COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
11/10/2024
Domenica 13 ottobre, alle ore 17:00, si terrà l'inaugurazione della nuova struttura della Casa Famiglia "La Perla Preziosa" della Comunità Papa Giovanni XXIII a Candelara (PU), in strada della Pieve 5/1. L'evento sarà aperto con una celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo Sandro Salvucci, seguita da un buffet e dalla cerimonia di inaugurazione durante la quale verrà scoperta una targa di ringraziamento ai donatori e agli enti che hanno sostenuto il progetto.
La Casa Famiglia "La Perla Preziosa" è stata voluta dalle suore laiche "Pie Artigiane Cristiane" e dall' Arcidiocesi di Pesaro, in collaborazione con la Parrocchia di Candelara, per offrire un ambiente accogliente e familiare a bambini e ragazzi in difficoltà.
Francesco Simonetti e Nicoletta Poderi, genitori di cinque figli e affidatari di tre ragazzi con diverse disabilità, saranno i responsabili della nuova Casa Famiglia. Spiega Francesco Simonetti: «Abbiamo deciso di trasferirci da Monteciccardo a Candelara per essere più vicini a Pesaro e per inserirci attivamente nella comunità locale, continuando a organizzare attività con giovani e disabili legate alla terra, all'orto e al giardinaggio».
L'iniziativa è stata resa possibile grazie al contributo dell'Arcidiocesi di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, che ha finanziato gli arredi, al sostegno di altre realtà come il Rotary Club di Pesaro, la Fondazione Meuccia Severi e la Fondazione Azimut. Saranno presenti, fra gli altri, il Sindaco di Pesaro Andrea Biancani, l' Arcivescovo Sandro Salvucci, la Vice Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro Giovanna Giacchella, il Presidente emerito Marco Martelli, il Parroco Don Giampiero Cernuschi.
L'evento è aperto anche a tutti i donatori e sostenitori del progetto; oltre 50.000 euro di offerte sono state devolute dai privati e da singoli cittadini che si riconoscono nei valori della casa. La struttura, situata sopra il Museo del Tessile gestito dalla Pro Loco, rappresenta un simbolo di continuità storica e sociale, mantenendo viva la tradizione artigianale che ha formato molte donne nel dopoguerra.
Scarica il volantino
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
04/10/2024
La Comunità Papa Giovanni XXIII si unisce all'appello del Santo Padre Francesco per una giornata di preghiera e di digiuno per la pace nel mondo il 7 ottobre, primo anniversario dell'attacco terroristico perpetrato da Hamas in Israele che ha fatto esplodere le brutalità a cui da un anno si assiste in Terra Santa.
Ecco il link per partecipare con noi ad un momento di preghiera, il 7 ottobre alle 15.30
La Comunità è presente in Medio Oriente con Operazione Colomba, il Corpo di Pace voluto da don Oreste Benzi. I volontari sono presenti sia in Libano, nel campo profughi di Tel Abbas dove sono presenti siriani fuggiti dalla guerra, sia nell'estremo sud della Cisgiordania, ai confini del deserto del Neghev, nel piccolo villaggio di At-Twani, che sorge vicino ad una colonia israeliana.
«Chiedo a tutti di vivere una giornata di preghiera e di digiuno per la pace nel mondo» ha chiesto il Santo Padre.
Il Papa chiama alle potenti “armi” del digiuno e della preghiera per implorare da Dio il dono della pace in un mondo sull’orlo dell’abisso. Papa Francesco si recherà in visita nella Basilica di Santa Maria Maggiore per elevare alla Madonna una supplica di pace.
«Per invocare dall’intercessione di Maria Santissima il dono della pace, – ha dichiarato Papa Francesco – domenica prossima [6 ottobre, ndr] mi recherò nella Basilica di Santa Maria Maggiore dove reciterò il Santo Rosario e rivolgerò alla Vergine un’accorata supplica».
La scorsa settimana il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha pubblicato una lettera indirizzata ai fedeli della sua diocesi in cui chiede di pregare e digiunare, ricordando che il 7 ottobre la Chiesa celebra la Memoria liturgica di Maria Madre del Rosario.
In appendice alla sua lettera, il patriarca Pizzaballa propone una preghiera.
Preghiera per la pace
Signore Dio nostro,
Padre del Signore Gesù Cristo
e Padre dell’umanità intera,
che nella croce del Tuo Figlio
e mediante il dono della sua stessa vita
a caro prezzo hai voluto distruggere
il muro dell’inimicizia e dell’ostilità
che separa i popoli e ci rende nemici:
manda nei nostri cuori
il dono dello Spirito Santo,
affinché ci purifichi da ogni sentimento
di violenza, di odio e di vendetta,
ci illumini per comprendere
la dignità insopprimibile
di ogni persona umana,
e ci infiammi fino a consumarci
per un mondo pacificato e riconciliato
nella verità e nella giustizia,
nell’amore e nella libertà.
Dio onnipotente ed eterno,
nelle Tue mani sono le speranze degli uomini
e i diritti di ogni popolo:
assisti con la Tua sapienza coloro che ci governano,
perché, con il Tuo aiuto,
diventino sensibili alle sofferenze dei poveri
e di quanti subiscono le conseguenze
della violenza e della guerra;
fa’ che promuovano nella nostra regione
e su tutta la terra
il bene comune e una pace duratura.
Vergine Maria, Madre della speranza,
ottieni il dono della pace
per la Santa Terra che ti ha generato
e per il mondo intero.
Amen.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
04/10/2024
Il 5 ottobre la Comunità terapeutica S. Lucia di Sala di Cesenatico (FC), in via Campone Sala 565, festeggerà un compleanno importante: quello dei suoi primi 10 anni di attività.
A partire dalle ore 15, il decennale della struttura sarà celebrato con un momento di festa-testimonianza; parteciperanno rappresentanti delle istituzioni civili e religiose. Tra questi: il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli; il vescovo della Diocesi Cesena e Sarsina Monsignor Douglas Regattieri; il direttore del SerD di Forlì e Cesena Dr. Michele Sanza. Sarà presente il Presidente della Comunità Papa Giovanni Matteo Fadda.
Dopo la S.Messa delle 17.30 seguiranno un momento di animazione e l'apericena (analcolica e con ingredienti provenienti da agricoltura biologica), preparata dagli ospiti della casa.
La realtà terapeutica della Comunità Papa Giovanni XXIII è specializzata in particolare nel recupero di persone con problemi di dipendenza da alcol. Oltre 200 persone sono state accolte in questi anni dalla struttura, impegnate in un impegnativo percorso di recupero.
In Italia, l'incidenza del consumo eccessivo di alcol sulla popolazione è passato dal dal 5,6% del 2006 all’8,8% del 2022, misurato sulla fascia d'età fra i 18 e i 64 anni. In questo aumento non si riscontrano (relazione annuale del Parlamento sul fenomeno delle Dipendenze) significative differenze di genere.
«Questo appuntamento sarà l’occasione per celebrare i tanti passi fatti insieme - sottolinea Paola Zomegnan, responsabile della struttura - e di ascoltare la voce di chi è riuscito a sconfiggere questa dipendenza. Servirà a ribadire quanto l’alcol sia un problema sociale di portata enorme: fare uso ordinario dell’alcol a livelli significativi è un rischio da non banalizzare. Diventarne dipendenti, con forti compromissioni fisiche e psicologiche, è un fenomeno che purtroppo non conosce limiti di età».
La modalità di accoglienza in casa è figlia dell'esperienza di incontro con gli ultimi di Don Oreste Benzi: «Nel nostro percorso terapeutico - continua Paola Zomegnan - cerchiamo di aiutare le persone a riprendere in mano la propria vita. Facciamo loro riassaporare, a piccoli passi, la bellezza di quei valori che nei momenti più bui hanno perduto. Rieduchiamo alla speranza: l'imparare a perdonarsi è uno fra i punti fondamentali di tutta la nostra azione di recupero».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
07/09/2024
La forza della tenerezza: cent’anni di don Oreste” è stato il titolo dell’assemblea che ha dato il via, sabato 14 settembre, alle celebrazioni del Centenario della nascita del sacerdote riminese. Sala Manzoni era stracolma e si sono tanti seduti nel cortile della diocesi davanti ad un maxi-schermo aiutati da una giornata fresca ma soleggiata, dopo giorni di pioggia.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
05/09/2024
La riforma del sistema carcerario è una sfida in cui si sono cimentati tanti governi con alterni risultati, e quello attuale non fa eccezione. Le ricette si sprecano, nessuna probabilmente è risolutiva, certo è che la soluzione non può venire dalla moltiplicazione dei penitenziari, come qualcuno continua a sostenere. Anche perché per molti proprio il periodo della detenzione diventa una scuola del crimine: anziché incontrare occasioni di rieducazione, come dice a chiare lettere l’articolo 27 della Costituzione italiana, si incontrano cattivi maestri e si esce peggiori di quando si è entrati, o si vive in condizioni tali da aumentare il senso di inimicizia nei confronti della società.
(foto: lavoro nelle Comunità educative con i carcerati)
Leggi l'editoriale completo su avvenire.it
Bologna: Dall'amore nessuno fugge. Scopri l'evento
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
04/09/2024
Martedì 3 settembre, un vasto incendio ha distrutto una delle strutture della nostra Comunità Terapeutica a Rimini. Le fiamme hanno divorato attrezzature e impianti usati nelle attività occupazionali, elemento essenziale nel percorso di recupero di tante persone vittime delle dipendenze.
Martedì 3 settembre, un drammatico incendio ha colpito la nostra Comunità Terapeutica “Sant’Aquilina” a Rimini, da 40 anni una realtà di accoglienza e sostegno per persone che lottano contro le dipendenze e per detenuti che qui scontano parte della loro pena. Aperta da don Nevio, sacerdote storico della Papa Giovanni XXIII, la struttura accoglie ogni giorno circa 70 persone, tra residenti e semi-residenti.
Le fiamme, visibili da chilometri di distanza, si sono propagate rapidamente, distruggendo tutto. È rimasto solo il telaio d’acciaio della struttura. All’interno dell’edificio si trovavano attrezzature agricole e altri strumenti che i nostri ragazzi utilizzavano per le attività educative e occupazionali. Queste attività sono un pilastro fondamentale del loro percorso di recupero, permettendo loro di imparare un mestiere e di costruire una nuova vita. Purtroppo, anche l’impianto fotovoltaico installato sulla struttura, un camion e le biciclette elettriche che i ragazzi utilizzavano per i loro spostamenti, sono stati completamente distrutti. Fortunatamente, al momento dell’incendio, nessuna persona si trovava all’interno della struttura, quindi non ci sono stati feriti. Tuttavia, i danni sono ingenti e le perdite sono devastanti per questo luogo che rappresenta una seconda possibilità per tante persone.
Appello alla solidarietà
I danni causati dall’incendio ammontano certamente a centinaia di migliaia di euro. Per far fronte a questa emergenza la Comunità Papa Giovanni XXIII ha lanciato una campagna di raccolta fondi che è possibile sostenere a questo link: emergenze.apg23.org
La ricostruzione è urgente e necessaria per continuare a garantire, a chi sta lottando con tutte le sue forze contro le dipendenze e l’emarginazione, un percorso di rinascita che li aiuti a rimettersi in piedi. Ogni donazione è fondamentale per iniziare subito a ricostruire.
#FOTOGALLERY:incendio#
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
03/09/2024
Martedì 3 settembre è stata inaugurata la mostra fotografica “Dall'amore nessuno fugge” sulle realtà delle nostre Comunità Educanti con i Carcerati (CEC) e sull'esperienza Apac - Associazione di protezione e assistenza condannati - che dal Brasile si è diffusa in diversi stati del mondo.
La mostra sarà visitabile a Bologna nella sede dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna in via Aldo Moro 50 a partire dal 3 fino al 13 settembre. L'orario di apertura va dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18. Durante la mostra saranno presenti volontari, operatori e carcerati che parleranno della loro esperienza.
Giovedì 12 settembre alle ore 16 si terrà un convegno sul tema dei percorsi alternativi al carcere.
Dopo i saluti di Emma Petitti della Regione e Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, interverranno:
Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia,
Debora Serrachiani, deputata membro della Commissione Giustizia,
Giulio Segatta, magistrato di sorveglianza di Trento,
Roberto Cavalieri, garante regionale detenuti della Regione Emilia-Romagna,
Giorgio Pieri, coordinatore del progetto CEC (Comunità Educanti con i Carcerati).
Nel corso del convegno ci saranno testimonianze dei detenuti che stano scontando la pena presso le realtà della Comunità di don Benzi. Il convegno sarà moderato dal giornalista Giorgio Paolucci.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/09/2024
Matteo Fadda, presidente della nostra Comunità, e la sua sposa Carla Daviso sono tra i vincitori del “Premio internazionale della bontà 2024”. La cerimonia di consegna è avvenuta sabato 31 agosto a Treviso. Il Premio, giunto alla sua ventiquattresima edizione, premia l’amore che ha contraddistinto la vita e le opere delle persone selezionate dalla Commissione per il loro impegno umano, sociale e di testimonianza.
Queste le motivazioni della premiazione: «Matteo Fadda, sposato con Carla Daviso e padre di 4 figli, fa parte della Comunità “Papa Giovanni XXIII” dal 2005. Matteo ha conosciuto Carla grazie all’affido familiare. È cresciuto nella città di Torino, in una famiglia numerosa con altri tre fratelli: l’incontro con don Oreste Benzi, che considera un grande testimone di fede vissuta, non ha fatto altro che confermare le scelte di apertura alla vita che lui e la moglie stavano meditando. Matteo e Carla si sposano nel 1999, l’amore in parrocchia dove frequentavano lo stesso gruppo prima come "animati" e poi come “animatori”. Durante il loro percorso di coppia, maturano l’idea che una vita insieme fatta di lavoro, figli, vacanze, hobby e volontariato per loro non è sufficiente. Si aprono così all'accoglienza di bambini in affido e di persone senza famiglia, diventando famiglia aperta della Comunità Papa Giovanni XXIII a San Giorgio Canavese (TO), dove tutt’oggi vivono».
«Carla ed io non pensiamo di essere stati scelti perché siamo buoni, - ha commentato Fadda - non avremmo accettato. Riteniamo che questo premio sia destinato alle mamme e ai papà della Comunità Papa Giovanni XXIII che cercano di vivere il Vangelo condividendo la propria vita e aprendo la propria famiglia a chi non ha famiglia, a coloro che la nostra società mette da parte, scarta. La bontà è una meta che vorremmo raggiungere ma siamo ancora lontani e in cammino. Invece se guardiamo a tutta la nostra Comunità possiamo dire che c’è profumo di santità, la santità feriale, umile, che non fa rumore ma che da molto frutto. Questo premio non è per noi due, ma per tutte la famiglie e case famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
18/08/2024
La Beata Sandra Sabattini sarà ricordata con una S. Messa nel giorno del suo compleanno. La celebrazione si terrà lunedì 19 agosto alle ore 18.30 a Rimini presso la Chiesa di San Girolamo in viale Principe Amedeo 65, a Marina centro.
Sandra, discepola spirituale di don Oreste Benzi che la Chiesa ha proclamato Beata il 24 ottobre del 2021 in seguito al riconoscimento del miracolo di guarigione di Stefano Vitali, avrebbe compiuto 63 anni. Dalle parole che ci ha lasciato trapela un profondo cammino spirituale, un tesoro da cui attingere che è stato raccolto ne Il Diario di Sandra, Sempre Editore.
La Chiesa di San Girolamo è il luogo dove poterla pregare. La Beata, infatti, ha vissuto con tutta la famiglia per 16 anni nella canonica della parrocchia di San Girolamo, dove lo zio don Giuseppe Bonini era parroco. La Chiesa ospita un'urna sepolcrale ed un bassorilievo celebrativo dedicato a Sandra Sabattini, oltre ad una mostra permanente che illustra la vita della Beata, in cui viene presentata la sua figura, le tappe fondamentali della sua vita, i luoghi, il miracolo che l’ha portata alla beatificazione, il diario e una biografia. Qui è custodita anche l’unica reliquia della Beata ex corporis di Sandra, un suo capello raccolto dal fidanzato Guido Rossi sul letto di morte. Del suo corpo, inspiegabilmente, durante l’esumazione per la ricognizione canonica, non è stato ritrovato nulla.
Tutte le informazioni sulla vita e sulla beatificazione sono disponibili su www.sandrasabattini.org.
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
05/08/2024
Non possiamo non raccogliere questo ulteriore appello di Papa Francesco, Angelus domenica 4 agosto: “Basta, fratelli e sorelle! Basta! Non soffocate la parola del Dio della Pace ma lasciate che essa sia il futuro della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero! La guerra è una sconfitta!”
I giorni che stiamo vivendo sono sempre più carichi di sofferenza e morte. Soffiano forti venti di guerra. Quella Terza Guerra Mondiale a pezzi ci sembra sempre più vicina e angosciante. Troppi popoli in molti luoghi del mondo sono dilaniati dalla guerra. Possiamo restare indifferenti o spettatori? O peggio ancora complici? Uniamo le nostre voci e il nostro impegno per chiedere ai responsabili delle sorti del mondo: basta, cessate il fuoco! Già più volte in questi ultimi anni abbiamo unito le nostre voci e le nostre forze per chiedere un impegno concreto di disarmo. Sono i giorni dell’anniversario delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Come vivere questi anniversari se non rinnovando la richiesta all’Italia di aderire al Trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari? Lo chiediamo da anni con la campagna “Italia ripensaci”. Proprio in questi primi giorni di agosto denunciamo la follia della corsa al riarmo, come già richiamato da Papa Francesco nel discorso al Corpo Diplomatico, lo scorso 8 gennaio: “Occorre perseguire una politica di disarmo, poiché è illusorio pensare che gli armamenti abbiano un valore deterrente.
Piuttosto è vero il contrario: la disponibilità di armi ne incentiva l’uso e ne incrementa la produzione. Le armi creano sfiducia e distolgono risorse”. E nello stesso discorso aggiungeva: “Ribadisco ancora una volta l’immoralità di fabbricare e detenere armi nucleari”.
È un appello che rivolgiamo ai capi delle nazioni, ma anche a tutti i credenti, a chi vuole vivere il vangelo della pace, insieme a tutte le donne e gli uomini di buona volontà. Prima che sia troppo tardi.
Giuseppe Notarstefano,
Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana
Emiliano Manfredonia,
Presidente nazionale delle Acli
Francesco Scoppola e Roberta Vincini,
Presidenti Comitato nazionale Agesci
Matteo Fadda,
Presidente della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Cristiana Formosa e Gabriele Bardo,
Responsabili nazionali del Movimento Focolari Italia
Mons. Giovanni Ricchiuti,
Presidente nazionale di Pax Christi
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/07/2024
La Comunità Papa Giovanni XXIII in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, ha pubblicato il report 2024 sulla tratta, Tra vulnerabilità e resilienza. Il documento evidenzia un preoccupante aumento dello sfruttamento delle persone più vulnerabili che avviene sempre più spesso attraverso le piattaforme online.
Lo sfruttamento sessuale rimane la forma più diffusa e dannosa, sia a livello fisico che psicologico, ma a questo si affianca sempre più spesso il fenomeno della tratta a fini di sfruttamento lavorativo. Il report prosegue presentando le attività di prevenzione, assistenza ed accoglienza realizzate nel 2023 dall'associazione di Don Benzi: la Comunità Papa Giovanni XXIII ha potenziato le attività di primo contatto alla tratta online, attraverso l’analisi di siti pornografici e l'incontro diretto, per intercettare le vittime. Le persone vulnerabili sono spesso contattate attraverso i canali social, con promesse di istruzione, impiego, alloggio o relazioni sentimentali. A rischio sono anche coloro che fuggono da Paesi martoriati dalla guerra, come l’Ucraina, o da persecuzioni contro minoranze etniche.
L'attività di mappatura della Comunità porta l'esempio delle persone incontate in Puglia; le vittime provengono principalmente dall'America meridionale (Venezuela, Colombia, Brasile, Argentina) e dall'Europa dell'est (Albania, Romania, Bulgaria, Moldavia). L’età presunta delle persone contattate varia tra i 18 e i 35 anni.
Fra le storie, quella di Benedicta dalla Nigeria, che ha trovato un inserimento lavorativo in Piemonte. Emblematico il racconto dei volontari della Papa Giovanni XXIII in Kenya: «Entriamo in club bui e sporchi dove le donne si prostituiscono. Con un tè e qualche biscotto, raccogliamo pezzi di vita e sogni nascosti dietro le loro maschere».
Le 101 persone prese in carico dalla Comunità Papa Giovanni XXIII nell'anno scorso in Italia sono state principalmente madri, giovani fragili e vittime di violenze multiple. Tra loro, circa 1 su 5 ha figli con disabilità. Molte di loro sono rientrate dal loro percorso migratorio nel nord Europa, per trovarsi in condizioni di disorientamento, esposte ulteriormente al rischio di ricadere nelle mani dei trafficanti. Grazie a progetti finanziati da fondi europei, l'associazione ha sostenuto poi 70 persone attraverso percorsi individuali mirati alle specifiche vulnerabilità, promuovendo la loro salute e integrazione lavorativa.
Matteo Fadda, Presidente della Comunità, lancia un appello alle istituzioni: « Queste persone sono vittime di una criminalità organizzata che usa ormai sempre più spesso la tecnologia come nuovo mezzo di sfruttamento. Don Oreste Benzi ci ha insegnato che camminare al passo dei più vulnerabili e condividere con loro un pezzo di strada aiuta a far luce sulle ingiustizie della nostra società».
Fadda continua: «Ci sono persone sfruttate che ricordano gli schiavi nei campi di cotone; raccolgono la verdura e la frutta per le nostre tavole, oppure vivono nascosti negli scantinati dove lavorano il cuoio e le stoffe per farne capi griffati. Davvero chi di loro riesce a sottrarsi al controllo della malavita diventa nostro maestro: ci indica la via per contrastare la tratta a tutti i livelli. Per questo ci impegnamo nel dare voce alle vittime di tratta, e nel lottare per cambiare le loro storie».
Scarica il report: Tra vulnerabilità e resilienza.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
18/07/2024
Anche quest’anno, tanti giovani, volontari e persone della Comunità Papa Giovanni XXIII si sono ritrovati nelle piazze di tutta Italia per mantenere quella promessa fatta da don Oreste Benzi, il fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII: stare al fianco degli ultimi.
Lo scorso fine settimana nei nostri banchetti di “Un Pasto al Giorno” abbiamo incontrato centinaia di persone pronte a dare il loro aiuto concreto per contrastare la povertà e la fame nel mondo.
Il nostro grazie è rivolto a tutti coloro che hanno scelto di donare il loro tempo per tendere le mani; grazie a chi si è fermato ad ascoltarci, a chi ci ha sorriso e a chi ha voluto donare un pasto a chi non ha nulla da mangiare.
#FOTOGALLERY:upag24#
Sono stati giorni intensi e carichi di emozioni ma il nostro impegno continuerà anche nelle prossime settimane.
Scopri di più sull'iniziativa e su come sostenerla su unpastoalgiorno.apg23.org
In Kenya metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà, in alcuni villaggi come il Turkana, dove la Comunità Papa Giovanni XXIII è presente, non c’è acqua né tantomeno cibo. Anche in Zambia, i bambini sono colpiti da gravi forme di malnutrizione e in Bangladesh ogni giorno centinaia di persone vivono una grave crisi alimentare. Ma anche restando qui in Italia si vedono uomini, donne, anziani e famiglie intere che vivono in situazione di disagio e povertà. Sono persone che hanno perso lavoro, stipendio, tutto. Altre invece non hanno mai avuto nulla.
Per questo “Un Pasto al Giorno”, l’iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII, si impegna a garantire 7 milioni e mezzo di pasti all’anno per le mense e realtà di accoglienza nei 40 Paesi in cui è presente e dove accoglie, con amore e cura, ogni persona che si siede alla nostra tavola.
A partire da sabato 21 e domenica 22 settembre, i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII saranno in tantissime piazze d’Italia per chiedere il sostegno che ci permette di dare da mangiare ai bimbi, alle mamme, alle famiglie che ci chiedono aiuto nei paesi più poveri del mondo, spesso l’unico che ricevono.
Simone, missionario della Comunità Papa Giovanni XXIII da tanti anni, porta un esempio di cosa fa Un Pasto al Giorno: “in Kenya, tra le altre cose, riusciamo a garantire cibo a 5 mense scolastiche in 5 villaggi, dove 800 bambini mangiano sia a colazione che a pranzo tutti i giorni. È fondamentale, perché sapendo che lì mangeranno, le famiglie li mandano a scuola, dove possono studiare e costruirsi un futuro diverso”.
Ogni anno scegliamo un oggetto simbolico che esprima la gratitudine di tutta la Comunità a quanti decidono di sostenerci con una donazione.
Per il 2024 abbiamo scelto un calendario che ci accompagnerà in un anno importante per la nostra grande famiglia: il centenario della nascita di don Oreste, che vivremo nel 2025. Un anno da condividere insieme, come fratelli e sorelle, uniti in difesa dei più deboli.
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