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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
20/02/2024
Fermiamo la follia di tutte le guerre
Il 24 febbraio una lunga rete di organizzazioni italiane si unirà con iniziative di piazza allo scopo di chiedere un cessate il fuoco nei conflitti, in particolare in Medio Oriente e in Ucraina.     La Comunità Papa Giovanni XXIII è presente con i propri volontari in entrambi i Paesi. Così Matteo Fadda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, presenta l'adesione dell'organizzazione fondata nel 1968 a Rimini da Don Oreste Benzi: «Come associazione di fedeli ci sentiamo fortemente chiamati a contribuire a questi sforzi di pace. II Signore non è mai stato prudente; anzi su una cosa in particolare è stato provocatorio, e su di questa ha chiesto di non scendere mai a compromessi: la richiesta di amare i nostri nemici». #FOTOGALLERY:pace# «Siamo chiamati - continua Fadda - a essere incendiari nell'amore e costruttori di pace. Aderiamo alle molte iniziative per la pace che si terranno in Italia. La nonviolenza è fondante per la nostra associazione; continuiamo a chiedere un cessate il fuoco e a vivere concretamente la scelta nonviolenta nelle nostre giornate. Il 24 febbraio in particolare scenderemo in piazza insieme a tutte le organizzazioni impegnate per la pace in Italia e nel mondo».  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
19/02/2024
Accogliere la vita con stupore e meraviglia
Domenica 4 febbraio 2024, il Centro di Aiuto alla Vita "Santa Gianna Beretta Molla" di Castiglione del Lago (PG) ha vissuto la 46a Giornata Nazionale per la Vita, indetta dalla CEI con il tema: La forza della vita ci sorprende. Seguendo l'invito di San Giovanni Paolo II enunciato nel 1995 attraverso l'Enciclica Evangelium Vitae, che auspicava la preparazione e la celebrazione della giornata con la partecipazione attiva di tutte le componenti della Chiesa locale, l'evento ha visto la presenza di alcuni testimoni appartenenti alla Comunità Papa Giovanni XXIII, Neocatecumenale e Magnificat. L'incontro è iniziato con la recita del Santo Rosario, seguito dall'apertura della tavola rotonda condotta da Daria Vernile, animatrice generale dell'ambito maternità e vita della Papa Giovanni. Quest’ultima, introducendo il tema della giornata ha posto l’attenzione sull’importanza di accogliere sempre più il valore della vita attraverso uno sguardo di stupore e di meraviglia dal concepimento al tramonto naturale; si è soffermata poi sul valore della proposta promossa dalla Rete per la Giornata della Vita Nascente (nata nel 2019 su ispirazione di don Oreste Benzi e Carlo Casini che riunisce 46 associazioni pro life) che si prefigge di istituire in Italia il riconoscimento della Giornata Nazionale della Vita Nascente nella data del 25 marzo. La giornata è proseguita con la testimonianza di Miriam Granito, mamma di famiglia aperta della Papa Giovanni e operatrice del numero verde, che risponde alle chiamate di mamme e ragazze (anche minorenni) che vivono situazioni di difficoltà legate alla gravidanza. Nel suo intervento è emersa la sua grande disponibilità ad accogliere le telefonate che arrivano durante l'intera giornata e la constatazione di come negli ultimi anni siano diminuite a causa dell'aborto farmacologico, che purtroppo porta la donna in difficoltà ad essere abbandonata a sé stessa e al suo dramma. A Miriam è seguita la testimonianza della famiglia Bezzi (appartenente al Cammino Neocatecumenale), che ha trasmesso l'apertura alla vita grazie ai loro sette figli, rappresentanti l'affidamento a Dio e il sentirsi amati da Lui. Il terzo testimone della giornata è stato il Colonnello dell'Aeronautica Militare Marco Angori, che ha raccontato l'esperienza vissuta con la sua famiglia quando è stato convocato da Papa Francesco a Santa Marta per esporre la missione umanitaria e sanitaria svolta dall'aeronautica militare nel trasporto di bambini gravi presso ospedali attrezzati. È stato poi il turno di Luca Russo della Papa Giovanni e papà della casa famiglia "Fuori le mura" di Palazzo di Assisi, che ha sottolineato come spesso siamo portati a considerare le persone con il nome delle loro malattie anziché come individui con sogni e desideri. Dalla sua esperienza di vita, la sua famiglia ha sempre accolto "figli", rigenerandoli nell'amore grazie allo sforzo costante di "adoperare il centimetro" per fare spazio in più e rendere possibile l'accoglienza. Infine è intervenuta Lucia della Comunità Magnificat e mamma affidataria, che ha testimoniato l'esperienza e la decisione di coppia di aver accolto su proposta dell'assistente sociale due bambine (sorelle) in affido, grazie all'aiuto di una rete di famiglie disponibili ad aiutarli a portare avanti questo progetto di accoglienza. La giornata si è conclusa con l'auspicio di diffondere sempre di più il valore della vita attraverso la creazione di iniziative volte a favorire una cultura che conduca al riconoscimento della sacralità della vita come bene comune e patrimonio inestimabile dell'umanità.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
06/02/2024
Camminare per la dignità  2024
A Roma, un raduno di 50 giovani provenienti da tutti i continenti impegnati contro la tratta. "Camminare per la Dignità: ascoltare, sognare, agire": questo è il tema della decima Giornata Internazionale di Preghiera e Consapevolezza Contro la Tratta degli Esseri Umani l'8 febbraio, una giornata istituita nel 2015 da Papa Francesco nel giorno della festa di Santa Bakhita, la suora sudanese che fu vittima della tratta e simbolo universale dell'impegno della Chiesa contro questo flagello. Scopri le iniziative locali organizzate dalla Comunità Papa Giovanni XXIII La tratta degli esseri umani è il processo attraverso il quale le persone vengono costrette o attirate da false prospettive, reclutate, trasferite e costrette a lavorare e vivere in condizioni sfruttatrici o abusive. È un fenomeno, come avvertito dai recenti rapporti delle Nazioni Unite, in continua e drammatica evoluzione. UNA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE E PREGHIERA CON L'IMPEGNO DEI GIOVANI AL CENTRO. Migliaia di persone in tutto il mondo - in molte parrocchie, comunità e associazioni - si riuniranno per riflettere, pregare e condividere le loro esperienze di impegno contro questo fenomeno globale. A Roma, sono attesi 50 giovani rappresentanti delle organizzazioni partner della Giornata. Sono studenti, volontari, ricercatori, creativi, comunicatori, attivisti e operatori contro la tratta e dal 2 all'8 febbraio parteciperanno a sessioni di formazione e sensibilizzazione sulla tratta. Le iniziative prendono il via il 2 febbraio con l'arrivo di tutti i delegati a Roma. Il giorno successivo, 3 febbraio, segna il primo giorno di attività formative; la mattina di domenica, 4 febbraio, parteciperanno alla Preghiera dell'Angelus in Piazza San Pietro. Martedì, 6 febbraio, alle 16:15 ci sarà un flash mob contro la tratta in Piazza Santa Maria in Trastevere, Roma. A seguire, alle 17:30, ci sarà una veglia ecumenica di preghiera nella Basilica di Santa Maria in Trastevere in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese) basata sui cinque elementi: acqua, fuoco, aria, metallo e terra. Mercoledì, 7 febbraio, il gruppo internazionale parteciperà all'Udienza con Papa Francesco nella Sala Paolo VI in Vaticano. PELLEGRINAGGIO ONLINE ATTRAVERSO TUTTI I CONTINENTI Giovedì, 8 febbraio, avrà luogo il pellegrinaggio online di preghiera e consapevolezza contro la tratta degli esseri umani, attraversando tutti i continenti e i fusi orari. Inizia alle 9:30 dall'Oceania, seguita da Asia, Medio Oriente, Africa, Europa, Sud America e infine si conclude alle 16:30 con il Nord America. Sono coinvolti oltre 50 paesi, e il blocco centrale, per il secondo anno consecutivo, è affidato ai giovani impegnati contro la tratta. Come negli anni recenti, si prevede anche un messaggio di Papa Francesco. L'evento viene trasmesso in diretta in 5 lingue (inglese, spagnolo, portoghese, francese, italiano) su www.prayagainsttrafficking.net «La tratta è intorno a noi, nelle nostre città, ma spesso è invisibile ai nostri occhi. Con questa Giornata, vogliamo aumentare la consapevolezza della tratta, riflettere sulla situazione di violenza e ingiustizia subita dalle vittime di questo fenomeno globale e proporre soluzioni concrete. Invitiamo tutti ad ascoltare e osservare attentamente, a sognare insieme ai giovani un mondo migliore e ad agire per il cambiamento, a partire dall'impegno personale, comunitario e istituzionale per contrastare efficacemente le cause della tratta e dello sfruttamento," ha detto Suor Abby Avelino, MM, coordinatrice della Giornata.» LA RETE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE L'iniziativa è coordinata da Talitha Kum, la rete internazionale anti-tratta con oltre 6000 suore, amici e partner. È promossa dall'Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG) e dall'Unione dei Superiori Generali (USG), in collaborazione con il Dicastery for Promoting Integral Human Development, il Dicastery for Communication, il Dicastery for Institutes of Consecrated Life and Societies of Apostolic Life, il Pope's Worldwide Prayer Network, Caritas Internationalis, CoatNet, il Movimento dei Focolari, il Servizio Rifugiati Gesuita, l'Unione Internazionale delle Associazioni Cattoliche Femminili (WUCWO), JPIC- Anti-Trafficking Working Group (UISG/UISG), The Clewer Initiative, l'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, la Federazione Internazionale dell'Azione Cattolica, l'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), il Gruppo Santa Marta, e molte altre organizzazioni in tutto il mondo. La Giornata si realizza grazie al sostegno del GSF - Global Solidarity Fund. LA GIORNATA SU X: Gli organizzatori invitano a dedicare un tweet l'8 febbraio utilizzando l'hashtag ufficiale #PrayAgainstTrafficking   Scopri le iniziative locali organizzate dalla Comunità Papa Giovanni XXIII   Info: www.prayagainstrrafficking.net - www.preghieracontrotratta.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/01/2024
Biodiversità  dei carismi, chiave efficace per la pastorale giovanile
È da poco terminata la prima Consulta di Pastorale Giovanile CEI del 2024 (19 e 20 gennaio) tenutasi a Roma presso Casa San Juan de Avila. La convocazione è giunta dal nuovo direttore (settembre 2023) del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, don Riccardo Pincerato. Un invito che ha coinvolto gli incaricati regionali (laici e presbiteri) degli Uffici di Pastorale Giovanile, i referenti di movimenti, associazioni, comunità, istituti di vita religiosa femminile e maschile. Una grande tavola rotonda di circa 50 persone, rappresentante l'attenzione alle giovani generazioni della Chiesa italiana. È stata un'occasione per rincontrare amici e conoscerne altri, per raccontarsi, sognare e camminare insieme. In continuità con il lavoro degli anni precedenti, è sempre bello godere del dialogo tra tutti i mondi vitali italiani rappresentati in questa Consulta nazionale. Di cosa si è parlato? Mi piace sottolineare l'interessante approccio che don Riccardo ci ha invitato a vivere. Ci ha parlato di "Servizio di immaginazione", uno spazio per immaginare scenari, spazi, visioni, tramite un piccolo gioco d'insieme, partendo da un gioco: scrivere un articolo di un cronista del futuro che racconta la Chiesa vicino ai giovani nei prossimi anni. Ne è nato uno spaccato di vita pieno di fragilità, dubbi, insieme a speranze, sogni, ambizioni e desideri. Abbiamo ribadito che per stare con le giovani generazioni serve alimentare un personale incontro simpatico con il Signore che ti spinge a cercare altri incontri. Il bene va fatto bene e in tanti hanno sottolineato l'importanza della formazione permanente degli educatori e accompagnatori come tratto imprescindibile. Solo così possiamo parlare di adulti significativi, capaci di instaurare una alleanza educativa consapevoli che «quello che fai grida molto più forte di quello che dici» (cit.). Una biodiversità di carismi è molto più efficace delle singole parti. E quindi la pastorale vocazionale, i percorsi educativi, scolastici ed universitari, la pastorale sociale del lavoro, Missio, la pastorale famigliare, la catechesi, Caritas, i percorsi di tutela minori, i percorsi ecumenici, la pastorale dello sport e del tempo libero, sono chiamati sempre più a collaborare insieme nei territori. Quali prospettive? "La realtà non si lascia prendere, l'uscita fa la Chiesa" ha detto don Riccardo. Con questo spirito, aperto al nuovo, serve giocarsi questo lavoro d'equipe. Correndo rischi, uscendo dalla nostra zona di comodo, entrando in una dimensione in cui non conosciamo tutto. «Occorre cercarsi» conclude don Riccardo ricordandoci che questo momento nazionale a Roma è bello e importante ed è altrettanto importante che altri incontri così significativi continuino a moltiplicarsi a livello nazionale, regionale, locale. In questa esortazione risuonano le parole di don Oreste Benzi alle Settimane sociali del 2007: "...Il vento è favorevole, perché il cuore dei giovani, ve lo dico – e non badate alle "cassandre" – oggi batte per Cristo. Però ci vuole chi senta quel battito, chi li organizzi e li porti avanti in una maniera meravigliosa…". Il prossimo passo lo vivremo insieme al Convegno del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile a Sacrofano (Roma), presso "Fraterna Domus", dal 6 al 9 maggio 2024.  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/01/2024
Donne uscite dallo sfruttamento, la storia di una madre
Sono stati presentati stamane a Roma i risultati del progetto europeo NET-WORKS finalizzato all'integrazione di 54 beneficiarie in Italia, Spagna, Germania, Lituania e Lettonia, attraverso tirocini, corsi di formazione e di lingua, scuole di guida, misure di sostegno alla genitorialità. Donne uscite dalla dolorosa esperienza della schiavitù del sesso a pagamento nei bordelli, sui marciapiedi e nei nightclub club. La presentazione è avvenuta presso la sede nazionale di Inas Cisl che come partners del progetto ha collaborato nella formazione al lavoro delle donne per la maggior parte originarie dell'Africa subsahariana accolte in Italia dalla Comunità di don Benzi. Comunità internazionale impegnata contro la tratta dal 1996. Tra le beneficiarie, O., una giovane donna nigeriana madre di due figli di cui uno gravemente disabile. Sfuggita alla tratta sessuale a cui era costretta in Spagna e poi in Veneto, aveva iniziato a ricostruire la sua vita insieme ad un nuovo compagno, mostrando fin da subito grandi attitudini per il settore della ristorazione. Fino al giorno in cui, dopo il secondo figlio, ha scoperto che il marito la stava sfruttando e tradendo con un'altra donna più giovane, ingannandola e deprivandola dei suoi guadagni per una falsa promessa di una casa in patria. Oggi O. ha ritrovato il coraggio di denunciare il marito per violenza economica e incuria della prole, ricominciare una nuova vita coi figli supportata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e riprendere a lavorare. Grazie al progetto Networks e al percorso formativo svolto per 4 mesi con le operatrici di Inas Cisle Apg23 ha ritrovato fiducia in se stessa, nelle proprie abilità e nelle istituzioni, ha portato a termine un tirocinio formativo nel settore dell'imballaggio, etichettatura e produzione di elementi meccanici per conto terzi in una delle realtà nate dall'intuizione di don Benzi: "diamo una famiglia a chi non ce l'ha" e anche un lavoro che restituisca dignità. Una storia a lieto fine in vista della prossima Giornata mondiale di riflessione contro la tratta dell'8 febbraio che ormai si avvicina. «L'attenzione all'aspetto umano e alla centralità della persona caratterizzano da sempre l'operato del nostro patronato», ha dichiarato il Presidente di Inas Cisl, Gianluigi Petteni. «L'obiettivo è che la titolarità di un diritto, attraverso la nostra consulenza, si trasformi nella fruibilità di una prestazione. Non a caso, nell'intento di proseguire insieme, è stato predisposto un accordo tra l'INAS CISL e l'Associazione Papa Giovanni XXIII con l'obiettivo di continuare a collaborare, per facilitare l'inclusione sociale e lavorativa delle vittime di tratta in Europa». Liliana Ocmin, coordinatrice del progetto per Inas Cisl, ha poi ricordatato: «La partecipazione dell'INAS CISL a questo progetto sottolinea l'attenzione che il nostro Istituto promuove verso le politiche di genere e la prevenzione e il contrasto della violenza in tutte le sue forme. Una delle azioni del progetto infatti ha riguardato la realizzazione di un corso di formazione su diritti e doveri delle lavoratrici, a partire da ciò che prevede la Costituzione Italiana con focus su donne migranti e madri, anche finalizzato ad identificare misure di conciliazione vita-lavoro, per sviluppare una maggiore condivisione delle responsabilità». Vedi il videotutorial Scarica la cartella stampa
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
19/01/2024
«Il Governo indebolisce il controllo sugli armamenti», l’allarme
La Comunità Papa Giovanni XXIII condivide le preoccupazioni già espresse dalla Rete Pace e Disarmo in merito agli emendamenti approvati il 16 gennaio dalla Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato. Questi emendamenti indeboliscono il controllo e i criteri di autorizzazione nell'esportazione degli armamenti, rigettando le proposte di miglioramento avanzate dalla società civile e ignorando le norme internazionali. Nella foto: bambini profughi, accolti in Sicilia Uno dei passaggi più gravi di questi emendamenti è rappresentato dall'eliminazione di ogni informazione riguardante le banche armate, così che i correntisti non sapranno più quali sono le banche che traggono profitti dal commercio di armi, in particolare verso Paesi che violano i Diritti Umani o sono impegnati in conflitti armati. «La Comunità Papa Giovanni XXIII — dichiara il Responsabile Generale Matteo Fadda — è impegnata da anni nella costruzione di una pace positiva. I nostri volontari di Operazione Colomba e i Caschi Bianchi sperimentano da trent'anni la condivisione diretta, promuovendo un'azione nonviolenta a fianco delle vittime dei conflitti e della violenza strutturale. Questo ci porta a guardare la guerra dal punto di vista di chi la subisce e a comprendere che a pagarne le conseguenze sono le popolazioni civili. In questo tempo in cui soffiano venti di guerra, anziché indebolire gli strumenti di monitoraggio e controllo della vendita di armi, il Governo dovrebbe investire maggiormente in politiche di pace, istituendo un Ministero della Pace, che si doti di strumenti per promuovere il disarmo, per potenziare il Servizio Civile Universale e i Corpi Civili di Pace, per promuovere l'educazione alla pace, la mediazione e la giustizia riparativa». La Comunità, che aderisce alla Rete Pace e Disarmo, condivide le criticità espresse dalla Rete e chiede al Governo un'inversione di rotta rispetto alle modifiche della legge 185/90, affinché ci sia un allineamento della legge italiana alle norme internazionali e un miglioramento dei meccanismi di controllo.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/01/2024
«I consiglieri veneti si impegnino in difesa della vita»
«Auspichiamo che i consiglieri regionali del Veneto si impegnino in difesa della vita e lascino cadere il disegno di legge sul suicidio assistito. Nelle nostre case famiglia, dove accogliamo persone con disabilità gravissime, anche in stato vegetativo persistente, sperimentiamo che le persone in condizioni di fragilità rendono il contesto sociale più umano. Chi di noi ha accolto queste persone ha accolto un dono enorme, veri e propri angeli». È quanto dichiara Marina Figus, responsabile in Veneto della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, in merito alla proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito in votazione oggi. «Nella nostra esperienza le persone con malattie degenerative irreversibili o con prognosi infauste, nel momento in cui sono accudite con relazioni di cura, non desiderano percorsi di morte ma chiedono sempre la migliore vita possibile - continua Figus -. Il sistema sanitario ha l'altissima vocazione di prendersi cura delle persone più fragili attraverso le cure palliative e l'assistenza domiciliare, piuttosto che di aprire impietose scorciatoie: assecondare un desiderio di morte non è una scelta di civiltà. La proposta non dovrebbe nemmeno essere considerata ammissibile, perché va ben oltre le competenze regionali».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
09/01/2024
«Solidarietà  al Centro Aiuto alla Vita di Padova»
«Sentiamo di esprimere la nostra più grande vicinanza e solidarietà agli amici del Centro di Aiuto alla Vita di Padova»: così Marina Figus, responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII per la zona, interviene sull'attacco vandalico avvenuto nella notte fra sabato e domenica ai danni della sede del CAV. «Quante donne in difficoltà durante la gravidanza scelgono di abortire - continua la referente dell’associazione fondata da Don Benzi - perché non trovano una rete familiare o istituzioni a sostegno? Centinaia di bambini ogni anno vedono la luce proprio perché le loro mamme vengono sostenute da realtà come i Centri di Aiuto alla Vita, dalle associazioni e dai movimenti. Più volte ci siamo trovati, insieme ai CAV di Padova e provincia, a cercare risposte per le donne che chiamano al nostro numero verde gravidanza. Proprio nei casi di sofferenza delle persone più sole, quelle che nessuno riesce a raggiungere, la rete del volontariato diventa fondamentale». La Comunità Papa Giovanni XXIII ha attivato il numero verde 800-035036 per il sostegno alle donne in gravidanza. È anche possibile scrivere su Whatsapp al numero: 342.7457666
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
27/12/2023
28 dicembre, Santi Innocenti Martiri
In occasione della Festa dei Santi Innocenti Martiri, la Comunità Papa Giovanni XXIII organizza momenti di ricordo della vita nascente in alcune città italiane, con la deposizione di mazzi di fiori. Sarà un'occasione preziosa per fare memoria dei piccoli martiri dei nostri giorni, riaffermando la sacralità della vita. Saranno fiori bianchi per indicare l'innocenza dei piccoli; rossi per ricordare la loro salita al cielo; rosa per annunciare la misericordia di Dio.   Gli eventi si terranno nelle seguenti città:   CESENA, ore 18, Viale Osservanza 198: Santa Messa; CUNEO, ore 10, Ospedale S.Croce, Via Coppino 26, Cuneo: momento di preghiera; MODENA, ore 7, Policlinico di via del Pozzo 71: momento di preghiera; RIMINI: ore 9, Ospedale: momento di preghiera; ore 18, parrocchia San Giovanni Battista: S.Messa;  VICENZA, ore 18, Santuario della Madonna di Monte Berico: veglia di preghiera. «In occasione della Festa dei Santi Innocenti Martiri vogliamo riconoscere i piccoli martiri dei nostri giorni, vittime di un sistema non rispettoso del diritto fondamentale alla vita», spiegano gli organizzatori. Le reti di sostegno alle donne sperimentano ogni giorno il dolore e la solitudine vissuti da una donna durante una gravidanza non programmata. Spesso non trovano adeguato sostegno da chi stà loro accanto e si sentono costrette ad abortire non trovando alternative possibili. «Ogni bambino non nato ha il volto di Gesù Cristo, che ha sperimentato il rifiuto del mondo», ha affermato Papa Francesco rivolgendosi ai partecipanti di un'incontro promosso dalla FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI DEI MEDICI CATTOLICI, 20 settembre 2013)     Per informazioni: Email: maternitaevita@apg23.org Telefono: 800 035 036 WhatsApp: 342 7457666
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
27/12/2023
«Non possiamo restare in pace»
Non possiamo restare in pace in questo fine anno segnato dalla tragedia che sconvolge la Terra Santa, mentre nel cuore dell’Europa continua la sofferenza del martoriato popolo ucraino. Resta desolatamente senza risposta ogni ragionevole appello per porre termine alla follia della guerra e alla strage degli innocenti. È un tempo che ci invita alla conversione profonda per non restare inerti e indifferenti davanti a scelte che appaiono delegate solo ai capi delle nazioni, gli stessi ai quali si è rivolto papa Francesco per ribadire che «a nulla giova conservare oggi un’autorità che domani sarà ricordata per la sua incapacità di intervenire quando era urgente e necessario» (Messaggio alla Cop28 del 2 dicembre 2023). Per questo motivo, alla vigilia del 2024, come cittadini di questo Paese e del mondo intero, rinnoviamo la forte sollecitazione a mettere al centro del dibattito pubblico il ripudio della guerra a partire dalla necessità di bandire non solo l’uso ma anche il possesso delle armi nucleari. L’Italia ha un ruolo storico e morale da svolgere come promotrice di una cultura di pace in uno scenario che appare sempre più incerto. La consapevolezza dell’irrompere dell’intelligenza artificiale pone, ad esempio, gravi questioni politiche «nel contesto ideologico di un paradigma tecnocratico, animato da una prometeica presunzione di autosufficienza» (Messaggio di papa Francesco per la 57esima Giornata Mondiale della Pace). Tale vertigine di onnipotenza conduce, ora, al paradosso di affidare ad un algoritmo la decisione finale dell’arma letale di autodistruzione di massa. Non è più tempo di sterili polarizzazioni ma di prendere sul serio l’appello di Joseph Rotblat, lo scienziato che si rifiutò di partecipare al progetto Manhattan dell’arma nucleare usata nel 1945 su Hiroshima e Nagasaki: «Ricordatevi della vostra umanità, e dimenticate il resto». Cominciamo, dunque, il nuovo anno con il mese di gennaio dedicato alla pace affrontando apertamente la questione dell’adesione dell’Italia al Trattato Onu del 2017 di messa al bando delle armi nucleari. Una grande occasione per rimettere l’Europa stessa al centro di un processo pace. Cominciamo il nuovo anno anche rivolgendo un forte appello al Governo e al Parlamento affinché il nostro Paese faccia sentire alta e forte la propria voce per chiedere l’immediato cessate il fuoco in Medio Oriente. La strage degli innocenti va assolutamente fermata. La politica e la diplomazia devono tornare con determinazione ad essere i mezzi per la risoluzione delle controversie internazionali. Similmente chiediamo alle Forze Politiche del nostro Paese di attivarsi affinché l’Europa sia protagonista, in modo deciso e determinato, di un’azione di pace anche nel conflitto in atto in Ucraina: la logica delle armi porta solo morte e distruzione.       27 Dicembre 2023 Emiliano Manfredonia Presidente nazionale delle Acli   Giuseppe Notarstefano Presidente nazionale di Azione Cattolica Italiana Matteo Fadda Presidente dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII Gabriele Bardo e Cristiana Formosa Responsabili nazionali del Movimento dei Focolari Italia Mons. Giovanni Ricchiuti Presidente nazionale di Pax Christi
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/12/2023
Anche a Natale, siamo al fianco delle persone povere
La gioia di trascorrere le feste in famiglia, l’emozione di scartare i regali e di respirare l’atmosfera natalizia riuniti intorno a una tavola imbandita circondate dall’affetto delle persone care è per tutti una cura al cuore. Soprattutto per le persone fragili che hanno un vissuto difficile e che li ha portati a vivere per strada. La grande famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII anche a Natale, come ogni anno, li accoglie nelle case, nelle Capanne di Betlemme e nelle realtà di accoglienza e condivide con loro i momenti di convivialità così che possano sentire il calore di una famiglia. La Santa Messa di Natale in stazione insieme agli amici di Rimini Per la vigilia, la sera del 24 dicembre, è ormai tradizione che la Comunità Papa Giovanni XXIII si unisce per celebrare la Santa Messa di Natale nel piazzale della stazione di Rimini insieme alle persone che vivono in strada. Il 25 dicembre festeggiamo il Natale alla colonia Stella Maris pranzando insieme alle persone senza fissa dimora, agli accolti della Capanna di Betlemme di Rimini, alle altre famiglie e volontari delle uscite di strada che trascorreranno tutto il periodo festivo insieme agli ultimi. Mentre per il 31 dicembre a Riccione, celebriamo la chiusura dell’anno insieme alle persone povere, alle persone accolte dalle realtà della Comunità e alle nostre famiglie insieme ad altre associazioni del territorio.   La consegna dei regali per le persone povere nelle strade di Forlì La mattina della Vigilia, come tutti gli anni, i volontari dell’unità di strada di Forlì portano dei regali alle persone senza fissa dimora: piumoni, maglioni, berretti di lana e sciarpe per aiutarli a proteggersi dalle notti più gelide. Nella Capanna di Betlemme di Forlì si sente già l’atmosfera natalizia: i volontari durante la festa che ci prepara al Natale hanno già distribuito dei regalini alle persone accolte e anche a chi trascorre la notte in Capanna. Mentre il 25 dicembre festeggiamo tutti insieme con il tradizionale pranzo di Natale e la tombolata in Capanna. #FOTOGALLERY:senzadimoraforli#   Il Natale nella Capanna di Betlemme a Chieti Anche in questo Natale, la Capanna di Betlemme di Chieti della Comunità Papa Giovanni XXIII che accoglie le persone senza fissa dimora si illumina di vita e organizza diversi eventi all'insegna di condivisione, gioia e preghiera: Il 23 dicembre ceniamo in strada insieme alle persone senza fissa dimora, per diffondere a tutti il calore del Natale. Per la Vigilia, il 24 dicembre, si inizia il pomeriggio con l’uscita di strada con i volontari che ogni settimana si impegnano a portare conforto e sostegno alle persone che vivono in strada. Segue un momento di preghiera accompagnato dalla nascita di Gesù bambino in Capanna, per poi concludere con la cena tutti insieme.  L'iniziativa è in collaborazione con alcune associazioni assistenziali del territorio, che offrono il pasto agli ospiti. Il giorno di Natale, il 25 dicembre, viene celebrata la Santa Messa di Natale presso la Capanna, seguito dal tradizionale pranzo ricco con tutte le persone e famiglie povere accolte e per chi vive in condizioni di disagio, viene consegnato il pranzo a domicilio. Dal 30 dicembre al 2 gennaio per festeggiare un Capodanno "fuori le mura" accanto agli ultimi, è stato organizzato un campo di incontro e condivisione per giovani e il 31 dicembre si prepara una grande tavola tutti insieme con i volontari, le persone accolte e chiunque voglia partecipare e condividere il Capodanno con le persone più fragili.   Queste sono solo alcune delle tante esperienze che faremo durante il periodo natalizio. In tutta Italia, da nord al sud, la Comunità Papa Giovanni XXIII rimane al fianco delle persone più emarginate e sole, accogliendole nella loro casa, alla loro tavola e celebrando insieme la Nascita di Gesù.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
19/12/2023
Dipendenze, Festa del Riconoscimento 2023
Sono più di 120 le persone che durante l'anno hanno concluso il percorso terapeutico nelle strutture terapeutiche in Italia e all'estero della Comunità Papa Giovanni XXIII. Verranno festeggiati dalle loro famiglie, dagli amici e da tutta la Comunità attraverso la "Festa del riconoscimento", un appuntamento fortemente voluto da don Oreste Benzi una trentina di anni fa e che ogni anno continua a rinnovarsi per celebrare il ritorno alla vita dei suoi tanti ragazzi. Per l'occasione verrà celebrata una messa presieduta dal vescovo di Rimini Monsignor Nicolò Anselmi presso la parrocchia «La Resurrezione» di Rimini alle ore 11. Presenti tutti gli ospiti delle oltre 20 Comunità terapeutiche della Papa Giovanni XXIII sparse sul territorio nazionale e in collegamento online le strutture all'estero. Sono infatti una sessantina i ragazzi recuperati dalla tossicodipendenza nelle strutture all'estero sempre della Papa Giovanni, in particolare dal Sud America e dalla Croazia. La celebrazione eucaristica è aperta a chiunque lo desideri. Si preannuncia già piena di segni e forte partecipazione. «Queste persone ci testimoniano che la vita è gioia, che si può affrontare la sofferenza con speranza - sono le parole di Matteo Fadda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII - La festa del Riconoscimento è un'occasione per festeggiare insieme agli operatori, con i quali le persone accolte nelle nostre strutture terapeutiche si sono aperte alla verità del cammino comunitario, ai familiari con i quali si è ricostruita la pienezza della relazione per ritrovarsi in festa. Siamo contenti ed emozionati davanti a questi giovani ora chiamati a testimoniare una nuova vita».
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