COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/05/2023
Matteo Fadda è il nuovo responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, il terzo dopo il fondatore don Oreste Benzi e Giovanni Paolo Ramonda che l’ha guidata per 15 anni dalla morte di don Benzi fino ad oggi.
Fadda, 50enne, torinese, è stato eletto dall’assemblea generale a Rimini domenica 28 maggio 2023 al secondo turno con una maggioranza del 60%, su un totale di 203 votanti. L'assemblea generale giuridica è composta dal responsabile generale uscente, dai responsabili di zona e dai delegati che rappresentano la Comunità nelle varie parti del mondo.
L'Assemblea avrebbe dovuto tenersi presso la Fiera di Cesena ma è stata spostata a Rimini a causa dell'alluvione che ha duramente colpito numerose strutture della Comunità in Romagna.
Il nuovo eletto resterà in carica per 5 anni: il cambio alla guida si è reso necessario considerato che un Decreto del Dicastero vaticano per i Laici, approvato due anni fa da Papa Francesco, ha stabilito una durata massima di 2 mandati, 10 anni totali, per i responsabili dei movimenti e delle associazioni internazionali di fedeli laici.
Matteo Fadda, sposato con Carla, padre di 4 figli naturali, è in Comunità dal 2005. Con la moglie hanno aperto la casa all'accoglienza di bambini in affido e di persone senza famiglia di San Giorgio Canavese (TO), diocesi di Ivrea (non è diocesi di Biella, ndr), in cui vive.
Attualmente è responsabile della Papa Giovanni a Torino ed in Liguria, responsabile di Operazione Colomba, il corpo civile nonviolento di pace della Comunità, vice-presidente dell'associazione “Senza Confini” di Asti, presidente di “Condivisone fra i popoli”, l'Ong promossa dalla Papa Giovanni per gestire i progetti nei paesi all'estero.
La Comunità Papa Giovanni XXIII opera nel vasto mondo dell’emarginazione e della povertà dal 1968. Vive come “un’unica famiglia spirituale” composta da persone di diversa età e stato di vita che si impegnano a condividere direttamente la vita con gli ultimi. La Comunità ha dato vita a 488 tra case famiglia e realtà in tutto il mondo, diversificando le modalità di accoglienza in base alle necessità dei poveri che incontra. L'associazione accoglie oggi 4.292 persone in Italia e nel mondo. Dal carisma della Comunità sono nati 35 enti giuridici nel mondo, tra cui: 15 Cooperative Sociali riunite nel Consorzio Condividere Papa Giovanni XXIII; numerosi centri di lavoro e attività commerciali come un editore, alberghi e gelaterie; la ONG Condivisione fra i popoli, che gestisce progetti di sviluppo all’estero.
Leggi l'approfondimento di semprenews.it
Il saluto al Presidente uscente Giovanni Paolo Ramonda
Caro Paolo, ti siamo immensamente grati per il tuo servizio alla Comunità ed ai poveri, tu che sei stato il successore di don Oreste Benzi. In un'ultima intervista Giovanni Paolo Ramonda fa il bilancio di tre lustri passati alla guida della Comunità Papa Giovanni XXIII.
«Quando vivi con bambini gravemente disabili, ragazzi con malattie mentali, ragazze che hai liberato dalla strada, in tutto il mondo la gente si fida di te»
Leggi l'intervista su Avvenire
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
26/05/2023
Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale ha pubblicato ieri il Bando di selezione per 153 volontari, tra i 18 e i 28 anni, da impiegare nei progetti per i Corpi Civili di Pace in Italia e all’estero, con la Comunità Papa Giovanni XXIII, 2 posti in Cile e 3 in Grecia. Le candidature entro venerdì 30 giugno.
Il Bando si colloca all’interno della sperimentazione dei Corpi Civili di Pace prevista dalla legge n. 147 del 2013 che ha istituito un contingente di Corpi Civili di Pacedestinato alla formazione e alla sperimentazione di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale. L’avviso pubblicato dà l’avvio alla terza annualità della sperimentazione.
IL PROGETTO: A FIANCO DEI MAPUCHE IN CILE E DEI MIGRANTI IN GRECIA
L’ass. Comunità Papa Giovanni XXIII partecipa al bando con il progetto “CORPI CIVILI DI PACE 2022 – LA PROTEZIONE DEI CIVILI NEI CONFLITTI”, che prevede 5 posizioni disponibili, 3 in Grecia ad Atene e 2 nel sud del Cile a Valdivia.
Il progetto esprime le peculiarità dell’intervento in zone di conflitto dell’associazione, che da oltre trent’anni con i volontari in Servizio Civile all’estero denominati Caschi Bianchi e Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di pace dell’ente, promuove esperienze di trasformazione nonviolenta dei conflitti a partire dalla condivisione diretta a fianco della popolazione civile vittima di violenza e di violazione dei Diritti Umani. In particolare i volontari presteranno servizio presso le sedi di Operazione Colomba a fianco delle popolazioni Mapuche nel sud del Cile e dei migranti ad Atene al fine di garantire protezione dei civili e il monitoraggio dei Diritti Umani. Il progetto ha una durata di 12 mesi e di 40 ore settimanali su 6 giorni di servizio.
REQUISITI E MODALITÀ DI CANDIDATURA
Potranno candidarsi tutti i giovani e le giovani dai 18 ai 28 anni, cittadini italiani, UE o extra UE regolarmente soggiornanti, compresi quanti hanno già svolto Servizio Civile Nazionale o Universale. Per approfondire tutti i requisiti di ammissione vedasi l’articolo 2 del Bando.
La domanda dovrà essere presentata attraverso la piattaforma DOLCCP, accedendo esclusivamente con SPID di livello di sicurezza 2, entro e non oltre le ore 14.00 di venerdì 30 giugno 2023.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/05/2023
Il prossimo fine settimana si terrà l'Assemblea Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. L'appuntamento è per sabato 27 e domenica 28 maggio a Rimini presso una struttura dell'associazione.
«L'Assemblea avrebbe dovuto tenersi presso la Fiera di Cesena ed ospitare tutte le persone ed i volontari delle nostre case di accoglienza sparse in tutt'Italia ed all'estero. Avrebbe dovuto essere un bel momento di festa dopo gli anni della pandemia. Purtroppo l'alluvione, che ha duramente colpito tante strutture della nostra Comunità in Romagna, ci ha costretti a cambiare i piani. La Fiera che avevamo prenotato è stata richiesta per gli alluvionati e ci siamo dovuti spostare in una delle nostre strutture nel riminese dove potranno partecipare in presenza i soli delegati ed i missionari provenienti da alcuni dei 42 paesi del mondo in cui siamo presenti» spiega Gianpiero Cofano, segretario della Papa Giovanni. Il Vescovo di Cesena, mons. Douglas Regattieri, sabato celebrerà la Veglia di Pentecoste.
Domenica si terranno le elezioni per indicare il nuovo Responsabile Generale. Giovanni Paolo Ramonda, giunto al suo terzo mandato, lascia la guida della Comunità dopo 15 anni, dalla morte del fondatore don Oreste Benzi. Il cambio alla guida si rende necessario considerato che un Decreto del Dicastero vaticano per i Laici, approvato due anni fa da Papa Francesco, ha stabilito una durata massima di due mandati, dieci anni totali, per i responsabili dei movimenti e delle associazioni internazionali di fedeli laici.
La Comunità Papa Giovanni XXIII opera nel vasto mondo dell’emarginazione e della povertà dal 1968. Vive come “un’unica famiglia spirituale” composta da persone di diversa età e stato di vita che si impegnano a condividere direttamente la vita con gli ultimi. La Comunità ha dato vita a 488 tra case famiglia e realtà in tutto il mondo, diversificando le modalità di accoglienza in base alle necessità dei poveri che incontra. L'associazione accoglie oggi 4.292 persone in Italia e nel mondo. Dal carisma della Comunità sono nati 35 enti giuridici nel mondo, tra cui: 15 Cooperative Sociali riunite nel “Consorzio Condividere Papa Giovanni XXIII”; numerosi centri di lavoro e attività commerciali come un editore, alberghi e gelaterie; la ONG “Condivisione fra i popoli”, che gestisce progetti di sviluppo all’estero.
Giovanni Paolo Ramonda è nato a Fossano (CN) nel 1960. A 19 anni conosce don Oreste Benzi che gli propone di fare il servizio civile nella prima casa famiglia vicino Rimini. A 20 anni, apre con altri giovani la prima casa famiglia in Piemonte e l'anno successivo diventa responsabile della Comunità in Piemonte. Nel 1984 si sposa con Tiziana Mariani: hanno 3 figli naturali e altri “rigenerati nell’amore”. A 38 anni don Benzi lo indica quale vice-responsabile dell'associazione ed il 2 novembre 2007, con la morte di don Benzi, assume ad interim la funzione di Responsabile Generale. Il 13 gennaio 2008 l'assemblea straordinaria dell'associazione lo elegge nuovo Responsabile. Laureato in Scienze Religiose ed in Pedagogia è inoltre consulente sessuologo. È giornalista ed autore di numerosi libri su temi religiosi ed educativi. Nell'ultima pubblicazione “La condivisione salverà il mondo”, ed. Sempre, traccia un bilancio del suo servizio al governo dell'associazione.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
24/05/2023
L’alluvione in Emilia Romagna ha colpito duramente case famiglia, famiglie affidatarie, realtà di accoglienza, comunità terapeutiche, centri occupazionali della Comunità Papa Giovanni XXIII e delle sue Cooperative sociali tra Bologna e Rimini, soprattutto nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna.
Alcune case sono state completamente allagate, altre hanno subito pesanti danni, altre sono rimaste isolate a causa di smottamenti e sono state evacuate perché in zone a rischio frane e non sapremo quando potremo tornarci né dove continuare a dare accoglienza a chi vive con noi. Sono famiglie con ragazzi e persone con disabilità, persone che hanno esigenze speciali e particolari, per cui i cambiamenti sono destabilizzanti, o che abbiamo accolto in accordo e convenzione con le Prefetture, i servizi sociali e per cui a volte è complicato persino lasciare la provincia di residenza.
Sono state settimane di grandi fatiche e preoccupazioni, soprattutto per le persone che accogliamo, con disabilità, con storie di fragilità, spaventate.
Non possiamo che essere grati alle tante persone che da tutta Italia ci hanno fatto sentire la loro calorosa vicinanza: amici, conoscenti, volontari, Associazioni, Istituzioni, fino al generoso gesto del Presidente Mattarella.
Tutti, indistintamente, ci avete dato forza e speranza attraverso le vostre preghiere, i vostri messaggi di affetto, aiutandoci a liberare le nostre case dal fango, a salvare quanto possibile, inviandoci cibo e beni di prima necessità, sostenendoci attraverso preziose donazioni.
Non bastano le parole ad esprimere la nostra infinita gratitudine.
C’è ancora moltissimo da fare, ma sentirvi così vicino ci dà la certezza che insieme possiamo davvero affrontare tutto.
Grazie.
Abbiamo avviato una raccolta fondi di emergenza a sostegno delle persone e delle strutture colpite e danneggiate dall’alluvione.
È attivo un numero emergenze a cui segnalare offerte di aiuti.
Qui abbiamo raccolto i racconti e gli aggiornamenti su quanto abbiamo vissuto nelle prime settimane post alluzione.
11 luglio
Presso l’Episcopio di Faenza (Ravenna), si è tenuta la cerimonia di consegna della somma collegata al Premio Internazionale Paolo VI, devoluta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insignito del riconoscimento lo scorso 29 maggio in Vaticano alla presenza di Sua Santità Francesco, alla Comunità Papa Giovanni XXIII.
Il Premio Internazionale intitolato al Papa bresciano, promosso dall’Opera per l’Educazione Cristiana e dall’Istituto Paolo VI di Concesio, mette a disposizione del vincitore la somma di euro 100 mila, somma che è stata ufficialmente consegnata al nuovo Responsabile Generale della Comunità, Matteo Fadda, dal presidente dell’Opera per l’Educazione Cristiana, avv. Pier Paolo Camadini, e dal presidente dell’Istituto Paolo VI, don Angelo Maffeis.
Alla Cerimonia sono intervenuti anche il vescovo di Faenza-Modigliana, mons. Mario Toso, la prof.ssa Simona Negruzzo, Segretario Generale dell’Istituto Paolo VI, e il dott. Carlo Peroni, Direttore Generale dell’Opera per l’Educazione Cristiana e alcune delle persone delle case di accoglienza maggiormente danneggiate dall’alluvione.
Al termine della cerimonia i partecipanti hanno visitato anche la comunità terapeutica della Comunità, ad Albereto di Faenza, colpita gravemente dalle alluvioni che lo scorso maggio hanno interessato la Romagna.
01 giugno
Alluvione, i bambini superano il trauma con l'arte.
Mentre la Romagna cerca di rialzarsi, la scuola elementare paritaria Don Oreste Benzi di Forlì ha proposto ai i suoi giovani studenti di rielaborare l'esperienza dell'alluvione attraverso l'arte e il disegno chiedendo loro di esprimere su di un foglio le proprie emozioni e percezioni. Leggi l'articolo completo su Sempre
31 maggio
L'esperienza di oggi é riassunta bene in questa foto scattata nel giardino della Comunità Terapeutica di Albereto, Faenza profondamente colpita dall'alluvione.
Siamo ancora nel fango ma c'è anche la Rosa... tutti noi, i fratelli della comunità e tutta la solidarietà e la Provvidenza che ci circonda.
Grazie!
Elisabetta
30 maggio
Durante la sua visita in Romagna, il Presidente Mattarella ha incontrato la Comunità e in particolare la responsabile di zona Elisabetta Cimatti, i ragazzi della Comunità Terapeutica di Albereto di Faenza gravemente colpita e Giovanni Belosi, papà della casa famiglia "San Giovanni Bosco" sfollata a causa dell'alluzione. Un'occasione unica per ringraziare personalmente il Presidente della sua generosità.
L'incontro è stato ripreso dal servizio del TG3 delle 19.30.
29 maggio
“Vorrei chiedere all'Istituto Paolo VI di destinare la somma collegata al premio alla comunità intitolata a Giovanni XXIII nata in Romagna. Alcune delle sue case d'accoglienza sono state gravemente colpite dall'alluvione dei giorni scorsi. Penso che con il premio più che la mia personale azione si intenda e si è inteso indicare un modo di interpretare l'impegno nella società e nelle istituzioni che in molti hanno praticato e sviluppato ispirandosi alla visione di Paolo Vi e ai suoi insegnamenti, che tante volte ha espressi. E io spero di meritare la valutazione di averli bene interpretati".
Con queste parole ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in Vaticano per ricevere il Premio Paolo VI alla presenza di Papa Francesco, ha espresso la volontà di devolvere la somma collegata al premio alle nostre case alluvionate.
Grazie Presidente.
28 maggio
La storia della casa famiglia "San Giovanni Bosco" di Faenza raccontata da TG2000.
26 maggio
Marco, ex senzatetto, aiuta gli alluvionati di Cesena.
25 maggio
A Cesena abbiamo recuperato dal fango prodotti alimentari di un supermercato alluvionato.

24 maggio
Continuano i lavori di pulizia nella Comunità Terapeutica di Albereto, vicino Faenza.
Oggi sono venuti a dare manforte i richiedenti asilo politico accolti nelle nostre case di Rimini. Ci sono anche i ragazzi volontari da Ravenna e dal Friuli.
23 maggio
Oggi un gruppo di volontari e membri della Comunità dalla zona di Pesaro sono arrivati a Faenza per aiutare a pulire la nostra casa famiglia alluvionata.
A Cesena, invece, i ragazzi della nostra casa di accoglienza di Bagnile hanno lavorato per recuperare prodotti in un supermercato di Cesena che è stato allagato e distribuirli alla popolazione.
#FOTOGALLERY:FAENZA#
22 maggio
I ragazzi di San Patrignano oggi sono venuti ad aiutarci a spalare il fango ed a pulire le nostre strutture di Albereto, vicino Faenza, dove ha sede la nostra comunità terapeutica evacuata e temporaneamente accolta a Forlì. Qui la difficoltà maggiore è che l'acqua ancora non defluisce.
Il servizio del TGR Rai3 EMILIA ROMAGNA
21 maggio
Tanti giovani, amici, membri della Comunità delle zone vicine, figli e persone accolte sono andati ad aiutare a ripulire le zone e le case colpite a Forlì e Faenza. Tra loro anche Cricca, figlio di una famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII appena reduce dalla trasmissione Amici.
Si sta ripulendo anche la Comunità Terapeutica di Albereto di Faenza, totalmente svuotata da tutto ciò che era all’interno e con ancora acqua e fango all’esterno che non defluisce e rende impossibile prevedere quando si potrà rientrare.
A Cesena abbiamo recuperato dal fango prodotti alimentari di un supermercato alluvionato. Una ventina di nostri volontari, insieme a quelli dell'associazione “ScartiAmo” e in collaborazione con il Banco di solidarietà, che ha messo a disposizione spazi e attrezzature, hanno lavorato senza sosta per due giorni. I prodotti recuperati sono stati distribuiti gratuitamente agli alluvionati. Sempre a Cesena durante il week end abbiamo gestito uno spazio per bambini che abbiamo chiamato “Lascia i tuoi bimbi a giocare e vai a spalare”.
20 maggio
I due Cas (centri di accoglienza straordinaria) di Colmano e Predappio, le case dove accogliamo e viviamo con ragazzi profughi sulle colline forlivesi, sono stati evacuati.
La zona è a forte rischio frane, diverse hanno già reso difficilmente percorribili le strade di collegamento ai centri principali.
Le due case si trovano sulle colline di Predappio e le frane hanno lesionato tutte le strade intorno ed era possibile raggiungerle solo a piedi, inoltre da qualche giorno mancava la corrente elettrica e l’acqua.
Gli ospiti sono 26 ragazzi richiedenti asilo con 2 operatori.
Attualmente i ragazzi sono stati ospitati in Curia a Ravenna, che ha messo gratuitamente a disposizione i posti necessari per due settimane e un refettorio per poter consumare i pasti. Il ristorante "I passatelli" di Ravenna ha offerto gratuitamente i pasti per i primi due giorni e la mensa dell'opera di Santa Teresa si è offerta di cucinare i pasti dei giorni successivi.
19 maggio
I ragazzi della Casa per accoglienza di migranti a Bagnile (Cesena), appena usciti dall'isolamento in cui erano a causa degli allagamenti sono andati in soccorso ai vicini di casa, anziani ultra novantenni.
#FOTOGALLERY:FOTO2#
I nostri ragazzi delle realtà meno colpite dall’alluvione sono andati a prestare aiuto a Cesena per ripulire le case e le strade allagate e dare aiuto e sostegno a chi è in situazioni drammatiche in queste ore.
#FOTOGALLERY:CESENA#
A Colmano, sulle colline forlivesi, la situazione è molto pericolosa. Lì c’è una casa di accoglienza che in queste ore sta ancora aspettando di essere evacuata. Il problema sono le frane e gli smottamenti che hanno isolato la casa dal resto del mondo, mentre piove ancora e c’è il rischio di altri crolli.
#FOTOGALLERY:COLMANO#
Un ragazzo che anni fa è stato accolto dalla Comunità e che oggi seguiamo nel suo percorso verso l’autonomia è stato salvato ieri sera alle 22 dai soccorritori che sono arrivati con l’elicottero. Su era rifugiato sul tetto della sua casa, completamente sommersa, con un fuoco acceso. “Ho visto la morte in faccia” ci ha detto quando siamo riusciti a metterci in contatto con lui.
18 maggio
Le 13 persone isolate alla comunità terapeutica di Albereto di Faenza sono state evacuate nelle notte. «I soccorritori sono arrivati poco prima di mezzanotte, ci hanno portato via in elicottero. - spiega Andrea Negri, responsabile della struttura - Hanno dovuto fare quattro viaggi, l'ultimo alle 3 di notte. Abbiamo passato la notte in una palestra allestita dalla Protezione Civile a Forlì». Nel pomeriggio i ragazzi che stavano seguendo il percorso terapeutico per uscire dalle loro dipendenze si sono trasferiti con i loro educatori e responsabili presso un'altra Comunità Terapeutica della Comunità Papa Giovanni XXIII vicino Forlì.
«Quando sono venuti a prenderci c'erano due metri d'acqua, il nostro pulmino è stato sommerso dall’acqua, non si vedeva. - racconta Giovanni Belosi, il papà della casa famiglia allagata evacuata ieri pomeriggio – Elsa, che ha una grave disabilità psichiatrica, urlava, mentre Biagio, che ha un grave ritardo mentale, piangeva. Loro non parlano e non capivano quello che stava succedendo. Adesso siamo in una situazione sicura e si sono tranquillizzati. Due ospiti della casa sono rientrati temporaneamente dagli anziani genitori che non hanno avuto problemi con l'alluvione. Invece il volontario in servizio civile ed un altro ragazzo che vive con noi sono rientrati nella nostra casa per cominciare a spalare il fango. Anche se faticano perché qui a Faenza non si trovano più scope, badili e stivali».
La casa famiglia di Giovanni è a Faenza, nel quartiere Borghi, e qui vivono 7 ragazzi di cui 3 con disabilità. Al momento ha ricevuto ospitalità in emergenza in un'altra zona della città, presso la casa di una volontaria che aveva svolto il servizio civile nei mesi scorsi presso la struttura.
La casa di accoglienza per profughi di Bagnile, vicino Cesena, rimasta isolata perché circondata dall’acqua, è finalmente tornata accessibile con il ritirarsi dell’acqua dalle strade. «Grazie al Cielo la casa è leggermente sopraelevata rispetto alla pianura circostante, abbiamo tre metri di dislivello, per cui ieri la casa era come un'isola. Questo ci ha salvati». A parlare è Giorgio Pollastri, responsabile della casa in cui sono ospitate 11 persone provenienti dal Bangladesh e dall'Africa. «I ragazzi ieri a mezzanotte hanno soccorso un uomo che si era trovato bloccato con l'auto in un fosso. Non sappiamo come ci sia arrivato. Ha passato la notte da noi, gli abbiamo dato da mangiare e vestiti asciutti. Oggi i ragazzi sono andati a spalare il fango in una casa vicina dove vive una coppia di anziani».
Nella casa famiglia di via Tolemaide a Rimini, composta da 15 persone anche adulti con disabilità fisica e psichica, si è lavorato a tempo di record grazie a tanti volontari che l’hanno liberata dall’acqua che aveva invaso il piano terra per diversi centimetri. Gianni e Rosa sono così tornati a casa per rendersi conto dei danni subiti.
Nelle zone interne e di collina, sono ancora diverse le case isolate o con problemi di collegamenti per via delle numerose frane, che andranno evacuate e per cui dovremo cercare una soluzione alternativa e probabilmente non temporanea.
17 maggio
«Nessuno si aspettava un simile disastro. Aspettavamo la pioggia ma mai avremmo pensato quello che sarebbe successo». A parlare è Andrea Bendandi, responsabile di casa famiglia a Faenza. Tutta la Romagna da Bologna fino a Rimini è sotto l'acqua. Tutti i fiumi sono esondati. La situazione più grave è a Faenza dove una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII ha il piano terra completamente allagato. «Siamo otto persone, di cui tre con gravi disabilità. - spiega Giovanni Belosi, il responsabile - Siamo ancora in attesa di essere evacuati. Sappiamo che i soccorritori stanno facendo il massimo, ma le richieste sono tantissime».
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Anche la comunità terapeutica di Albereto, vicino a Faenza, è sott'acqua. I 13 ragazzi ospiti sono al primo piano in attesa di essere evacuati. «Ieri sera siamo andati a letto con la paura ma è stato durante la notte che l'incubo è diventato realtà. - racconta Andrea Negri, responsabile della struttura - Al piano terra è andato tutto completamente distrutto, il frigorifero galleggia in un metro d'acqua, le auto e i pulmini sommersi».
Le situazioni sono tantissime. Il Villaggio della gioia a Forlì ha l'acqua che è a pochi metri dalle case. La Capanna di Betlemme di Forlì, casa di accoglienza per senza fissa dimora, ha tutta l'acqua intorno. Le due case per profughi nell'Appennino sono completamente isolate a causa delle frane. La luce manca in tantissime delle nostre strutture da ieri sera. La comunità terapeutica di Bagnile nel Cesenate è irraggiungibile perché è divenuta come un'isola in mezzo a un grande lago. Una casa famiglia di Rimini ha visto tutto il piano terra allagarsi ed è stata evacuata e accolta in un'altra struttura della Papa Giovanni, la Colonia Stella Maris.
Le nostre famiglie, le persone con disabilità e fragilità che accogliamo nelle nostre case e realtà di accoglienza in Emilia-Romagna hanno bisogno ora più che mai del tuo aiuto.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/05/2023
Fin dalle primissime ore tante persone, aziende, associazioni e gruppi ci stanno contattando perché vogliono dare una mano alle case di accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII coinvolte nell’alluvione romagnola, donando beni, vestiti, ciò che è andato perso, o offrendo il loro aiuto.
Abbiamo attivato un numero emergenza dedicato a cui informarsi per essere indirizzati dove c’è bisogno di aiuto e sapere di cosa hanno più bisogno in questo momento le famiglie e le case:
Tanti volontari, amici, anche dalle regioni limitrofe, in questi giorni sono venuti ad aiutarci a sgomberare e ripulire le case alluvionate. E diverse aziende hanno offerto i loro servizi gratuitamente, facendoci sentire la loro vicinanza e il loro aiuto concreto.
Non dimenticheremo quanti ci stanno aiutando, a tutti loro va il nostro grazie di cuore e la nostra riconoscenza.
Ci stanno aiutando:
San Patrignano
Ci hanno aiutato a spalare fango e svuotare i locali della Comunità Terapeutica di Albereto di Faenza, la più danneggiata delle nostre strutture.
Associazione “ScartiAmo” e Banco di Solidarietà
A Cesena ci hanno aiutato a recuperare dal fango prodotti alimentari di un supermercato alluvionato, lavorando senza sosta per due giorni, e ridistribuendo gratuitamente i prodotti recuperati agli alluvionati.
Seminario di Ravenna
Ha accolto i 26 ragazzi richiedenti asilo accolti in due nostre strutture sulle colline forlivesi, mettendo a disposizione i posti necessari per due settimane e un refettorio dove consumare i pasti.
Ristorante “I Passatelli”, Ravenna
Ha offerto gratuitamente i pasti ai ragazzi accolti in Seminario per i primi due giorni.
Opera di Santa Teresa, Ravenna
Si è offerta di cucinare i pasti per i ragazzi accolti in Seminario a Ravenna per i giorni successivi.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/05/2023
«Quando sono venuti a prenderci c'erano due metri d'acqua, il nostro pulmino è stato sommerso, non si vedeva. - racconta Giovanni, papà di una nostra casa famiglia di Faenza invasa da metri di acqua a seguito dell’alluvione in Emilia Romagna – Elisa, che ha una grave disabilità psichiatrica, urlava, mentre Biagio, che ha un grave ritardo mentale, piangeva. Loro non parlano e non capivano quello che stava succedendo».
Nella nostra Comunità Terapeutica vicino Faenza, dove vivono 13 ragazzi insieme ai nostri volontari e operatori, il piano terra, così come pulmini e auto che erano nel piazzale sono stati completamente sommersi di acqua e abbiamo dovuto lasciare la struttura. «I soccorritori sono arrivati poco prima di mezzanotte, ci hanno portato via in elicottero, - spiega Andrea Negri, responsabile - hanno dovuto fare quattro viaggi, l'ultimo alle 3 di notte».
La Romagna è la culla della Comunità Papa Giovanni XXIII, e tra le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna, Bologna ci sono ben 198 case, tra case famiglia, famiglie aperte all’accoglienza, case di accoglienza, Capanne di Betlemme per senza dimora, e poi anche tante famiglie affidatarie e sedi lavorative e centri diurni delle nostre cooperative sociali, dove trovano occupazione ragazzi svantaggiati o con disabilità.
Tante case sono state allagate: elettrodomestici, mobili, impianti, auto, tutto è andato distrutto o fortemente danneggiato.
Ora più che mai abbiamo davvero bisogno dell’aiuto di tutti.
Puoi donare anche con:
BONIFICO BANCARIO
BOLLETTINO POSTALE O TELEMATICO
Codice Iban:
IT04 X030 6909 6061 0000 0008 036
BIC/SWIFT:
BCITITMMXXX
Intestato a:
Comunità Papa Giovanni XXIII
Causale:
Emergenza Alluvione Emilia Romagna
Conto corrente postale:
12148417
Intestato a:
Comunità Papa Giovanni XXIII
Causale:
Emergenza Alluvione Emilia Romagna
Vuoi aprire una raccolta fondi personale e coinvolgere i tuoi amici?
Sulla piattaforma Dai Ci Stai è attivo un progetto per l’emergenza alluvione in Emilia Romagna. Puoi aprire anche una tua raccolta fondi personale a sostegno di questo progetto e coinvolgere i tuoi amici, parenti, colleghi, in una colletta per contribuire a sostenere la Comunità Papa Giovanni XXIII in questa emergenza, ripristinare le case allagate e ricomprare quanto è andato distrutto.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/05/2023
Da 50 anni ci prendiamo cura di chi ha bisogno di tutto, sempre: bambini abbandonati e con malattie gravi, persone con disabilità, ragazze madri, ex detenuti e senza fissa dimora. La nostra Comunità Papa Giovanni XXIII è la famiglia di chi non ha nessuno, di chi ha perso o non ha mai conosciuto l’amore di una mamma e di un papà.
Una missione che portiamo avanti grazie all’aiuto che riceviamo dai nostri sostenitori, dalle aziende amiche e anche attraverso un contributo fondamentale che ci arriva dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
Ogni anno, infatti, la CEI trasferisce alle Diocesi una quota dei fondi ricevuti grazie alle attribuzioni 8x1000 raccolte tra i contribuenti italiani, nell’intento di identificare realtà, progetti ed enti nel proprio territorio meritevoli di ricevere una quota in sostegno delle proprie attività.
Tra le altre realtà che nelle varie Diocesi italiane hanno ricevuto queste donazioni c’è anche la nostra Comunità. Nel corso del 2022, infatti, abbiamo presentato richieste di contributo alle Diocesi in cui siamo presenti con famiglie aperte, Case Famiglia, Centri di accoglienza, Comunità Terapeutiche, Capanne di Betlemme e Mense per i poveri, realtà di accoglienza dove condividiamo la nostra vita con chi ha bisogno di una famiglia che lo ami davvero, di un punto di partenza da cui ripartire.
I contributi CEI 8x1000 da parte delle Diocesi hanno offerto un aiuto essenziale per le necessità quotidiane e straordinarie di queste nostre realtà diffuse in tutta Italia.
C’è la Diocesi di Faenza-Modigliana che ha sostenuto le nostre realtà di accoglienza presenti sul territorio diocesano, come la Casa Famiglia “Marta e Maria” e la casa per l’autonomia “Provo a vivere da Solo”, che ospita un gruppo di ragazzi adulti con disabilità intellettiva. Ricordiamo la Diocesi di Saluzzo, dove siamo presenti con 11 Case Famiglia e con la Coop. Sociale “Il Ramo” per l’inserimento lavorativo di persone emarginate o con disabilità e la Diocesi di Torino, che ha sostenuto gli interventi quotidiani svolti dalle strutture e dai servizi della Comunità sul territorio diocesano a beneficio di circa 170 persone in stato di grave emarginazione e povertà. C’è la Diocesi di Cagliari, attivatasi a sostegno della Casa Famiglia “Madonna della Tenerezza”, dove sono accolte persone, soprattutto minori, con gravi disabilità o salute precaria, donne vittime di tratta e mamme con bimbi e la Diocesi di Acireale, che ha sostenuto le realtà di accoglienza locali.
Quelle che abbiamo citato sono solo alcune delle Diocesi che ci hanno sostenuto con il loro contributo prezioso. Per un quadro completo abbiamo realizzato questa scheda dettagliata, un modo per conoscere tutte le Diocesi, regione per regione, che sono state al nostro fianco e per rendicontare, in modo chiaro e trasparente, i fondi ripartiti dell’8x1000 che ciascuna ha erogato a nostro beneficio e il progetto sostenuto.
ABRUZZO
Diocesi: Teramo
Importo erogato: 10.000 euro
Progetto: Sostegno alla casa famiglia "Manuela" di Campli (TE) e alla ristrutturazione del convento per l'accoglienza di adulti in difficoltà
CAMPANIA
Diocesi: Pompei
Importo erogato: 5.000 euro
Progetto: Sostegno delle realtà di accoglienza locali, come la casa famiglia
EMILIA ROMAGNA
Diocesi: Faenza - Modigliana
Importo erogato: 17.000 euro
Progetto: Sostegno alle realtà di accoglienza del territorio
Diocesi: Imola
Importo erogato: 16.000 euro
Progetto: Sostegno alle 2 case di accoglienza del territorio
Diocesi: Ravenna
Importo erogato: 15.000 euro
Progetto: Sistemazione di un appartamento per l'accoglienza temporanea di persone in difficoltà
Diocesi: Forlì - Bertinoro
Importo erogato: 10.000 euro
Progetto: Sostegno alla CEC "Casa Madre della Speranza" di Malmissole
LIGURIA
Diocesi: Genova
Importo erogato: 3.500 euro
Progetto: Sostegno alle attività di accoglienza della casa famiglia, alla mensa per i poveri e al centro aggregativo
Diocesi: Savona
Importo erogato: 1.850 euro
Progetto: Sostegno alle 2 case famiglia del territorio
LOMBARDIA
Diocesi: Bergamo
Importo erogato: 5.000 euro
Progetto: Sostegno della Casa di Accoglienza e Fraternità “Arco Iris”
Diocesi: Milano
Importo erogato: 3.500 euro
Progetto: Sostegno delle realtà di accoglienza locali, come le casa famiglia
Diocesi: Piacenza - Bobbio
Importo erogato: 5.000 euro
Progetto: Sostegno delle realtà di accoglienza del territorio diocesano
MARCHE
Diocesi: Macerata
Importo erogato: 20.000 euro
Progetto: Sostegno delle realtà di accoglienza del territorio diocesano
PIEMONTE
Diocesi: Alba
Importo erogato: 20.000 euro
Progetto: Sostegno alle Casa Famiglia "San Luca"
Diocesi: Biella
Importo erogato: 7.000 euro
Progetto: Sostegno al centro aggregativo di Biella per persone con disabilità
Diocesi: Cuneo
Importo erogato: 2.000 euro
Progetto: Sostegno alle 12 realtà di accoglienza del territorio
Diocesi: Fossano
Importo erogato: 10.000 euro
Progetto: Sostegno alle realtà del territorio che accolgono i "nuovi poveri"
Diocesi: Saluzzo
Importo erogato: 15.000 euro
Progetto: Sostegno alle realtà di accoglienza del territorio
Diocesi: Torino
Importo erogato: 5.000 euro
Progetto: Sostegno alle realtà di accoglienza del territorio dove sono accolte circa 170 persone emarginate
SARDEGNA
Diocesi: Cagliari
Importo erogato: 10.000 euro
Progetto: Sostegno alla casa famiglia "Madonna della Tenerezza" di Cagliari
TOSCANA
Diocesi: Pescia
Importo erogato: 2.500 euro
Progetto: Sostegno alle Casa Famiglia "Casa della pace San Gemma"
VENETO
Diocesi: Vicenza
Importo erogato: 15.000 euro
Progetto: Contributo per lavori di adeguamento della canonica di Maglio di Sopra (VI) per attività di accoglienza
Diocesi: Vittorio Veneto
Importo erogato: 6.000 euro
Progetto: Sostegno alla casa famiglia "Anawim" di Farra di Soligo (TV)
SICILIA
Diocesi: Acireale
Importo erogato: 8.000 euro
Progetto: Sostegno delle realtà di accoglienza locali, come la casa famiglia
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
05/05/2023
«Intendiamo ringraziare il direttore Tarquinio per il suo lungo servizio ad Avvenire, uno dei più longevi nel giornalismo italiano, dando voce alla Chiesa, con uno sguardo attento verso gli ultimi. La collaborazione della nostra Comunità con il giornale dei cattolici si è intensificata in questi anni. Ci congratuliamo con il neo-direttore Marco Girardo, che ha davanti a sé la sfida di rafforzare Avvenire affrontando i cambiamenti dell'editoria».
E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, in merito all'avvicendamento alla direzione di Avvenire.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/05/2023
Il prossimo 4 maggio, a 40 anni esatti dall’approvazione della legge sull’affidamento familiare, il Tavolo nazionale affido che raccoglie le associazioni e le reti che in Italia si occupano di affido familiare, chiama a raccolta tutti i soggetti che hanno un ruolo importante nell’affido.
A Roma, alla Sala della Regina messa a disposizione dal Presidente della Camera dei deputati on. Lorenzo Fontana, si confronteranno Ministri, famiglie, avvocati, magistrati, Garanti infanzia, operatori socio sanitari, associazioni, per un “check up” della legge 184 /83 e dello stato di salute dell’affidamento familiare.
Una occasione per riconoscere le esperienze di accoglienza realizzate da migliaia di famiglie sparse in tutta Italia che con impegno, passione, fatica e affetto accolgono per un periodo più o meno lungo nelle loro case i bambini e i ragazzi. Ma anche per affrontare alcune questioni aperte:
- I dati sui minori fuori famiglia, quali segnali di preoccupazione ci indicano?
- Come sono cambiate le famiglie in questi anni ? Ci sono ancora famiglie disponibili all’accoglienza?
- Cosa può e deve fare di più la politica ai vari livelli ? Attesa per gli interventi della Ministra Eugenia Roccella e della Viceministro Maria Teresa Bellucci e della Presidente Commissione Politiche Sociali della Conferenza Stato Regioni, Emma Staine.
- Quale eredità ci hanno lasciato gli attacchi mediatici degli ultimi anni nei confronti dell’affido e delle famiglie affidatarie ?
Ma sarà anche l’occasione per discutere su alcune proposte che alcuni ragazzi che sono stati in affido e le Associazioni faranno per “stanare” le responsabilità di ogni attore sociale nei loro ruoli e compiti.
Le Associazioni e Reti del Tavolo Nazionale Affido:
AI.BI.–Ass. Amici dei Bambini, Ass. COMETA, Ass. COMUNITAÌ€ PAPA GIOVANNI XXIII, Ass. FAMIGLIE PER L’ACCOGLIENZA, ANFAA (Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie), ANFN (Associazione Nazionale Famiglie Numerose), CAM (Centro Ausiliario per i problemi minorili – Milano), CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), COORDINAMENTO AFFIDO ROMA, COORDINAMENTO CARE, PROGETTO FAMIGLIA (Federazione di enti no-profit per i minori e la famiglia), UBI MINOR (Coordinamento per la tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi – Toscana), SALESIANI PER IL SOCIALE Federazione SCS/CNOS, AFFIDAMENTO.NET Liguria Co.Fa.Mi.Li ,Associazione FRATERNITA’, Fondazione L’ALBERO DELLA VITA Onlus. Membri osservatori Metacometa, Centro Comunitario Agape.
Programma:
Mattino, ore 10:00 /13:00
Conduce Valter Martini - Tavolo Nazionale Affido. Saluti Istituzionali. Sono stati invitati:
- Presidente della Camera On. Lorenzo Fontana
- Ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità On. Eugenia Roccella
- Viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali On. Maria Teresa Bellucci
- Autorità Nazionale Garante per l’Infanzia Carla Garlatti
Relazioni
- Stefano Ricci – Sociologo, esperto di politiche e servizi per l’infanzia e l’adolescenza “La legge 184: un percorso storico esistenziale dal 1983 ad oggi”
- Francesco Belletti - Direttore Centro Internazionale Studi Famiglia - Milano “40 anni di affido: le famiglie cambiano, l’accoglienza rimane”
- Joelle Long - Professoressa Associata di Diritto privato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino “La tutela giuridica del minore: l’Affidamento familiare tra passato e presente”
Pomeriggio, ore 14:30 /17:00
L’affidamento familiare. Resaponsabilità in gioco: ruoli e compiti.
Conduce Liviana Marelli - Tavolo Nazionale affido
- Paola Ricchiardi – Professoressa Associata di Pedagogia sperimentale -Università di Torino – “Lo stato dell’arte dell’affido nei numeri”
Tavola Rotonda:
- Carol Roncali e Vittoria Gulino. Chi ha vissuto l’affido. Agevolando e Care leavers network
- Frida Tonizzo e Patrizia Salentino - Tavolo Nazionale affido
- Paolo Onelli - Ministero del Lavoro e delle politiche sociali – Direzione Generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale
- Emma Staine - Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – Commissione Politiche sociali
- Cristina Maggia – Presidente Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia
- Grazia Ofelia Cesaro – Presidente Unione Nazionale Camere minorili
- Gianmario Gazzi – Presidente Consiglio Nazionale Ordine assistenti sociali
- Antonio Monaco - Da bambino in affido a papà affidatario
Scarica il programma
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
27/04/2023
Il progetto “Ecostalla” della Cooperativa “I Tesori della Terra”, realtà piemontese nata come emanazione della Comunità Papa Giovanni XXIII, è stato selezionato dalla Fondazione Cattolica Assicurazioni e potrebbe ricevere un contributo di 20.000€, per garantire lavoro e dignità a tante persone con disabilità o provenienti da situazioni di disagio ed emarginazione.
Ancora per pochi giorni è possibile votare il progetto sulla piattaforma online della Fondazione Cattolica e garantire al progetto “Ecostalla” di posizionarsi tra i primi 20 progetti e ricevere il contributo.
Per votare si deve cliccare sul link della pagina del progetto che trovate di seguito e seguire le istruzioni:
https://cattolica.unamanoachisostiene.it/progetto/i-tesori-della-terra-societa-cooperativa-agricola-sociale-onlus/
La costruzione della nuova Ecostalla ci permetterà di garantire nuovi inserimenti lavorativi di persone con disabilità in agricoltura sociale e di poter offrire a tante persone un nuovo percorso di inclusione sociale e lavorativa.
Ma che cos’è una Ecostalla? L’Ecostalla rappresenta un modello di economia circolare, di allevamento eco-sostenibile totalmente decostruibile, che migliora significativamente il benessere animale e di conseguenza la qualità del latte prodotto. Luminosa e arieggiata, mantiene gli animali in condizioni più sane e vicine a quelle naturali (per illuminazione, temperatura e umidità dell’aria). Le vacche vivono su una lettiera di compost che viene rivoltata giornalmente, senza alcun spandimento di deiezioni animali. La stalla, priva di fondazioni cementizie, permetterà in futuro un’agevole riconversione dell’appezzamento di terreno su cui è costruita ad altri usi agricoli.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/04/2023
Giovedì 4 maggio, alle ore 19, sarà celebrata in Basilica Cattedrale, a Rimini, la Memoria Liturgica di Sandra Sabattini, la giovane discepola di don Benzi, beatificata a Rimini il 24 ottobre 2021. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal Vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi.
«Sandra Sabattini eÌ€ diventata un membro permanente della mia famiglia spirituale, una sorella che continuamente mi accompagna nel ministero. Quando ho fatto il mio ingresso come Vescovo nella Diocesi di Rimini, lo scorso gennaio, – commenta mons. Anselmi – nella Bolla Pontificia Papa Francesco ha voluto affidarmi ufficialmente alla protezione di Sandra, nata nel 1961, proprio come me. Da quel momento inizio ogni mia giornata affidandomi a lei, chiedendo la sua protezione e ispirazione. Invito i giovani in particolare ad affidarsi a Sandra».
Per far conoscere la sua vita eÌ€ stato realizzato un docu-film, un ulteriore strumento insieme al podcast e al cartoon per i piuÌ€ piccoli. Tutti materiali reperibili gratuitamente sul sito dedicato alla giovane Beata www.sandrasabattini.org. Il docufilm Il Diario di Sandra saraÌ€ proiettato in anteprima sabato 6 maggio alle 18 a Rimini presso il Cinema Tiberio in via S. Giuliano 16. Un cortometraggio ambientato ai giorni nostri con protagonista una giovane ragazza – l'attrice Swami Fusaroli – che si ritrova tra le mani un misterioso diario. La musica eÌ€ della cantautrice riminese Chiara Raggi. Alla proiezione seguiraÌ€ un incontro tra il regista del docu-film Kristian Gianfreda e il Vescovo Anselmi, moderato da Alessandra Vitez, responsabile dell’Ufficio Mostre del Meeting.
«La Memoria di Sandra vuole essere un’occasione di unitaÌ€ ecclesiale per ringraziare del dono che Sandra eÌ€ per tutta la nostra Chiesa diocesana” dice il Vicario Generale della Diocesi, don Maurizio Fabbri».
Scarica il comunicato stampa
La novena per Sandra Sabattini ed il nuovo libro di Sempre Editore
Dal 25 aprile al 3 maggio, ogni giorno alle 17.30 le Sante Messe nel Duomo saranno dedicate in particolare ad uno degli aspetti della figura spirituale della Beata Sandra Sabattini.
Nell'ordine:
la fede
la speranza
la carità
la preghiera e la contemplazione
la lode a Dio
la condivisione di vita con gli ultimi
l'obbedienza
la fraternità nell'amicizia e nel fidanzamento
il cammino verso la santità.
Alla sera, ogni giorno alle 20.30 verrà celebrato online il rosario online (seguilo qui) durante il quale si pregherà con la Novena dedicata alla Beata riminese.
Il percorso spirituale di Sandra può esssere ripercorso anche attraverso il nuovo libro di Nicoletta Pasqualini: Sandra Life Coach. Offre una scelta di citazioni e consigli per chi non si accontenta di avere un’esistenza mediocre. Un percorso raccontato in 10 parole chiave.
Leggi le notizie su Sandra. Scopri di più su sandrasabattini.org
La prima celebrazione della memoria liturgica
La prima celebrazione della Memoria liturgica, fu celebrata il 4 maggio 2022 in Basilica Cattedrale da Mons. Francesco Lambiasi.
Nell’occasione, venne consegnata ufficialmente la reliquia di Sandra (un capello) alla comunità parrocchiale di San Girolamo, la parrocchia riminese alla quale apparteneva Sandra.
Esiste un’unica reliquia ex corporis di Sandra: il capello che l’allora fidanzato aveva raccolto dal guanciale di Sandra e gelosamente custodito in una scatola di caramelle, decorata personalmente. “La Memoria di Sandra vuole essere un’occasione di unità ecclesiale per ringraziare del dono che Sandra è per tutta la nostra Chiesa diocesana” aveva detto il Vicario Generale della Diocesi, don Maurizio Fabbri.
La biografia di Sandra Sabattini, dal comunicato stampa della Diocesi di Rimini
Prima Santa fidanzata nella storia della Chiesa, Sandra Sabattini è una sintesi di ciò che significa “una vita donata”. Nata a Riccione nel 1961 e fin da piccola coltiva un legame personale con il Signore, grazie all’esempio dello zio prete don Giuseppe Bonini e della famiglia che vive a Rimini, nella parrocchia di San Girolamo, Sandra è brava a scuola, ama dipingere, suona il pianoforte e corre come velocista in una squadra di atletica leggera. È una ragazza semplice, dolce, piena di interessi e di entusiasmo. Papa Francesco l’ha definita la “Santa della porta accanto”, per il Vescovo di Rimini “La sua beatificazione è un dono per tutta la chiesa. La vita di Sandra, infatti, profuma di Vangelo”.
L’incontro con don Benzi. A 12 anni incontra don Oreste Benzi, il fondatore della “Papa Giovanni XXIII”, una Comunità la cui vocazione consiste nel “conformare la propria vita a Gesù e condividere direttamente la vita degli ultimi, mettendo la propria vita con la loro”. Questo incontro cambia per sempre la sua vita: inizia a seguire i poveri a domicilio, scende in piazza per i diritti delle persone disabili, dedica tutto il suo tempo libero ai ragazzi vittime della droga. Studente di medicina coltiva il sogno di partire come missionaria in Africa. La sua vita non le appartiene, anche il fidanzamento con Guido non è vissuto come una sistemazione, ma come un orizzonte più ampio per aprirsi allo spazio d'amore infinito di Dio.
La premonizione della morte. La mattina del 29 aprile 1984, mentre si reca ad un incontro della Comunità Papa Giovanni a Igea Marina, Sandra viene investita da un'auto. Rimane in coma per tre giorni ed il 2 maggio lascia questa terra. Quattro giorni prima dell'incidente Sandra aveva raccontato alla madre di aver visto in sogno il suo funerale e la sua tomba piena di fiori. Nell'ultima pagina del suo diario, due giorni prima dell'incidente, Sandra lasciò il suo testamento spirituale: “Non è mia questa vita che sta evolvendosi ritmata da un regolare respiro che non è mio, allietata da una serena giornata che non è mia. Non c’è nulla a questo mondo che sia tuo. Sandra, renditene conto! È tutto un dono su cui il «Donatore» può intervenire quando e come vuole. Abbi cura del regalo fattoti, rendilo più bello e pieno per quando sarà l’ora”.
Il diario. Poco dopo la sua morte, don Oreste Benzi ebbe l’occasione di leggere ciò che Sandra aveva lasciato scritto in foglietti sparsi, brevi appunti da cui trapelava un profondo cammino spirituale. Questi pensieri furono ordinati e raccolti nel libro Il diario di Sandra.
La beatificazione. La causa di canonizzazione è stata aperta nel settembre 2006. Nel 2018 Sandra è stata dichiarata “venerabile” ed il 2 ottobre 2019 Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del Decreto che riconosceva «il miracolo, attribuito all’intercessione di Sandra Sabattini» relativo alla guarigione da un tumore maligno di Stefano Vitali, ritenuta «scientificamente inspiegabile».
Scopri di più su sandrasabattini.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/04/2023
Esprimiamo come Comunità la nostra preoccupazione per le scelte fatte dal Governo in materia di immigrazione.
Consapevoli della complessità della situazione riteniamo la scelta del Consiglio dei Ministri di dichiarare lo stato di emergenza per sei mesi e le conseguenti azioni non sufficienti ad arginare un problema di entità mondiale e non volte a dare soluzioni efficaci in termini di accoglienza e integrazione. Ci preoccupano in particolare i provvedimenti che mirano a smantellare la protezione speciale, senza la quale ci saranno decine di migliaia di persone irregolari in più, con il conseguente aumento del lavoro nero, lo sfruttamento e l'evasione fiscale e contributiva.
È necessario aprire nuove vie legali di accesso, implementare a livello europeo i corridoi umanitari, salvare la vita delle persone in pericolo in mare e in altri luoghi indipendentemente dalla loro origine e dal loro status. Non si può affrontare il tema delle migrazioni solo in termini di difesa e chiusura.
Sono coinvolti i popoli affamati, quelli che sono in guerra, quelli che vivono in periodi di carestia. Il problema dei flussi migratori è mondiale e per tanto va affrontato in maniera globale.
Ogni persona scartata rischia soltanto di accentuare le tensioni sociali e le sacche di miseria nel nostro tessuto sociale.
È necessario collaborare tutti perché questa emergenza della storia dei nostri tempi diventi un occasione che umanizza la nostra società e non il contrario.
La nostra associazione, da sempre al fianco degli ultimi e degli scartati, dà piena disponibilità a cercare insieme al mondo del terzo settore ed alle Autorità la via migliore possibile per affrontare questa emergenza.