COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
27/03/2024
"Gli uomini hanno sempre, attraverso i secoli, organizzato guerre; è ora di iniziare a organizzare la pace" Queste sono le parole di Don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, nella lettera al Presidente del Consiglio nel 2001 con il quale promosse l'iniziativa dell'istituzione del Ministero della Pace.
A partire dal 2017, la Campagna per l'istituzione del Ministero della Pace è stata rilanciata dalla Comunità organizzando incontri o convegni sul territorio italiano, dialogando con altri enti e associazioni che hanno aderito alla campagna, ricercando risonanza a livello locale.
La Comunità Papa Giovanni XXIII organizza per il prossimo 9 aprile un incontro pubblico sul Ministero della Pace con sottotitolo "Se vuoi la Pace, prepara la Pace". Evento inaugurale del Festival della Pace a Lodi, si svolgerà presso la Sala dei Comuni nella sede della Provincia di Lodi alle 17.30, alla presenza delle autorità cittadine.
Si tratta di un incontro esplicativo sul ruolo e la struttura che potrebbe avere il Ministero della Pace, in linea con quanto dichiarato dall'articolo 11 della nostra Costituzione, e metterà in evidenza l'importanza di una politica di pace a livello delle amministrazioni locali, con la nomina di un Assessorato alla pace ad esempio.
L'incontro coinvolgerà relatori di spicco esperti sui temi della pace e della nonviolenza: Laila Simoncelli, avvocata, coordinatrice della Campagna del Ministero della Pace; Daria Jacopozzi, assessora con delega alla Pace di Parma; Stefania Proietti, sindaca di Assisi. Modererà l'incontro Andrea Ferrari, presidente del coordinamento degli Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani.
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
26/03/2024
«L'affido è anzitutto un'alleanza tra famiglie, è un meraviglioso sostegno temporaneo al bambino e alla famiglia d'origine, perché alla fine, se possibile, ci possa essere una riunificazione familiare. Questo è un patrimonio, caratteristico del nostro Paese, che va potenziato.» E' quanto dichiara Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII in merito alla proposta di legge del governo in materia di tutela dei minori in affidamento.
«Dalla lettura della bozza del testo di legge – continua Fadda – emerge principalmente la volontà di controllo da parte del Governo, tanto da proporre la creazione di un registro, nel quale dovrebbero essere iscritte anche le famiglie affidatarie, per richiedere dati di cui le Regioni sono già in possesso. Nelle linee guida approvate il mese scorso dalla Conferenza Stato-Regioni emerge la necessità di una maggiore attenzione sia al sostegno alle famiglie d'origine per prevenire gli allontanamenti sia alle verifica dei tempi degli affidi. Giuste intenzioni, ma il problema è che se le Regioni non le recepiscono e non investono risorse allora rimangono solo belle parole».
Fadda ribadisce infine che «la risposta ad un bambino in difficoltà, qualora non sia stata possibile la permanenza nella propria famiglia, sia quella di offrirgli un'altra famiglia capace di accoglierlo e curare le sue ferite. Pertanto auspichiamo un disegno di legge proiettato verso la promozione, il sostegno alle famiglie ed ai Servizi sociali che devono attuare gli affidi».
Valter Martini, esperto della Comunità di don Benzi in tema di affido, evidenzia alcune criticità. «Nel testo del ddl il termine Istituti di assistenza pubblici o privati e istituzionalizzazione ricorre 13 volte. – spiega Martini – Ma gli istituti dovrebbero essere stati chiusi con la legge 149/2001 che ne prevedeva il superamento entro il 31 dicembre 2006 attraverso l'affidamento ad una famiglia o l'inserimento in una comunità di tipo familiare. Se ancora ci sono delle realtà che mantengono le caratteristiche degli istituti dovrebbe essere imposto dagli organi competenti la loro conversione nelle diverse tipologie previste dalle nuove Linee nazionali sui Presidi socio assistenziali da poco approvate dalla Conferenza Stato-Regioni».
«Inoltre il ddl prevede la costituzione di un Osservatorio nazionale sugli istituti di assistenza pubblici o privati, sulle comunità di tipo familiare e sulle famiglie affidatarie presso il Dipartimento per la Famiglia. Ma proprio in questi giorni è in discussione alla Camera il disegno di legge 1532 ter che ha come prima firmataria il Ministro del lavoro e che prevede la costituzione di un Tavolo in materia di minori fuori famiglia con analoghe funzioni.Infine esiste già un Osservatorio Nazionale sull'Infanzia e l'adolescenza che si sta occupando della materia e che potrebbe svolgere i compiti previsti, in questo ddl, per questo nuovo Osservatorio» conclude Martini.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/03/2024
Nel drammatico contesto internazionale, segnato da terrorismo e guerre fratricide, le ACLI, l'AGESCI, l'Azione Cattolica Italiana, la Comunità Papa Giovanni XXIII, il Movimento dei Focolari Italia e Pax Christi dedicano, comunitariamente, alla Pace gli auguri per la Santa Pasqua 2024.
La pace è l'urgenza del Risorto. La pace è la nostra priorità, oggi che la fraternità stessa è messa in discussione, come ha ricordato il Card. Matteo Zuppi al Consiglio permanente della CEI lo scorso 18 marzo. Non possiamo accettare che solo la guerra sia la soluzione dei conflitti. Ripudiarla significa arrestarne la progressione. A cominciare dall'aumento sconsiderato della produzione di armi, a discapito di vere politiche di sviluppo. Osare la pace significa scegliere politiche di disarmo, nucleare e non. Osare la pace significa difendere la Legge 185/90 che oggi rischia di essere svuotata.
Come Papa Francesco siamo consapevoli che «per accogliere Dio e la sua pace non si può stare fermi, non si può stare comodi aspettando che le cose migliorino. Bisogna alzarsi, cogliere le occasioni di grazia, andare, rischiare. Bisogna rischiare». Occorre ribadire ancora una volta l'immoralità di fabbricare e detenere armi nucleari e perciò imploriamo l'adesione dell'Italia al Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.
La via della pace passa per il dialogo politico e sociale, non per le armi. Costruiamo Pace, scegliamo politiche di disarmo. Italia, ripensaci! Auguri di Pace!
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/03/2024
La Festa dell’Annunciazione di 20 anni fa – 25 marzo 2004 – recava dal Vaticano un importante annuncio per la Comunità Papa Giovanni XXIII: il riconoscimento definitivo da parte della Santa Sede. Porta quella data, infatti, il Decreto firmato dal card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici (dal 2016 confluito nel Dicastero per i laici, la famiglia e la vita), che stabilisce «la conferma del riconoscimento dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII come associazione privata internazionale di fedeli di diritto pontificio» e «l’approvazione definitiva degli Statuti e della Carta di fondazione».
Il documento, in realtà, arrivò un paio di mesi dopo e venne reso pubblico da don Benzi il 28 maggio 2004 durante l’Assemblea generale dell’Associazione. Ma la data del 25 marzo era stata concordata per la sua particolare significatività, e il segretario del Pontificio Consiglio Josef Clemens, nella lettera indirizzata a don Benzi che accompagnava la trasmissione del decreto, esprimeva i suoi «migliori voti affinché i membri dell’associazione da Lei fondata siano sempre fermento di santità e di evangelizzazione nel mondo» dicendosi «certo che non vi mancherà l’intercessione della Madonna davanti al Suo Divin Figlio».
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/03/2024
Oggi 23 Marzo dalle 16 alle 18 si terrà la 2° edizione del Festival Nazionale per la Giornata della Vita Nascente: musica, interviste, storie, approfondimenti per raccontare lo spettacolo della vita. L'evento si terrà a Modena, in via Tamburini 106, presso l'Aula Magna della Città dei Ragazzi. Gli ospiti, moderati da Chiara Pazzaglia, giornalista di Avvenire, saranno Arnoldo Mosca Mondadori, autore del libro "Il miracolo della vita", Matteo Rizzolli, economista e padre di sei figli, che parlerà dell'importanza della dimensione culturale nella scelta di accogliere la vita, Matteo Manicardi e Fabiana Coriani, giovane coppia che ha accolto la brevissima vita del loro figlio, una storia raccontata nel libro "La storia di super Michy". Due imprenditori porteranno le loro esperienze di buone pratiche. Il pomeriggio sarà allietato dalla voce della cantautrice Mirael che eseguirà brani dal suo album "Sentire l'Amore".
L'evento si potrà anche seguire online su www.giornatavitanascente.org ed è promosso da una rete di 45 associazioni italiane. L'obiettivo della Rete per la Giornata della Vita Nascenteè quello di chiedere alle istituzioni che il 25 marzo – come già accade in diversi paesi del mondo – sia istituita una giornata per dare attenzione a chi sceglie di generare nuove vite e alla vita nascente.
«Intendiamo ribadire che la genitorialità è preziosa per la società, pertanto va valorizzato chi fa questa scelta; rilanciare il tema della natalità, perché le nascite in Italia devono aumentare e c'è ancora una disattenzione culturale per questo tema; e far conoscere la vita nascente e le meraviglie che contiene» spiega Andrea Mazzi, coordinatore della Rete per la vita nascente.
Nel 2021 la Rete ha organizzato il primo Festival, nel 2022 il convegno "Il futuro è giovane"alla LUMSA con il cardinal Zuppi, nel 2023 la tavola rotonda "Progettare la vita" con rappresentanti di diverse forze politiche. «In questa legislatura ci sono quattro Proposte di Legge sottoscritte da qualche decina di parlamentari. – commenta Luisa Santolini,coordinatrice delle relazioni istituzionali della Rete – Sono semplicissime: si chiede una giornata in cui si parli di accoglienza della vita in senso positivo».
Nell'attesa di una giornata nazionale, la Rete propone ora agli Enti locali di istituire una giornata comunale della Vita Nascente il 25 marzo, in cui si impegnano a realizzare un'iniziativa di sensibilizzazione sul loro territorio.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/03/2024
Mercoledì 19 marzo in Colombia sono stati uccisi una donna ed un ragazzo appartenenti alla Comunità di Pace di San José de Apartadó in Colombia. Le vittime sono Nayeli Sepulveda, 30 anni ed Edison David, 15 anni, rispettivamente moglie e fratello di uno dei leader della Comunità di Pace. Il duplice omicidio è stato compiuto con colpi d'arma da fuoco la mattina del 19 marzo 2024 presso il villaggio La Esperanza, nel Dipartimento di Antioquia.
Desde nuestra Comunidad de Paz acompañamos a nuestros hermanos y compañeros asesinandos por las manos criminales de los paramilitares, claramente tolerados por la institucionalidad. Hasta siempre Nallely y Edinson. Por siempre estarán en nuestra memoria. pic.twitter.com/S758qEdAH6
— Comunidad de Paz San José de Apartadó (@cdpsanjose) March 22, 2024
«Nelle ultime due settimane noi di Operazione Colomba eravamo presenti in qualità di osservatori internazionali nel villaggio La Esperanza proprio a causa degli ultimi attacchi ricevuti. Io ero ripartita da quel villaggio il giorno prima del massacro» spiega Monica Puto, operatrice di Operazione Colomba, il corpo nonviolento di pace della Comunità di don Benzi.
«La Comunità di Pace aveva subito di recente diversi attacchi: – continua Puto – invasioni di terreno nella proprietà privata Las Delicias, all'interno del villaggio, danni materiali a beni di sua proprietà, minacce, calunnie per screditare la resistenza pacifica che portano avanti da 27 anni per proteggere la loro terra da grandi progetti estrattivi. Il Municipio di Apartadò, gli enti locali e il governo nazionale erano a conoscenza di quanto stesse accadendo prima del massacro».
«Chiediamo che si fermi immediatamente questa escalation di violenza che sta colpendo chi in prima linea si spende per creare un futuro di pace per il suo Paese» conclude Monica Puto.
Dal 1997 ad oggi la Comunità di Pace ha avuto più di 300 persone assassinate. Sebbene le violazioni dei diritti umani non siano mai cessate, era dal 2005 che non avveniva un tale massacro. Dalla firma degli Accordi di Pace del 2016, la Comunità di Pace ha continuato a denunciare la forte presenza dei gruppi paramilitari nell'area.
Operazione Colomba, il Corpo di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, è presente in Colombia dal 2009 per garantire protezione e accompagnamento alle persone vittime del conflitto.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
19/03/2024
Rete Italiana Pace e Disarmo è tra i promotori, insieme a decine di organizzazioni della società civile riunite nel coordinamento "Basta favori ai mercanti di armi", di una mobilitazione per chiedere al Parlamento di non peggiorare i meccanismi di autorizzazione e controllo e i presidi di trasparenza sull'esportazione di armamenti previsti dalla legge 185 del 1990.
Senato ha approvato in aula il 21 febbraio 2024 un disegno di legge di iniziativa governativa che cancella i meccanismi di trasparenza e controllo parlamentare sul commercio e le esportazioni di armi e sulle banche che finanziano tali operazioni. Con una fretta inconsueta e degna di miglior causa e approfittando della distrazione della stampa e dell'opinione pubblica, il disegno di legge è stato approvato prima in commissione e poi in aula al Senato, dove sono stati bocciati tutti gli emendamenti che tentavano di mitigare gli effetti più nefasti del provvedimento. Il testo è ora all'esame della Camera: sarà esaminato dalle Commissioni riunite Esteri e Difesa e si prevede che arriverà in aula a maggio. Decine di organizzazioni della società civile chiedono ai deputati di modificare il disegno di legge per ripristinare il controllo del Parlamento sull'export di armi e sulle banche che fanno affari con tali operazioni.
Va fermata questa folle corsa alle guerre ed al riarmo. L'opinione pubblica deve comprendere che siamo entrati in un'economia di guerra senza alcun mandato popolare. Siamo in una democrazia con una Costituzione che ci obbliga a costruire convivenza e cooperazione tra i popoli e ad agire nel quadro del diritto internazionale. Tutta altra storia dell'isteria che sta attraversando l'Europa e che pensa a produrre munizioni e ad alzare muri ai propri confini. Il Parlamento italiano deve ascoltare e rappresentare i bisogni della cittadinanza che sono il lavoro con diritti, la sanità e la formazione pubblica, la sicurezza del territorio e la sicurezza sul lavoro. Chiediamo al Parlamento di confrontarsi con la società civile e di opporsi allo smantellamento della Legge 185 dichiara Sergio Bassoli coordinatore dell'Esecutivo di Rete Pace Disarmo.
L'importanza della legge 185/90
Si tratta di una norma innovativa che il Parlamento ha approvato nel 1990 dopo una grande campagna di mobilitazione della società civile, inserendo per la prima volta dei criteri non economici nella valutazione di autorizzazione delle vendite estere di armi italiane. Un approccio che è stato poi ripreso sia dalla Posizione Comune UE sull'export di armi sia dal Trattato ATT (Arms Trade Treaty). Sebbene nel corso degli anni la legge 185 - che prevede il divieto di invio di armi verso Paesi in conflitto e in cui ci siano gravi violazioni dei diritti umani - non sia stata in grado di fermare esportazioni di sistemi militari con impatti molto negativi, è indubbio il grande ruolo di trasparenza che essa ha avuto. Permettendo al Parlamento e alla società civile di conoscere i dettagli di un mercato spesso altamente opaco.
Ora questa possibilità di trasparenza è messa in pericolo a causa di decisioni che vogliono rendere sempre più liberalizzata la vendita di armi, con l'utilizzo di false retoriche: non è vero che c'è un problema di eccessivi controlli sull'esportazione di armi italiane e non è vero che questa modifica della legge 185/90 favorirà una maggiore sicurezza per l'Italia in un momento di crisi internazionale. Al contrario facilitare la vendita all'estero di armi che sicuramente finiranno nelle zone più conflittuali del mondo aumenterà l'insicurezza globale, e quindi anche quella di tutti noi, solo per garantire un facile profitto di pochi. Questa modifica della legge 185/90 parte da lontano perché da anni la lobby dell'industria militare e i centri di ricerca e di pressione ad essa collegati chiedono a gran voce di poter praticamente liberalizzare l'export di armi. A chi fa affari vendendo nel mondo armi e sistemi militari non fa piacere che ci sia trasparenza e controllo anche da parte della società civile, oltre che allineamento con principi che non prendono in considerazione solo i fatturati. Già nella situazione attuale sappiamo bene che non sempre le autorizzazioni rilasciate sono state in linea con i criteri della Legge 185/90 e dei trattati internazionali: se il nuovo disegno di legge dovesse passare la situazione peggiorerebbe, in particolare sulla questione degli intrecci tra finanza e produzione di armamenti.
Col pretesto di rendere la normativa più rispondente alle sfide dell'attuale contesto internazionale, il governo Meloni vuole di fatto limitare l'applicazione dei divieti sulle esportazioni di armamenti, ridurre al minimo l'informazione al Parlamento e alla società civile ed eliminare, tra l'altro, dalla Relazione ufficiale annuale tutta la documentazione riguardo al coinvolgimento degli Istituti di credito nell'import-export di armi e sistemi militari italiani. I cittadini non sapranno più dalla Relazione quante e quali armi vengono esportate e non avranno più informazioni sulle banche, nazionali ed estere, che traggono profitti dal commercio di armamenti in particolare verso regimi autoritari e Paesi coinvolti in conflitti armati sottolinea Giorgio Beretta analista sull'export militare per Rete Pace Disarmo e Opal Brescia.
La petizione
Le organizzazioni della società civile aderenti chiedono ai cittadini e alle cittadine e a tutte le organizzazioni interessate di firmare la petizione pubblicata sul sito di Rete Italiana Pace e Disarmo "Basta favori ai mercanti di armi".
Nei prossimi giorni partiranno anche altre mobilitazioni tra cui l'invio di lettere ai parlamentari, la richiesta di audizioni parlamentari e l'organizzazione di momenti di assemblea pubblica.
Per maggiori informazioni: https://retepacedisarmo.org/petizione-basta-favori-ai-mercanti-di-armi-fermiamo-lo-svuotamento-della-legge-185-90/
https://www.bancaetica.it/la-trasparenza-sullexport-delle-armi-e-sulle-banche-armate-e-sotto-attacco-difendiamola/
Aderiscono alla mobilitazione:
Rete Italiana Pace Disarmo e tutte le organizzazioni aderenti: Accademia apuana della pace, ACLI, AGESCI, ALTROMERCATO, Ambasciata democrazia locale, Amici della mezza luna rossa palestinese, ANPI, ANSPS, AOI – Associazione di cooperazione e di solidarietà internazionale, Archivio Disarmo, ARCI, ARCI Bassa Val di Cecina, ARCI Servizio Civile aps, ARCS, Associazione Papa Giovanni XXIII, Associazione per la pace, AssopacePalestina, AUSER, Banca Popolare Etica, Beati i costruttori di Pace, Casa per la pace di Modena, CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, Centro Studi Difesa Civile, Centro Studi Sereno Regis, CGIL, CGIL Padova, CGIL Verona, CIPAX, CNCA, Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della FCEI, Comitato Pace e Disarmo di Volterra, Conferenza degli Istituti Missionari in Italia, Coordinamento Comasco per la Pace, Coordinamento pace in comune Milano, COSPE, Emmaus Italia, FIOM-Cgil, FOCSIV, Fondazione Angelo Frammartino, Fondazione Finanza Etica, Forum Trentino per la Pace e i diritti umani, Gruppo Abele, IPRI – rete CCP, IPSIA, Lega per i diritti dei popoli, Legambiente, Libera, Link – coordinamento universitario, Link2007 cooperazione in rete, Lunaria, Movi, Movimento europeo, Movimento Internazionale della Riconciliazione, Movimento Nonviolento, Nexus Emilia Romagna, Noi Siamo Chiesa, Opal Brescia, Oxfam, Pax Christi Italia, Percorsi di pace, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Scuola di Pace "Vincenzo Buccelletti" di Senigallia, Servas Italia, Tavola sarda della pace, U.S.Acli, UDS, UDU, Un ponte per..., Ventiquattro marzo
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
15/03/2024
Il Movimento Laudato Si' ha annunciato la riapertura del Programma Animatori Laudato Si': una Formazione che unisce in una comunità globale di preghiera e azione, per incoraggiare le proprie parrocchie ,comunità locali e associazioni e movimenti a impegnarsi nella spiritualità ecologica, negli stili di vita sostenibili e nella difesa della giustizia climatica ed ecologica.
In italia, la novità di quest’anno è l'opportunità di formazione sia on demand in modalità mista, sia in presenza a Roma ed online grazie alla collaborazione con la Pontificia Università Lateranense (iscrizioni entro 20 marzo 2024).
Le lezioni saranno disponibili dall’8 aprile (4 moduli), in più ci saranno opportunità di vivere la dimensione comunitaria tra i partecipanti provenienti dalle diverse 36 realtà partner (associazioni e movimenti, ordini religiosi, giovani Animatori Progetto Policoro, parrocchie, diocesi…): un incontro introduttivo il 9 aprile 15.00-17.30 ed in occasione degli incontri che mensilmente si tengono tra gli Animatori Laudato si’ Italiani. Maggiori informazioni sul programma qui.
Un’altra novità del 2024 sarà anche l'opportunità di seguire un nuovo modulo sull’Esortazione Apostolica “Laudate Deum”, pubblicata lo scorso 4 ottobre, nella quale Papa Francesco ci chiama nuovamente all’azione, con molta urgenza, nella cura della nostra casa comune. Tale lezione sarà tenuta da Mons. Luigi Renna, Arcivescovo di Catania, Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia, in diretta online la sera del 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra e poi disponibile on demand.
Al termine del programma, con il completamento e la presentazione di un “progetto semi” che promuove la Cura del Creato, gli animatori riceveranno un certificato ufficiale. Da quel momento in poi potranno essere coinvolti in modo continuativo nella costruzione di una comunità: un circolo o qualsiasi altro tipo di comunità legata alla missione del Movimento Laudato Si'.
Le iscrizioni sono aperte sul sito laudatosianimatori.org, dove sono disponibili maggiori informazioni sulla proposta formativa 2024.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/03/2024
La legge 185 del 90 che regola l'esportazione di armi è una grande conquista della società civile italiana che ha visto parte dell'associazionismo cristiano impegnato in prima fila nella campagna "Contro i mercanti di morte". L'appello lanciato per quella mobilitazione partiva da un realistico dato di fatto: «Armi italiane uccidono in tutto il mondo». «Una sorta di "ecumenismo" degli affari che permetteva – come aveva scritto Eugenio Melandri- di esportare armi a tutte le parti in conflitto».
Conferenza stampa
lunedì 4 marzo 2024 ore 12
presso Focolare meeting point, Via del Carmine, 3 Roma
(vicino piazza Venezia)
Alla conferenza stampa è prevista, tra gli altri, la presenza di Alex Zanotelli, missionario comboniano, tra i promotori della legge 185/90 Maria Elena Lacquaniti, coordinatrice Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione Chiese evangeliche in Italia Maurizio Simoncelli, cofondatore dell'Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo.
La normativa è stata speso aggirata in tanti modi, durante questi oltre 30 anni di vita, ma è rimasta costantemente sotto attacco. Sono tanti gli interessi trasversali che la considerano un ostacolo all'espansione di un settore produttivo in forte competizione su scala planetaria nel contesto della guerra mondiale a pezzi. Lo testimonia la folta presenza delle aziende italiane nelle expo di armi come il "World Defense Show" che si è tenuto ad inizio febbraio in Arabia Saudita.
Il tentativo di procedere al progressivo smantellamento della legge 185/90 sembra ormai avviato a compimento con il voto del Senato dello scorso 21 febbraio come denuncia "Rete italiana pace e disarmo" che, con grande competenza, ha avanzato proposte migliorative rimaste senza riscontro.Purtroppo siamo davanti ad uno scenario che avevamo previsto con la Conferenza stampa promossa alla Camera lo scorso 4 ottobre 2023 per affermare che salvare questa legge vuol dire applicare la Costituzione.
La 185/90 ha permesso, ad esempio, sempre grazie alla pressione della cittadinanza attiva, di interrompere, dal 2019 al maggio 2023, la partenza dal nostro Paese di migliaia di missili e bombe destinate ad essere usate nel disastroso conflitto in atto nello Yemen.
Alla vigilia del voto della Camera, che cambierebbe in peggio la legge, a cominciare dalla trasparenza sulle banche che finanziano il settore delle armi, sentiamo il dovere di rivolgere un ulteriore appello alla coscienza dei Parlamentari invitandoli a salvare e migliorare la legge 185/90 in nome della comune umanità che ripudia la guerra.
Sottoscrivono:
Giuseppe Notarstefano, presidente Azione Cattolica Italiana
Emiliano Manfredonia, presidente Acli
Matteo Fadda, presidente Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Cristiana Formosa e Gabriele Bardo, Responsabili Movimento dei Focolari Italia
Mons. Giovanni Ricchiuti, presidente Movimento Pax Christi Italia.
Aderisce Agesci, Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/03/2024
Dopo l’importante gesto di solidarietà dello scorso anno, anche quest’anno la Comunità Papa Giovanni XXIII è stata la beneficiaria del progetto editoriale "Un Natale di Valore" ideato da Famiglia Cristiana, testata di punta del Gruppo Editoriale San Paolo, e la cui raccolta pubblicitaria realizzata in occasione di un numero speciale di Natale della rivista, ha visto numerose aziende italiane di diversi settori aderire a questa iniziativa solidale.
“Un modo per raccontare il bene, facendo del bene – dice il gruppo di Famiglia Cristiana – . Questa iniziativa ha visto donare 60 mila euro per il progetto "Un Pasto al Giorno" ideato dall'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, che dal 1968 offre accoglienza in tutta Italia e nel mondo a persone con varie situazioni di disagio sociale, come i nuovi poveri e le persone senza dimora”.
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Fotografa: Elisabetta Zavoli
Insieme al direttore di Famiglia Cristiana, don Stefano Stimamiglio, e al condirettore Luciano Regolo, siamo andati nella prima Capanna di Betlemme della Comunità Papa Giovanni XXIII, aperta nel 1987 a Rimini per dare una risposta concreta a tutte quelle persone senza una casa né una famiglia. In questo luogo simbolico è avvenuta la consegna ufficiale dell'assegno, un contributo prezioso per tutte le case di accoglienza come questa che negli anni sono state aperte anche in altre zone d’Italia e all’estero per dare accoglienza e almeno un pasto al giorno a chi non ha più nulla.
Erano presenti anche le persone della Comunità che in questa lunga storia hanno permesso a questa casa di continuare ad essere sempre aperta, e i volontari che oggi trascorrono la loro vita e le loro giornate con le persone senza dimora.
La metà degli accolti sono italiani, alcuni di loro in questa occasione si sono raccontate e Famiglia Cristiana ha ascoltato le loro storie e i loro vissuti difficili.
Ringraziamo Famiglia Cristiana che per il secondo anno consecutivo ha scelto la Comunità Papa Giovanni XXIII per questa speciale iniziativa di solidarietà, perché questa donazione ci aiuterà a continuare ad accogliere le persone più povere nelle nostre realtà di accoglienza e offrire loro un posto alla nostra tavola.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/03/2024
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/02/2024
Si è spento il 19 febbraio, a 71 anni quasi compiuti, don Ivano Santilli, sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, membro della Comunità Papa Giovanni XXIII e da molti anni papà di casa famiglia. I funerali, presieduti dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, si svolgeranno oggi pomeriggio alle 14,30 nella chiesa di Laveno, in provincia di Varese, e saranno trasmessi in diretta streaming.
Don Ivano Santilli, oggi quasi 71enne, era nato a Tocco di Casauria (PE) il 9 aprile del 1952. La famiglia era emigrata al nord e lui era diventato sacerdote dell'Arcidiocesi di Milano il 12 giugno 1982, avendo fatto anche il servizio militare nei paracadutisti.
Ha conosciuto la Comunità Papa Giovanni XXIII tramite una sua giovane ex parrocchiana mentre prestava servizio come cappellano all’istituto don Carlo Gnocchi di Milano fra le persone diversamente abili.
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