel supporto ai migranti. «La pandemia ha fatto incrementare il “business” della tratta, in particolare lo sfruttamento sessuale si è sempre più rapidamente radicato nella prostituzione indoor- negli appartamenti, nei bordelli, nei centri benessere, nei centri massaggi - rendendo ancor più invisibili le vittime. Per questa ragione, oltre all'impegno delle unità di strada, abbiamo avviato 3 nuovi team per la prostituzione indoor: a Modena, Savona, Rimini. L'intento è sempre quello di incontrare le vittime e proporle la liberazione dal racket, proprio come faceva don Oreste Benzi, pioniere nell'incontro e nel recupero delle donne uscite dalla tratta a scopo sessuale fin dagli anni '90» spiega Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. «Nonostante il Covid abbiamo continuato ad accogliere vittime di tratta a scopo sessuale, lavorativo o accattonaggio - continua Ramonda. - Nel 2021 abbiamo aiutato 100 persone, principalmente donne tra i 24 e i 27 anni; numerose sono accolte nelle nostre case famiglia a causa delle ferite indelebili che i trafficanti ed i clienti le hanno lasciato. Molte di esse hanno sviluppato patologie psichiatriche invalidanti. Inoltre continuiamo a sostenere molte donne nel loro percorso verso l'autonomia, in particolari le madri». Ecco tutte le iniziative nelle diocesi:   sabato 5 febbraio alle ore 23 a Perugia, presso Pian di Massiano si terrà il S. Rosario in strada guidato da don Aldo Buonaiuto coi giovani dell'Unità di strada. Lunedì 7 febbraio alle ore 19 a Bologna presso la Parrocchia Sant'Antonio di Savena, sarà celebrata la Santa Messa in memoria di Santa Bakhita e di tutte le vittime di tratta. La Santa Messa sarà presieduta dal Cardinale Arcivescovo Mons. Matteo Maria Zuppi. Vai alla locandina Martedì 8 febbraio a Piacenza alle ore 18.30 sarà celebrata la S. Messa in Cattedrale presieduta dal Vescovo della Diocesi di Piacenza - Bobbio, Mons. Adriano Cevolotto. Martedì 8 febbraio a Milano, alle ore 18.15 si terrà il convegno Traffico di esseri umani e nuove schiavitù. L'impatto devastante del Covid sulle vittime in Italia e nel mondo, promosso da Caritas Ambrosiana, Mani Tese e PIME. Interverrà Fabio Agostoni, Servizio Diritti Umani della Comunità Papa Giovanni XXIII. Vai alla locandina Martedì 8 febbraio ad Acireale (CT) alle ore 15.45 si terrà un momento di riflessione promosso da Famiglia Canossiana, Parrocchia Aci Bonaccorsi, Comunità Papa Giovanni XXIII, Migrantes Acireale. Vai alla locandina  
02/02/2022
Sette sataniche, fenomeno in aumento con la pandemia
Intrappolati dalle tenebre, attratti da promesse di felicità, che presto si trasformano in incubi. È il mondo sommerso delle vittime delle sette sataniche. Ci sono gruppi dediti alla magia e all’esoterismo, altri che propongono percorsi spirituali o “religiosi”. In Italia esistono circa 500 sette sataniche con migliaia e migliaia di adepti. Il fenomeno è fortemente cresciuto durante la pandemia. Siamo Noi, programma pomeridiano di Tv2000, ne ha parlato il 1 febbraio 2022 con Don Aldo Bonaiuto, responsabile del servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
31/01/2022
Avvenire: il reportage sulla Comunità  Papa Giovanni XXIII
Ovunque ci sia umanità scartata e ferita, lì c'è la Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. Fedele alla profezia del fondatore "con la tonaca lisa", la «Apg23» profonde amore a piene mani, negli incontri quotidiani con tanti segnati dal mistero della sofferenza e dal rifiuto di una società indifferente alla vita più difficile da custodire. Chiara voleva lasciare il compagno che la trascura e si ritrova incinta di lui. Giulia non se la sente di continuare perché né lei né il marito lavorano. Francesca ha una malattia all'utero e i dottori le hanno detto di abortire. Il Servizio Maternità della Comunità offre ascolto e propone soluzioni. Nel 2020 ben 798 mamme hanno chiamato al numero verde per le maternità difficili, più del doppio rispetto all'anno precedente. L'ambiente circostante, le persone con cui la neo-mamma vive, il lavoro precario, le difficoltà economiche, problemi fisici o psichici, sono alcune cause che incidono sulla decisione della donna. E la solitudine ingigantisce paure e ansie. «Le donne si convincono che la cosa giusta da fare, per il bene di tutti, sia abortire - nota il responsabile del Servizio Maternità, Andrea Mazzi -. Tanti ancora parlano dell'aborto come di una scelta di libertà, ma la realtà ci dice che dove c'è aborto non c'è libertà e dove c'è libertà non c'è aborto». Cosa offrono a gestanti le donne del Servizio Maternità? «La cosa più importante: si aiutano queste donne a dare un significato pieno alla loro esistenza - prosegue Mazzi - anche grazie ad altre donne con esperienze simili. Al dialogo segue la progettazione per risolvere i problemi. Il sostegno economico è importante ma non è né il primo né l'unico. Questa vicinanza concreta fa sentire alla mamma di non essere da sola, che qualcuno crede in lei e nel suo bambino. E allora il miracolo dell'aprirsi alla vita avviene». La Comunità Papa Giovanni XXIII «è una grande famiglia in cui chi viene accolto e amato si sente protagonista»: così la definisce il responsabile generale Giovanni Paolo Ramonda. Dalla nascita della Comunità, sono mutate le esigenze della famiglia, la società vive una grave denatalità, manca speranza nel futuro. Ma l'affiato della Papa Giovanni XXIII non è mutato. Giovanni Paolo Ramonda, il responsabile generale che ha preso il testimone da don Benzi, ne è convinto: «Dobbiamo sostenere in ogni modo le donne, perché dicano sempre il loro sì alla vita e alla maternità». Il futuro? «Un impegno crescente per uno Stato che non emargini i deboli ma che affermi la dignità di ogni persona, dall'inizio alla fine della vita».  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/01/2022
Presidente della Repubblica: “Un’altra difesa è possibile!”
La Campagna Un’altra Difesa è possibile, promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Tavolo interventi civili di pace, Conferenza nazionale degli Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile, Sbilanciamoci! interviene nel dibattito per l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana, non tanto per suggerire dei nomi, quanto per richiamare l’attenzione sulla Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta. “Da diversi anni come Comunità sosteniamo attivamente la Campagna, avvertendo l’urgenza di investire su una difesa nonviolenta che veda come protagonisti i civili.” Dichiara Giovanni Ramonda, responsabile generale dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIIII. “Trasformare i conflitti in modo nonviolento non è utopia, lo sperimentano ogni giorno i giovani del servizio civile in Italia all’estero, che attraverso la loro presenza assieme a noi enti promuovono la pace e i valori costituzionali, e i volontari di Operazione Colomba, il corpo nonviolento di pace dell’associazione, che scelgono di condividere a fianco delle vittime dei conflitti”. Il Paese ha bisogno di istituzioni in grado di creare Pace e sostenere i gruppi e gli organi della società che quotidianamente costruiscono Pace attraverso un costante impegno per la promozione e la protezione delle libertà fondamentali e dei diritti umani internazionalmente riconosciuti.  “Nel 2022 la spesa militare sfiora i 26 miliardi, mentre i fondi per il servizio civile sono poco più di 300 milioni e non abbiamo ancora notizie concrete sul futuro della sperimentazione dei Corpi Civili di Pace. Per questo come Comunità non solo sosteniamo l’appello della Campagna Un’Altra Difesa è Possibile, ma ribadiamo l’urgenza di un Ministero della Pace, con competenze sulla gestione positiva dei conflitti sociali, la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta, per qualificare le politiche di istruzione in ordine alla promozione della pace, promuovere politiche di disarmo e di riconversione della produzione bellica, dare concreta attuazione all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.”  Auspichiamo, al di là dei nomi, che il nuovo Presidente sia custode dei valori costituzionali, promotore delle esperienze di difesa civile non armata e nonviolenta e di quella pace positiva a cui ci richiama la stessa Costituzione.   Scarica la lettera    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
24/01/2022
Papa Francesco telefona a famiglia affidataria
Il Pontefice con la sua voce inconfondibile, scalda ancora il cuore: Papa Francesco ha telefonato ad una famiglia affidataria piemontese per parlare con i due ragazzi che hanno accolto, entrambi con disabilità. È successo ieri, domenica 23 gennaio. Sono da poco passate le 17 quando Caterina della Comunità Papa Giovanni XXIII sente squillare il cellulare. Papa Francesco durante la telefonata spiega alla mamma che ha letto la lettera; le chiede come stanno i figli Giorgia e Marcel. «Sembrava di parlare con un amico – racconta –. Ha voluto sapere altri particolari sulle loro storie». Ecco com'è andata, leggi il racconto su semprenews.it e su ansa.it    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/01/2022
Servizio civile: l’urgenza di un maggiore dialogo
La Comunità Papa Giovanni XXIII ha aderito alla lettera sottoscritta da 74 enti di servizio civile e inviata alla Ministra Dadone e al Capo del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, che chiede una proroga dei tempi di invio delle graduatorie del bando volontari 2021 e delle date di avvio dei relativi Programmi di Intervento. Richiesta che ad oggi non ha ancora avuto risposta. Il bando, infatti, prevede appena trenta giorni di tempo per esperire la procedura di selezione dei volontari, una procedura che nello scorso bando prevedeva 90 giorni. «Quella che sembra una questione tecnica è, in realtà, un aspetto di sostanza — dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente dell’associazione —. Si chiede agli enti uno sforzo enorme, in piena ondata pandemica, per selezionare 55.000 giovani in soli 30 giorni. Non dimentichiamo che selezionare i giovani significa garantire loro uno spazio adeguato di ascolto, nel quale approfondire le motivazioni, le aspettative, la consapevolezza rispetto a un’esperienza che veramente cambia la vita. E’ fondamentale non perdere la qualità dell’incontro perché abbiamo una grande responsabilità verso i giovani»! La mancata risposta da parte del Dipartimento mette in luce un altro aspetto preoccupante, ovvero la svalutazione del ruolo della Consulta Nazionale del Servizio Civile, l’organismo di consultazione, riferimento e confronto per l’attuazione del Servizio Civile Universale. La decisione di contrarre i tempi di selezione è avvenuta nonostante il parere negativo della Consulta, che in data 13 dicembre 2021 aveva chiaramente fatto presente come tali tempistiche fossero incompatibili con i vincoli imposti da una procedura concorsuale. «Da molti anni siamo ente di servizio civile — continua Ramonda — e proponiamo ai giovani un’esperienza di servizio, nonviolenza e condivisione con chi vive l’emarginazione e l’ingiustizia, coerentemente con quanto prevede la legge che istituisce il Servizio Civile. Quando il Dipartimento, anziché curare l’ascolto, il confronto, il dialogo con tutti gli attori del Servizio Civile, decide di procedere in autonomia e in contrasto con tali attori, opera in contraddizione con quegli stessi principi previsti dal Servizio Civile e da quella Legge che dovrebbe applicare». Diversi gli episodi che confermano purtroppo un venir meno del dialogo e del confronto con gli Enti: tra questi il blocco delle partenze per i Paesi esteri per 300 volontari lo scorso agosto, l’abolizione dei piani annuali e l’istituzione di un Centro Nazionale per il SCU a L’Aquila senza un passaggio preventivo in Consulta. «Quest’anno ricorre il 50° della legge 772 che istituisce l’Obiezione di Coscienza in Italia — conclude Ramonda —. Questo importante anniversario richiama tutti noi, protagonisti nell’attuazione del SCU - Enti, Istituzioni, giovani -, a un impegno comune: far sì che questa bellissima storia venga valorizzata, riletta alla luce della contemporaneità, senza perderne di vista i valori! Auspico, quindi un segnale forte da parte della Ministra Dadone in tal senso e un primo passo potrebbe essere investire nel confronto e nella collaborazione con gli Enti che sono custodi di questa storia e del presente del SCU. E ancora, chiedo alla Ministra di non accontentarsi di fare qualcosa per i giovani: rendiamoli protagonisti della costruzione della pace, della promozione dei diritti e della solidarietà nelle nostre comunità! Questo sì che farà bene ai giovani e al Paese».  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
18/01/2022
«Disabili esperti di umanità »
«Le persone disabili sono i nostri esperti di umanità: sono un tesoro e un dono per la società, che di loro non può fare a meno». È il commento di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII alla proposta del candidato all'Eliseo Eric Zemmour di creare istituti scolastici separati per studenti in situazione di handicap.  La stessa Comunità Papa Giovanni, nel 1968, venne fondata proprio al termine di un primo "campo estivo per gli handicappati" (come venivano chiamate allora le persone disabili). Don Oreste Benzi aveva invitato i giovani di Rimini a condividere le vacanze con una trentina di ragazzi, portandoli a frequentare le località turistiche delle Dolomiti per rivendicare il loro diritto ad un pieno inserimento in società. Al termine di quella esperienza iniziò l'impegno dell'associazione, che continua ancora oggi, per la rimozione delle barriere architettoniche, per l'inserimento di persone disabili nelle attività sportive, nelle classi, nel mondo del lavoro. «La nostra esperienza prosegue da oltre 50 anni al fianco delle persone disabili, che hanno diritto come tutti a crescere in famiglia, ad andare a scuola e al lavoro, portandole ad ottenere risultati eccezionali quando trovano un ambiente educativo sano ed equilibrato, e realizzando talvolta imprese straordinarie. Così il nostro fondatore Don Oreste Benzi: "Un popolo si realizza e diventa tale quando è in grado di crescere partendo dalle risposte ai bisogni dei più fragili"». Spiega Edoardo Barbarossa, referente per i diritti umani dell'associazione del sacerdote riminese: «Nessuna democrazia può basare le sue regole sulla violazione del principio cardine della pari dignità di ogni essere umano e per tutta la durata della sua vita. A maggior ragione, non si può pensare che ciò avvenga in contesti educanti come la Scuola, in cui non solo si imparano nozioni di vario genere, ma si impara la civile convivenza e la fratellanza fra pari». «La scuola — continua —, come ogni altro contesto di vita, deve essere luogo dell’inclusione e della diversità dei talenti, in cui anche l’alunno con handicap diviene perno dell’equilibrio pedagogico che fa crescere come esseri umani, come persone, come produttori di una nuova umanità».  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
10/01/2022
Sandra Sabattini, la Santa della Porta accanto
Trentasette anni fa moriva Sandra Sabattini. A Rimini il 24 ottobre è stata provlamata Beata, nella messa presieduta dal vescovo della città Mons. Francesco Lambiasi. La trasmissione Sulla Via di Damasco di Rai 2 se ne è occupata, nella puntata del 12 dicembre. E poi anche la trasmissione I Fatti Vostri:   Chi era Sandra Sabattini? Sandra Sabattini era una ragazza di Rimini, morta per un incidente a 23 anni il 2 maggio del 1984. Ha scritto un diario da cui è possibile trarre elementi dalla sua profonda spiritualità. Scoperta da Don Oreste Benzi, oggi è Venerabile ed è iniziato per lei il cammino che potrebbe portare alla santificazione. Leggi la biografia completa di Sandra Sabattini Fra gli elementi necessari al riconoscimento della santità interverrà il riconoscimento, con un decreto del 2 ottobre 2019 firmato da Papa Francesco, del miracolo attribuito a Sandra: la guarigione miracolosa di Stefano Vitali, per l'intercessione richiesta da Don Oreste Benzi: «Tutta la sua Comunità rivolga una preghiera a Sandra, per la guarigione di Stefano», aveva chiesto il sacerdote riminese. È lo stesso Stefano Vitali a raccontarlo, ospite di Sulla Via di Damasco, Rai2:         TV2000 ha raccontato le vicende di Sandra Sabattini nel documentario firmato da Nicola Ferrante.     Sandra Sabattini, la Santa della Porta accanto   Un libro sulla Santa fidanzata presentato a Rimini La santità possibile: quando la causa di beatificazione di Sandra Sabattini concluderà l'iter, porterà con sé una bella notizia: per diventare santi non è necessario il martirio e neppure aver vissuto una vita straordinaria. Ma allora, da cosa si riconosce la santità di una persona? È l’obiettivo dell’indagine svolta in sei anni dalla teologa riminese Laila Lucci, sfociata nei due volumi dell’opera La Santa della porta accanto, presentata a Rimini il 25 ottobre 2017 presso la parrocchia di San Girolamo dove visse Sandra con la famiglia e lo zio sacerdote don Giuseppe Bonini. Una ricostruzione minuziosa della vita di questa giovane, conclusasi improvvisamente a 23 anni quando venne travolta da un’auto mentre si recava con il fidanzato Guido e l’amico Elio ad un incontro della Comunità Papa Giovanni XXIII di cui faceva parte. Laila Lucci, in quest’opera costata 6 anni di ricerche, ricostruisce per la prima volta la storia completa di questa giovane riminese, morta a soli 23 anni. Discepola spirituale di don Oreste Benzi, fu lui a scoprire e far emergere la sua grandezza spirituale curando la prima edizione del “Diario di Sandra”. Ora quest’opera rivela molti particolari e scritti inediti, consentendo di cogliere tutta la profondità e l’attualità di Sandra, che vive una santità nel quotidiano, capace di attrarre a Gesù il cuore dei giovani.  Sala gremita con oltre 150 persone, segno di quanto la figura di questa giovane attragga ancora oggi, a 27 anni dalla morte, forse proprio per la sua semplicità. Una vita breve, raccontata però in ben 440 pagine di biografia che non trascura alcun particolare. «C’era bisogno di una ricerca così approfondita?», chiede all’autrice la giornalista Nicoletta Pasqualini, conduttrice della serata. «Quella di Sandra è una “piccola via”, che ricorda Santa Teresina – spiega Laila Lucci – per questo non poteva essere omessa neppure una virgola». Non è infatti nel tipo di vicende che Sandra si trova ad affrontare che si trovano le impronte di santità, ma nel modo in cui lei ha saputo viverle, lasciando un segno nelle persone che l’hanno incontrata. Come Daniela Santini, una delle amiche di Sandra: «Mi ha sempre colpito il suo sorriso e il suo cuore che sapeva accogliere tutti – racconta –. Non l’ho mai sentita parlare male di qualcuno». O Chiara Vitale, arrivata in comunità solo nel 2004, che l’ha incontrata attraverso le pagine del suo Diario: «Sentivo che don Oreste la citava sempre, così ho iniziato a leggere il Diario e mi ha colpito il suo riconoscere la presenza del Signore in ogni momento della giornata». «Il giorno in cui è morta Sandra io ero presente – ha rivelato Giovanni Ramonda, Presidente generale della Comunità Papa Giovani XXIII –. Con mia moglie ci siamo sposati dopo 20 giorni e quell’evento ci ha toccato. Mi sono chiesto perché don Oreste abbia voluto così tenacemente l’avvio per lei della causa di beatificazione. Sandra ci indica una via della condivisione con i poveri vissuta nella quotidianità e nel silenzio. Una via possibile a tutti, non però in maniera isolata ma comunitaria, e questo è un grande segno per tutta la Chiesa». Così Ramonda racconta il segreto di Sandra:     Complimenti espliciti all’autrice sono arrivati dal vescovo Francesco Lambiasi: «Si può scrivere la biografia di un santo in modo agiografico, rendendolo irraggiungibile. Questo libro invece mi convince e tutti coloro che vorranno conoscere la figura di Sandra non ne potranno prescindere». Secondo il Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi Sandra ha vissuto il vocabolario della Santità:     Il racconto: si affida a Santa Sandra Sabattini e guarisce da un tumore Entriamo nel dettaglio. Le guarigioni avvengono anche se noi non ne siamo coscienti. Avvengono perché qualcuno prega con forza per te. Stefano Vitali ne è prova vivente. Per la sua guarigione ha pregato un’intera comunità, invocando la serva di Dio Sandra Sabattini. Stefano è stato il primo segretario di don Oreste e al tempo della malattia era assessore al Comune di Rimini fino ad arrivare, dopo la guarigione, a ricoprire l’incarico di presidente della provincia di Rimini. Nella primavera del 2007 Stefano inizia a perdere peso vistosamente. Per un mese viene curato per il Morbo di Chron a base di cortisone, ma senza esito. Continua a stare a male e un giorno il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli, primario di oncologia, capisce che forse il problema è un altro e gli consiglia di fare esami approfonditi. Per Stefano i dolori sono lancinanti e la situazione talmente grave che non si riesce neppure a svolgere l’esame ma la diagnosi è evidente: la massa tumorale all’intestino è estesa. Il 26 luglio del 2007 viene operato d’urgenza. Nel suo corpo erano presenti 45 linfonodi e metastasi dappertutto. Stefano reagisce con forza: il dolore si è affievolito, ma non riesce più a dormire. La sua carica positiva gli impone di rialzarsi come può e il 3 agosto si fa dimettere contro la volontà della moglie. Non molla e dopo ferragosto riprende il lavoro di assessore anche se non si regge in piedi e in Municipio ci deve andare in carrozzina, accompagnato dal padre. Inizia il primo ciclo di chemio ma niente da fare, è un cancro cattivo, che non lascia scampo. I medici, scuotendo la testa, gli danno dai sei ai dodici mesi di vita. Una mazzata per un quarantenne, marito e padre, anche di chi non ha padre, dato che assieme alla moglie Lolli condivide la responsabilità di una casa famiglia. Ma quel finale funesto che sembrava ineluttabile non ha compimento. Stefano Vitali oggi può raccontarlo, con quel pizzico di ironia che lo contraddistingue. Si può parlare di miracolo? Questo lo stabilirà la Chiesa, ma di una guarigione inspiegabile, secondo il verdetto dei medici, sì. ED È QUI CHE ENTRA IN GIOCO DON ORESTE BENZI, che avrebbe inaspettatamente oltrepassato questa vita terrena qualche mese dopo l’intervento subito da Stefano. Don Oreste ha pregato e fatto pregare per lui fin dal primo momento. Gli promette che presto sarebbe andato a trovarlo per fare la preghiera di guarigione. Il momento arriva alle ore 11 del 2 settembre, prima del secondo ciclo di chemio. Quando sta per iniziare la preghiera, Stefano di trova ad assistere ad una simpatica diatriba su quale santo pregare. La moglie propone di invocare Alberto Marvelli, giovane ingegnere riminese già beato. Ma Don Oreste è irremovibile ed intransigente: bisogna affidarsi a Sandra Sabattini e solo a lei perché, spiega, nella preghiera di intercessione bisogna essere precisi per sapere poi a chi attribuire il miracolo. Nel frattempo aveva chiesto a tante altre persone di invocarla per la guarigione di Stefano. E così anche Sandra, che Stefano conosceva ma non in profondità, entra ufficialmente nella sua vita. La serva di Dio riminese era morta prematuramente a 23 anni investita da un’auto. Discepola spirituale di don Oreste Benzi, era stato lui a far emergere la sua grandezza spirituale promuovendo l’avvio della causa di beatificazione. LA PREGHIERA HA UN EFFETTO STRANO SU STEFANO. Si sente leggero, con un uno stato d’animo riappacificato. Gli sembra che qualcosa lo stia letteralmente pulendo. È che non ne è cosciente. E così a quella strana mattina non pensa più. Ad ottobre altri controlli. Il primario di oncologia Ravaioli lo manda a chiamare: «I valori sono tutti negativi. Non chiedermi perché, non lo so». E così non si sapeva perché era guarito, ma un fatto era certo: il tumore era sparito. Mese dopo mese con la moglie ricostruisce il puzzle di quanto successo: il dolore, la preghiera di don Oreste e di tanti a Sandra, e piano piano riconduce tutto a lei, alla sua intercessione. La documentazione medica frutto dell’inchiesta diocesana su questa presunta guarigione ritenuta straordinaria è da tempo depositata a Roma. Se la Congregazione dei Santi riconoscerà il miracolo, Sandra sarà dichiarata beata. Questa storia è tratta dal numero di novembre 2017 del mensile Sempre.    Sandra Sabattini, il ricordo della sua parrocchia Ecco il racconto del parroco Roberto Battaglia, della Parrocchia San Girolamo di Rimini, intervistato da TV2000: qui ha vissuto Sandra Sabattini: «Uno dei luoghi più belli della città, dove il cuore dei fedeli batte per Cristo»       Ecco la ripresa integrale della prima presentazione del libro a Rimini     Intervista all'autrice del libro su Sandra: Laila Lucci Sei anni di ricerca, di interviste, di incontri con chi ha conosciuto la Serva di Dio Sandra Sabattini. Un grande lavoro condotto dalla professoressa Laila Lucci ci svela la forza eccezionale di una giovane vita che tendeva a Dio. Sta per uscire La santa della porta accanto, con l’editore Sempre Comunicazione. Un’opera composta da due volumi, sulla figura della Serva di Dio Sandra Sabattini, scritta dalla biblista Laila Lucci, docente di Antico Testamento e lingua Ebraica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” di Rimini. Attraverso documenti originali, interviste a chi l’ha conosciuta, addirittura offrendoci alcuni temi scolastici, la prof. Laila Lucci che ha lavorato instancabilmente per sei anni, ricostruisce la storia completa di questa ragazza riminese, di cui si è scoperta la grandezza spirituale solo dopo la sua morte avvenuta a 23 anni il 2 maggio del 1984, dopo essere stata investita da un’auto mentre si recava ad un incontro della Comunità Papa XXIII di cui faceva parte. L'intervista all'autrice Laila Lucci:     Il segreto di Sandra è impresso in fogli di carta, biglietti, agende, diari scolastici, alcuni andati perduti, altri ritrovati che rivelano quella certezza maturata nel quotidiano, disarmante nella sua forza nonostante la giovane età: la scelta di seguire Gesù e basta. «I pensieri di un santo sono una miniera inesauribile di spiritualità, una carica di sapienza, che fissa in istantanee verbali i momenti e le esperienze della vita quotidiana, vissuti con intensità mistica – rivela Laila Lucci – . Non si tratta sempre di riflessioni squisitamente spirituali, tuttavia, anche nel caso di esercitazioni scolastiche o altre espressioni della realtà vissuta, emerge un filo conduttore, rivelativo dell’anima e dell’impegno nell’ascesa verso il meglio».     Perché “La Santa della porta accanto”? «Tutte le testimonianze di chi ha conosciuto la Serva di Dio, e anche i suoi scritti, vanno nella direzione di una santità vissuta nel quotidiano, una tensione a vivere l’evangelica purezza di cuore e la carità ardente  nella normalità della vita, nel nascondimento e nell’umiltà, lontano dal chiasso dell’autoaffermazione». Certo il suo lavoro ha prodotto ben due volumi in cui non tralascia nessun particolare. Come mai questa scelta? «Sandra fa parte di quella schiera di santi, che hanno scelto l’umiltà e il nascondimento come abito di vita; la naturale tendenza umana ad affermare se stessi era da lei continuamente tenuta a freno dalla scelta decisa di camminare col Signore. In un siffatto agire ogni piccola azione compiuta nell’amore di Dio ha il sapore dell’eternità e porta frutto per il Regno dei cieli, in quanto capace di donare vita. Per questo ogni frammento di vissuto deve essere riproposto». Addirittura si è addentrata nell’analisi grafologica dei suoi scritti. Cosa ha scoperto della personalità di Sandra? «Oltre alla sua ricca e complessa personalità, ho ricevuto la conferma di quanto appare nel diario: una vita totalmente concentrata verso un ideale superiore, che si concretizzava nell’immergersi dentro al mondo circostante, riuscendo ad operare in piccole dimensioni; la concentrazione delle sue energie affettive e mentali, che alimentavano lo spirito di osservazione e una intuizione capace di cogliere le sfumature». Una ragazza come tante, eppure così determinata. Cosa l’ha colpita di lei? «Innanzitutto la tenacia nel ricercare la volontà di Dio su di sé in un profondo cammino, che quasi diventava inquietudine; poi l’abbandonarsi al Cristo povero di cui si era posta alla sequela, con il cuore proteso verso di lui e al servizio dei fratelli emarginati. Sandra, per la quale povertà e giustizia non erano scindibili, parlava con i fatti, perché sapeva che ciò che era davvero importante era amare profondamente tutti coloro che il Signore metteva sulla sua strada. Di qui la sua frugalità, la povertà, il silenzio. L’altra dimensione affascinante di quest’anima era l’attrattiva per la preghiera che alimentava i suoi pensieri e le sue azioni. Lei non relegava Dio ad un solo attimo della giornata, ma lo respirava sempre. Sandra è stata anche portatrice, di una gioia tutta spirituale, che scaturiva dalla gioia di vivere e condividere la vita degli altri e che si esprimeva nel suo contagioso sorriso». Tendeva a Dio ma era fidanzata con Guido. Che idea si è fatta del loro rapporto? «Il loro rapporto era improntato ad una sequela senza riserve del Cristo, che rivelava la dimensione di un “cuore indiviso”, esclusivamente dalla parte del piano di Dio sul quale tenevano fissi gli occhi. I loro occhi erano limpidi, non affondavano nel torbido del proprio desiderio o della propria realizzazione. Nei loro cinque anni di fidanzamento Sandra e Guido hanno semplicemente cercato di aderire al progetto del Signore quasi in modo istintivo, lasciando entrare nel loro rapporto di coppia il mondo intero. Pienamente immersi nel mondo e nella Chiesa, si sentivano naturalmente chiamati a prendersi cura di quella parte di umanità sofferente nella quale era impressa l’immagine del Creatore». Sandra cosa ha da dire ai giovani di oggi? «Molto. Ha da offrire un modello di “giovane” non superficiale, chiassoso, che cerca gratificazione in varie esperienze di piacere. Ha da proporre il suo equilibrio, la sua maturità, la sua decisione e volontà forti, i suoi giudizi tanto profondi per la giovane età; la capacità di programmare la vita fatta per essere spesa a beneficio dei bisognosi; l’attitudine a dimenticarsi, per offrire ai fratelli tutti i doni della sua giovinezza, del suo entusiasmo, della sua generosità senza limiti, insieme alla serenità e alla voglia di vivere;  la responsabilità profonda dell’essere testimone di Cristo con la vita; la capacità introspettiva di porsi delle domande sul senso della vita e della morte; la sua vitalità forte e intensa sostenuta dalla pace e dalla gioia del cuore che la illuminava. In ultima analisi Sandra ha da proporre una vita fatta dono di sé».   Leggi le ultime notizie su Sandra Sabattini ed iscriviti alla newsletter  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/01/2022
Servizio Civile Universale: al via il bando
È stato pubblicato il bando per la selezione di 56205 giovani tra i 18 e i 28 anni  che intendono diventare operatori volontari da impiegare in progetti di servizio civile universale in Italia e all'Estero, con una durata variabile dagli 8 ai 12 mesi  e con un impegno di  25 ore settimanali. La scadenza per presentare la candidatura è alle ore 14 di mercoledì 26 gennaio 2022. Sono  235 in Italia i posti disponibili con la Comunità Papa Giovanni XXIII e 56 all'estero, distribuiti nei tanti paesi di destinazione: Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, Cile, Francia, Germania, Kenya, Paesi Bassi, Romania, Russia, Sri Lanka, Svizzera, Tanzania, Thailandia e Zambia. In ciascuno di questi paesi, le attività dove i volontari in servizio civile si troveranno coinvolti vanno dall’assistenza a minori e disabili, al supporto a persone vittime di dipendenza o che vivono in strada, da attività di monitoraggio e denuncia di violazioni dei diritti umani alla condivisione della quotidianità con persone che stanno scontando una pena alternativa al carcere. Scopri i progetti in Italia e all'Estero I requisiti per candidarsi al bando Possono partecipare al bando i giovani che al momento della presentazione della domanda hanno compiuto 18 anni e ne hanno meno di 29. E' richiesta la cittadinanza italiana o di paesi dell'Unione Europea. Per i cittadini extra-UE va dimostrato di soggiornare regolarmente in Italia. I candidati non devono aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo oppure ad una pena, anche di entità inferiore, per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, oppure per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata. Non possono presentare domanda i giovani che appartengono ai corpi militari e alle forze di polizia; abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale o universale; abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista; abbiano rapporto con l'ente che realizza il progetto, rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell'anno precedente di durata superiore a tre mesi. È concessa una deroga ai giovani che nel corso del 2020/2021, a causa degli effetti delle situazioni di rischio legate all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e/o legate alla situazione di sicurezza nei Paesi di destinazione, abbiano interrotto il servizio. Altre requisiti andranno verificati direttamente nei testi dei progetti, che possono prevedere documentazioni aggiuntive o autocertificazioni per i posti con riserva per i Giovani con Minori Opportunità o per i progetti con Misure Europee. Come presentare la candidatura E' possibile presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone, con SPID di livello di sicurezza 2 o, se sei cittadino europeo o extra-europeo regolarmente soggiornante, chiedendo le credenziali di accesso specifiche sulla piattaforma stessa. Le domande trasmesse con modalità diverse non saranno prese in considerazione. E' possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un'unica sede. Per maggioni informazioni contatta il numero verde  800.913596, il numero Whatsapp 340.2241702, o invia una mail a odcpace@apg23.org per i progetti in Italia e caschibianchi@apg23.org per l'estero. Il Servizio civile con la Comunità Papa Giovanni XXIII E' possibile svolgere servizio presso una delle numerose case famiglia della Giovanni XXIII a supporto di minori e persone con disabilità, presso le cooperative sociali, le comunità terapeutiche che accolgono persone vittime di dipendenze, le strutture per persone senza fissa dimora, per donne vittime di tratta e per carcerati che stanno scontando la pena in misura alternativa al carcere. «Proprio ieri si è celebrata la Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale —  dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII —. Non vogliamo soltanto fare qualcosa per i giovani, ma con i giovani, per renderli protagonisti assieme a noi della difesa nonviolenta della Patria, che significa, per usare le parole del Presidente Mattarella, “tutelare e promuovere i valori istitutivi della Repubblica e dell'Unione Europea, quali la protezione sociale, la solidarietà, il rispetto della dignità umana, valori che oltre a essere alla base del funzionamento di ogni democrazia, costituiscono un patrimonio di principi solidaristici e morali fondamentali per la crescita di ogni individuo"». L’associazione presenta anche progetti che prevedono "misure aggiuntive UE". Cosa significa? Che candidandosi in 4 particolari progetti, per un totale di 18 posti, sarà possibile svolgere un periodo di servizio di 2 mesi in un paese Europeo, nel caso dell'associazione in Spagna, Portogallo, Croazia e Grecia.   Porte aperte al Servizio Civile: prova tre giorni Anche quest’anno Comunità Papa Giovanni XXIII è pronta ad accogliere tantissimi giovani nelle sue realtà in Italia e all’estero grazie al Servizio Civile, un'occasione unica di incontro, servizio e costruzione della pace rivolta a tutti i giovani e le giovani dai 18 ai 28 anni. Sono circa 300 posti in tutta Italia e 60 all'estero. L'iniziativa "Porte aperte al Servizio Civile: prova 3 giorni!" permetterà a chi lo desidera di passare 3 giorni presso una o più realtà della Comunità Papa Giovanni XXIII, così da poter conoscere lo stile dell'ente e, una volta pubblico il bando, candidarsi per il progetto che più interessa.  In vista dell’imminente pubblicazione del bando di Servizio Civile Universale 2021, prevista per i primi di dicembre, la Comunità Papa GIovanni XXIII lancia l’iniziativa “Prova 3 giorni!” che permette a tutti i giovani e le giovani che lo desiderino di passare 3 giorni presso una o più realtà della Comunità. Si potrà scegliere di vivere l’esperienza in modalità diurna o H24, a seconda dei propri interessi e compatibilmente con le realtà presenti vicino la propria residenza o domicilio. Un’occasione unica per i ragazzi e le ragazze interessate a mettersi in gioco, conoscere la Comunità Papa Giovanni XXIII per poi, quando uscirà il bando, scegliere facilmente il progetto che interessa. Partecipa alla #Prova3giorni, iscriviti ora
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/01/2022
Rimini, marcia della pace 2022
Anche quest’anno si terrà a Rimini, il 1° gennaio 2022 dalle ore 17.00, la Marcia della Pace giunta alla decima edizione. Da cinque anni è promossa direttamente dalla Diocesi di Rimini, (in particolare l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro) e con il patrocinio del Comune di Rimini. L’appuntamento è per sabato 1° gennaio, data tradizionalmente scelta dal Papa per la Giornata Mondiale della Pace. Il titolo di questa Festa della Pace 2022 è: Educazione, lavoro, dialogo tra le generazioni Quest’anno la marcia avrà due connotazioni specifiche. La prima è di carattere interreligioso, la seconda di rapporto con l’amministrazione pubblica comunale. Originariamente la Marcia della Pace era prevista per le strade della città, con varie tappe e momenti. Le nuove disposizione anti Covid hanno costretto gli organizzatori a modificare il programma, ma lo spirito della Marcia non è stato intaccato. “La pace – dicono gli organizzatori – va costruita ogni giorno, è un atto artigianale. Deve guardare il mondo e agire localmente”. Il primo momento, alle ore 17, è in programma sul sagrato della Basilica Cattedrale di Rimini ed avrà una connotazione interreligiosa. È promosso dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro insieme al gruppo PSM (Partecipazione e Spiritualità Musulmana) e al gruppo Buddista Associazione Zen Rimini. I rappresentanti delle tre religioni firmeranno un documento (frutto di un lavoro preparatorio), in cui tutte e tre prendono impegni per e a favore della pace. Tale documento sarà successivamente consegnato nelle mani di un rappresentante dell’Amministrazione Comunale di Rimini, alla quale sono chiesti tre impegni sullo stesso tema. Alcuni canti accompagneranno il gesto. Alle ore 17,30, per chi lo desidera, la Marcia si conclude con la s. Messa in Basilica Cattedrale nella solennità di Maria Madre della Chiesa. Presieduta dal Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, avrà l’accompagnamento di canti, con varie intenzioni sul tema della pace affidate ai diversi movimenti e associazioni laicali alla Preghiera dei fedeli.
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