COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/12/2019
«Liberalizzare la commercializzazione della cannabis light approvando un sub-emendamento alla Legge Finanziaria, in commissione bilancio, di notte è un atteggiamento ingannevole.
La cannabis crea dipendenza, è dannosa ed il parlare in modo inadeguato di uso ricreativo abbassa la percezione della sua pericolosità».
E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito all'approvazione dell'emendamento che consente la commercializzazione dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis entro lo 0,5% di Thc.
«Lo Stato non faccia soldi sulla pelle dei giovani» conclude Ramonda.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/12/2019
Al via l'evento nazionale denominato IO VALGO che si svolgerà in diverse città italiane, in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità. La giornata è stata voluta dal Programma di azione mondiale per le persone disabili adottato nel 1982 dall'Assemblea generale dell'ONU.
«Don Benzi ripeteva che “ognuno vale per gli altri, nonostante la fragilità, in quanto costruttore di vita, destinatario di una missione unica e insostituibile, cittadino attivo e protagonista della storia”. Tramite le nostre case famiglia e cooperative cerchiamo di attuare questa indicazione del nostro fondatore». E' il commento di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Papa Giovanni XXIII.
La Comunità ogni giorno dà spazio al protagonismo delle persone disabili e alla necessità di opportunità di inclusione sociale, attraverso lo sport, l'arte, la musica, convegni e dibattiti, sfide per l'autonomia lavorativa, in occasione della Giornata Internazionale della Disabilità organizza le seguenti iniziative dal nord al sud del nostro paese:
Cittadella (PD), il 3 dicembre alle ore 17:30 incontro sul tema “Distacco e lutto: non è disabile”. Alle 20.45 saranno presentati i libri di SILENT PLAY, Mi vedi e MADOU YANKA, Il diamante nero.
Carmignano di Brenta (PD), il 7 dicembre alle 19.30 APERILIS: Linguaggio dei sordi. Infine il 21 dicembre alle 9.30 sempre a Carmignano di Brenta, si terrà l'ultimo incontro sul tema SIBLINGS: Relazione fraterna e disabilità. [Volantino]
Cuneo (CN), il 3 dicembre alle 10:30, XXIII, al Cinema Monviso, si terrà un incontro pubblico con video e testimonianze sull'inclusione lavorativa e familiare presso la "Fattoria sociale I tesori", alla presenza di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni. [Volantino]
Carpi (MO), il 7 dicembre alle ore 10.30 flashmob sul tema “Io valgo perche' abito”, in occasione del 10° anniversario della Casa del volontariato di Carpi. Al termine aperitivo per tutti. [Volantino]
Cesena (FC), il 3 dicembre si terrà una marcia attraverso il centro della città, con partenza da Piazza della Libertà alle ore 9:45. Da Piazza della Libertà passando dal Teatro Bonci, dalla Barriera, dal Duomo fino a Piazza del Popolo, il Centro diurno Don Oreste Benzi insieme alle associazioni del territorio che operano con persone con disabilità e agli studenti di alcune classi dell’Istituto Versari-Macrelli, e della scuola elementare 3° Circolo Carducci, della Scuola media Viale della Resistenza e della Scuola elementare di Calisese, intende incontrare la cittadinanza e le autorità istituzionali e spronare la società civile a riflettere sul tema “Io valgo tra arte di vivere e operosità”. Durante il corteo si susseguiranno azioni artistiche, un flashmob proposto dagli studenti delle scuole e una mostra attiva con le opere dei vari Centri in Piazza del Popolo. [Volantino]
Rimini, il 3 dicembre si terrà una marcia per le vie della città animata da Francesco Tonti con ritrovo alle ore 10 presso “L’invaso” del Ponte di Tiberio.
Alle ore 16 presso la Sala della Cineteca di Rimini si terrà la tavola rotonda sulla qualità della vita delle persone disabili, con interventi di: Giampiero Griffo, Coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e Presidente della Rete Italiana Disabilità e Sviluppo; Giovanni Sapucci, Direttore CEIS Rimini; Filippo Borghesi, Cooperativa “La Fraternità”; Sabrina Marchetti, Presidente Associazione “Crescere insieme” Rimini; Sara Bolognesi della Cooperativa “L’aquilone” e Yousef Hamdouna dell'Associazione Educaid Rimini. [Volantino]
Sorso (SS), il 2 dicembre la Cooperativa San Damiano celebrerà il 20° anniversario della sua fondazione con diverse iniziative collegate all'evento nazionale IO VALGO. Il 3 dicembre una marcia itinerante, con tappe tematiche animate attraverso forme di linguaggio come la musica, il ballo, la pittura e con testimonianze, partirà dalla sede operativa della Cooperativa a Sorso (SS) in via Tirso, percorrerà alcune vie del paese, per concludersi nella piazza del Comune e coinvolgerà le scuole, i movimenti, le associazioni e rappresentanti delle amministrazioni pubbliche. Il 4 e 5 dicembre sarà la volta della proiezione del film Solo cose belle, presso la Sala della Biblioteca comunale "Salvatore Farina" di Sorso (SS). E il 6 dicembre si terrà la celebrazione eucaristica nella parrocchia San Pantaleo. L'evento prevedrà anche la diffusione di una raccolta di storie della Cooperativa tra radici, territorio e nuove sfide. [Volantino]
Acireale (CT), il 3 dicembre spettacolo della compagnia teatrale Apg23 presso l'Istituto penitenziario minorile. Al termine insieme ad alcuni detenuti (che possono usufruire del permesso per uscire) e altre associazioni, si terrà il corteo fino a Piazza Duomo dove verrà presentata una Rassegna artistica promossa da "Arte migrante", volontari, giovani e con il supporto del Comune di Acireale e di commercianti della zona che offriranno un rinfresco. Le iniziative si moltiplicheranno anche a Catania e a Scicli (RG) con laboratori, attività musicali per finire il 13 a Trapani con un incontro sul tema della sofferenza come valore aggiunto. [Volantino]
Bologna (BO), il 6 dicembre, tradizionale appuntamento al Bowling di San Lazzaro alle 9.30 con i venti centri diurni socio-educativi ed occupazionali del bolognese, del ferrarese e del riminese, insieme agli studenti dell'Istituto Majorana. A seguire flash mob e pranzo all'Arci. Alle 15.30 in Piazza Bracci, l'evento continua in Piazza Bracci con Happy hand on Ice ovvero un'iniziativa sportiva di "condivisione sul ghiaccio". [Volantino]
Forlì (FC), la Wheelchair basket Forlì ASDC AG23, “braccio sportivo” della Papa Giovanni, promuoverà l'iniziativa IO VALGO. Per la prima volta il basket in carrozzina entra a far parte della grande famiglia della pallacanestro nazionale UISP. [Volantino]
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
26/11/2019
La Fondazione Don Oreste Benzi ha pubblicato il bando del Premio internazionale “Don Oreste Benzi. Dalla parte degli ultimi”. Il lancio del premio giunge all'indomani della chiusura della fase diocesana dell’Inchiesta sulla vita, virtù e fama di santità del prete dalla tonaca lisa, avvenuta sabato scorso presso il Duomo di Rimini. La causa di beatificazione continuerà a Roma.
Il Premio, giunto alla seconda edizione, verrà assegnato a chi si sia particolarmente distinto in attività volte alla liberazione delle donne vittime dello sfruttamento ai fini della prostituzione. Per questa ragione il premio viene lanciato il 25 Novembre in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne.
Don Benzi fu il primo in Italia a lottare contro il moderno sistema prostitutivo. Il sacerdote dalla tonaca lisa iniziò la sua battaglia per la liberazione delle prostitute nel 1989 dopo che incontrò una donna alla stazione di Rimini che gli svelò l'orrore che si celava dietro maliziosi sorrisi. A metà degli anni '90 don Benzi intuì per primo che bisognava portare l'attenzione non solo verso i trafficanti ma anche verso i consumatori, l'altra faccia di questo turpe mercato. Iniziò quindi a rivolgersi ai clienti, maschi italiani, spesso padri di famiglia. “Le ragazze sono schiave e i clienti sono complici” ripeteva.
Il termine ultimo per le presentazioni delle candidature è il 29 febbraio 2020. Chiunque potrà presentare le candidature. Una votazione on-line sarà aperta a tutti nel periodo dal 13 al 26 aprile 2020. Quest'anno la Giuria sarà composta dal Vescovo Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, Presidente di Giuria; Lucia Bellaspiga, scrittrice e giornalista del quotidiano Avvenire; Irene Ciambezi, scrittrice e giornalista, volontaria anti-tratta della Papa Giovanni.
Il Premio verrà consegnato durante l’Assemblea Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII che si svolgerà nel mese di giugno 2020.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/11/2019
«Riuscirò a farmi santo?», si chiedeva in uno scritto del 1958 il giovane sacerdote riminese di ritorno dagli Stati Uniti, dove si era recato per raccogliere fondi con cui avrebbe dato vita alla sua opera, diffusa oggi in 42 Paesi del mondo.
Fa un ulteriore passo, con la chiusura della fase diocesana, il processo per la causa di beatificazione di Don Oreste Benzi. L'appuntamento è per sabato 23 novembre 2019, nella Cattedrale di Rimini, alle 15:30.
Sarà possibile seguire l'intero evento in diretta streaming anche attraverso il sito www.fondazionedonorestebenzi.org.
«Si può parlare di un santo. Si può parlare a un santo. Si può far parlare un santo. Don Oreste non è ancora stato proclamato santo, neanche beato, ma noi non saremmo qui, oggi, se la sua vita non parlasse di santità» raccontava il Vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi il 27 settembre 2014, alla cerimonia di apertura della causa di beatificazione.
Causa di beatificazione di Don Oreste Benzi, cosa avverrà adesso
La tensione interiore di don Oreste Benzi si è trasformata negli anni in un programma di vita, che lo ha portato ad essere il sacerdote dei poveri, dei diseredati, dei bambini abbandonati, dei disabili, dei tossicodipendenti, delle donne schiavizzate dalla prostituzione, di tutti coloro che avevano bisogno di una parola, di una guida, tanto da essere definito da Benedetto XVI «l’infaticabile apostolo della carità». L'intervista di Nicoletta Pasqualini al giudice Giuseppe Tognacci.
Giudice, cosa avverrà la chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione di Don Oreste?
«Terminata l’inchiesta ci sarà la sessione di chiusura pubblica della fase diocesana del processo – così come è stata pubblica quella di apertura – in cui tutti i componenti del tribunale presteranno nuovamente giuramento. Si sigilleranno gli scatoloni contenenti i documenti, che verranno poi spediti alla Congregazione delle cause dei santi.»
Quanti testimoni avete ascoltato?
«131 persone. Oltre 90 sono stati presentati dalla postulazione, altri convocati d’ufficio, perché alcuni testimoni hanno indicato altre persone durante l’interrogatorio, che a loro avviso meritavano di essere ascoltate, permettendo di ampliare la conoscenza di don Oreste.»
Un lavoro lungo e metodico, a quanto pare.
«Dipende dal testimone. Diciamo che mediamente ha richiesto per ciascuno cinque mattinate di incontro.»
Don Oreste, almeno pubblicamente, non parlava del suo stato di salute, eppure il suo cuore ha ceduto. È emerso qualcosa su questo aspetto?
«Chi gli era vicino aveva consapevolezza del suo stato di salute e non era affatto ignaro di come don Oreste si rapportava alla sua condizione di salute. Che lui non ne parlasse apertamente è vero. Dall’ascolto dei testimoni si può perfettamente ricostruire ed essere a piena conoscenza di tutta la parabola clinica di don Oreste, fino alla sua morte.»
Si è fatto qualche idea di come lui ha affrontato tutto ciò?
«Don Oreste era cosciente della sua condizione di salute, seria e meritoria di maggiori attenzioni e cure, ma per tutta la sua storia, ben consapevolmente, ha deciso di non fermarsi se non con la morte.»
Dunque non ha anteposto la sua salute alla salvezza delle anime?
«Questo lo può dire solo il Signore. Chi lo può misurare? Non sta a me e neppure posso dire cosa è emerso. L’impressione che mi sono fatto è che lui abbia risposto ad una verità, ad una responsabilità che sentiva totalmente sua. Aveva il senso dell’eterno. Se il sacerdote è chiamato ad essere dono di sé, non aveva senso per lui risparmiarsi per un anno e mezzo di vita in più, perché tanto non finisce niente con la morte, anzi, la morte non è altro che un passaggio in cui si compie tutto e non finisce nulla. Un pensiero che lui ha esplicitato nella celeberrima frase di “Pane Quotidiano”.» (nel commento del 2 novembre 2007, giorno che ha coinciso proprio con la sua morte – ndr)
Come tribunale vi siete recati nei luoghi dove don Oreste è vissuto.
«Tra i luoghi visitati sorprende in particolare la casa canonica: un luogo di estrema semplicità, caratteristica che appartiene anche a tante altre case canoniche delle nostre parti costruite in quel periodo. Ma se pensiamo alla notorietà di don Oreste, un prete che ha viaggiato come pochi, ai vari livelli di frequentazione – era uno che contattava anche il Presidente del Consiglio dei Ministri – al giro di risorse materiali che ha avuto tra le mani per portare avanti la sua opera, questo rimarca ancora di più non solo l’essenzialità ma anche l’estrema povertà in cui viveva.»
Che idea si è fatto di questo sacerdote in odore di santità?
«Non è facile far emergere dai testimoni tutto quello che è stato veramente don Oreste. Mi rimane una domanda: questo sacerdote dalla vita così intensa, immersa nella profondità del vissuto degli uomini, con tutte le luci e le ombre, le comprensioni e incomprensioni che avrà dovuto vivere, la sequela alla sua proposta ma anche l’avversione e l’abbandono, con chi ha avuto la possibilità di raccontare se stesso nella profondità della sua anima di prete? Non solo essere guida e trascinatore, come è stato, ma poter raccontare di sé da fratello o magari anche da figlio.»
Forse raccontava direttamente al Padreterno.
«Può essere…»
Lei come sacerdote cosa si sente di aver ricevuto da questa esperienza di giudice per la causa di don Oreste?
«Tanta soddisfazione nel poter comunicare con una grande anima sacerdotale. Da bambino sentivo i miei genitori parlare di don Oreste con stima e ammirazione e mai avrei potuto pensare di trovarmi in questa vicenda: uno stupore rimasto vivissimo fino ad oggi. Un altro aspetto è che questo impegno e servizio mi ha permesso di entrare in una relazione di conoscenza e stima con varie persone che altrimenti non sarebbero mai entrate nella mia vita e questo mi fa vedere certi frutti di bene impensabili e inimmaginabili.»
Le prime tappe della causa di beatificazione di Don Benzi
27 ottobre 2012
Il responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, consegna la richiesta di avvio della causa di canonizzazione
al Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, al termine del convegno Don Oreste Benzi, testimone e profeta per le sfide del nostro tempo.
24 ottobre 2013
La postulatrice Elisabetta Casadei consegna a monsignor Lambiasi, la richiesta formale di aprire la causa, dopo un anno di ricerche circa la “fama di santità” di don Benzi, sostenuta da molte lettere tra cui quelle di 9 cardinali, 41 vescovi italiani e 11 vescovi e arcivescovi stranieri, oltre a vari movimenti ecclesiali e, naturalmente, la Comunità Papa Giovanni XXIII.
3 gennaio 2014
Nulla osta da parte della Congregazione delle cause dei Santi
31 marzo 2014
Parere favorevole della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna
8 aprile 2014
Decreto di avvio della causa. Il vescovo Lambiasi lo rende pubblico.
27 settembre 2014
Cerimonia pubblica di apertura della causa di beatificazione di don Oreste Benzi nella chiesa della parrocchia La Resurrezione, da lui fondata nel 1968 e che per 32 anni ha avuto il sacerdote riminese come parroco.
Una curiosità: il processo ha inizio lo stesso giorno dell’apertura della causa di canonizzazione della sua figlia spirituale Sandra Sabattini avvenuta il 27 settembre 2006. Sandra il 6 marzo 2018 è stata dichiara “venerabile” da Papa Francesco.
Come è costituito il Tribunale Ecclesiastico
Giudice delegato: don Giuseppe Tognacci; padre Victorino Casas Liana promotore di giustizia fino a maggio 2019. Tornato al Padre ha preso il suo posto don Luigi Ricci. Notaio: Alfio Rossi e il notaio aggiunto Paolo Bonadonna. 131 sono stati i testimoni ascoltati, seguendo una traccia composta da oltre 150 domande. Per saperne di più: leggi su Sempre l'articolo sulla Beatificazione di Don Oreste Benzi
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/11/2019
Nicoleta, Benedicta, Arietta, Christina, Venetita, Lioara, Jennifer, Angela, Andreea Cristina, Evelyn, Sofia, Loveth. Sono i nomi di donne accoltellate, strangolate, avvelenate e persino crocifisse. Sono centinaia le vittime di clienti e sfruttatori uccise negli ultimi anni nell'industria della prostituzione. In occasione della Giornata contro la violenza alle donne, dal 22 al 29 novembre 2019, i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII ricorderanno dieci donne morte lungo le buie strade della prostituzione.
«Sfruttate fino alla morte: donne la cui vita era considerata meno importante delle nostre e quindi dimenticate. Per questo noi continuiamo da anni a ricordarle, pregare per loro e per i loro aguzzini» commenta Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.
«La dignità della donna non si compra. - continua Ramonda - Al contrario si valorizza la bellezza femminile attraverso l’arte, lo sport, la cultura, la maternità, il lavoro, la religiosità. La donna è una risorsa unica per il bene comune».
Gli eventi si terranno a:
Castelfranco Emilia (MO), via Mavora angolo via Emilia Este, venerdì 22 novembre alle ore 18:30.
Firenze, al parco Cristina Zamfir, località Ugnano, lunedì 25 Novembre alle ore 10.00.
Ferentino (FR), in via stazione presso la Parrocchia dei Santi Giuseppe e Ambrogio, lunedì 25 Novembre alle ore 20.30.
Verona, Borgo Croce Bianca, via Lucio III 3 presso la Chiesa di Ognissanti, mercoledì 27 Novembre alle ore 20.30.
Bologna, Borgo Panigale mercoledì 27 Novembre alle ore 20.30.
Moncalieri (TO), presso la Collegiata di S. Maria della Scala e S. Egidio, venerdì 29 Novembre alle ore 18.00
Castellana Grotte (BA), S. Messa presso casa di accoglienza "Il sogno di Giuseppe"
Senigallia (AN), ore 17.30 tavola rotonda
La Comunità di don Benzi intende rilanciare con questi eventi la Campagna di sensibilizzazione Questo è il mio Corpo per la liberazione delle donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale. La campagna ha raccolto fino ad oggi oltre 31.000 firme per chiedere al Parlamento che anche in Italia sia approvata una legge basata sul cosiddetto modello nordico, in cui i clienti sono considerati corresponsabili dello sfruttamento della condizione di vulnerabilità della donna e pertanto vengono sanzionati.
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
14/11/2019
«La prostituzione è una schiavitù sessuale, non un'autonomia. Non è libero chi è costretto da altri o da condizioni disagiate. L'idea del Governatore Fontana di considerare la legalizzazione della prostituzione come materia dell'autonomia regionale renderebbe la Lombardia una terra di schiavitù, non di libertà». E' quanto afferma Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Papa Giovanni XXIII, in merito alle dichiarazioni del presidente della Lombardia, Attilio Fontana.
«Le "necessità fisiologiche" dei clienti maschi lombardi, per usare le parole di Fontana, - continua Ramonda - sfruttano donne rese schiave del racket, vittime di violenza. In Italia lo sanno tutti, anche i cosiddetti clienti che, incuranti, approfittano della condizione di vulnerabilità delle donne. La Lombardia non sia complice ma liberi le donne dalla prostituzione».
La Comunità Papa Giovanni XXIII in 30 anni di attività ha liberato dalla strada migliaia di ragazze vittime del racket della prostituzione. Il fondatore don Oreste Benzi fu il sacerdote che per primo in Italia ha combattuto l'industria della prostituzione che viola e svaluta la dignità della donna. Ogni settimana la Comunità è presente con 30 unità di strada e oltre 150 volontari per incontrare le persone che si prostituiscono e proporre la liberazione immediata. Promuove, insieme ad un cartello di associazioni l'iniziativa Questo è il mio Corpo, campagna di liberazione per le vittime della tratta e della prostituzione. La proposta, ispirata al modello nordico, ha l'obiettivo di ridurre sensibilmente il fenomeno colpendo la domanda e sanzionando i clienti delle persone che si prostituiscono.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
11/11/2019
Lo scorso 4 novembre l’Italia, rappresentata a Ginevra da una delegazione guidata dal sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, e dal presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani, Fabrizio Petri eÌ€ stata oggetto delle osservazioni nel corso del meccanismo dell’ "Universal Periodic Review" (UPR) Revisione Periodica Universale del Consiglio ONU per i Diritti Umani che controlla ogni cinque anni (in precedenza ogni quattro) l’operato di tutti gli Stati membri in materia di diritti umani.
L’Associazione ComunitaÌ€ Papa Giovanni XXIII (APG23) eÌ€ impegnata in questa procedura sin dal 2011 e ha presentato diversi rapporti di monitoraggio per i vari Paesi in cui eÌ€ presente nei cinque continenti. (link al sito APG23 upr). Rispetto a questo nuovo ciclo di revisione, il terzo all’Italia, eÌ€ intervenuta presentando le proprie raccomandazioni (link al report Ita con i vari Annex APG23 upr) e partecipando attivamente a alla pre- sessione avvenuta lo scorso ottobre; le Ong e le Associazioni hanno potuto rivolgersi direttamente al rappresentante italiano alle Nazioni Unite e fare advocacy con le delegazioni degli Stati del Consiglio. La APG23 infatti eÌ€ stata selezionata con un suo speaker per esporre oralmente uno statement in pubblica assemblea nella pre-sessione di lavoro, riguardo la propria esperienza e condivisione col popolo Rom.
Durante la sessione finale di esame del 4 Novembre, i Paesi membri hanno tenuto ampiamente in considerazione, oltre al report fornito dal nostro Governo e dalle Agenzie delle Nazioni Unite, quanto espresso e raccomandato dalle ONG.
Con particolare soddisfazione segnaliamo quelle dirette a rafforzare strategie per combattere atti di discriminazione, controllare i discorsi che incitano all’odio e la marginalizzazione dei gruppi piuÌ€ vulnerabili (in particolare migranti, comunitaÌ€ rom), promuovendo una cultura di interculturalitaÌ€ e pluralismo e in specifico le domande avanzate in anticipo per iscritto rispetto al dialogo interattivo di Germania, Regno Unito ed Irlanda (link al documento) per quanto concerne la minoranza Rom. Le domande infatti riflettono ampiamente l’oggetto dello statement orale portato dalla APG23 alla pre-session,discriminazione, sgomberi forzati e soluzioni alloggiative in applicazione della Strategia Nazionale di Inclusione che necessita di una effettiva implementazione oltre a quanto segnalato da altri rapporti della societaÌ€ civile.
Di grande importanza anche l’esigenza e la necessitaÌ€ ribadita da diversi Stati di ripristinare l’effettivo funzionamento dell’Osservatorio Nazionale sull’Infanzia e Adolescenza chiarendone ruoli e funzioni raccomandazione specifica indicata nel rapporto APG23.
A seguito poi delle tante convergenze dei rapporti delle Ong e Associazioni (tra cui APG23) sul tema migratorio per interventi diretti ad abolire e/o emendare i due recenti Decreti Sicurezza, si eÌ€ richiamata l’Italia ad assicurare e rispettare il principio di non refoulement e urgentemente ratificare la Convenzione sui Diritti dei Migranti Lavoratori e delle loro Famiglie. Considerata la grave situazione e l’emergenza del fenomeno, eÌ€ stato richiesto urgentemente che il Paese predisponga un sistema di monitoraggio della tratta e sfruttamento di persone e di migranti, inoltre, che si rafforzi, e non si osteggino, i sistemi di salvataggio in mare delle Ong.
Degna di ulteriore nota la raccomandazione per la sottoscrizione del The Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration richiesta parimenti contenuta anche nel rapporto di monitoraggio APG23 e quanto mai urgente.
In attesa dell’uscita ufficiale del Report del Working Group UPR (c.d. Item 6) dove leggeremo in modo puntuale tutte le singole raccomandazioni per settori e temi di intervento e capiremo quante e quali delle indicazioni delle varie Ong e Associazioni intervenute nella procedura saranno accolte dagli Stati raccomandanti, riteniamo di rilievo sottolineare, nel sommario che sintetizza e le osservazioni della societaÌ€ civile (link) la novitaÌ€ attribuibile ad APG23 della richiesta dell’implementazione del c.d. “Modello Nordico” per cioÌ€ che riguarda la violenza di genere derivante dal sistema prostituente come esplicitamente consigliato dalla Risoluzione del Parlamento Europeo nel 2014 (c.d. Risoluzione Honeyball)5.
La procedura di Revisione Universale (UPR) eÌ€ uno degli strumenti internazionale di tutela dei diritti umani che piuÌ€ di altri consente alla societaÌ€ civile di interloquire con le istituzioni delle Nazioni Unite e ne eÌ€ certamente riconoscibile come uno dei principali strumenti di democratizzazione e per il nostro Paese come ricordato anche dall’On. Manlio Di Stefano, Sotto Segretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione, i diritti umani hanno grande e imprescindibile significanza nelle politiche interne, presidio irrinunciabile per la convivenza pacifica e la coesione sociale che trova preciso riferimento nella Costituzione Italiana.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/10/2019
Il 31 ottobre, la “notte prima dei Santi” don Oreste Benzi non perdeva mai l’appuntamento con la strada, con i suoi poveri. Amava andare in discoteca tra i giovani, la notte di Halloween, con il sorriso disarmante e contagioso. Lo fece anche il 31 ottobre 2007, poche ore prima di morire.
Dopo 12 anni, il prossimo 23 novembre, si chiude la prima fase, quella diocesana, del processo di canonizzazione e beatificazione di questo grande testimone della fede.
E il 31 ottobre e il primo novembre la Comunità Papa Giovanni XXIII, i suoi amici, la sua città, vogliono ricordarlo, come una persona viva, facendo quello che lui amava fare.
Le case di accoglienza della Comunità aprono le porte, tutti possono andare a conoscere gli esclusi a cui don Oreste ha dedicato la vita, e le tante persone che hanno aperto la famiglia e il cuore. Poi si può andare con le unità di strada della Comunità, a incontrare persone senza fissa dimora, richiedenti asilo, donne vittime di tratta, detenuti in pena alternativa, giovani in cammino per uscire dalla tossicodipendenza, nomadi, ragazzi con handicap. In piazza Cavour il consueto appuntamento con la biblioteca vivente. Qui le storie di riscatto, gioia o sofferenza di ragazzi che hanno trovato il senso della propria vita: diventeranno dei libri viventi da ascoltare.
Tutta la sera il santuario di sant’Antonio da Padova (Paolotti) rimarrà aperto per l’adorazione e le confessioni. All’una di notte il vescovo monsignor Francesco Lambiasi celebrerà la messa.
Il primo novembre la mattina tutti i giovani e i partecipanti ai gruppi di condivisione si troveranno alla casa per ferie “Stella Maris” in viale Regina Margherita 18 per una mattinata di dialogo e confronto sulle esperienze vissute.
Sempre il primo novembre alle 14,30 al cimitero di Rimini la preghiera per i bimbi mai nati. Il 2 novembre nella Parrocchia della Resurrezione (Grottarossa) la celebrazione eucaristica, sempre con Monsignor Lambiasi.
Don Oreste travolgeva tutti, e ai ragazzi proponeva un “Incontro simpatico con Cristo”, un Cristo vivo che si incontra nelle periferie, tra gli scartati, un incontro che dà un senso alla vita. Tanti giovani lo sperimentano ogni giorno, nelle realtà e nella vita Comunità Papa Giovanni XXIII.
E’ un invito a cui, anche solo per una notte, ognuno può rispondere, basta andare sul sito www.donreste.it e iscriversi a una delle attività di condivisione del 31 ottobre.
“Se ai giovani chiedi poco ti danno poco, se chiedi tanto ti danno tutto”: don Benzi ha sempre lottato per dare ai giovani alternative alla noia e al nonsenso, per mostrargli “mondi vitali nuovi”, che li aiutassero a diventare “come un rullo compressore vivente che non lascia tranquillo nessuno”. “Non scendete a compromesso – li esortava -. Riappropriatevi della gestione della società. Siete stati sradicati dalle vostre origini, vi è stato tolto il futuro dalle mani, siete costretti a consumare emozioni. Per il sistema è meglio che siate drogati!”
Ai giovani di Rimini la Comunità Papa Giovanni XXIII nell’estate 2019 ha proposto 5 campi estivi (elementari, medie e superiori per le età 18-30 anni e over 30) e due campi di condivisione.
Diversi riminesi scelgono il servizio civile nelle strutture della Comunità, o decidono di partire per la missione o con il Corpo nonviolento di Pace, Operazione Colomba. Molti sono anche quelli che, da altre regioni Italiane, vengono a Rimini a conoscere la Papa Giovanni e la figura di don Oreste: nel 2019 la Comunità a Rimini ha accolto 2.963 giovani.
Iscrizioni e volantino
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/10/2019
Esce domani, sabato 26 Ottobre, il nuovo libro intervista di don Oreste Benzi, “Don Oreste Benzi. Ribellatevi! Intervista a un rivoluzionario di Dio”, pubblicata dalla casa editrice Sempre. Il Vangelo è un testo rivoluzionario e non deve essere edulcorato riducendo il cristianesimo a una serie di pratiche devozionali. È la tesi che attraversa le pagine del libro. Il libro giunge in un momento particolarmente significativo per il sacerdote dalla tonaca lisa: il 23 novembre, infatti, si chiuderà la fase diocesana della causa di beatificazione e l’iter proseguirà poi a Roma presso la Congregazione per le cause dei Santi.
Le posizioni di don Benzi sono non scontate, spesso scomode. Sulla Chiesa, ad esempio, esprime un'idea innovativa: «Perché non rivedere il modo di scegliere i vescovi estendendo ai fedeli, come dice Sant’Ambrogio, la possibilità di esprimere delle indicazioni sulle quali poi si pronuncia il Papa, salvo sempre il suo diritto di nominare anche altri? A mio parere ci sarebbe un risveglio stupendo di partecipazione alla vita della Chiesa».
Gli autori sono Alessio Zamboni e Nicoletta Pasqualini, marito e moglie, entrambi giornalisti del periodico “Sempre” fondato dallo stesso don Benzi. «Dopo la morte di don Benzi, avvenuta il 2 novembre di dodici anni fa, sono stati pubblicati diversi libri che lo riguardano – spiegano – ma questo è un testo particolare: si sente la voce di don Oreste, è lui che parla».
L’idea è venuta dal desiderio di approfondire l’ultimo intervento pubblico di don Benzi durante la settimana sociale dei cattolici a Pisa, il 19 ottobre 2007, considerato il suo testamento spirituale. «La gente si sente tradita tutte le volte che ripetiamo parole di speranza ma non c’è l’azione - disse don Benzi in quell’occasione -. Cos’hanno lasciato i cattolici? Hanno lasciato la devozione, ma la devozione senza la rivoluzione non basta! Soprattutto le masse giovanili non le avremo mai più con noi se non ci mettiamo con loro per rivoluzionare il mondo.»
Scavando nel loro archivio, recuperando le interviste fatte a don Benzi in tanti anni di collaborazione, i due giornalisti hanno potuto constatare come questo concetto sia una chiave di lettura per comprendere l’intera opera di don Oreste Benzi. «Rileggendo quei testi, ascoltando le registrazioni per controllare che non si fossero perse parti significative, noi stessi siamo stati colpiti dalla forza dirompente e dall’attualità delle analisi e delle soluzioni da lui proposte su temi che riguardano la Chiesa, come l’allontanamento crescente da parte dei giovani, ed emergenze sociali ed educative come droga, prostituzione, carcere, disgregazione della famiglia. Per questo abbiamo sentito il bisogno di condividere questo tesoro prezioso che avevamo accumulato».
Il libro si apre con un inedito: una lunga intervista pubblica, trascritta per l’occasione, in cui don Oreste racconta davanti ad una platea di giovani gli episodi più significativi della sua vita, il perché delle sue battaglie, e rivolge loro un invito: «Ribellatevi, non potete fare la pace con il male!».
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/10/2019
«E' una grande svolta che riconosce il valore di quanti, come noi, lavorano per la rieducazione dei detenuti come sancito all'art. 27 della nostra Costituzione. Finalmente oggi si dice che la pericolosità è relativa: una persona condannata, che giustamente deve pagare per i suoi delitti, può riscattarsi e cambiare vita». E' quanto afferma Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, alla notizia che la Consulta ha dichiarato incostituzionale l'ergastolo senza permessi.
«Fino a ieri l'Ergastolo ostativo, il “fine pena mai”, significava negare alla persona ogni speranza. - continua Ramonda - Oggi invece possiamo affermare che è giusto dare un'opportunità alla persone di riparare al danno commesso e di cambiare vita. La vera giustizia non consiste nella vendetta».
Le Comunità per Carcerati. La Comunità di don Benzi gestisce 6 Comunità Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l'accoglienza di carcerati che scontano la pena, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli nelle strutture e nelle cooperative dell'associazione. La prima casa è stata aperta nel 2004. Ad oggi sono presenti 61 detenuti. Negli ultimi 10 anni sono state accolte 565 persone. Nell'ultimo anno le giornate di presenza sono state 12.199.
La recidiva crolla. Per chi esce dal carcere la tendenza a commettere di nuovo dei reati, la cosiddetta recidiva, è il 75% dei casi. Invece nelle comunità della Papa Giovanni, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli, i casi di recidiva sono appena il 15%.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/10/2019
«Don Benzi è stato un profeta che ha condotto un popolo di laici sulla via della Santità. La prossima beatificazione di Sandra Sabattini ne è la dimostrazione: Sandra fa splendere don Oreste e viceversa». E' il commento di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha commentato con grande soddisfazione la notizia della chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione per don Oreste Benzi il prossimo 23 Novembre. Notizia che arriva pochi giorni dopo la conferma che Sandra Sabattini, cresciuta nella Comunità di don Benzi, sarà proclamata Beata il prossimo anno.
Il processo. 131 testimoni ascoltati dal Tribunale Ecclesiastico Diocesano presieduto da don Giuseppe Tognacci. Centinaia di pubblicazioni raccolte. Migliaia di scritti inediti spesso appuntati su pezzi di carta volante. La causa di beatificazione di don Benzi era stata aperta il 27 Settembre 2014. In solo cinque anni, fatto assai raro, si è giunti alla conclusione della fase diocesana. Tutto il materiale raccolto sarà sigillato per essere poi inviato in Vaticano in seno alla Congregazione per le Cause dei Santi.
Don Oreste Benzi. Nato nel 1925, salito al cielo il 2 Novembre 2007. Fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha speso tutta la sua vita a favore degli ultimi. Giovane sacerdote nell'Italia martoriata del dopoguerra, si impegnò da subito a favore dei giovani, cui propone «un incontro simpatico con Cristo». Nel 1968 con un gruppo di giovani ed alcuni sacerdoti diede vita all’Associazione Papa Giovanni XXIII. Nel 1973 aprì la prima Casa Famiglia a Coriano, sulle colline riminesi. Il carisma di don Benzi - la condivisione della vita con gli ultimi - è oggi diffuso in 42 paesi nei 5 continenti.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
08/10/2019
L’evento di piazza di Un Pasto al Giorno è tornato anche quest’anno in tante piazze d’Italia.
Due giorni per portare avanti il grande sogno di don Oreste Benzi: garantire un pasto a chi soffre la fame. Due giorni di incontri e di confronto. In tanti si sono avvicinati ai banchetti bianchi e blu: chi incuriosito dal cofanetto di #IOSPRECOZERO, chi invece dalla nostra presenza.
I volontari della Comunità non sono solo portavoce di questa grande missione ma sono anche amici con i quali fermarti a parlare della tua giornata, scambiarti un saluto. Si parla di antispreco, sostenibilità, e di come questi temi siano legati all’ingiustizia della fame nel mondo e, soprattutto, si parla di umanità e la si vive condividendo insieme il proprio tempo.
C’è chi ha voluto sapere tutto sulla campagna di Un Pasto al Giorno perché ancora non ci conosceva, c’è chi invece si è avvicinato ai banchetti sapendo già che avrebbe trovato il nuovo volume del libro, c’è chi ha preso il cofanetto per regalarlo ad una cara amica… questo è Un Pasto al Giorno, è un nuovo incontro ma anche un ritrovarsi, per andare avanti insieme verso un cammino di giustizia.
Grazie a tutti voi, grazie di cuore a chi ha deciso di sostenerci, di far buon uso delle nostre parole. Grazie ai volontari che ogni anno si mettono in gioco per garantire le risorse necessarie per distribuire 7 milioni e mezzo di pasti nel mondo.
Come recita la maglietta blu dei nostri volontari “finché gli ultimi mi trovate qui”, e noi ci saremo anche il prossimo anno, insieme a voi, per cambiare davvero le cose.
Vuoi iniziare adesso?
Visita il sito unpastoalgiorno.org e richiedi subito il cofanetto di #IOSPRECOZERO!