COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/01/2022
È stato pubblicato il bando per la selezione di 56205 giovani tra i 18 e i 28 anni che intendono diventare operatori volontari da impiegare in progetti di servizio civile universale in Italia e all'Estero, con una durata variabile dagli 8 ai 12 mesi e con un impegno di 25 ore settimanali. La scadenza per presentare la candidatura è alle ore 14 di mercoledì 26 gennaio 2022.
Sono 235 in Italia i posti disponibili con la Comunità Papa Giovanni XXIII e 56 all'estero, distribuiti nei tanti paesi di destinazione: Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, Cile, Francia, Germania, Kenya, Paesi Bassi, Romania, Russia, Sri Lanka, Svizzera, Tanzania, Thailandia e Zambia. In ciascuno di questi paesi, le attività dove i volontari in servizio civile si troveranno coinvolti vanno dall’assistenza a minori e disabili, al supporto a persone vittime di dipendenza o che vivono in strada, da attività di monitoraggio e denuncia di violazioni dei diritti umani alla condivisione della quotidianità con persone che stanno scontando una pena alternativa al carcere.
Scopri i progetti in Italia e all'Estero
I requisiti per candidarsi al bando
Possono partecipare al bando i giovani che al momento della presentazione della domanda hanno compiuto 18 anni e ne hanno meno di 29. E' richiesta la cittadinanza italiana o di paesi dell'Unione Europea. Per i cittadini extra-UE va dimostrato di soggiornare regolarmente in Italia. I candidati non devono aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo oppure ad una pena, anche di entità inferiore, per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, oppure per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.
Non possono presentare domanda i giovani che appartengono ai corpi militari e alle forze di polizia; abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale o universale; abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista; abbiano rapporto con l'ente che realizza il progetto, rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell'anno precedente di durata superiore a tre mesi.
È concessa una deroga ai giovani che nel corso del 2020/2021, a causa degli effetti delle situazioni di rischio legate all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e/o legate alla situazione di sicurezza nei Paesi di destinazione, abbiano interrotto il servizio.
Altre requisiti andranno verificati direttamente nei testi dei progetti, che possono prevedere documentazioni aggiuntive o autocertificazioni per i posti con riserva per i Giovani con Minori Opportunità o per i progetti con Misure Europee.
Come presentare la candidatura
E' possibile presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone, con SPID di livello di sicurezza 2 o, se sei cittadino europeo o extra-europeo regolarmente soggiornante, chiedendo le credenziali di accesso specifiche sulla piattaforma stessa. Le domande trasmesse con modalità diverse non saranno prese in considerazione. E' possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un'unica sede.
Per maggioni informazioni contatta il numero verde 800.913596, il numero Whatsapp 340.2241702, o invia una mail a odcpace@apg23.org per i progetti in Italia e caschibianchi@apg23.org per l'estero.
Il Servizio civile con la Comunità Papa Giovanni XXIII
E' possibile svolgere servizio presso una delle numerose case famiglia della Giovanni XXIII a supporto di minori e persone con disabilità, presso le cooperative sociali, le comunità terapeutiche che accolgono persone vittime di dipendenze, le strutture per persone senza fissa dimora, per donne vittime di tratta e per carcerati che stanno scontando la pena in misura alternativa al carcere.
«Proprio ieri si è celebrata la Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale — dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII —. Non vogliamo soltanto fare qualcosa per i giovani, ma con i giovani, per renderli protagonisti assieme a noi della difesa nonviolenta della Patria, che significa, per usare le parole del Presidente Mattarella, “tutelare e promuovere i valori istitutivi della Repubblica e dell'Unione Europea, quali la protezione sociale, la solidarietà, il rispetto della dignità umana, valori che oltre a essere alla base del funzionamento di ogni democrazia, costituiscono un patrimonio di principi solidaristici e morali fondamentali per la crescita di ogni individuo"».
L’associazione presenta anche progetti che prevedono "misure aggiuntive UE". Cosa significa? Che candidandosi in 4 particolari progetti, per un totale di 18 posti, sarà possibile svolgere un periodo di servizio di 2 mesi in un paese Europeo, nel caso dell'associazione in Spagna, Portogallo, Croazia e Grecia.
Porte aperte al Servizio Civile: prova tre giorni
Anche quest’anno Comunità Papa Giovanni XXIII è pronta ad accogliere tantissimi giovani nelle sue realtà in Italia e all’estero grazie al Servizio Civile, un'occasione unica di incontro, servizio e costruzione della pace rivolta a tutti i giovani e le giovani dai 18 ai 28 anni.
Sono circa 300 posti in tutta Italia e 60 all'estero.
L'iniziativa "Porte aperte al Servizio Civile: prova 3 giorni!" permetterà a chi lo desidera di passare 3 giorni presso una o più realtà della Comunità Papa Giovanni XXIII, così da poter conoscere lo stile dell'ente e, una volta pubblico il bando, candidarsi per il progetto che più interessa. In vista dell’imminente pubblicazione del bando di Servizio Civile Universale 2021, prevista per i primi di dicembre, la Comunità Papa GIovanni XXIII lancia l’iniziativa “Prova 3 giorni!” che permette a tutti i giovani e le giovani che lo desiderino di passare 3 giorni presso una o più realtà della Comunità. Si potrà scegliere di vivere l’esperienza in modalità diurna o H24, a seconda dei propri interessi e compatibilmente con le realtà presenti vicino la propria residenza o domicilio.
Un’occasione unica per i ragazzi e le ragazze interessate a mettersi in gioco, conoscere la Comunità Papa Giovanni XXIII per poi, quando uscirà il bando, scegliere facilmente il progetto che interessa.
Partecipa alla #Prova3giorni, iscriviti ora
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/01/2022
Anche quest’anno si terrà a Rimini, il 1° gennaio 2022 dalle ore 17.00, la Marcia della Pace giunta alla decima edizione.
Da cinque anni è promossa direttamente dalla Diocesi di Rimini, (in particolare l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro) e con il patrocinio del Comune di Rimini.
L’appuntamento è per sabato 1° gennaio, data tradizionalmente scelta dal Papa per la Giornata Mondiale della Pace. Il titolo di questa Festa della Pace 2022 è: Educazione, lavoro, dialogo tra le generazioni Quest’anno la marcia avrà due connotazioni specifiche. La prima è di carattere interreligioso, la seconda di rapporto con l’amministrazione pubblica comunale.
Originariamente la Marcia della Pace era prevista per le strade della città, con varie tappe e momenti. Le nuove disposizione anti Covid hanno costretto gli organizzatori a modificare il programma, ma lo spirito della Marcia non è stato intaccato. “La pace – dicono gli organizzatori – va costruita ogni giorno, è un atto artigianale. Deve guardare il mondo e agire localmente”.
Il primo momento, alle ore 17, è in programma sul sagrato della Basilica Cattedrale di Rimini ed avrà una connotazione interreligiosa. È promosso dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro insieme al gruppo PSM (Partecipazione e Spiritualità Musulmana) e al gruppo Buddista Associazione Zen Rimini.
I rappresentanti delle tre religioni firmeranno un documento (frutto di un lavoro preparatorio), in cui tutte e tre prendono impegni per e a favore della pace. Tale documento sarà successivamente consegnato nelle mani di un rappresentante dell’Amministrazione Comunale di Rimini, alla quale sono chiesti tre impegni sullo stesso tema. Alcuni canti accompagneranno il gesto.
Alle ore 17,30, per chi lo desidera, la Marcia si conclude con la s. Messa in Basilica Cattedrale nella solennità di Maria Madre della Chiesa. Presieduta dal Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, avrà l’accompagnamento di canti, con varie intenzioni sul tema della pace affidate ai diversi movimenti e associazioni laicali alla Preghiera dei fedeli.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/12/2021
Dice Papa Francesco che «Ricordare è una espressione di umanità, ricordare è segno di civiltà, ricordare è condizione per un futuro migliore di pace e di fraternità». Oggi siamo qui per ricordare.
Ricordare vuol dire tirare fuori bambine e bambini dall’invisibilità in cui sono rinchiusi dall’indifferenza di tutta la società. Le catene di morte che produce la nostra società sono ben lontane dai nostri occhi.
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Anche porre un semplice segno fisico come un mazzo di fiori è un modo per dire che non vogliamo che queste piccole vite cadano nell’oblio. Ogni essere umano è unico ed irripetibile, questi nostri fratelli ieri c’erano e non torneranno su questa terra.
Noi oggi diciamo che sono importanti, che ci interessano, ci stanno a cuore.
Non siamo i soli a ricordare. Tante mamme, papà, nonni, altre persone hanno nel cuore i bimbi abortiti. Questi bimbi che con l’aborto qualcuno sperava di dimenticare per sempre, continuano a vivere nel cuore di tanti, anzi ne segnano in profondità le loro vite. Noi oggi uniamo la nostra preghiera al loro dolore, al pianto, al rimpianto quotidiano di tanti.
Vogliamo conservare la memoria di questi piccoli, nostri fratelli. Tutti siamo stati embrioni, anche se non ce lo ricordiamo. Non c’è un motivo che giustifichi il fatto che noi continuiamo a vivere e loro no, noi non siamo migliori di loro.
Don Oreste Benzi sosteneva che questi bimbi dovessero essere proclamati martiri, in quanto uccisi da un’ideologia contraria alla fede. Affidiamo anche questo suo auspicio.
Vogliamo anche chiedere perdono. Quei corpi che ricordiamo con questo gesto sono un’accusa per tutti di omissione di soccorso. Abbiamo volto lontano lo sguardo troppe volte dalle donne in difficoltà, abbiamo avuto paura di schierarci per la vita. Fa comodo, nessuno o quasi si lamenta se stiamo zitti...
Infine con questo gesto esprimiamo anche speranza. Verrà il giorno in cui tutto questo avrà fine, in cui anche questo ospedale sarà un luogo solo in cui si dà solo la vita e non la morte. Ripetendo ogni anno questo gesto vogliamo accelerare il momento in cui questo si avvererà.
Il contesto
Il 28 dicembre 2021 la Comunità Papa Giovanni XXIII, in comunione con le realtà di tutta Italia impegnate nella tutela e nella promozione della vita, hanno fatto memoria dei Santi Innocenti. Il pensiero si è rivolto in modo particolare ai martiri condannati a morte con l'aborto. In diretta online, insieme ad alcuni vescovi del Triveneto; a Rimini; a Modena e in altre città si è pregato e deposto un mazzo di fiori per ricordare le piccole vittime.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/12/2021
È ormai tutto pronto per celebrare le festività natalizie nelle Capanne di Betlemme e nelle Mense della Comunità Papa Giovanni XXIII. Anche gli ultimi avranno il loro Natale e sarà una festa condivisa, vissuta insieme, perché è così che succede in famiglia. La solitudine verrà spazzata via dalla gioia di un regalo inatteso, da una tavola imbandita e preparata con amore, dalla Santa Messa vissuta insieme nella preghiera al Padre che ci vede figli, tutti uguali ai suoi occhi.
A Vicenza giovedì 23 dicembre alle ore 20.30, nel sagrato della Chiesa San Pietro, si è tenuta la santa Messa per celebrare la nascita di Gesù. Un momento di preghiera condiviso insieme ai fratelli senzatetto e ai volontari dell’unità di strada.
A Rimini, alle ore 22.30 del 24 dicembre verrà celebrata la Santa Messa di Natale nel piazzale della stazione, appena intitolato a “don Oreste Benzi”. Un luogo simbolico per noi, non solo perché dedicato al nostro amato fondatore, ma perché fin da quando c’era proprio il don a scendere in strada, è cuore dell’incontro con i senza fissa dimora, per portare amicizia, conforto, aiuto e accoglienza.
La notte della Vigilia di Natale, a Bologna la Santa Messa vedrà riuniti tutti gli operatori e gli accolti delle diverse realtà del Villaggio di Oreste che si raccoglieranno insieme anche il 31 dicembre per la Santa Messa di ringraziamento per l’anno passato. Non mancheranno la cena e il brindisi allo scoccare della mezzanotte che, nel rispetto delle misure per contrastare la pandemia, avverranno nelle singole strutture.
Anche a Catania, la cena avverrà in piazza insieme ai senza fissa dimora che riceveranno doni dai nostri volontari dell’unità di strada.
Alla mensa “Nonno Oreste” di Santiago del Cile le persone senza dimora e le famiglie che vivono in condizioni di povertà il giorno di Natale hanno gustato un ottimo pranzo preparato con amore dai nostri volontari perché anche per loro fosse un giorno di festa.
A Bucarest, in Romania, don Federico Pedrana, membro della Comunità, vive in una casa aperta all’accoglienza che ospita senza fissa dimora. Alcuni di questi ragazzi provengono dalle fogne ed è qui, dove vivono, che don Federico viene a cercarli e lo ha fatto anche durante le notti natalizie. Il 25 dicembre era a tavola con i suoi amici poveri e senza tetto che hanno trovato sotto l’albero regali da scartare ma anche una doccia e dei vestiti puliti per far festa insieme.
Nelle case di accoglienza di Cuneo gli ospiti riceveranno i regali di Natale perché anche per loro sia un giorno di festa! E siccome l’amore genera reciprocità, le persone accolte nella vicina Capanna di Betlemme hanno realizzato in queste settimane piccoli lavoretti artigianali e biscotti da mettere in vendita. Un modo per contribuire a sostenere quella che sentono come la loro casa.
A Padova ci sarà la consegna dei regali di Natale donati dai dipendenti di Lidl Italia che, dal 2011, portano avanti l’iniziativa “L’Albero dei Desideri”. Un gesto d’amore e di grande sensibilità: ogni anno i che i dipendenti dell’azienda, dai centri logistici, ai punti vendita, fino agli uffici, si occupano di esaudire i desideri dei piccoli e grandi ospiti delle Case Famiglia e realtà di accoglienza della Comunità in tutta Italia, acquistando i regali e consegnandoli giusto in tempo per la Vigilia. Quest’anno a Padova saranno anche le persone senza fissa dimora della città a ricevere i doni: sacchi a pelo e biancheria intima, per scaldare le notti più fredde.
Come già lo scorso anno, si ripete la generosità di Bush Italia, produttore di pompe per vuoto, che ha scelto di trasformare il regalo di Natale per i propri dipendenti in un gesto di solidarietà. L’azienda, con sede a Milano, si è occupata di acquistare del cibo da confezionare sotto vuoto che abbiamo distribuito agli ospiti della Capanna di Betlemme di Montodine (CR) e ai senza dimora della città di Milano. Lasagne alla Bolognese, arrosto di vitello e patate: un vero e proprio menù natalizio per i nostri fratelli poveri in questi giorni di festa.
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A Chieti la Capanna di Betlemme apre le sue porte agli amici che vivono in strada per trascorrere insieme questi giorni di festa. “Voglio stare con te” è il nome che si è voluto dare ai vari momenti di condivisione da segnare nel calendario ed è quello che ripetono i nostri volontari alle persone senza dimora. Si inizia il 24 dicembre alle ore 19.45 con la celebrazione della santa Messa seguita dalla cena, che terminerà con una sorpresa per tutti. A Natale si torna a tavola per condividere il pranzo, proprio come si fa in famiglia, per festeggiare gustando del buon cibo e scartando regali. La sera del 31 dicembre, dopo la santa Messa, cena e festa all’insegna dell’amicizia per attendere insieme il nuovo anno, perché nessuno resti da solo.
A Forlì i volontari dell’unità di strada continueranno le uscite notturne alla ricerca dei senza fissa dimora, per portare loro aiuto, amicizia e, in alcuni casi, offrire un posto letto alla Capanna di Betlemme. Qui, la giornata della Vigilia è iniziata con la colazione ed è proseguita con la cena in attesa del Natale. Il 25 dicembre si è festeggiato a tavola, per pranzo. Momenti condivisi tra le persone accolte in casa e i volontari, nel rispetto delle misure anti contagio.
A Tirana, in Albania, il Natale è stato insieme ai nostri amici che vivono in strada. Il giorno della Vigilia i volontari hanno distribuito pacchi regalo ai fratelli senza dimora. Il 25 dicembre a pranzo sono stati preparati oltre 100 posti a tavola per far festa insieme ai nostri amici senza dimora e al vescovo uscente Monsignor George Frendo, che ha benedetto la mensa. Marcello, volontario della Capanna di Tirana, ha detto: “Mi bastano pochi secondi dei sorrisi degli amici senza tetto perché mi senta ripagato delle ore passate a pelare le cipolle, delle ore serali a lavare i pentoloni e di quelle fino a notte fonda passate a controllare che lo spezzatino non si bruciasse. Sono indescrivibili le emozioni che provo”.
Infine, le feste si concluderanno a Torino, il 6 gennaio, presso la mensa dei Frati di Sant’Antonio dove i volontari della nostra mensa di strada organizzeranno un pranzo per festeggiare insieme l’Epifania. In quell’occasione verranno consegnati i doni a chi ogni settimana si rivolge a noi per aiuto e per un pasto: sacchi a pelo, scarpe, calze, cappelli, sciarpe, guanti. La giornata proseguirà con il karaoke e un pomeriggio in compagnia che, nel rispetto della normativa anti covid, ci permetterà di tornare a ritrovarci.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
07/12/2021
Papa Francesco ha voluto visitare le porte d'Europa, sull'isola greca di Lesbo. Ad Atene ha incontrato i genitori e gli ospiti della casa famiglia che più volte si è affiancata nell'accompagnamento delle persone migranti.
Loro stessi hanno scritto una lettera al direttore di Avvenire, Per i profughi di altre fedi il Papa un ponte che unisce, per raccontare la propria esperienza:
Gentile direttore, il Santo Padre è nel pieno del suo viaggio apostolico a Cipro e in Grecia e chiede a queste terre di accoglierlo come un pellegrino, mostrandoci così come la mitezza e l’umiltà siano ingredienti fondamentali per tenere aperta la via del dialogo. Questo pellegrinaggio porta con sé un prezioso messaggio di unità, pace, speranza e fraternità, un messaggio che richiama a scuoterci dal torpore dell’indifferenza nei confronti delle ingiustizie, un appello a non strumentalizzare l’altro, a scegliere di lasciarci guidare dalla misericordia, a riscoprire la gioia nel riconoscerci l’un l’altro 'porti aperti' all’accoglienza reciproca.
Così Fabiola racconta l'incontro:
«È stata un'esperienza davvero emozionante, sentirsi accolti. Soprattutto l'aver potuto portare all'incontro con il Papa, fra i nostri figli, un ragazzo afgano. Abbiampo portato a Francesco un suo disegno».
Accompagnamo Papa Francesco nel suo viaggio di giustizia; ecco una breve raccolta di articoli per saperne di più.
Corriere Della Sera: Dalla Toscana ad Atene per aiutare i migranti in fuga
Repubblica: Con Papa Francesco fra i migranti dimenticati di Lesbo
VaticanNews: Ad Atene una casa famiglia, piccolo granello di senape
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
05/12/2021
Gli invalidi parziali che lavorano potranno continuare a percepire l’assegno di invalidità, insieme allo stipendio, se il loro reddito resta inferiore a 4.391 mila euro. Sono infatti stati approvati in commissione al Senato gli emendamenti al decreto fiscale che modificano due commi della legge 118/1971, oggetto di interpretazione estremamente restrittiva da parte dell’Inps. L’INPS si era infatti espressa rispetto al requisito di inattività lavorativa, necessario per l’ottenimento dell’assegno mensile d’invalidità.
Intanto, nel suo messaggio per la giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre), Papa Francesco ha scritto: «La Chiesa vi ama e ha bisogno di ognuno di voi per compiere la sua missione al servizio del Vangelo. Nessuno può rifiutare i Sacramenti alle persone con disabilità».». Già don Benzi, negli anni '70, aveva lottato perché i sacramenti venissero garantiti alle persone gravemente disabili, anche quelle non capaci di intendere e volere.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/12/2021
La Fondazione Banco di Napoli nell’anno 2020/2021 ha finanziato un progetto a supporto delle attività ordinarie della Capanna di Betlemme della Comunità Papa Giovanni XXIII “Maria Stella del Mattino” di Chieti, struttura per persone senza fissa dimora alle quali viene offerto un percorso completo di integrazione, che va dal contatto nei luoghi del disagio e la conseguente presa in carico, fino all’accoglienza e alla creazione di percorsi individualizzati volti all’autonomia e all’integrazione lavorativa.
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Grazie al progetto “Integr-AZIONE” sono stati attivati nuovi percorsi individualizzati, costituiti da una serie di laboratori creativi scelti in base alle capacità e alle caratteristiche dei beneficiari che frequentano o vivono presso la Capanna di Betlemme al fine di rafforzare e valorizzare le capacità e le potenzialità di oltre 80 persone che presentano problemi di molteplice natura (senza fissa dimora, donne provenienti dal racket della prostituzione, persone con disabilità psico-fisica e persone con problemi di dipendenze o disagio generico) favorendo la creazione di relazioni umane tra gli utenti e i volontari e operatori della struttura.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
30/11/2021
Al fianco delle famiglie, nella giornata internazionale delle persone disabili, favorendo i percorsi per l'inclusione dei nuclei familiari nelle realtà sociali: con questa intenzione la Comunità Papa Giovanni XXIII organizza, il 3 dicembre alle ore 10, l'evento online:
L'ex Deputato e giornalista Andrea Sarubbi introdurrà l'evento a cui parteciperanno il Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, Luca Russo, papà della casa famiglia Fuori le Mura di Assisi, Silvia Colledan, pedagogista, in rappresentanza delle cooperative sociali dell'associazione di Don Benzi.
Arricchiranno il confronto la testimonianza di Sara, giovane volontaria in servizio civile; 5 video-storie in cui verrà data voce alle famiglie di persone con disabilità. Temi dei filmati saranno l'accoglienza, l'accompagnamento, il sostegno, le autonomie.
L'evento, sottotitolato e tradotto in Lis, Lingua italiana dei Segni, è realizzato con il contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri; si propone di accompagnare il percorso Dall’inclusione all’appartenenza della Pastorale delle persone con disabilità della CEI.
Spiega Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII:
«Come sostiene l'Equipe europea di catechesi, la nascita di un figlio disabile in una famiglia può portare a fenomeni significativi di stress, ansia e depressione, che sono correlati per lo più ai comportamenti sociali ed emozionali del bambino piuttosto che alle caratteristiche proprie del genitore. La modalità attraverso la quale la famiglia affronta l'esperienza della disabilità influirà notevolmente sullo sviluppo futuro del figlio. Ecco perché dobbiamo rafforzare a tutti i livelli le reti a supporto delle famiglie».
Sarà possibile seguire la diretta sul sito, sulla pagina Facebook e sul canale youtube della Comunità Papa Giovanni XXIII.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/11/2021
Organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, in data 20/11/21 si è tenuto a Roma presso l’Hotel Carpegna Palace, il Seminario nazionale per la pastorale delle persone con disabilità. Sono state invitate diverse Associazioni italiane, tra cui l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, aprendo così il dialogo sinodale in merito al desiderio di un cammino di fede nella Chiesa italiana delle persone sorde. Erano collegate in via telematica molte persone sorde e operatori pastorali a livello nazionale. Con l’aiuto della tecnologia, il seminario è stato interamente accessibile grazie ad interpreti in lingua dei segni, sottotitoli con sistema closed caption. Il programma comprendeva una intensa giornata di lavoro, dalle 9.00 alle 16. Si è aperto con un incontro reciproco e di conoscenza, approdando ai primi passi per rendere il cammino proficuo.
Nella prima parte della mattina è intervenuta Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità, con il tema “Dall’inclusione all’appartenenza”. Ognuno ha condiviso le proprie realtà, punti di vista, criticità e prospettive. Durante l’incontro sono intervenuti: Monsignor Roberto Malpelo, Sottosegretario della CEI; Raffaele Cagnazzo, Presidente Nazionale dell’ENS, operatori pastorali sordi e udenti, laici e religiosi. Il contributo della giornata è stato frutto di un lavoro in sinergia che guarda al futuro, in una dimensione sinodale, per una nuova evangelizzazione in una comunità generativa. Ci rammenta Monsignor Malpelo: Gesù dona alla comunità cristiana la sfida di una partecipazione attiva, ricordandoci di “sporcarci le mani” come diceva Don Milani.
Ma è necessario guardare la realtà che ci permette di uscire da noi stessi, è così che la realtà cambia: così noi cambiamo e ci convertiamo lavorando sui pregiudizi e guardando ad ogni persona nel suo complesso, prendendo in considerazione le capacità e andando oltre i propri limiti. Il Vangelo ci dice che le prime comunità cristiane si riconoscevano da come si amavano. Noi, attraverso il Battesimo, riceviamo ognuno un dono specifico. Nella misura in cui siamo capaci di mantenerci in ginocchio, come ci ricordava il nostro caro Don Oreste Benzi, e in sintonia con il Signore, possiamo farci prossimi ai nostri fratelli, fasciando le ferite e versando dell’olio anche a chi è difficile da accompagnare. Vivere da veri credenti, facendosi carico delle fragilità, aiuta a rendere la Chiesa credibile, non limitandosi a dare soluzioni con delle semplici frasi spot del tipo “Baci Perugina”.
Occorre un linguaggio prossimo alle persone, saper ascoltare le domande e le richieste, una buona pratica oggigiorno un po’ trascurata: l’ascolto. Occorre una pastorale che non deleghi, che non abbia paura di condividere, perché se non condivide non si modifica, non genera cambiamento, in un’ottica di reciprocità. Non c’è chi cura o chi è curato, non c’è più chi salva e chi è salvato, ma c’è un dare e un ricevere, in uno scambio generativo. Occorre lasciare l’abito vecchio e indossare l’abito nuovo. La pandemia ci insegna che dobbiamo tornare alla prossimità, che dobbiamo passare dall’io al noi, con un linguaggio d’amore.
La lingua dei segni ne è esempio: in qualche parrocchia si sta facendo il segno della pace in lingua dei segni per le regole di distanziamento. Quindi la lingua dei segni ci insegna che abbattere le barriere è possibile. Dobbiamo tornare all’incontro, all’ascolto, che ci porta al discernimento e ad un’azione concreta, così la pace e la giustizia e la gioia dello Spirito Santo potranno essere tangibili, uscendo dalla logica della pretesa, delle aspettative, accettando l’altro, soprattutto chi è considerato diverso. Questa la mia provocazione.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/11/2021
«La prostituzione corrompe una società intera. Se si continua ad essere liberi di acquistare il corpo femminile e usarlo a piacimento, abusandone come fosse un giocattolo, allora non ci sarà mai nessuna parità di genere. E non potranno mai diminuire le numerose forme di violenza, legittimate da una cultura del dominio e del possesso. I casi di femminicidio lo dimostrano»
Su queste parole del Presidente Giovanni Paolo Ramonda la Comunità Papa Giovanni XXIII, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, lancia il percorso artistico e culturale per sensibilizzare sul tema dello sfruttamento sessuale. È un'azione avviata dal fondatore della Comunità, Don Oreste Benzi, che parte dal presupposto: «nessuna donna nasce prostituta».
Su Rimini il progetto trova centro nell'educazione dei ragazzi: la proposta già rivolta agli Istituti scolastici superiori comprende percorsi con seminari, assemblee di istituto e di classe, laboratori di approfondimento.
Interverranno nelle scuole formatori esperti sul tema, giornalisti, donne che hanno vissuto l'esperienza di violenza sulla propria pelle e che porteranno ai giovani una testimonianza diretta.
RIMINI - Il 24 novembre alle ore 21, al Teatro degli atti di Rimini andrà in scena la prima di "Nemmeno con un fiore. Il prezzo dell'amore", lo spettacolo ispirato alla storia vera di una vittima di tratta e di femminicidio.
RAVENNA - Il 26 novembre alle 20.30 si terrà la prima replica al Teatro San Giuseppe, Faenza.
CUNEO - Il 28 novembre alle 16.30 lo spettacolo andrà in scena nel Teatro Toselli di Cuneo.
Tutti gli eventi sono a prenotazione obbligatoria.
LO SPETTACOLO TEATRALE - La pièce teatrale si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto: l’uccisione a Modena di una di una giovane donna sfruttata sui marciapiedi della Via Emilia per mano di un cliente, il cui corpo è stato poi abbandonato sui binari della stazione.
Lo spettacolo mette a confronto varie figure al femminile coinvolte in qualche modo nel fenomeno della prostituzione. È un racconto a più voci che fa emergere tutta la complessità del fenomeno della violenza di genere e che fa riflettere sulla mercificazione del corpo e sul significato dell’amore.
La regia dello spettacolo è di Emanuela Frisoni e di Rosa Morelli; è scritto da Emanuela Frisoni con il contributo della giornalista Giovanna Greco. Le attrici sono: Barbara Abbondanza, Patrizia Bollini, Giorgia Guerra; partecipano le voci maschili di: Giorgio Borghetti, Giorgio Colangeli, Giulio Cristini, Giorgio Marchesi, Francesco Montanari.
«Abbiamo voluto andare oltre al fatto di cronaca e indagare la quotidianità dei personaggi, direttamente e indirettamente coinvolti nella prostituzione — spiega Emanuela Frisoni —. Dietro all’immagine di corpi svelati, trasgressioni e violenze ci sono spesso storie di solitudini e domande di significato che riguardano tutti noi, nessuno escluso».
I FEMMINICIDI - In occasione del 25 novembre, la Comunità di don Benzi farà memoria anche di giovani donne incontrate dalle Unità di Strada in 10 città italiane e uccise, nella gran parte dei casi, per mano dei loro clienti o sfruttatori. ​​​​
VERONA - Venerdì 26 novembre, alle ore 21 a Verona, sulla Strada Bresciana, 79 in Località Bassone, i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII ricorderanno l'uccisione avvenuta nel 2014 di Venetita Niacsu; un omicidio compiuto da un cliente che non è mai stato identificato.
BOLOGNA - Lunedì 29 Novembre 2021 alle ore 20.30 a Bologna in Via delle Serre, (rotonda del Camionista), volontari dell'Associazione Albero di Cirene, della Comunità Papa Giovanni XXIII e di altre realtà del territorio si ritroveranno nel luogo dove è stata uccisa nel 2009 Christina Ionela Tepuru, vittima di tratta.
L​​​​'associazione di don Benzi promuove la campagna di sensibilizzazione Questo è il mio corpo per accrescere la consapevolezza che la prostituzione costituisce una violazione dei diritti della donna e una minaccia alla sua promozione sociale. La campagna chiede anche in Italia una legge che riconosca la responsabilità dei clienti, in linea con quella di Francia, Norvegia, Svezia, Islanda, Irlanda e Irlanda del nord.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
04/11/2021
Giovedì 4 novembre in Vaticano sono stati presentati i risultati degli interventi realizzati dalle associazioni per la protezione dei minori. A partire dalle ore 9:30, presso la sala San Pio X, in via Conciliazione 5, si tiene il convegno “Promuovere child safeguarding al tempo del Covid 19 e oltre”.
Di alto profilo gli interventi all'evento: «A causa della pandemia del Covid-19 bambini e ragazzi si sono trovati molto più esposti ai rischi dovuti all'uso del telefonino, di computer e tablet, con un aumento del 28% in Europa delle segnalazioni di casi di abuso online». È l'allarme lanciato dalla dottoressa Carla Garlatti, garante nazionale per l'infanzia e per l'adolescenza (leggilo su semprenews).
Ai partecipanti è giunto pure il saluto in video da Boston del cardinale Sean O’Malley, presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei minori. Come nella conferenza di Varsavia, il porporato è tornato sul concetto di “conversione pastorale”, importante – ha affermato - per rinnovare la Chiesa di fronte a questo scandalo: “Dobbiamo lavorare per il cambiamento in tutti gli aspetti della vita della Chiesa, combattendo l’abuso ovunque si sia verificato, indipendentemente dallo status o dall’ufficio della persona che ha commesso il crimine” (leggi la sintesi degli interventi su vaticanews)
Rivedi l'evento:
La lettera di saluto di Papa Francesco
Cari fratelli e sorelle!

Rivolgo il mio saluto a tutti voi che partecipate – in presenza e da remoto – al Convegno “Promuovere child safeguarding al tempo del Covid-19 e oltre”, organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII con l’Azione Cattolica Italiana e il Centro Sportivo Italiano, in collaborazione con il Centro per la Vittimologia e la Sicurezza dell’Università di Bologna. Saluto con riconoscenza i Rappresentanti del Parlamento Europeo e di quello Italiano e di altre Istituzioni, in particolare della Polizia Postale. Come ebbi a dire nella Lettera al Popolo di Dio (20 agosto 2018), «guardando al futuro, non sarà mai poco tutto ciò che si fa per dar vita a una cultura capace di evitare che tali situazioni non solo non si ripetano, ma non trovino spazio per essere coperte e perpetuarsi». Vi trovate oggi a riflettere insieme e a raccogliere i frutti di due anni di ascolto, ricerca e formazione. Questo lavoro è partito “dal basso”, come espressione della partecipazione attiva del popolo di Dio al cammino di conversione personale e comunitaria. Un cammino che come Chiesa siamo chiamati a compiere tutti insieme, sollecitati dal dolore e dalla vergogna per non essere stati sempre buoni custodi proteggendo i minori che ci venivano affidati nelle nostre attività educative e sociali.

Questo processo di conversione richiede con urgenza una rinnovata formazione di tutti coloro che rivestono responsabilità educative e operano in ambienti con minori, nella Chiesa, nella società, nella famiglia. Solo così, con un’azione sistematica di alleanza preventiva, sarà possibile sradicare la cultura di morte di cui è portatrice ogni forma di abuso, sessuale, di coscienza, di potere.
Se l’abuso è un atto di tradimento della fiducia, che condanna a morte chi lo subisce e genera crepe profonde nel contesto in cui avviene, la prevenzione dev’essere un percorso permanente di promozione di una sempre rinnovata e certa affidabilità verso la vita e il futuro, su cui i minori devono poter contare. E questo noi, come adulti, siamo chiamati a garantire loro, riscoprendo la vocazione di “artigiani dell’educare” e sforzandoci di esservi fedeli. Ciò significa
favorire l’espressione dei talenti di coloro che accompagniamo; rispettarne i tempi, la libertà e la dignità; contrastare con ogni mezzo le tentazioni del sedurre e dell’indurre, che solo in apparenza possono facilitare le relazioni con le giovani generazioni.

Guardo con fiducia e speranza, in particolare, ai molti giovani che si sono formati in questo vostro Progetto. Sono specialmente loro che ci chiedono un passo deciso di rinnovamento di fronte alle ferite degli abusi riscontrate nei loro coetanei. Mi viene in mente l’espressione di San Paolo VI: “giovani apostoli dei giovani” (cfr Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 72), e penso che possa trovare attuazione anche in questo senso, come vicinanza fraterna e solidale. Il contributo dei giovani, poi, sarà prezioso nel riconoscere le situazioni a rischio e nel richiamare con coraggio tutta la comunità alla sua responsabilità nella salvaguardia dei minori, a rivedere il modo di relazionarsi con le giovani generazioni, perché si torni ad assicurare loro la bellezza di incontrarsi, dialogare, giocare e sognare.
Agli adulti che hanno condiviso questo percorso con i giovani auguro di continuare a essere credibili, vale a dire responsabili nella cura e coerenti nella testimonianza. Possano essere promotori e custodi di una rinnovata alleanza educativa tra le generazioni e tra i diversi contesti di crescita dei minori, capaci di stimolare tra loro una connessione generativa e tutelante, soprattutto in questo tempo complesso di pandemia.

Come associazioni laicali, infine, vi esorto a perseverare in questa azione di formazione alla corresponsabilità, al dialogo e alla trasparenza. La tutela dei minori sia sempre più concretamente una priorità ordinaria nell’azione educativa della Chiesa; sia promozione di un servizio aperto, affidabile e autorevole, in contrasto fermo ad ogni forma di dominio, di sfregio dell’intimità e di silenzio complice.

Cari fratelli e sorelle, vi auguro un fruttuoso convegno, che sia base solida per proseguire insieme il servizio ai bambini e ai ragazzi, alle famiglie e all’intera comunità ecclesiale e civile. Vi assicuro la mia preghiera e di cuore vi benedico.

Roma, San Giovanni in Laterano, 21 ottobre 2021
Il Programma
Aprono i lavori le relazioni della dott.ssa Alessandra Campo, centro di formazione a livello internazionale nel campo della child safeguarding e la dott.ssa Carla Garlatti, garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, con alle spalle una lunga esperienza nel campo del diritto di famiglia e della tutela dei minori.
Segue un confronto a più voci tra i rappresentanti delle istituzioni ecclesiali, il Cardinale Sean O'Malley ed il Vescovo Lorenzo Ghizzoni che intervengono in streaming, e le istituzioni civili e di sicurezza con la presenza di Caterina Chinnici, europarlamentare e coordinatrice inter-gruppo europeo diritti dei minori, e la dott.ssa Annalisa Lillini, dirigente della Polizia postale del servizio nazionale di contrasto alla pedopornografia.
Nel corso della mattina viene presentata la ricerca che ha accompagnato il progetto, mediante l’attività di valutazione sui partecipanti condotta con strumenti elaborati ad hoc da un team multidisciplinare di esperti in campo economico-statistico, sociologico, pedagogico e psicologico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza.
Nel pomeriggio i lavori proseguono con una tavola rotonda in cui si illustreranno i percorsi intrapresi all’interno dei quattro enti partners del Progetto, dando voce ai partecipanti e con l’intervento di esperti di lunga esperienza nella cura delle vittime degli abusi e nella prevenzione, come don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter.
È possibile seguire il convegno in diretta streaming sul sito www.progettosafe.eu
Nel rapporto finale della ricerca si afferma che “la ricerca svolta evidenzia che superare i tabù che per troppo tempo hanno portato a negare o a trascurare i temi più scottanti della relazione educativa o che comunque può instaurarsi tra adulti e minori è condizione imprescindibile per garantire a bambini e bambine, ragazzi e ragazze rispetto e cura.”
«Mio padre ucciso dalla mafia era preoccupato per l'uso di droghe dai giovani. Diceva che serviva mobilitazione delle coscienze di tutti noi; anche oggi per tutelare bambini da violenze siamo tutti chiamati alla mobilitazione delle coscienze».
@CaterinaChinnic #ProgettoSafe pic.twitter.com/7Ga04DogQL
— Comunità Papa Giov23 (@apg23_org) November 4, 2021
L'evento è organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Centro Sportivo Italiano e Università di Bologna a conclusione del progetto “Safe - Educare e Accogliere in ambienti sicuri”, co-finanziato dall’Unione Europea. Attraverso il progetto SAFE sono state formate 1184 persone, in 27 province di 13 regioni italiane, appartenenti ad organizzazioni religiose che hanno rapporti regolari con più di 46.300 bambini.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/10/2021
Il 2 novembre la Comunità Papa Giovanni XXIII si stringe attorno alla memoria del suo fondatore don Oreste Benzi nell’anniversario della sua salita al Cielo. Lo ricordiamo con sentimento di profonda gratitudine per lo slancio d’amore verso gli ultimi del mondo che ci ha lasciato in eredità e per la sua fede incondizionata nella Provvidenza e in Gesù.
Uniti, da più parti del mondo, vogliamo celebrare il ricordo di don Oreste con momenti di preghiera e condivisione organizzati dalla sua grande famiglia, la Comunità. Sono occasioni per unirci nel ricordo del sacerdote “dalla tonaca lisa”, come veniva chiamato, che ha dedicato la sua intera esistenza agli esclusi e che ha rivoluzionato le nostre vite indicandoci l’unica via da seguire: il Vangelo.
Domenica 31 Ottobre, durante la Santa Messa delle ore 11.00 celebrata dalla Grotta delle apparizioni di Lourdes, ricordiamo Don Oreste. Sarà possibile seguire la diretta streaming sul canale ufficiale del Santuario.
Anche a Rimini, il 2 novembre alle ore 20.30, si tiene la Santa Messa in sua memoria, celebrata da Mons. Francesco Lambiasi, vescovo della città. La funzione, presso la Chiesa della Resurrezione, alla Grotta Rossa di Rimini, è trasmessa anche in diretta streaming da questo luogo simbolico per la storia della Comunità, in cui don Oreste fu parroco per oltre quarant'anni.
Martedì 2 novembre alle 20.30 si potrà assistere alla Celebrazione direttamente qui:
Quest’anno l’anniversario arriva a pochi giorni dalla celebrazione con cui Sandra Sabattini, discepola di don Oreste, è stata proclamata Beata, segnando un altro momento di unione e comunione per tutta la Comunità e per la Chiesa. “Sandra viveva tesa verso l’infinito, la luce, il mistero, l’amore, Dio. Non teneva la sua vita per se stessa”, disse di lei il servo di Dio don Oreste Benzi. Oggi, vorremmo chiedere, per intercessione del nostro amato don, di essere capaci di amare senza condizioni, di non tenere la nostra vita per noi stessi. Sappiamo che, nel farlo, saremo accompagnati da chi ha condiviso un pezzetto di cammino con noi, su questa terra.
Il 2 novembre è anche la giornata legata al ricordo dei nostri cari che non ci sono più. A loro ci lega un amore che non conosce limiti di spazio e di tempo. È un amore che rivive nei nostri gesti, intrisi di quella presenza che continua ad accompagnarci. In tanti ci chiedono di poter riversare questo amore su quanti sono in difficoltà, destinando una donazione alla Comunità Papa Giovanni XXIII in ricordo di una persona cara. Così facendo, danno una speranza di vita a bambini disabili, anziani soli, famiglie che vivono nella povertà. È un gesto che anche tu puoi scegliere di fare per commemorare i tuoi affetti e farli rivivere nella gioia che nasce dal dono.