COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
14/07/2021
Sono arrivati questa mattina all’aeroporto di Fiumicino 34 profughi provenienti dall’isola greca di Lesbo. Si tratta di famiglie e ragazzi in fuga da Paesi dove sono in corso guerre, violenze o situazioni insostenibili.
«Questi ragazzi hanno attraversato paesi, pericoli e soprusi. Adesso nelle famiglie in cui saranno accolti, dopo un periodo di quarantena, cercheranno il sostegno necessario per ricostruirsi una nuova vita. E' più che un diritto, è una speranza che va protetta» commenta Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità di don Benzi.
Con quest’ultimo corridoio umanitario giungono in Italia anche 8 minori non accompagnati e 7 neomaggiorenni che hanno compiuto 18 anni nelle scorse settimane, mentre aspettavano il trasferimento. Si tratta di ragazzi e ragazze, arrivati in Grecia già dal 2019, che hanno avuto viaggi molto difficili attraverso l’Asia, l’Africa o il Medio Oriente, subendo maltrattamenti, sfruttamento e violenza. I minori saranno accolti presso famiglie della Comunità Papa Giovanni XXIII in Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Marche.
Il corridoio umanitario è stato realizzato grazie al protocollo firmato da Comunità di Sant’Egidio e ministero dell’Interno, nonché dalla collaborazione delle autorità greche e il sostegno della Commissione europea. Dal febbraio 2016 ad oggi 3.700 persone sono giunte in modo sicuro e legale, al riparo dai trafficanti di esseri umani, in Italia e altri paesi europei. Con i corridoi umanitari dalla Grecia si tenta di risolvere la situazione di una parte dei profughi - famiglie con bambini, persone vulnerabili e minori non accompagnati - presenti nell’isola di Lesbo ormai da tempo, in attesa di una collocazione, con condizioni di vita rese ancora più difficili in questi ultimi mesi per gli effetti della pandemia.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
07/07/2021
“Hanno bisogno di essere amati e di continuare a vivere dignitosamente, possibilmente in un ambiente a loro familiare”, “A loro manca quella quotidianità e compagnia che li aiuta a non abbattersi, a sentirsi attivi, importanti”.
Durante questo anno, insieme a Lea e a Daniela che coordinano tutta la nostra attività di aiuto agli anziani, abbiamo preparato alcune domande per i genitori delle nostre Case, dove accogliamo persone in età avanzata o dove noi per primi, membri della Comunità, stiamo invecchiando. Ci siamo chiesti come si vive questo tempo così speciale della vita, con quali difficoltà, per trovare le risposte giuste che possiamo dare come Comunità in aiuto agli anziani.
L’avanzare dell’età tocca tutti - le persone che accogliamo, anziane o che invecchiano con noi, ma anche tanti familiari e genitori di noi membri di Comunità - e per forza di cose aumentano le complicazioni, fisiche e psicologiche. Anche molti di noi stanno crescendo, invecchiando, ed è importante prendere coscienza che probabilmente il nostro impegno nell’accoglienza cambierà, ma questo è un tempo bello per tutti, un tempo da vivere, a cui va dato il giusto valore e in cui possiamo farci forza a vicenda.
Le risposte ricevute hanno portato alla luce le storie di molti anziani, colpiti da malattie invalidanti e di come per loro questo sia stato un anno drammatico. E poi le vicende di tante famiglie che si sono trovate a dover accudire i loro cari da sole, 24 ore su 24, senza più aiuti o sostegni esterni, perché i Centri di accoglienza erano chiusi per la pandemia. Abbiamo scoperto che la paura più grande per loro non era il Covid-19, ma restare soli.
Come ci ricorda Papa Francesco infatti “I nonni, tante volte sono dimenticati e noi dimentichiamo questa ricchezza di custodire le radici e di trasmettere. E per questo ho deciso di istituire la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si terrà in tutta la Chiesa ogni anno la quarta domenica di luglio, in prossimità della ricorrenza dei Santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù.”
La nostra Comunità ha da sempre un’attenzione speciale e una cura particolare per gli anziani. In Italia, spesso con la collaborazione di realtà del territorio, ha avviato diversi Centri diurni o aggregativi per gli anziani e per dare una mano alle loro famiglie, o ancora, realtà come i Villaggi dove possono vivere in autonomia ma in un contesto familiare: la Casa dei Nonni di Forlì e il Centro per anziani e per disabili di Cuneo, o il Condominio Solidale a Fossano, dove convivono tante generazioni, tra cui i “nonni”.
Sono luoghi preziosi per tutta la famiglia, perché i nostri “nonni” con il passare degli anni hanno sempre più bisogno di aiuto e perché vivere con loro è un dono immenso, meraviglioso, che supera ogni fatica e paura.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/06/2021
Qual è la differenza tra educare e formare? Genitori, insegnanti, educatori, insieme a tutti coloro che cercano un modello educativo alternativo a quello del profitto, sono invitati domani martedì 29 giugno alle ore 18 alla presentazione online (guardalo qui) del nuovo libro di Ferdinando Ciani.
L'autore si confronterà con Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, e con il giornalista di semprenews.it Marco Scarmagnani.
IL LIBRO
Pedagogia della Gratuità. Un cammino verso la felicità, Sempre Editore, aiuta a sviluppare un pensiero nuovo sul tema della pedagogia, per renderla più umana e gratuita. Espone una prospettiva pedagogica nell'educare la felicità, liberatoria dalle oppressioni della società del profitto, aiuto e stimolo nella costruzione di un mondo migliore.
L'AUTORE
Ferdinando Maria Ciani, di Pesaro, insegnante di Scienze Matematiche nella scuola secondaria di primo grado, è ideatore e fondatore della Scuola del gratuito, esperienza educativa nata dall'esperienza di condivisione della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Nel 2009 ha fondato il Gruppo di Ricerca per la Scuola del Gratuito. Formatore e autore di numerosi articoli su riviste specialistiche, ha collaborato su temi educativi con il giornale Avvenire. Al suo attivo quattro saggi: La scuola di Pinocchio (editrice Esperienze, 2001), A scuola senza profitto (Sempre Editore, 2008), Scuola del Gratuito. Esperienze (Sempre Editore, 2013), Vi insegno a prendere il volo (Sempre Editore, 2017).
Spiega: «Per cambiare rotta occorre uscire dalla logica del profitto, della competizione, della lotta perenne con gli altri che condanna l'essere umano all'infelicità. Da una parte c'è una società che affianca alla crescita lo sviluppo integrale della persona; dall'altra vediamo un modello educativo che plasma l'uomo alla ripetizione coatta dei meccanismi disfunzionali del nostro.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
27/06/2021
Continua il Progetto Miriam con il percorso avviato ad aprile, che ora si fa tour in presenza. In questi giorni da Genova a Treviso, poi Verona, Roma e Rimini il percorso permette l'incontro fra operatori e volontari. Il è pensato per prevenire e combattere ogni forma di violenza contro bambini, giovani e donne.
Sono diverse decine le richieste di aiuto in particolare di donne migranti - o integrate in Italia da tempo - arrivate nei primi mesi dell’anno allo sportello di richieste aiuto attivato all'interno del progetto.
Chi sono le donne che chiedono aiuto?
Nel 44% dei casi le chiamate sono delle stesse vittime, nel 16,7% dai servizi sociosanitari e nel resto dei casi da altri servizi a bassa soglia dal nord al sud Italia. Donne che durante la pandemia sempre di più sono state esposte a violenze e maltrattamenti, e in effetti nel 61% dei casi si sentono in pericolo a causa del compagno o del partner. Il 44% racconta di maltrattamenti tra le mura domestiche, il 25% rischia un aborto forzato o lo ha già subìto, il 14% è vittima di violenza economica e l’8,3% ha chiesto aiuto alla Comunità di don Benzi perché sfruttate nella prostituzione.
Nella stragrande maggioranza dei casi chi contatta le help line della Comunità Papa Giovanni XXIII sono donne italiane. A seguire donne nigeriane, albanesi e rumene. Ma le chiamate dei primi quattro mesi del 2021 hanno riguardato donne di 14 nazionalità diverse.
Il progetto è realizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII insieme a Differenza Donna e a Fundaciòn de Solidaridad Amaranta (Spagna).
Hanno aderito: Caritas, Cif, Cisl, Fondazione Migrante, Porta Aperta.
Per informazioni: progettomiriam@apg23.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
24/06/2021
Sabato 26 giugno si celebra la Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, voluta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
A Rimini per l’occasione, presso il Campo Don Pippo di via Santa Cristina, gli ospiti delle Comunità Terapeutiche della Comunità Papa Giovanni XXIII si ritroveranno per un momento di festa a partire dalle ore 12.
Sono più di 160 di le persone che nell’anno 2020 e nel primo semestre del 2021 hanno concluso il percorso terapeutico nelle strutture dell'associazione di Don Benzi. Di questi, 88 hanno svolto il percorso in strutture della Papa Giovanni in Italia; una settantina provengono dalle realtà terapeutiche situate in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Croazia.
Il momento di festa è una ricorrenza annuale con cui l'associazione di Don Oreste Benzi conclude i percorsi delle sue 34 comunità terapeutiche. L'evento è stato posticipato da dicembre scorso a causa dell'emergenza sanitaria in atto.
Il momento partecipato si concluderà con una messa celebrativa presieduta dal Vescovo di Verona Monsignor Giuseppe Zenti.
Durante gli appuntamenti del pomeriggio verranno letti alcuni brani tratti dal Diario di Sandra Sabattini, la giovane della Comunità Papa Giovanni XXIII che verrà beatificata il prossimo 24 ottobre.
Sandra Sabattini infatti, morta alla giovane età di 22 anni a causa di un incidente stradale, era stata operatrice nella comunità terapeutica di Trarivi, frazione di Montescudo (RN).
Il programma della giornata prevede:
- Ore 12:00, momento di raccoglimento introduttivo
- Ore 12:30, pranzo condiviso
- Ore 14:30, Happening dell'Interdipendenza con musica,
testimonianze, recitazione e la premiazione del concorso "PrimaVera Poesia".
- Ore 16:00, Eucarestia del Riconoscimento celebrata dal Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti.
Spiega Bartolomeo Barberis, referente per la Comunità Papa Giovanni XXIII : «Ogni anno entrano in media nelle nostre case circa 300 persone vittime delle dipendenze. Circa 200 di queste fanno uso di droghe, per lo più eroina, anche se la maggior parte dei nostri accolti sono stati poliassuntori, abituati cioè ad assumere vari tipi di droga in base alla possibilità del momento. Una cinquantina, circa un quarto, sono gli alcolisti».
L'evento è ad accesso riservato in ottemperanza alle misure di sicurezza contro il Covid-19 e verrà trasmesso in diretta su youtube.
Scarica il volantino
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/06/2021
C'è tempo fino al 18 luglio 2021 per presentare la propria candidatura ai progetti di Servizio Civile Regionale 2021 della Regione Emilia Romagna. L'esperienza formativa del Servizio civile regionale prevede un contributo per i volontari di 439,50 € mensili. Possono fare domanda i giovani fra i 18 e i 29 anni.
La Comunità Papa Giovanni XXIII ha attivato progetti sul territorio di Rimini e Ferrara:
Il progetto 2021 Nuove Generazioni si svolgerà nel territorio riminese a partire dal 1 settembre 2021, per la durata di 10 mesi. Sono 12 le posizioni ricercate, che verranno impegnati in attività a sostegno di minori e giovani stranieri, giovani con disabilità o persone senza fissa dimora, presso sedi della Comunità e di enti co-progettanti, da sempre attivi nel tessuto sociale romagnolo, nello specifico:
2 posti presso Associazione Arcobaleno casa dell’intercultura, via Bruno Toni 12, Rimini
2 posti presso Centro Educativo Italo Svizzero Remo Bordoni, via Vezia 2, Rimini
2 posti presso Comunità residenziale Casa Clementini, via Cesare Clementini 23, Rimini
1 posto presso GET Abracadabra, via Gerolamo Rovetta 20, Rimini
2 posti presso Casa Pomposa Centro Giovani, via Pomposa 8, Rimini
2 posti presso Casa Karibu, via Gustavo Salvini 10, Rimini
1 posto presso Capanna di Betlemme, via Ausa 186, Coriano (RN)
Inoltre, 3 posti saranno riservati a giovani con bassa scolarizzazione, che hanno cioè il solo diploma di scuola secondaria di primo grado, presso Associazione Arcobaleno casa dell’intercultura, Centro Giovani Casa Pomposa e Casa Karibu.
Il progetto Percorsi di autonomia si svolgerà a Ferrara a partire dal 1 settembre 2021, per la durata di 11 mesi. Sono 4 le posizioni ricercate, che verranno impegnate in attività a sostegno di persone con disabilità presso il centro aggregativo La Bottega di Giuseppe.
Anche a Ferrara, un posto è riservato a giovani con un titolo di studio inferiore a quello di scuola secondaria di secondo grado, o che abbiano già presentato la propria candidatura ad un bando di servizio civile risultando Idonei non selezionati.
Per informazioni sui requisiti e le modalità di candidatura:
https://serviziocivile.apg23.org/servizio-civile-regionale
Numero verde 800.913596
Whatsapp 340.2241702
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/06/2021
«Non esiste un diritto ad abortire. La vita umana, anche quella non ancora nata, possiede una propria dignità e un proprio diritto sin dal concepimento. Pertanto chiediamo al Parlamento Europeo di adottare una risoluzione in cui si stabilisca il diritto di tutte le donne alla continuazione alla gravidanza e quindi di ricevere gli aiuti e le protezioni necessarie perché il loro figlio possa essere accolto».
E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII in merito al Rapporto Matic. Il documento “La situazione della salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nell'Ue”, presentato dall’europarlamentare Predrag Fred Matić, sarà discusso nella sessione plenaria del Parlamento europeo il 23 e 24 giugno a Bruxelles.
«Risulta inoltre pericolosa la negazione del diritto all'obiezione di coscienza prevista nel Report — conclude Ramonda —. Questa sì che sarebbe una grave violazione di una libertà fondamentale».
Scarica la nota stampa in inglese [pdf].
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/06/2021
La Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna (CARISBO) ha finanziato, per l’anno 2020, il progetto #iorestoacasaconte, sostenendo con un contributo di 15.000€ le attività della “Capanna di Betlemme” di Castelmaggiore (BO), presidio socio-assistenziale gestito dalla Comunità Papa Giovanni XXIII per persone in stato di estrema povertà e senza dimora.
L’idea di questo progetto è nata all’inizio del periodo di lockdown che ha colpito il Paese agli inizi di marzo 2020 e dall’esigenza di potenziare l’ordinaria attività di accoglienza della struttura, da sempre solo a carattere emergenziale, rendendola di fatto residenziale.
Grazie a questo intervento è stato possibile realizzare progetti personalizzati di reinserimento sociale per tutti coloro che si trovano senza una casa in un periodo di crisi sanitaria e sociale senza precedenti. Il progetto #iorestoacasaconte si è posto quindi come prima risposta al periodo di emergenza causato dal Covid-19 che ha imposto l’isolamento sociale a tutti, colpendo maggiormente tutti coloro che si trovavano già ai margini della società ovvero in situazioni di emarginazione e gravi difficoltà economiche.
#FOTOGALLERY:CAPANNA#
Per rispondere a questa urgenza l'associazione di Don Benzi ha dunque accolto tantissime persone in situazioni di estrema necessità creando così all’interno della Capanna di Betlemme quanto di più simile ad una famiglia vera e propria. Il rapporto tra volontari, operatori e utenti, alcuni dei quali già frequentatori abituali o saltuari della casa, si è consolidato al punto di permettere la creazione di relazioni di fiducia e stima i cui effetti sono ad oggi evidenti e tangibili. Infatti, la continuità e la residenzialità si sono dimostrati essere fattori fondamentali nella progettazione e realizzazione di percorsi di reinserimento sociale o riavvicinamento famigliare, molti dei quali non sarebbero stati possibili in un regime ordinario di accoglienza notturna.
Ad oggi la Capanna di Betlemme ha mantenuto in parte il carattere residenziale, prevedendo comunque dei posti letto per le emergenze, il tutto nel rispetto delle normative ai fini della prevenzione del contagio da Covid-19. Sono state riprese le attività di unità di strada, due volte a settimana, durante le quali si intercettano nuovi bisogni e nuove povertà a cui rispondere quotidianamente.
Resta ad ogni modo chiaro che, alla luce dei risultati raggiunti, tale progetto ha offerto nuove prospettive e nuovi obiettivi per cui si manterrà il carattere residenziale della Capanna di Betlemme, cercando di strutturare ancora di più la proposta già sperimentata all’interno del progetto #iorestoacasaconte.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
15/06/2021
Lunedì 14 giugno rappresentanti di Operazione Colomba hanno partecipato a Bruxelles alla Seconda conferenza interparlamentare di alto livello su Migrazione e Asilo, ospitata congiuntamente dal Parlamento europeo e portoghese.
«In Libano sono presenti 1,5 milioni di rifugiati siriani su una popolazione di neanche 6 milioni di persone — ha dichiarato Alberto Capannini, responsabile di Operazione Colomba in Libano —. È una situazione esplosiva che continua a peggiorare. I rifugiati sono stretti in una morsa. Da un lato vivono in un paese in piena crisi politica ed economica, con un tasso di inflazione stellare che distrugge il potere d'acquisto delle famiglie. Dall'altro non possono tornare in una Patria che è ancora sotto il ferreo controllo dei signori della guerra. Vivono senza futuro».
Nel corso della conferenza Operazione Colomba, corpo civile di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha presentato il proprio lavoro in Libano, i corridoi umanitari e la proposta di pace scritta dai rifugiati siriani del Libano. Di fronte a vari rappresentanti del parlamento europeo e dei differenti governi nazionali d'Europa, la risposta è stata di interesse e di apertura. Il Presidente David Sassoli ha ribadito la volontà da parte delle istituzioni europee di agire a livello politico con proposte opposte alla logica della violenza.
Detlef Seif della Commissione affari interni del Parlamento tedesco ha dichiarato: «L'Unione Europea insieme alle Nazioni Unite dovranno lavorare per creare delle zone umanitarie in Siria». Seif è rimasto piacevolmente colpito dall'esperienza dell'associazione di don Benzi, presente in Libano con volontari che vivono dentro il campo profughi al fianco delle famiglie. Ha definito la proposta di istituire zone umanitarie in Siria una “ good idea ”.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
12/06/2021
Partiranno lunedì 14 giugno alle 10.30 in Piazza Maggiore a Bologna, alla volta di Firenze, alcuni dei ragazzi impegnati nel cammino di liberazione dalle dipendenze proposto dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Lottano contro droga, alcool e gioco d'azzardo nella comunità terapeutica, nella foto, di Castel Maggiore (BO). Li accompagneranno gli operatori e qualche familiare: in tutto saranno una decina i pellegrini che raggiungeranno Piazza della Signoria domenica 20 giugno, lungo la Via degli Dei.
Con loro ci sarà Fabio Bernasconi, responsabile della struttura: «Il percorso metterà insieme la fatica del cammino con la bellezza dello stare insieme e della scoperta dei luoghi».
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Percorreranno 130 chilometri nella natura dell'Appennino Tosco-Emiliano; il cammino segnerà il percorso di avvicinamento alla Giornata internazionale contro l'abuso ed il traffico di droga del 26 giugno, che l'associazione di Don Benzi celebrerà quel giorno a Rimini con la Festa dell'interdipendenza e del riconoscimento.
La comunità terapeutica della Comunità Papa Giovanni XXIII a Castel Maggiore (BO) è dedicata a San Giuseppe, cui Papa Francesco ha affidato il 2021; lo ricorda il Presidente dell'associazione di Don Oreste Benzi, Giovanni Paolo Ramonda: «Le dipendenze ci ancorano ai nostri pensieri. A San Giuseppe invece un angelo appariva in sogno e diceva di non avere paura, di partire, di mettersi in cammino. Anche il nostro fondatore ci ha insegnato a vivere sempre con le scarpe ai piedi».
Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna ha affidato il suo augurio ad un video messaggio: «La droga spegne l'anima e si insinua poco alla volta, come è successo, senza che ce ne accorgessimo, con la pandemia del Covid-19. All'inizio sembrava un niente, poi abbiamo visto quanta sofferenza ha portato e quanta vita si è presa. Voi invece coltivate un sogno, raccontatelo alle persone che incontrate lungo il cammino e testimoniate con passione che dalle dipendenze ci si può liberare».
Un raccomandazione per il ritorno è arrivata dal comico Giuseppe Giacobazzi: «Leggete e studiate molto, perché la cultura è l'unica droga che crea in-dipendenza».
La Comunità Papa Giovanni XXIII ha aperto nel 1980 la prima Comunità terapeutica per il recupero delle persone con dipendenze patologiche. Oggi gestisce 34 Comunità Terapeutiche - 22 in Italia e 12 all'estero - in cui sono accolte oltre 300 persone.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
11/06/2021
Giochi al parco per combattere il gioco d'azzardo. Sabato pomeriggio, dalle 14:30 alle 18:30, i Giardini Margherita ospiteranno i GAP – Giochiamo al Parco, una serie di giochi finalizzati alla prevenzione del gioco d'azzardo tra i giovani.
Durante il pomeriggio verranno installate tre stazioni. Uno spazio interattivo dove i ragazzi potranno sperimentare giochi diversi: alcuni sani e altri riconducibili all'azzardo. Uno spazio informativo dove i ragazzi potranno accrescere la loro conoscenza sulla tematica della dipendenza da gioco d’azzardo e sui rischi ad esso connessi. Infine uno spazio esperienziale dove i ragazzi potranno ascoltare una testimonianza diretta di persone che hanno sofferto di dipendenza patologica.
«Nell'ultimo anno abbiamo osservato come l'azzardo sia divenuto un fenomeno sociale di dimensioni sempre maggiori negli adolescenti, in particolare nelle modalità online. Da qui è nata la volontà di investire nella prevenzione sul gioco d’azzardo. In collaborazione con il Comune di Bologna stiamo realizzando un progetto che mira alla promozione del benessere e della coesione sociale tra i giovani», spiega Leonardo Guaraldi, operatore della Papa Giovanni XXIII, la Comunità di don Benzi che gestisce una comunità terapeutica alle porte di Bologna.
Nei mesi estivi l'evento sarà replicato in altri sei parchi cittadini: verrà individuato un parco per ogni quartiere della città metropolitana di Bologna.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
04/06/2021
Il momento di preghiera interreligiosa Nel segno di Abramo si terrà domenica 6 Giugno alle ore 19:30 a Bologna, presso la Chiesa di Sant'Antonio di Savena, in collegamento con altre tre postazioni in Turchia, Grecia e Svezia. La preghiera vedrà la partecipazione dell'Arcivescovo di Bologna, Cardinale Matteo Zuppi, di Yassine Lafram, presidente delle comunità islamiche (UCOII), di Mons. Hovsep Bezazian, amministratore apostolico degli armeni cattolici in Grecia, di Mons. Paolo Bizzeti, Vescovo di Tabe e vicario apostolico in Anatolia (Turchia), di Per Kristiansson, prete luterano di Malmö (Svezia) e di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità fondata da don Oreste Benzi.
Sarà possibile seguire la serata online a questo link.
Scarica qui la traccia di preghiera in 3 lingue [pdf].
You can attend here to the live event.
Download here the trace of the prayer [pdf].
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Fatima ha 19 anni, viene da Idlib, la città siriana dove si nascondeva il califfo Al-Baghdadi. Dopo aver perso il padre durante la guerra all'Isis, scappa con la sua famiglia e raggiunge il Libano a piedi. Qui per cinque anni vive in tenda in un campo informale.
Van è iracheno ma dal 2014 vive in Anatolia, Turchia, dove si è rifugiato dal terrore dell'ISIS.
Mohammad viene dall'Afghanistan, ha 28 anni e insieme alla moglie e i due figli vive ad Atene. «Sono fuggito dalla mia terra perché è in guerra da più di quaranta anni — racconta — e lì ho perso mio padre, mia madre e tutti i miei fratelli e sorelle che sono stati uccisi nella nostra casa durante uno scontro a fuoco tra i Talebani e le forze alleate internazionali. Sono arrivato in Europa per costruire per me e la mia famiglia un nuovo futuro, per dare un'istruzione ai miei figli ed un posto sicuro alla mia famiglia».
Sono alcune delle storie che saranno ascoltate domenica sera durante la preghiera interreligiosa.
«Questo momento nasce dal desiderio di conoscere e ascoltare il grido dei poveri direttamente dalla voce dei profughi che vivono o hanno vissuto l'esperienza della migrazione. Le fatiche del viaggio, la miseria, la fame, le violenze, la reclusione nei campi, il freddo, l'abbandono — spiega Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII —. Insieme al desiderio di ascoltare vogliamo unirci nella preghiera a Dio affinché possano raggiungere la libertà cui aspirano e che è propria di ogni persona. E poi pregheremo affinché noi europei possiamo aprire i nostri cuori verso questi fratelli ed avere una cultura più accogliente».
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