Tutte le news
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
26/10/2023
Anniversario di Don Oreste Benzi: il film; gli eventi.
A 16 anni dalla morte di Don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, si terranno eventi in tutta Italia per ricordare la figura del “sacerdote dalla tonaca lisa”, profeta del nostro tempo e difensore degli ultimi.   Matteo Fadda ne è il successore a presidente della Papa Giovanni XXIII: «Oggi, dopo 16 anni, ci ritroviamo di nuovo a celebrare il giorno della nascita al cielo di Don Oreste. Per noi è un giorno di festa, perché siamo felici che il nostro caro Don sia già nella gioia eterna e perché rappresenta un'opportunità per condividere con tutti, specialmente i giovani, un “incontro simpatico con Cristo”, come ripeteva».   Don Oreste Benzi nasce il 7 settembre 1925 a Sant’Andrea in Casale, una frazione del Comune di San Clemente, paesino sulle prime colline dell’entroterra romagnolo a pochi chilometri da Rimini e dal mare. Durante la sua vita, si è dedicato all'impegno per i più poveri, al fianco delle donne vittime di tratta o in difficoltà nel condurre a termine la gravidanza, dei disabili, dei tossicodipendenti, degli emarginati. Ricordato per il suo impegno missionario, insegnava: «Ci sono dei poveri che vengono a bussare alla nostra porta, ma ce ne sono altri che non vengono; questi li dobbiamo andare a cercare noi». Don Benzi invitava alla condivisione di vita con gli invisibili, che incontrava la sera sulla strade, nelle sale d’aspetto della stazioni ferroviarie, sulle panchine dei parchi pubblici. Muore a Rimini, nella sua canonica, il 2 novembre 2007. La Causa di Beatificazione del Servo di Dio don Oreste Benzi è in corso. In occasione dell'anniversario della morte di Don Oreste Benzi, vengono organizzati numerosi eventi in tutta Italia e all'estero:   Gli eventi all'estero 31 Ottobre: Bucarest, ore 18:30,  La Notte di Don Oreste, i volontari della Papa Giovanni incontrano le persone senza fissa dimora. 31 Ottobre: Atene, ore 21, La notte di Don Oreste, incontro con i poveri della città. Molti di loro sono profughi in fuga da guerre e povertà. 31 Ottobre 2023 Chieti - Ore 19:00, Capanna di Betlemme: La Notte di Don Oreste. Un evento per ricordare Don Oreste Benzi, incontrando persone senzatetto e ragazze sopravvissute alla tratta nelle strade, e condividendo la cena insieme. Cuneo - In serata, Centro storico: La Notte di Don Oreste. Verranno distribuite "coperte solidali" nei dormitori della città e lungo le strade a coloro che non hanno un rifugio. Napoli - Ore 19:30, Parrocchia di San Giorgio Maggiore: La Notte di Don Oreste. La preghiera si unisce alla solidarietà per le persone più emarginate della società. Piacenza - Ore 20:30, Parcheggio via Stradiotti: "La libertà non si tratta". Un'iniziativa per ricordare l'impegno di Don Oreste Benzi nel combattere la tratta di esseri umani. Rimini - Ore 20:00, centro storico: La Notte di Don Oreste. L'annuale appuntamento di strada con momenti di incontro, condivisione e preghiera, coinvolgendo i giovani e i meno fortunati della società. 1 Novembre 2023 Momenti di preghiera, proposti da don Benzi, presso i cimiteri in ricordo dei bambini non nati: Bologna - Ore 11.45, Cimitero Maggiore: "Ricordo dei bambini non nati". Cuneo - Ore 15:00, Cimitero: "Ricordo dei bambini non nati". Cuneo (Fossano) - Ore 14:30, Cimitero di Fossano: "Ricordo dei bambini non nati". Cuneo (Savigliano) - Ore 14:15, Cimitero di Savigliano: "Ricordo dei bambini non nati". Forlì - Ore 9:30, Cimitero Monumentale: "Ricordo dei bambini non nati". Perugia (Castiglione del Lago) - Ore 16:00, Cimitero di Castiglione del Lago: "Ricordo dei bambini non nati". Rimini - Ore 14:00, Cimitero di Rimini: "Ricordo dei bambini non nati", cerimonia guidata dal Vescovo Nicolò Anselmi. Verona (Legnago) - Ore 14:15, Cimitero:"Ricordo dei bambini non nati". Vicenza (Torri di Quartesolo) - Ore 14:15, Cimitero: "Ricordo dei bambini non nati". 5 Novembre 2023 Verona (Legnago) - Ore 16:15, Parrocchia di Sant'Antonio di Casette: "L'armonia dell'accoglienza". Uno spettacolo artistico-musicale per celebrare il 50° anniversario delle Case Famiglia e il 16° anniversario della morte di Don Oreste Benzi.   Il Pazzo di Dio: il film documentario su Don Oreste Benzi In vista del centenario della nascita del sacerdote riminese, che ricorrerà il 7 settembre 2025, è iniziata a Rimini la realizzazione di un film documentario sulla vita di Don Oreste Benzi. Firmato da Kristian Gianfreda e prodotto da Coffee Time Film, avrà un titolo emblematico: "Il pazzo di Dio”. Il film includerà interviste e testimonianze di persone che hanno conosciuto e lavorato con Don Oreste, mostrando l'impatto che ha avuto sulle loro vite.   La presentazione al pubblico è prevista nel 2025, in occasione del centenario della nascita del sacerdote. Attualmente, il film è in fase di montaggio ma servono ancora 30.000 euro per terminare la post-produzione. Per questo, la Fondazione don Oreste Benzi ha promosso una raccolta fondi sulla piattaforma Dai Ci Stai  sulla quale -chi lo desidera- può contribuire con una donazione.   Per maggiori informazioni e approfondimenti sulla vita di Don Oreste Benzi è possibile consultare il sito della Fondazione Don Oreste Benzi.  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/10/2023
Giornata di digiuno e preghiera per la pace
Il 27 ottobre 2023, in risposta all'invito di Papa Francesco, la Comunità Papa Giovanni XXIII organizzerà un evento di preghiera online per la pace, coinvolgendo rappresentanti di diverse fedi e credenze. L'obiettivo di questa giornata è promuovere la pace nel mondo attraverso l'unità e la comunione tra le varie religioni. L'evento, che avrà inizio alle ore 14:30, offrirà un momento di incontro e riflessione per coloro che desiderano unirsi nella supplica per il dono della pace. Il programma dell'evento includerà una preghiera ecumenica e interreligiosa per la pace, guidata dall'invocazione dello Spirito Santo e dall'introduzione di Matteo Fadda. Saranno recitati canti di preghiera, letti brani del Vangelo, tra cui il significativo passo del buon samaritano, e i salmi 85 e 124. Inoltre, saranno proiettati video di preghiera interreligiosa ed ecumenica per la pace. L'evento è aperto a persone di tutte le fedi e credenze, che condividono l'importanza di promuovere la pace nel mondo. La Comunità Papa Giovanni XXIII invita calorosamente a partecipare a questo momento significativo, in cui le voci di diverse tradizioni religiose si uniranno nella ricerca comune di pace. Questa giornata di riflessione rappresenta un'opportunità unica per promuovere la pace come un valore universale che supera le divisioni religiose e culturali.   Guarda la diretta «Unendoci in preghiera e supplica, chiediamo il dono divino della pace, affinché possa trasformare il mondo e portare armonia e fraternità tra tutte le persone. Nel creare un momento di ascolto reciproco, speriamo di favorire un dialogo interreligioso e di incoraggiare un impegno comune per la pace globale. La preghiera è uno strumento potente che può unire le persone di diverse fedi, trasmettendo un messaggio di amore, compassione e riconciliazione».  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/10/2023
Un documentario per raccontare la vita di Don Oreste Benzi
Don Oreste Benzi ripeteva sempre: “i poveri non possono aspettare”. Per quei poveri don Oreste si è battuto tutta la vita, manifestando nelle piazze, incontrando i potenti del mondo, denunciando in televisione, per radio, con ogni mezzo, le ingiustizie che incontrava.   Era un prete di campagna dai poveri natali, parroco di una zona periferica di Rimini, con una tonaca sgualcita, il colletto sempre fuori posto e i capelli arruffati, ma non si fermava mai, aveva una tempra straordinaria, un carattere deciso e un coraggio sorprendente. Tanto che ha lasciato un segno inconfondibile nella storia e per questo ancora oggi è interessante parlare di lui, raccontare chi era e come ha cambiato il modo di vedere le cose. A questo scopo nasce Il “Pazzo di Dio”, un documentario scritto e diretto da Kristian Gianfreda (Solo cose belle, 2019), ricostruendo la storia di don Oreste grazie al ricordo di chi lo ha conosciuto, all’uso di immagini d’archivio della Comunità Papa Giovanni XXIII e delle Teche Rai, e a nuove interviste come quella a Bruno Vespa, che spesso l’ha ospitato e si è scontrato con lui negli studi di Porta a Porta.  E poi i collaboratori più stretti di don Oreste che raccontano aneddoti, episodi particolari, ma soprattutto ci raccontano la sua umanità, quanto era stanco, di cosa aveva paura, cosa lo faceva soffrire. Stefano Zamagni all’Università di Bologna dice: “don Oreste aveva chiaro che non poteva fare da solo, allora ti dava fiducia e così facendo tirava fuori il meglio di te. E infatti è stato un vero Educatore, con la E maiuscola”. Il documentario non parla solo di quello che è stato, ma seguendo lo sguardo di don Oreste, proiettato sempre al futuro, arriva in Irlanda per ascoltare Matteo e Giada, una giovane coppia con una storia straordinaria. Poi a Chieti, da Luca, che gestisce una casa di accoglienza con 60 persone dalle vite più disparate. E a casa di Christopher e Anna che hanno scelto di vivere con i loro bambini in mezzo ai profughi. (qui trovi un articolo pubblicato dal giornale della Comunità Sempre News con l’intervista al regista) Le riprese sono iniziate i primi di Giugno 2023 e sono terminate a Settembre, in queste settimane è iniziata la post–produzione. Il lavoro svolto finora è stato possibile anche grazie a finanziamenti, come quello del Fondo Audiovisivo della Regione Emilia-Romagna e a partner che hanno scelto di contribuire a realizzare il docufilm, convinti della necessità di raccontare don Oreste. Tra questi i suoi “figli”: la “Cooperativa Il Calabrone” di Cremona, la “Cooperativa La Fraternità” e la “Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIII” tutte nate proprio dall’esperienza della Comunità Papa Giovanni XXIII. Anche la Fondazione Don Oreste Benzi a lui dedicata ha voluto partecipare a questo progetto, promuovendo una raccolta fondi per raccogliere la cifra necessaria a completare la lavorazione del film, soprattutto il lungo lavoro di montaggio delle tante immagini di repertorio da selezionare e lavorare. Servono ancora 30.000€ per terminare gli ultimi step e per questo sulla piattaforma DaiCiStai della Comunità è stata aperta una raccolta fondi, titolare appunto la Fondazione Don Oreste Benzi, dove si sta raccogliendo il contributo di tanti per far conoscere la storia di questo prete straordinario che ha cambiato la storia di tantissime persone. Per contribuire con una donazione
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
18/10/2023
Uniamo le forze contro la tratta di esseri umani
All’indomani della XVII Giornata europea contro la tratta di esseri umani, la Comunità Papa Giovanni XXIII rilancia il corso di formazione antitratta per il personale sanitario e i risultati del progetto europeo AMELIE, raccomandando, come ripetuto di recente anche a Bruxelles durante la conferenza finale di non lasciare sole le vittime di tratta e di concentrarsi sulla loro salute fisica e mentale compromessa dai trauma subìti. Un nuovo manuale europeo di formazione e un corso online antitratta multilingue specificamente progettato per istruire gli operatori del settore sociale e sanitario, tra i pochi servizi che le vittime possono incontrare mentre sono ancora in una situazione di tratta, per riconoscere gli indicatori della tratta di esseri umani e facilitare l'accesso delle persone sopravvissute ai servizi utili. Questi tra i principali risultati del progetto europeo AMELIE che tra il 2022 e il 2023 ha coinvolto anche operatrici della Comunità Papa Giovanni XXIII di Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, sostenendo nell’assistenza sanitaria, nella mediazione interculturale e nel supporto psicologico 35 persone vittime di tratta: 30 donne vittime di sfruttamento sessuale (nella metà dei casi madri con minori a carico), 3 uomini vittime di sfruttamento lavorativo - in prevalenza provenienti dall’Africa subsahariana - e 2 transgender di origine Sudamericana vittime di sfruttamento della prostituzione in strada. Nel corso dei due anni il progetto europeo ha permesso di formare in 4 paesi - Italia, Germania, Belgio e Grecia - ben 800 professionisti del settore sanitario e sociale. E la formazione specifica per imparare a riconoscere le vittime di tratta è ora possibile continuarla anche online grazie al corso antitratta multilingue costituito di 6 moduli interattivi, scaricabile alla pagina del sito del progetto. CLICCA QUI I risultati di questa cooperazione transnazionale tra enti antitratta sono stati presentati di recente a Bruxelles. La conferenza finale del 6 novembre scorso ha infatti riunito esperti, istituzioni, organizzazioni della società civile e professionisti del settore socio-sanitario che hanno sottolineato l'importanza di migliorare la capacità dei servizi in prima linea nell’identificare, segnalare e offrire servizi sensibili alle questioni di genere e culturalmente competenti per le persone vittime della tratta, in particolare rivolti alle donne vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo. "L'identificazione anche di una sola vittima di tratta è la prova del successo di questa iniziativa", ha osservato Lampros Theodosopoulos, Capo del Dipartimento, Direzione Sanità del Ministero della Salute, Grecia. L’esperto tedesco OBGYN Wolfgang Heide, che offre terapie gratuite al Centro di Consulenza Amalie per le donne nella prostituzione, ha sottolineato che "nessuna donna entra volontariamente in questa 'professione' e che è importante per coloro che vi si trovano sentire che qualcuno si preoccupa per loro". Il dott. Francesco Squeglia del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri Italiano ha preso parte all’evento ricordando quanto sia importante la formazione e le simulazioni per il personale che incontra vittime di tratta e che occorre imparare a segnalare chi vuole fuggire dalla tratta ai referenti del Numero Verde nazionale antitratta con procedure comuni. "La necessità di trasformare 'storie di malati' in storie di guarigione", tenendo conto delle esigenze di salute mentale e delle differenze culturali delle vittime", è stato al centro dell'approccio spiegato da Roberta Franchitti di ETNOPSI - Scuola di Psicoterapia Etno-Sistemica-Narrativa di Roma, invitata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi. Hannah Ballout, Segretario Generale della Società Scientifica di Medicina Generale in Belgio, ha ricordato il 'ruolo di sentinella del medico di medicina generale (GP)' nel "rompere il silenzio" di fronte alla violenza e allo sfruttamento. Concentrarsi sulle strategie per rafforzare le reti internazionali ed europee di lotta contro il traffico di esseri umani e la criminalità organizzata è stato il focus dell’intervento di Ala Vechiu-Ghermain, responsabile del Servizio per la lotta contro la tratta di esseri umani presso l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE: ha presentato la seconda edizione del Manuale redatto dall'OSCE/ODIHR sui Meccanismi Nazionali di Referral e su come essi contribuiscano a proteggere i diritti delle persone vittime della tratta con la necessità di avere nei vari stati membri meccanismi comuni. La conferenza finale del progetto AMELIE, finanziato dall'UE, è stata realizzata grazie alla collaborazione di enti antitratta di 4 paesi: KMOP in Grecia, PAYOKE in Belgio, SOLWOLDI in Germania; Differenza Donna e Comunità Papa Giovanni XXIII in Italia, nell'ambito del Fondo europeo per l'asilo, la migrazione e l'integrazione. Per info: www.project-amelie.eu
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/10/2023
Digiuno e preghiera per la pace
Papa Francesco prega e freme per la sorte dei popoli della Terra Santa. Aderiamo all'appello del Cardinale Pierbattista Pizzaballa e dell’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa ad una giornata di digiuno e preghiera per la pace, martedì 17 ottobre. «Siamo chiamati tutti ad aderire a questa iniziativa per far salire al cielo la nostra preghiera sentita, uniti alla sofferenza di quanti stanno vivendo questo dramma». Per l’occasione la Comunità Papa Giovanni XXIII organizza nella stessa giornata del 17 ottobre, dalle ore 18,00 alle ore19,00, un momento di condivisione e preghiera online, al link che verrà reso pubblico su questo sito. Forti e uniti nella preghiera e nel digiuno, facciamo sentire il grido di giustizia e di pace che tutti desideriamo!  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
05/10/2023
Il nostro grazie per chi ci è stato accanto durante l’alluvione
“Questa terra è stata martoriata, ma abbiamo visto tanta solidarietà. Quando arrivano le difficoltà spesso fatichiamo a capire come ne usciremo, ma poi arriva la solidarietà, che si muove e ci presenta tanti amici, come è stato in questo caso. Grazie a tutti”, ha detto Matteo Fadda, intervenuto a Forlì sabato durante la festa di ringraziamento per chi ci è stato accanto nell’emergenza. In occasione dell’evento, la Comunità ha realizzato un video dei momenti spaventosi vissuti in quei giorni ma anche della tanta solidarietà ricevuta, fino al momento del ritorno delle nostre famiglie nelle loro case. “Desiderio di don Oreste Benzi e della Comunità è far sentire a tutti e in tutte le condizioni che la vita è un dono, e lo facciamo anche tutti noi cristiani con la nostra vicinanza, con il calore della nostra vita e della nostra amicizia”, ha detto il Vescovo Corazza durante l’omelia” La festa è stata anche l’occasione per ricordare l’anniversario che la Comunità festeggia quest’anno, i 50 anni dalla nascita della prima casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, che don Oreste Benzi fece nascere nel 1973 a Coriano, vicino Rimini. E questo ha ricordato anche l’Assessore al Welfare del Comune di Forlì Barbara Rossi, “Questa è una festa per le persone che si sono spese per il nostro territorio e per i nostri concittadini che sono stati travolti da una tragedia enorme, tanti giovani, che ringrazio. Ma ringrazio anche le famiglie della Comunità e del Villaggio della Gioia, che ci ospita che hanno aperto il loro cuore e la loro famiglia a sostegno di chi una famiglia non ha. La famiglia è il nucleo della nostra società, abbiamo bisogno di tornare a casa e avere persone che ci accompagnano lungo il cammino della nostra vita.” #FOTOGALLERY:grazie# La diretta della Santa Messa di ringraziamento per chi ci è stato accanto Sono passati cinque mesi da quando l’alluvione ha colpito gran parte dell’Emilia Romagna portando via auto, mobili, vite e lasciando solo un ricordo angoscioso nelle persone e famiglie che hanno vissuto quei momenti di paura. Gli stessi raccontati dai papà e dalle mamme delle Case Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII e dalle persone fragili accolte dalle nostre realtà allagate. Fin dall’indomani dell’alluvione, la Comunità è stata circondata e abbracciata dalla solidarietà di tanti: abbiamo sentito la vicinanza di amici, conoscenti, volontari, aziende, Associazioni, ordini religiosi, congregazioni religiose femminili e Istituzioni da tutta Italia. Per ringraziare di tutto l’aiuto ricevuto in questi mesi, vogliamo condividere un momento di gioia e di preghiera insieme a tutti coloro che ci sono stati e continuano a starci accanto. L'evento, organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, si tiene sabato 14 ottobre nel pomeriggio presso il “Villaggio della Gioia” in via Oreste Benzi 18 a Villafranca di Forlì. Presenti il Responsabile Generale Matteo Fadda, il Vescovo di Forlì, Mons. Livio Corazza, i direttori delle Caritas romagnole e rappresentanti delle istituzioni locali. “Abbiamo desiderato organizzare una festa per esprimere la grande riconoscenza verso tutte le persone che ci sono state vicine durante la tragedia dell'alluvione – spiega Matteo Fadda, Responsabile Generale della Comunità –. Moltissimi volontari ci hanno aiutato a spalare il fango, ci hanno portato vestiti, attrezzature, generi alimentari. In tanti hanno fatto donazioni piccole e grandi. Altri hanno pregato. Vogliamo dire: grazie a tutti! Non solo abbiamo beneficiato del vostro sostegno concreto ma abbiamo sentito la vostra vicinanza. E quando si è insieme, stando soprattutto vicino ai più fragili, allora si possono affrontare tutte le difficoltà”. L’evento inizia alle 16:00 con la Santa Messa, celebrata dal Vescovo Corazza e trasmessa in diretta streaming per permettere a chiunque voglia partecipare e pregare insieme alla Comunità. Guarda qui la diretta Questo evento è il nostro modo di dire grazie a chi ha permesso, anche con un piccolo gesto, alle nostre famiglie e alle persone fragili che accogliamo, di poter rientrare nelle loro case e poter ritornare alla normalità. Scarica qui il volantino
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
04/10/2023
20 anni di Fraternità  a Bologna
La Cooperativa Sociale LF23 festeggia quest'anno l'importante anniversario dei suoi primi 20 anni di attività. Per celebrare l'occasione, è stato realizzato il docufilm dal titolo "Kilometri di strada", in cui questa realtà legata all'Associazione Papa Giovanni XXIII, apre le porte di casa, raccontandosi nei volti e nelle storie che la vivono, con l'aiuto del comico e attore italiano Paolo Cevoli. Il film verrà proiettato giovedì 5 ottobre, a partire dalle 16:30 presso la sede di Mercatale (BO), seguito dal contributo e le riflessioni di ospiti come Don Alberto Ravagnani, Luca Mazzucchelli e Paolo Cevoli. Il pomeriggio proseguirà con altri momenti conviviali e di festa, tra cui la posa della prima pietra della nuova sede della cooperativa e un apertitivo accompagnato dall'esibizione della Banda di Ozzano dell'Emilia.  L'evento è supportato dal patrocinio di Confcooperative Terre d'Emilia e l'Associazione Papa Giovanni XXIII. Main sponsor: BBC Emilbanca. Per saperne di più, guarda il trailer del film, consulta il sito dedicato e festeggia con LF23 il dono della ...Fraternità.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
04/10/2023
Oggi a Roma la conferenza stampa contro le armi
Con un comunicato stampa dello scorso 31 maggio 2023, dedicato principalmente al Made in Italy, il consiglio dei ministri ha rimosso il divieto di esportazione di bombe e missili verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti in ragione della «attenuazione significativa del rischio di uso improprio di bombe d’aereo e missili, in particolare contro obiettivi civili». Centralità della persona e ripudio della guerra, due punti cardine della nostra Costituzione che nel 2023 compie 75 anni, sono messi in pericolo dalla volontà espressa di modificare la legge 185/90 che pone limiti all’export di armi verso i Paesi in guerra e/o violano i diritti umani.   #FOTOGALLERY:ROMA#   La sospensione e poi il blocco all’esportazione di armi pesanti utilizzabili nel disastroso conflitto in corso in Yemen, è stata una conquista della società civile italiana che ha promosso anche una rete di solidarietà internazionale per sostenere la riconversione economica di territori altrimenti sottoposti al ricatto occupazionale dell’industria degli armamenti. Nel giorno di san Francesco e della presentazione della seconda parte dell’enciclica di Francesco sulla conversione ecologica integrale, proponiamo una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati per chiedere ai parlamentari di difendere e rilanciare i contenuti della legge 185/90 nel solco dei valori costituzionali di cui è diretta applicazione. Oggi 4 ottobre a Roma, Camera dei Deputati, ore 16-17 Questo il programma: Maurizio Simoncelli, cofondatore Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, tra i primi a denunciare lo scandalo delle forniture di armi italiane ai Paesi in guerra Alessandra Zanelli Rete Warfree - Comitato riconversione Rwm Rappresentanti dei promotori della conferenza stampa: Acli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Pax Cristi Italia, Movimento dei Focolari Italia   Guarda la diretta Vuoi saperne di più? Leggi l'articolo di Città Nuova sulle ultime iniziative per la pace in Italia    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/10/2023
Armi nucleari illegali in Italia: la denuncia
Oggi 2 Ottobre è stata trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma la denuncia sottoscritta a livello individuale da 22 esponenti di associazioni pacifiste e antimilitariste: Abbasso la guerra, Donne e uomini contro la guerra, Associazione Papa Giovanni XXIII, Centro di documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, Tavola della Pace Friuli Venezia Giulia, Rete Diritti Accoglienza Solidarietà Internazionale, Pax Christi, Pressenza, WILPF, Centro sociale 28 maggio, Coordinamento No Triv, e singoli cittadini. Tra i denuncianti docenti universitari, avvocati, medici, saggisti, volontari, educatori, casalinghe, pensionati, padri Comboniani. Alcuni di loro sono molto conosciuti come Moni Ovadia e padre Alex Zanotelli. Portavoce dei 22 è l’avv. Ugo Giannangeli. Hanno trasmesso la denuncia per conto degli assistiti gli avvocati Joachim Lau e Claudio Giangiacomo di IALANA Italia. La denuncia è stata illustrata dai promotori in una conferenza stampa svoltasi, significativamente, di fronte alla base militare di Ghedi, dove fonti autorevoli ritengono che siano presenti ordigni nucleari. La denuncia fa seguito a una campagna di un vasto settore del pacifismo italiano che ha chiesto uno studio alla Sezione italiana di IALANA, associazione di giuristi contro le armi nucleari specializzati in Diritto Internazionale, al fine di emettere un parere sulla legalità delle armi nucleari. Questa campagna, assolutamente autofinanziata, ha prodotto il libro Parere giuridico sulla presenza di armi nucleari in Italia edito da Multimage l’anno scorso. La denuncia chiede agli inquirenti di accertare la presenza di ordigni nucleari in territorio italiano e, successivamente, di accertarne l’illegalità sulla base della normativa interna e internazionale. Gli inquirenti dovranno infine accertare le responsabilità, anche di rilevanza penale, che ricadono su coloro che hanno importato gli ordigni e/o su chi, illegittimamente, ne ha eventualmente autorizzato l’importazione e la successiva detenzione. La denuncia è supportata da 12 allegati. Scarica l'esposto.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/09/2023
La Consulta dà  il via libera all’adozione aperta. Don Benzi lo propose 28 anni fa
Ieri la Corte Costituzionale ha dato il via libera all'adozione aperta: il giudice potrà preservare il mantenimento di alcune relazioni affettive con componenti della famiglia d'origine. L’Alta Corte ha stabilito che “l'attuale disciplina dell’adozione piena non impedisce al giudice di prevedere, nel preminente interesse del minore, che vengano mantenute talune relazioni socio-affettive con componenti della famiglia d’origine”. Con la sentenza n. 183 del 28 settembre 2023, redattrice la giudice Emanuela Navarretta, la Corte costituzionale ha ritenuto infondate le questioni di legittimità costituzionale che erano state sollevate sull’articolo 27, terzo comma, della legge n. 184 del 1983, e ha precisato i termini della sua interpretazione conforme a Costituzione. La Corte ha chiarito che il riferimento nella disposizione alla cessazione dei rapporti con i componenti della famiglia d’origine riguarda sempre i legami giuridico-formali di parentela. Diversamente, per le relazioni di natura socio-affettiva non si può ritenere, in termini assoluti, che la loro cessazione realizzi in ogni caso l’interesse del minore. La Consulta ha dunque distinto i legami giuridici da quelli affettivi. Emblematico è il caso della relazione tra fratelli e sorelle non adottati dalla stessa coppia. Come ha spiegato la giudice Navarretta, “l’esigenza di allontanare il bambino da un passato per lo più doloroso e quella di assicurare la massima autonomia educativa ai genitori adottivi non deve però sottendere un divieto per il giudice di ravvisare in concreto un interesse dell’adottando a mantenere positive relazioni socio-affettive”. Don Oreste Benzi lo propose 28 anni fa, da solo, prima di tutti, ricevendo numerose critiche, in un'editoriale pubblicato su Avvenire del 16 Luglio 1995. Riportiamo qui di seguito l'articolo del 1995: Conoscere la madre vera? L'adozione non spenga il desiderio di ogni figlio Oreste Benzi La provocazione arriva dalla Germania: il bambino adottivo può rimanere in contatto con la madre naturale. Si chiamano «adozioni aperte» e sono nate per permettere ai minori di scoprire le proprie origini e di crescere senza la convinzione di essere figli di serie «b» perché abbandonati. In Italia però questo istituto non piace: Marco Griffini dell'Aibi parla di un modo per «tenere il piede in due scarpe» e di «una soluzione su misura degli adulti che crea solo una confusione emotiva nei piccoli». Una voce fuori dal coro, invece, e quella di don Oreste Benzi che interviene nel dibattito in difesa della sperimentazione tedesca. Dobbiamo difendere il diritto dei minori nei confronti degli adulti e non i «diritti» degli adulti sui minori. Ogni figlio ha diritto di restare con la mamma e il papà che l'hanno generato. Il bisogno di rimanere con i genitori biologici è inscritto negli ordini in codice dei cromosomi. Il figlio vorrà sempre conoscere chi è suo padre e sua madre e incontrarli: la documentazione che attesta tale bisogno è così abbondante che nessuno può negarlo. Bisogna fare il possibile perché ogni figlio, che ha genitori inidonei, possa sapere dove sono e avere relazioni con loro, anche se minime. Impedire a un minore di venire a contatto con i suoi genitori è una violenza inaudita. L'affidamento familiare è la via splendida che salva questo essenziale diritto alla madre e al padre. L'adozione come è attuata ora in Italia va modificata. A meno che i genitori siano morti, si deve rispettare il diritto del bambino a partecipare alla scelta dei genitori adottivi; finché i genitori biologici sono vivi bisogna procrastinare l'atto giuridico dell'adozione all'età in cui il minore è capace di scegliere consapevolmente. L'atto adottivo giuridico è una garanzia per gli adottanti, non per il minore; questi infatti non vorrà mai sentirsi bloccato dalla condizione di «adottato». Si rimane stupiti di fronte alla difesa così tenace che anche presidenti di Associazioni degne di stima esercitano a favore del «diritto» dei genitori adottanti sui figli adottati. Sono gli adulti che discriminano; i bambini hanno tanto amore da darne a tutti, ai genitori affidatari e adottivi. Per quanto riguarda il rapporto tra genitore adottante e affidatario e bambino adottato o affidato, si tenga conto che il bambino si relaziona ai genitori affidatari nel medesimo modo con cui si relaziona a quelli adottivi: i bambini sentono l'amore che viene dato a loro. È l'atteggiamento dei genitori affidatari che è diverso da quello dei genitori adottivi. L'affetto dei genitori affidatari verso il bambino affidato è pieno e gratuito e garantisce al bambino la speranza del ritorno ai genitori naturali. Comunque non esclude di per sé tale possibilità: il bambino rimane libero. L'amore dei genitori adottivi invece, per quanto possa essere pieno, esclude per sempre la possibilità del ritorno ai genitori biologici; lentamente ma decisamente si crea una ferita profonda, che disturba la maturazione della personalità del figlio adottato. L'alta percentuale dei fallimenti delle adozioni, specialmente internazionali, lo dimostra. Io ho sempre sostenuto e sostengo tuttora fermamente che la generazione biologica non fa di per sé diventare padre e madre, ma è la rigenerazione nell'amore che fa essere papà e mamma. Per questo motivo ogni minore può avere un papà e una mamma che lo rigenera nell'amore. Tuttavia i migliori papà e mamme, affidatari o adottivi, non cancellano nel figlio, adottato o affidato, il bisogno invincibile di incontrare chi lo ha generato. La legislazione che impedisce di soddisfare questo bisogno costituisce violenza contro il minore. Dire che in Italia un minore può recarsi da un Magistrato a chiedere informazioni sulle proprie origini, e ritenere che questo sia sufficiente per placare il suo bisogno di incontro, è irrisione e crudeltà. Io però credo alla grandezza del cuore di chi adotta e credo che i veri genitori adottivi saranno i primi a chiedere la modifica della legge sull'adozione, per quello che riguarda il rapporto del figlio adottato con i genitori d'origine. Auspico che anche in Italia si arrivi alla pratica dell'adozione semiaperta e aperta. Credo che questa sia una cosa profonda e saggia e soprattutto cristiana: chi ama veramente in Cristo è capace di morire per chi ama. Tanto più è capace di garantire la risposta ai bisogni essenziali del bambino. (Avvenire, “Società”, Domenica 16 luglio 1995)    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
27/09/2023
Minori stranieri non accompagnati: l’accoglienza a Reggio Calabria
Domenica 24 settembre, la trasmissione "A Sua Immagine" su Rai1 ha dedicato un servizio alla casa di accoglienza "L'Annunziata" di Reggio Calabria, gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. La trasmissione è andata in onda in occasione della Giornata del Migrante e del Rifugiato. Rivedi la trasmissione (Il servizio è al minuto: 48' 45")       La casa ha anche attirato l'attenzione internazionale. La BBC aveva realizzato un servizio nel luglio 2023 per raccontare le migrazioni della rotta mediterranea. Ad aprile una delegazione di 38 persone fra accademici e professionisti nel campo della migrazione, aveva visitato la struttura all'interno del progetto CURVE, promosso da Kairos Europe e Itaka Training. #FOTOGALLERY:MSNA# La "Casa Annunziata" ospita in media 16 minori stranieri non accompagnati (MSNA),  la maggior parte dei quali sono arrivati attraverso sbarchi al porto di Reggio Calabria o sul litorale ionico calabrese. Il programma di accoglienza include corsi di alfabetizzazione, attività formative e colloqui di sostegno psicologico. Due posti sono riservati a minori in messa alla prova, in collaborazione con il Ministero della Giustizia. La struttura impiega otto professionisti per garantire un adeguato percorso di integrazione sociale. Giovanni Fortugno, responsabile della struttura, all'interno del servizio ha sottolineato l'importanza di un'integrazione dei minori a 360 gradi: «La prima cosa che facciamo è mettere al sicuro questi bimbi. Difficilmente i trafficanti li lasceranno andare».    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/09/2023
Case famiglia in pellegrinaggio a Pompei
Il 23 settembre 2023, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha organizzato un pellegrinaggio al Santuario di Pompei per celebrare il 50° anniversario delle Case Famiglia. L'evento ha visto la partecipazione di una delegazione di circa un centinaio di persone. Mons. Tommaso Caputo ha presieduto la Santa Messa; durante la sua omelia ha ricordato l'incontro fra Don Benzi e Padre Pio: «Don Benzi ha raccontato la bellezza del loro incontro durante la confessione. Una profonda spiritualità accomunava questi due grandi uomini di fede». Matteo Fadda, Presidente dell'associazione, al pomeriggio ha tenuto una meditazione, e ha raccontato: «Il pellegrinaggio a Pompei è una preghiera di affidamento a Maria di tutta la Comunità e dei suoi nuovi responsabili. È anche un momento per ringraziare per le due case famiglia presenti a Pompei, che accolgono bimbi con disabilità, adulti in difficoltà e mamme con bambini». L'evento è stato anche un'occasione per rafforzare la collaborazione con il territorio, rimanendo una unica Chiesa nel contribuire alla realizzazione del Regno di Dio.
1 22 23 24 25 26 116