Tutte le news
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/07/2022
«I politici si impegnino a liberare le donne costrette alla prostituzione»
«Invitiamo i partiti e le coalizioni ad inserire nei loro programmi elettorali la liberazione e protezione delle donne schiavizzate nell'industria della prostituzione e aumentare le politiche di contrasto riconoscendo la corresponsabilità dei clienti». E' quanto auspica Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. «Le donne prostituìte sono rese schiave all'interno della tratta di persone e chi le abusa, i clienti, sono consapevoli che sono vittime di tratta. - continua Ramonda - Sanno che queste persone provengono da aree del mondo dove la violenza politica, la crisi climatica e l'insicurezza alimentare peggiorano la loro condizione e giungono nel nostro Paese con la speranza di una migliore prospettiva di vita, mentre invece vengono imprigionate nello sfruttamento sessuale, nel lavoro forzato e nell'accattonaggio. Le lezioni che abbiamo appreso in 33 anni di attività antitratta le abbiamo trasformate in soluzioni. In Italia ancora non esiste una legge che riconosca la responsabilità dei clienti e riduca la domanda di sesso a pagamento, nonostante le ripetute indicazioni europee e l'esito dell'indagine conoscitiva sulla prostituzione promossa dal Senato. Numerosi progetti di legge che vanno in questa direzione sono stati depositati in questi anni da parte di tutti gli schieramenti politici, ma non sono mai stati neppure discussi. E' ora che i politici, donne e uomini insieme, intraprendano iniziative coraggiose: fintanto che in Italia un uomo potrà comprare il corpo di una donna, non ci potrà essere parità di genere». Lo dimostrano i dati dei recenti report internazionali sulla tratta del Dipartimento di Stato americano, con la stima di 25milioni di vittime di cui circa il 70% vittime di sfruttamento sessuale. Inoltre l'impatto del covid ha causato anche in Europa un aumento delle violenze contro donne, ragazze, bambine e bambini con un +60% e peggiorato la salute mentale delle vittime specie migranti, come raccontato nel Report della Comunità Papa Giovanni XXIII. Anche il recente Report di Save the children ha lanciato l'allarme: nella tratta in Europa 1 su 4 è minore. I dati 2021 della Comunità Papa Giovanni XXIII sulla tratta confermano il trend: - 100 vittime di tratta assistite: 78 femmine tra cui madri (totale figli: 22), 21 maschi di cui 1 minore e 1 transgender. Età prevalente: 24-27 anni. - Nazionalità prevalente nigeriana. Ma sono assistite anche vittime provenienti da Bulgaria, Romania, Marocco, Albania. - 7 donne vittime di tratta a scopo sessuale di origine nigeriana e camerunense supportate in Germania, Svezia, Belgio in cooperazione con ONG locali. - 22 unità di contatto in 11 Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Umbria, Piemonte, Toscana, Sardegna, Veneto). - 3 unità di contatto per l'emersione di vittime di tratta al fine di accattonaggio e/o sfruttamento lavorativo in 3 Regioni (Liguria, Piemonte, Emilia Romagna). - 5 team di primo contatto indoor in 4 Regioni (nelle città di Bari, Modena, Rimini, Roma, Savona Le donne più a rischio, per quanto colgono le operatrici delle equipe indoor nello sfruttamento online moltiplicato vertiginosamente, sono sudamericane - venezuela, perù, brasile e Cina. Ma non mancano donne costrette dell'Est Europa. Inoltre dall'inizio dell'anno le donne che si sono rivolte a noi di origine nigeriana e camerunense, rientrate dal nord Europa - Germania, Francia e Svezia - sono aumentate di oltre il 10% e hanno a carico figli nati all'estero, in diversi casi anche con disabilità. Faticano ad essere inserite nei circuiti dell'accoglienza, hanno ricevuto un diniego dell'asilo e nonostante i piccoli che hanno con sè e il fatto che siano state vittime di tratta restano in balìa di se stesse e sole nel nostro paese, rischiando il re-trafficking. Don Oreste Benzi, che aveva molto a cuore la dignità della donna e il suo benessere psicofisico, fu il primo in Italia a lottare contro la tratta e il moderno sistema prostitutivo. Il sacerdote dalla tonaca lisa a metà degli anni '90 intuì per primo che bisognava portare l'attenzione non solo verso i trafficanti ma anche verso i consumatori, l'altra faccia di questo mercato. Per proteggere le vittime e ridurre le conseguenze sulla loro salute mentale e quella dei loro figli e che siano ancora stigmatizzate perchè ex prostitute o facili prede di nuovi sfruttamenti, col progetto "MIRIAM. Donne migranti libere dalla violenza", progetto finanziato dal "Justice Programme" e dal "Rights, Equality and Citizenship Programme" dell'Unione Europea, intende prevenire e combattere ogni forma di violenza contro bambini, giovani e donne. Questo progetto europeo, attraverso il partenariato di Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Differenza Donna in Italia e Fundaciòn de Solidaridad Amaranta in Spagna, intende potenziare i servizi per le donne vittime e potenziali vittime del GBV per una precoce identificazione e protezione e un supporto specializzato, con una particolare attenzione per le donne straniere vittime di sfruttamento sessuale. Al progetto "MIRIAM. Free Migrant Women from GBV, through identification and access to specialized support service" ha aderito il Dipartimento per le Pari Opportunità - Presidenza del Consiglio dei ministri. E proprio in questi giorni viene promossa la Campagna che sensibilizza giovani, professionisti del settore sanitario e sociale e cercherà di raggiungere potenziali vittime attraverso i social e il quotidiano dell'Associazione semprenews.it. SAVE THE DATE Nei prossimi mesi, la Comunità ha organizzato alcuni importanti eventi: un seminario a Roma il 24 settembre e all’Università di Verona il 21 ottobre; una tavola rotonda a Bruxelles il 9 novembre al Parlamento europeo. Scarica il Report sulla salute mentale delle vittime durante la pandemia Per saperne di più: progettomiriam@apg23.org Leggi le storie: https://www.semprenews.it/news/Orfana-venduta-come-schiava-dalla-madre-adottiva.html https://www.semprenews.it/news/Quella-schiavitu-invisibile.html  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/07/2022
La Ministra della Giustizia Cartabia visita Comunità  di don Benzi per carcerati
La visita. La Ministra della Giustizia Marta Cartabia ha visitato oggi una casa di accoglienza per carcerati della Papa Giovanni XXIII vicino Rimini. Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità di don Benzi, ha accolto la Ministra nella casa dove vivono 24 detenuti che stanno scontando la pena con misure alternative al carcere. Le Comunità per Carcerati. Quella di Rimini è una delle 8 Comunità Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l'accoglienza di carcerati che scontano la pena, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli nelle strutture e nelle cooperative dell'associazione. La prima casa è stata aperta nel 2004. Ad oggi sono presenti 241 tra detenuti ed ex detenuti. Negli ultimi 10 anni sono state accolte 1.865 persone. La Ministra. La Ministra Cartabia, dopo aver ascoltato i detenuti ospiti della casa di accoglienza, ha dichiarato: «Sono qui per conoscervi di persona e toccare con mano una ricchezza di cui tanto ho sentito parlare, anche prima che ci incontrassimo su progetti comuni, come l’accoglienza a madri detenute con figli piccoli. Questo è un luogo dove accadono cose importanti: essere qui oggi è un momento per coltivare il rapporto tra realtà positive della società civile e le istituzioni. Essere qui è per me come una boccata d’ossigeno. Soprattutto in ambito penitenziario, le istituzioni funzionano bene soprattutto quando c’è una sinergia con realtà che funzionano bene, come la vostra». La recidiva crolla. «Per noi è molto importante questa visita perché come Comunità abbiamo sempre scelto di collaborare con le istituzioni. Le persone che hanno sbagliato devono giustamente pagare per i loro errori, ma devono anche essere rieducate. – spiega Ramonda – E' quello che facciamo nelle nostre Comunità. Per chi esce dal carcere la tendenza a commettere di nuovo dei reati, la cosiddetta recidiva, è il 75% dei casi. Invece nelle nostre comunità, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli, i casi di recidiva sono appena il 15%».  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/07/2022
L’estate dei giovani nei Campi di Condivisione
Anche quest’anno, sono iniziati i campi di condivisione organizzati dalla Comunità e come ogni anno sono tanti i giovani che scelgono di trascorrere le loro vacanze in un modo diverso dal solito, mettendo a disposizione il loro tempo libero per partire con i ragazzi con disabilità, con le persone più fragili e con le loro famiglie. Si è già svolto il primo campo a Canazei dove numerosi ragazzi, provenienti da diverse città sia italiane che estere, hanno partecipato con entusiasmo alle attività, alle escursioni in montagna e ai momenti di condivisione insieme ai ragazzi disabili e alle loro famiglie. In questa esperienza, ognuno dei ragazzi ha riflettuto e lavorato sul contributo necessario per intraprendere una via più giusta ed ecologica, come richiamato da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sì “Il grido della Terra e dei poveri non può più aspettare”. Da questo appello è nato “The Green Diary”, il diario che ogni anno accompagna i ragazzi durante le giornate dei nostri campi estivi e che quest’anno è dedicato al tema del Creato. #FOTOGALLERY:campi-estate# I campi estivi offrono la possibilità a chiunque voglia mettersi in gioco di fare delle esperienze di solidarietà, di relazione, di crescita e di incontro che lasciano in loro una ricchezza che si porteranno per tutta la vita. I campi durano alcuni giorni e si svolgono in Italia o all’estero, tra i paesaggi di montagna o al mare, dove ogni ragazzo potrà ritrovare sé stesso immerso nella natura e anche in compagnia di tanti altri giovani con cui condividere momenti di gioia. Oltre i campi di condivisione, la Comunità organizza i “Campi fuori le mura” tra le persone che vivono nella marginalità e nella povertà. Delle esperienze capaci di metterti fuori dalle mura sicure della tua casa, fuori dalla tua zona di comfort per sperimentare una condivisione diretta con gli ultimi, superando gli ostacoli della marginalità e dei pregiudizi. E ancora, il Vieni&Vivi giornate da vivere all’interno di realtà della Comunità, all’insegna della condivisione, della giustizia e della solidarietà. #FOTOGALLERY:campi# Tutto è partito dalla volontà del nostro fondatore don Oreste, il quale organizzò il primo campeggio per bambini e ragazzi con disabilità nel 1968 sulle Dolomiti ed è da quella prima esperienza di condivisione che nasce la storia della Comunità. Queste occasioni a contatto con la natura per i ragazzi con disabilità sono importanti perché possono uscire dal loro ambiente e condividere dei momenti con altri ragazzi con cui potersi relazionare e creare nuove amicizie. Una vacanza dove ci si dona reciprocamente e dove tutti si sentono parte di una grande famiglia. I campi raccontati dai giovani #FOTOGALLERY:giovani# Sono tantissime le testimonianze dei giovani che ogni anno scelgono di partecipare ai campi estivi della Comunità e tanti sono i messaggi di gratitudine che riceviamo da alcuni di loro: “Grazie agli educatori che, custodendoci in questa settimana, ci hanno permesso di crescere in questa esperienza; Grazie a Don Oreste e alla Comunità per aver permesso ad ognuno di noi di entrare a far parte di questa grande famiglia; Ed infine grazie a tutti i ragazzi e i bambini presenti nel campo che, in modo o in un altro, hanno sempre fatto nascere un enorme sorriso nel mio cuore.”   Se vuoi anche fare un’esperienza diversa e unica, guarda le date dei prossimi campi estivi della Comunità Papa Giovanni XXIII. Scopri come partecipare e parti!   Parte delle attività estive, in particolare il campo di Canazei, è stato finanziato dal dipartimento per le politiche della famiglia. 
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/07/2022
Da 50 anni piovono mucche
Si terrà a Rimini sabato 23 luglio, alle ore 20.30 presso il Cinema Teatro Tiberio,l’evento “DA 50 ANNI PIOVONO MUCCHE” – Cineforum e dialoghi in occasione dei 50 anni dal riconoscimento dell’Obiezione di Coscienza e istituzione del Servizio Civile, in occasione del Cinquantesimo anniversario della legge 772 del 1972. “In questo momento storico, in cui la comunicazione istituzionale pone l’accento sull’occupabilità nell’esperienza di Servizio Civile più che sul contributo alla costruzione attiva della pace ed al contrasto della violenza – commenta Laura Milani, Responsabile del Servizio Civile per l’ente ass. Comunità Papa Giovanni XXIII - riteniamo fondamentale lasciarci interpellare dalla contemporaneità che ci ricorda come la pace non sia mai scontata e vada costruita quotidianamente attraverso azioni concrete, culturali, sociali e politiche. In questo senso, obiettivo dell’iniziativa è fare memoria del percorso di Obiezione di Coscienza e Servizio Civile attraverso l’incontro ed il dialogo tra ex obiettori di coscienza, giovani volontari e pubblico, per rileggere alla luce di questo percorso anche il presente e avere uno sguardo verso il futuro.” L’evento è organizzato dall’ass. Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con il Co.pr.e.sc. di Rimini e con il Patrocinio del Comune di Rimini e prevede la proiezione del film “Piovono mucche” di Luca Vendruscolo. A seguire un dialogo tra pubblico, obiettori e volontari in servizio civile. Tra gli interventi iniziali, invitate l’Assessora alla Pace del Comune di Rimini Francesca Mattei e la Vicepresidente Regionale Elly Shlein. Per l’occasione, verrà inoltre allestita la mostra fotografica “CoinVolti” nel cortile esterno al cinema, realizzata da Samuele Ramberti – ex Casco Bianco in Olanda ed attuale Consigliere Comunale – e con il supporto della Regione Emilia Romagna, che racconta i volti, i pensieri e le storie del Servizio Civile all’estero. La serata si colloca all’interno di un programma più ampio di eventi promossi a livello nazionale dalla Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile, di cui l’ass. Comunità Papa Giovanni XXIII fa parte, finalizzato a riconoscere e valorizzare un percorso lungo 5 decadi, ma anche a ribadire e riattualizzare il ruolo del Servizio Civile nel perseguimento delle sue finalità fondative di Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta. L’ingresso è libero fino al raggiungimento della capienza massima del Teatro. Per informazioni: odcpace@apg23.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
07/07/2022
Mattarella in Zambia: «Rafforza le eccellenze sociali»
«“Nella mia diocesi ci sono tanti bambini che non sono amati da nessuno, servirebbe proprio una casa come questa”. Con queste parole Mons. Denis De Jong, un vescovo dello Zambia, si rivolse a don Oreste Benzi dopo aver visitato una casa famiglia a Rimini. Era il 1983. Dopo due anni la Comunità Papa Giovanni XXIII apriva la sua prima missione all'estero, in Zambia, per esportare quell'incredibile intuizione di don Benzi di “dare una famiglia a chi non ce l'ha” attraverso case famiglia. La visita del Presidente Mattarella è importante per rafforzare non solo l'amicizia tra i popoli ma anche le eccellenze sociali che l'Italia può esportare nel mondo». Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, commenta così la visita del presidente Mattarella nel paese africano. Oggi in Zambia la Comunità di don Benzi gestisce una casa famiglia, tre case di accoglienza, 13 centri per bambini malnutriti, otto centri nutrizionali per anziani, due mense scolastiche, sette community school, una struttura di prima accoglienza e tre centri per ragazzi di strada, due scuole speciali, un centro di formazione professionale ed un centro diurno per persone disabili. «Ogni giorno raggiungiamo circa 5mila persone in questo paese africano — continua Ramonda —. Da segnalare in particolare il progetto Rainbow per i bambini malnutriti e orfani dell’AIDS, il Cicetekelo Youth Project che accoglie 300 bambini di strada, l'educazione speciale per i disabili, da quando sono bambini fino all'inserimento nel mondo del lavoro. Infine ricordo le gelaterie Gigi Bontà — ad oggi dieci fra Lusaka, Ndola e Kitwe — dove si può gustare un ottimo gelato italiano e dove lavorano 189 persone, molte delle quali strappate dalla strada e dalla povertà».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
30/06/2022
Il ricordo di Francesco Santanera
Esprimo a nome della Comunità Papa Giovanni XXIII le più sentite condoglianze per la morte di Francesco Santanera, fondatore dell'Anfaa, l'associazione nazionale delle famiglie adottive e affidatarie. Riconoscere il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia, la propria, ma quando ciò non sia possibile una affidataria o adottiva è stato il suo l'impegno che ci ha visto collaborare insieme in tanti anni.  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/06/2022
Suor Luisa Dell’Orto amica degli ultimi
«Siamo vicini — così Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII — con la preghiera al popolo haitiano che ha visto una delle sue missionarie, suor Luisa Dell'Orto, uccisa x rapina. Suor Luisa è stata vicina alla nostra missione di Porte au Prince; qui i missionari Ines, Valentina, Seghi, Stefano condividono tratti di vita con gli ultimi. Preghiamo per lei e perché nuovi missionari diano la propria disponibilità, per vivere Cristo presente nei poveri». Valentina, missionaria prima ad Haiti e ora in Repubblica Dominicana, così ricorda così la missionaria italiana aggredita domenica a Port-au-Prince, dove viveva da 20 anni: «Ieri Suor Luisa avrebbe compiuto 65 anni. Ancora non ci credo che sia stata uccisa. Si prendeva cura delle persone con semplicità e serenità, sapeva accompagnarle con umiltà e generosità. Era una persona colta e preparata; insegnava Filosofia all’università Salesiana della Capitale. Insieme alla sua congregazione, le Piccole Sorelle di Charles de Focauld, ha costruito in uno dei quartieri più poveri una scuola e successivamente il centro educativo “Kay Chal” per i ragazzi in difficoltà e per tutti quei bambini lavoratori chiamati “Restavek”. Ha donato così anche a loro la possibilità di studiare». Continua Valentina: «Con me e mio marito Segui Luisa è sempre stata molto attenta e premurosa. È stata anche un riferimento presente durante tanti momenti di scelta nella nostra vita, tra cui nel momento in cui abbiamo deciso di entrare a far parte della Comunità Papa Giovanni XXIII. Credeva molto nella nostra famiglia e ci incoraggiava sempre a vivere la nostra vocazione appieno, senza mai dubitare dei piani di Dio su di noi». «È stata un grande amica per tutti i fratelli e per tutti i volontari che sono passati per la nostra missione. Oggi la voglio ricordare con serenità e gioia perché la vita deve trionfare sulla morte. Il suo esempio rimarrà per sempre una testimonianza per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di incontrarla e di trascorrere un pezzo di cammino insieme». «Mesi Sè Luisa, nap sonjè ou anpil! Grazie Suor Luisa, ti ricorderemo tanto»!
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/06/2022
Le giornate dell’interdipendenza
Oggi 21 giugno a Bologna, in Piazza Verdi alle ore 20 l'evento per focalizzare l'attenzione sugli esiti della pandemia nei soggetti più fragili, giovani e adulti. Un’occasione per esaminare  i cambiamenti in atto: dai consumi di sostanze, ai disagi con cui le dipendenze si manifestano, fino ad arrivare ai bisogni latenti sottesi dalle dipendenze. Temi su cui tutte le istituzioni e i cittadini hanno la necessità di riflettere insieme per rimodellare i servizi, rendendoli sempre più integrati e pertanto capaci di rispondere alle più attuali esigenze della comunità. L’incontro sarà preceduto da uno spettacolo teatrale a cura di CEIS Arte. Domani 22 giugno arriveranno a Loreto i ragazzi delle comunità terapeutiche impegnati nel pellegrinaggio "Sogna e cammina”, in cammino sulla via Lauretana e partiti da Assisi il 15 giugno.     A seguire: il 23 giugno nel parco di Villa Angeletti a partire dalle  ore 15 avrà luogo la “Festa dell’Interdipendenza” animata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e dall’Opera Padre Marella: balli, musica e racconti di esperienze di rinascita si alterneranno fino alle 18, orario di inizio della tavola rotonda in dialogo con il Cardinale Matteo Zuppi. Con Lui i professionisti del SerDP e delle comunità terapeutiche rifletteranno sulle radici della dipendenza che trovano un senso nell' inter-dipendenza e nella consapevolezza di cosa significhi "sentire il piacere e provare il desiderio". A seguire, alle ore 21, i ragazzi della comunità terapeutica San Giuseppe, in collaborazione con la Compagnia Teatrale dell’Argine, saranno protagonisti di uno spettacolo teatrale. Il 24 giugno dalle ore 10 alle 14 Raimondo Pavarin, responsabile dell'Osservatorio Epidemiologico Metropolitano dell'Ausl di Bologna durante un momento pubblico rappresenterà lo scenario attuale in un'ottica di prevenzione basata sull'evidenza, guardando al futuro delle nuove generazioni. La rassegna di eventi (scarica il programma) è promossa da Comunità Papa Giovanni XXIII, Azienda USL di Bologna, in collaborazione con istituzioni ed enti locali tra i quali il Comune di Bologna e la Curia.      
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
18/06/2022
L’Italia non può disertare la conferenza di Vienna
Il rischio della guerra nucleare è più vicino che mai. È difficile comprendere perciò la scelta dell’Italia di non partecipare, neanche come Paese Osservatore, al contrario di Germania e Olanda, alla Conferenza di Vienna dei Paesi che hanno ratificato il “Trattato per l’abolizione delle armi nucleari”. Le armi nucleari sono armi di distruzione di massa, eticamente inaccettabili anche nel semplice possesso, come ha più volte sottolineato papa Francesco: perché allora non ratificare il Trattato che ne sancisce l’abolizione, già ratificato da 62 Paesi di ogni parte del mondo? La recente Assemblea Generale dei vescovi italiani ha ripreso e rilanciato nel suo messaggio finale l’appello di oltre 40 associazioni e movimenti cattolici che chiede all’Italia di aderire al “Trattato per l’abolizione delle armi nucleari”, adottato dalle Nazioni Unite fin dal 2017.Come ha messo in evidenza in questi giorni lo “Stockholm International Peace Research Institute” (SIPRI) di Stoccolma, il più autorevole Ente internazionale di ricerca su questi temi, «il rischio di utilizzo di armi nucleari sembra più alto ora che in qualsiasi momento, dall'apice della Guerra Fredda». Gli Stati dotati di armi nucleari stanno aumentando o aggiornando i loro arsenali. Siamo davanti ad una tendenza definita “molto preoccupante” dallo stesso SIPRI. Il nostro appello, lanciato il 2 giugno 2021 con il titolo Per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari, è il risultato di una lettura condivisa e urgente dei segni dei tempi per il bene del nostro Paese e dell’intera umanità. La scelta dell’Italia è incomprensibile dopo il segnale positivo arrivato lo scorso 18 maggio 2022 con la Risoluzione approvata dalla Commissione Esteri della Camera dei Deputati che impegna, almeno, il Governo “a valutare la partecipazione dell’Italia come «Paese osservatore» alla Prima Riunione degli Stati Parti del Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW)”, in programma a Vienna dal 21 al 23 giugno 2022. Sollecitiamo perciò nuovamente, in coerenza con la campagna “Italia ripensaci” promossa dalla società civile, la diplomazia italiana a compiere un passo concreto per una qualsiasi forma di presenza del nostro Paese nella Conferenza che si svolgerà dal 21 al 23 giugno a Vienna per iniziativa dell’International Campaign for the Abolition of Nuclear weapons (premio Nobel per la Pace 2017), assieme all’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (premio Nobel per la Pace 1985). Davanti alla temuta escalation della guerra in Ucraina si rivelano di una stringente attualità le parole profetiche di don Primo Mazzolari: «Abbiamo bisogno di giustizia sociale, non di atomiche».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
09/06/2022
Servizio Civile: Laura Milani presidente Cnesc
«Siamo felici di contribuire con la presenza significativa di Laura Milani allo sviluppo sempre più adeguato del Servizio Civile Universale a favore dei giovani che anche all'estero possono destinare una parte della propria vita al servizio delle popolazioni più fragili». Così Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, esprime soddisfazione per la nomina di Laura Milani a presidente della Cnesc, la Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile. Laura Milani è responsabile per i progetti di servizio civile dell'associazione di Don Benzi; la Cnesc dal 1988 riunisce attorno ad tavolo i principali enti convenzionati con l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile. Aggiunge Ramonda: «La nomina di Laura Milani a presidente è un riconoscimento dell'impegno di tanti giovani obiettori di coscienza che, sostenuti da don Benzi, svolsero il loro servizio non solo nelle case famiglia in Italia ma anche nel conflitto in ex-Jugoslavia». Trent'anni fa, seguendo le provocazioni evangeliche del sacerdote riminese, alcuni giovani si autodenunciavano per vedere riconosciuta l'alternativa alla leva militare come strumento per il servizio alla Patria, anche in progetti di interposizione nonviolenta e di cooperazione internazionale all'estero. Grazie alla loro testimonianza nel 1998 fu approvata la legge 230/98 che aprì la strada alla formazione, attraverso un progetto di Comunità Papa Giovanni XXIII, Caritas Italiana, FOCSIV e Gavci, del corpo civile dei Caschi Bianchi.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
06/06/2022
Fabrizio e Francesca missionari in Cile, il racconto
Da Rovereto al Cile per stare accanto ai Mapuche. Così Fabrizio e Francesca Bettini hanno cambiato vita, con loro i tre figli Francesco, Mario e Rosette di 8, 11 e 12 anni. Tutto nasce con un viaggio. Era gennaio 2020, la famiglia volò in Cile per una missione umanitaria della Comunità Papa Giovanni XXIII. Obiettivo, osservare da vicino le sofferenze dei Mapuche, popolo indigeno che non si è arreso a secoli di prevaricazione e che oggi lotta per vedersi riconosciuti diritti e territori sottratti ingiustamente. Trenta giorni nella regione dell’Araucania, la zona dove maggiormente si sviluppa lo scontro fra lo Stato e gli indigeni. È stato un colpo di fulmine. «Siamo rimasti affascinati dalla natura potente di queste latitudini e dall’energia di questa popolazione martoriata da decenni. La loro lotta per la terra e per la tutela dell’ambiente è un simbolo. Quando siamo rientrati in Italia è scoppiata la pandemia, siamo rimasti chiusi in casa ma dentro di noi avevamo tutto il vigore che ci avevano trasmesso gli uomini e le donne Mapuche». Leggi l'articolo completo su Corriere Buone Notizie  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/06/2022
Bologna per la Pace
I pacifisti tornano in piazza a Bologna mercoledì 1 giugno per chiedere di fermare il conflitto in Ucraina. La nuova manifestazione, la terza in pochi mesi, sarà aperta alle 19 dall'artista Alessandro Bergonzoni avrà il saluto del sindaco Lepore, mentre alle 21 interverrà il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. La conclusione è prevista a mezzanotte e sono previsti gli interventi di attivisti del corpo di pace Operazione Colomba, delle Carovane #STOPTHEWARNOW e #SAFEPASSAGE, Un Ponte per, Movimento Nonviolento, Rete italiana per il disarmo, e della Consulta degli Enti di Servizio civile. La manifestazione prevede, oltre agli interventi, una parte musicale di concerti. «La macchina della guerra continua ad uccidere e provocare distruzioni senza pietà per le popolazioni civili – si legge nel manifesto dei promotori – ed ora è il momento che le Istituzioni internazionali si assumano la responsabilità di lavorare per fermare la guerra, per proteggere veramente le popolazioni civili e creare le condizioni per costruire la pace. Non è vero che l’unica opzione possibile sia quella militare». La manifestazione è promossa dal “ Portico della pace ”, una rete di variegate realtà associative bolognesi con la co-promozione di ben 13 reti nazionali tra cui anche AOI Cooperazione e solidarietà internazionale, Arci, Banca Etica, Comunità Papa Giovanni, Focsiv, Libera, Mediterranea, Focolari Italia, Il Manifesto in rete,  riunite dal comune intento di promuovere il valore della Pace. Prosegue intanto la raccolta fondi per le spese dell'iniziativa e l'invio di beni di prima necessità e la presenza di corpi di pace in Ucraina.  
1 … 34 35 36 37 38 … 119