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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
30/11/2020
Giornata disabilità : Io Valgo, Capaci di vivere e volare
«Se è cambiato l’approccio alla disabilità, parte del merito è indubbiamente di don Oreste Benzi. Il servo di Dio ebbe infatti varie intuizioni, a partire dalla “grande scelta delle case-famiglia”, diventate in tutto il mondo un modello educativo e di emancipazione sociale. Come lui stesso affermava, “le membra che sembrano le più deboli sono anche le più necessarie”». Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha aperto così i lavori di Io Valgo, l'evento dedicato alla disabilità, edizione 2020.  Leggi su La Luce Di Maria il reportage completo; qui il video integrale dell'evento:   L'evento ha raccolto storie e testimonianze di crescita nella disabilità, provenienti da tutta Italia, raccolte dall titolo CAPACI DI VIVERE E DI VOLARE.  LÈ stato condotto da Andrea Sarubbi, con interventi di: Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII, Enrico Miatto docente di pedagogia speciale IUSVE, Chiara Griffini, psicologa e psicoterapeuta, Cristina Brugiafreddo, responsabile del servizio inserimento lavorativo Consorzio Monviso Solidale, Filippo Borghesi, coordinatore servizio educativo “La Luna” , cooperativa sociale La Fraternita’. Occasione è stata la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità del 3 dicembre 2020, istituita nel 1981 per sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita, superando ogni forma di discriminazione e violenza. L'evento si è inserito all'interno della rassegna #dirittoalcuore, teatro, danza e parole, promossa da EducAid con il contributo della Regione Emilia-Romagna e la collaborazione di RIDS - Rete Italiana Disabilità e Sviluppo. Diceva Don Oreste Benzi: «Nessuno è così povero da non aver nulla da dare e così ricco da non aver bisogno dell’aiuto di qualcuno; non c’è chi salva e chi è salvato, ma ci si salva assieme».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
26/11/2020
Il regalo di Natale più bello? Quello che conta davvero
Questo Natale il regalo assume un significato ancora più profondo. Se non potremo ritrovarci e stare insieme, sarà il nostro dono a farci sentire più vicini.  Per questo ti invitiamo a fare un dono che conta davvero e scegliere i tuoi regali su shop.apg23.org, il negozio online solidale della Comunità Papa Giovanni XXIII che raccoglie la ricchezza creativa delle tante realtà, Cooperative sociali e soprattutto delle persone speciali che vivono con noi. Troverai prodotti speciali, unici, fatti a mano, di qualità che arrivano dalle nostre realtà di accoglienza in Italia e nel mondo. Prodotti realizzati da persone con disabilità o con difficoltà a cui nessuno dava valore, che diventano artigiani, professionisti e grazie al lavoro recuperano la dignità persa e ricostruiscono il proprio futuro. #FOTOGALLERY:natale-lavoro# Le Cooperative Sociali e i progetti lavorativi della Comunità Papa Giovanni XXIII in Italia e all'estero sono al lavoro da tempo per dar vita a regali unici, ciascuno dei quali racconta una storia che vale la pena ascoltare, e quest'anno la proposta solidale della Comunità Papa GIovanni XXIII è ancora più ricca: presepi, idee regalo per i più piccoli, calendari dell’avvento, accessori per l’abbigliamento, oggetti religiosi, poster e quadri, decorazioni natalizie, oggetti della linea #iosprecozero, cesti alimentari biologici e tanto altro.  #FOTOGALLERY:nataleapg23#   Quale occasione migliore del Natale per regalare ciò che conta davvero? Ogni acquisto contribuisce a dare una casa e una famiglia a chi è solo, un pasto a chi aveva fame, una speranza a chi aveva perso tutto. Non solo un oggetto, ma una vita che cambia.  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/11/2020
Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne
Secondo i dati della Commissione europeamì, tra il 2010 e il 2016 le donne e le ragazze cinesi hanno costituito il terzo più grande gruppo di vittime d’Europa nonostante ne siano state identificate in un anno (tra il 2015 e il 2016) solo 739. Il grido silenzioso delle vittime cinesi viene raccontato dal Report INTAP, documento recentemente pubblicato, da Caroline Sander, consulente e ricercatrice dellÂ’organizzazione viennese Herzwerk impegnata al fianco delle vittime di tratta. Leggi l'articolo di semprenews.it   Dal 2019 la Comunità Papa Giovanni XXIII è partner del progetto europeo INTAP - Approccio intersezionale al processo d'integrazione in Europa per sopravvissute alla tratta di esseri umani a fini sessuali dalla Nigeria e dalla Cina, in particolare donne e madri capitanato dalla rete tedesca antitratta Together Against Human Trafficking (GGHM), insieme ai partner SOLWODI Deutschland eV, The Justice Project, Simon Kolbe dell'Università Cattolica Eichstätt-Ingolstadt e al partner austriaco Herzwerk Wien. Scopo del progetto è promuovere il benessere psicologico e l'integrazione delle donne nigeriane uscite dalla tratta. Le misure del progetto includono, da un lato, il lavoro psicosociale con le vittime nigeriane e cinesi della tratta di esseri umani; dall'altro, sono state condotte e analizzate interviste con sopravvissute ed esperti sulle buone prassi e sugli ostacoli all'integrazione. Alla fine del progetto. I risultati del progetto, il Report e il manuale per gli operatori che ne sono derivati, sono stati presentati a Karlsruhe (Germania) il 13 ottobre scorso.    Info: www.intap-europe.eu
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24/11/2020
Pace giusta fra Palestina ed Israele
Domenica 29 novembre da Assisi si aprirà la videoconferenza per il riconoscimento dello Stato di Palestina, promossa da un ampio arco di reti, associazioni e sindacati. Sono previsti interventi in video-conferenza con ospiti internazionali, rappresentanti delle diverse religioni, testimonianze dalla Palestina e da Israele, esponenti delle associazioni promotrici. La conferenza, sarà inaugurata dal Sindaco di Assisi, Stefania Proietti e dal Vescovo, Monsignor Domenico Sorrentino, in collegamento dalla Cittadella della Pro-Civitate Christiana, e sarà trasmessa in streaming sulla piattaforma Zoom e sulle Pagine Facebook degli organizzatori. L’importante iniziativa si svolge nella Giornata internazionale di Solidarietà con il popolo palestinese, indetta dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per ricordare l'anniversario dell'approvazione della risoluzione 181 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1947 per la creazione di due stati: Israele e Palestina. Da più di 70 anni il mondo attende una pace giusta, fondata sul diritto internazionale e sul reciproco rispetto, come unica alternativa alla guerra, all’occupazione, alla violenza. #FOTOGALLERY:palestina# Da tempo non si vedeva nel nostro paese un cartello così ampio, una coalizione così larga e rappresentativa di diverse sensibilità e settori della società italiana, riuniti per un unico obiettivo condiviso: il riconoscimento dello Stato di Palestina. Le 18 sigle firmatarie rivolgono un Appello alla società civile e alle Istituzioni per la fine delle guerre in Medio Oriente, per applicare in modo coerente e responsabile quanto indicato dalle risoluzioni delle Nazioni Unite, dal diritto internazionale e dagli accordi di pace intercorsi tra le due parti, costruiti sulla soluzione dei due stati per i due popoli. L’Appello si intitola Ora è il momento di riconoscere lo stato di Palestina, per la pace giusta tra Palestina ed Israele. Già 138 su 193 Stati membri delle Nazioni Unite, oltre allo Stato del Vaticano, riconoscono lo Stato palestinese entro i confini antecedenti la guerra del 1967 e con Gerusalemme capitale condivisa. “Chi ha a cuore la pace giusta in Palestina - si legge nell’Appello - non può negare l’esistenza ed il rispetto dello Stato d’Israele, come pure il diritto dei popoli che la abitano ad un proprio Stato in cui vivere in sicurezza, pacificamente e democraticamente”. Israele e Palestina hanno un comune destino: vivere insieme, nel reciproco rispetto, in autonomia ed indipendenza; solo così i due stati potranno sedersi, negoziare per il bene reciproco ed i due popoli potranno riconciliarsi e convivere. Questo è il quadro politico indispensabile per porre fine al confitto territoriale e delegare alle istituzioni dei due stati la responsabilità di garantire la pace, la convivenza e la sicurezza, con il concreto sostegno e con la cooperazione della comunità internazionale. Ancor oggi, invece, l’intero popolo palestinese è sottoposto al regime di colonizzazione e di occupazione militare in Cisgiordania, all’assedio di Gaza portato ai limiti dell'invivibilità, alla discriminazione e violazioni dei diritti umani, come certificato dalle Agenzie delle Nazioni Unite e dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea dell’ONU. “Per queste ragioni - conclude l’Appello - vogliamo far sentire le voci della società civile e religiosa italiana, europea, palestinese ed israeliana, per riaffermare l’urgenza dell’azione politica delle nostre istituzioni per la pace giusta. La pace giusta non può fondarsi su un vincitore ed uno sconfitto ma deve essere frutto del reciproco rispetto ed attuazione del diritto internazionale, unica alternativa alle guerre, all’occupazione, alle violenze ed alle sofferenze provocate”. Il riconoscimento dello Stato di Palestina, dicono i proponenti, non è contro Israele, ma contro l’occupazione militare, ed è uno strumento indispensabile come alternativa politica alla violenza. Il conflitto in corso ha una lunga, tormentata e tortuosa storia alle spalle. Dal 1948 con la dichiarazione unilaterale dello Stato di Israele, passando dalla guerra dei sei giorni del 1967; dalla creazione unilaterale dello Stato di Palestina del 1988, fino agli accordi di Oslo del 1983, sottoscritti dalle due parti; dalla creazione da parte di Israele del Muro di Separazione del 2002, fino all’Assemblea ONU del 2012 che ha riconosciuto lo status dello Stato di Palestina come “no-member observer state”. In mezzo a tutto questo, per 70 anni, c’è stata guerra: una storia di soprusi, di violenze, di attentati, di morti, di macerie, di muri, di sofferenze atroci, che ha dilaniato i due popoli tra di loro ma anche internamente a loro. La guerra vuole distruggere il nemico, ma distrugge anche chi la fa. “La nonviolenza non è soltanto contro la violenza del presente, ma anche contro quelle del passato”, diceva Aldo Capitini, il padre della nonviolenza italiana. E dunque per superare la violenza del passato, occorre riconoscerla e ripararla. È un fatto di giustizia a posteriori. No peace without justice, Non c'è pace senza giustizia. Lo ripete spesso, in tutte le lingue del mondo, Papa Francesco, in linea con i suoi predecessori. "Dove non c’è la giustizia non c’è la pace. La vera pace è frutto della giustizia”. Oggi la giustizia e la pace vogliono il riconoscimento dello Stato di Palestina. Può essere questo il passo tanto atteso per voltare pagina, per scrivere un nuovo capitolo della storia. Lo chiedono insieme, con determinazione e forza, le 18 organizzazioni domenica 29 novembre alle ore 10: Cgil, Cisl, Uil, Agesci, Acli, Anpi, Arci, Associazione comunità Papa Giovanni XXIII, Assopacepalestina, Legambiente, Libera, Centro internazionale studenti Giorgio La Pira, Fondazione Giorgio La Pira, Fondazione Lelio e Lesli Basso, Pax Christi, Piattaforma ong italiane Mediterraneo e Medio Oriente, Pro Civitate Christiana – Cittadella di Assisi, Rete italiana pace e disarmo. Con il patrocinio del Comune di Assisi. Scopri il programma ed iscriviti all'evento    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
18/11/2020
Rivivi The Economy of Francesco
Dopo circa un anno di incontri e webinar 2.000 giovani provenienti da 120 paesi del mondo si incontreranno online – il 19, 20 e 21 novembre - per rispondere alla chiamata di Papa Francesco: costruire un nuovo modello di economia mondiale, un modello etico di finanza, lontano da abusi e speculazioni, e vicino alle fasce sociali più deboli e disagiate. Anche per i giovani della Comunità Papa Giovanni XXIII inseriti in questo percorso, sarà finalmente l’occasione per condividere l'esperienza vissuta, il lavoro e le riflessioni maturate in questi mesi anche assieme agli altri ragazzi dei vari Villaggi Tematici: spazi di dialogo e di confronto, di domande, prospettive e proposte. L’evento potrà essere seguito online non solo dai giovani iscritti e che partecipano in maniera attiva ma anche da tutte le persone interessate a questo tema. Per partecipare è sufficiente collegarsi al sito dell'evento e visitare la pagina dedicata alla diretta streaming. Tutti gli eventi si terranno dalle ore 14 alle ore 18 circa. Per seguire l’evento sui social e leggere le testimonianze dei partecipanti basta cercare l’hashtag ufficiale #francescoeconomy oltre che seguire la pagina Facebook della Comunità. L’evento in presenza, invece, che doveva tenersi a marzo scorso ma che è stato bloccato dalla pandemia – un momento prezioso soprattutto dal punto di vista umano – si terrà ad Assisi, città di San Francesco, nell'autunno 2021, quando la situazione sanitaria permetterà di assicurare la partecipazione di tutti. La Comunità Papa Giovanni XXIII, attraverso i suoi giovani, si presenta a questo appuntamento lanciando il suo decalogo dell’Economia di Condivisione: 10 princìpi che non sono concetti astratti ma spunti di vita dai quali ognuno può attingere per cambiare il proprio modo di vivere, di relazionarsi, con l’ambiente e soprattutto con le altre persone. Lo dimostra la vita nelle oltre 500 realtà della Papa Giovanni dove si cerca di vivere, fare famiglia e fare impresa secondo questi princìpi. Un documento prezioso per la Comunità, che dopo oltre 50 anni di storia arriva a formalizzare questo modello nella speranza che possa essere fatto proprio da chiunque voglia vivere rispettando gli “ultimi” della terra e il Creato. Qui è possibile scaricare il volantino del Decalogo dell’Economia di Condivisione che sarà presto tradotto in lingua inglese per permettere a tutti di poterne fare tesoro. The Economy of Francesco è una bellissima occasione per attivare un processo di cambiamento globale affinché l'economia di oggi e di domani sia più giusta, fraterna e sostenibile, senza lasciare nessuno indietro, soprattutto i più deboli, proprio come ci ha sempre insegnato don Oreste. Le sue parole guidano oggi questi giovani della Comunità, dando loro la forza e la speranza necessarie ad agire per il bene di tutti.   Rivivi The Economy of Francesco 19 novembre 20 novembre 21 novembre
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
17/11/2020
Giornata europea contro gli abusi
In occasione della Giornata Europea per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e la violenza sessuale, Azione Cattolica, Centro Sportivo Italiano e Comunità Papa Giovanni rendono noti i primi dati sulla formazione dei loro associati sul tema. Nelle tre associazioni cattoliche scese in campo contro gli abusi sui minori sono stati ad oggi formati 289 operatori, 97 studenti universitari del corso di criminologia dell'Università di Bologna e altri 317 educatori inizieranno una formazione nei prossimi giorni. Sono i numeri dell'azione di prevenzione degli abusi sessuali sui minori realizzato dalle tre associazione laiche del mondo ecclesiale impegnate nel progetto "Safe", cofinanziato dall'Unione Europea, per formare i propri associati affinché nei rispettivi ambienti, nelle attività e nelle relazioni i minori possano crescere in sicurezza.   — PCPM (@TutelaMinorum) October 2, 2020   Un tema divenuto attuale anche in questo particolare tempo di pandemia. Intervenendo sul tema il Consiglio d'Europa ha segnalato un aumento dei rischi del web: tutti gli indicatori mostrano che la circolazione di materiali abusivi e lo sfruttamento sessuale dei minori online siano aumentati durante il lockdown. Matteo Truffelli, presidente di Azione Cattolica, sostiene che «come anche questo tempo di pandemia ci racconta, rimettere al centro le buone relazioni tra individui e tra generazioni è più che mai fondamentale per alimentare fiducia e speranza in tempi migliori. Ciò significa anche (ri)dare centralità e attenzione ai processi educativi, e in particolare al ruolo, alla responsabilità, che gli adulti hanno nella formazione delle giovani generazioni. Ma - allo stesso tempo - perché questo si trasformi in percorsi sani e certi di crescita individuale per ciascuno, occorre assicurarsi che gli adulti siano, a loro volta, adulti formati e consapevoli del loro ruolo, adulti in grado di garantire cura e tutela dell’integrità fisica e psicologica dei più piccoli che ci sono affidati». Vittorio Bosio, presidente del CSI, ricorda che «nel 1944 il Csi è nato per i più piccoli. E nella storia la fedele attenzione ai più piccoli è sempre rimasta prioritaria. La parola Safe è la parola chiave nel nostro anno sportivo. Safe vuole per noi essere quella password di sicurezza fisica, di incolumità alla salute e anche di protezione da abusi di ogni tipo: sessuale, emotivo, intellettivo, che possono accadere anche negli ambienti dello sport. Abbiamo dei compagni di squadra eccellenti in questo progetto che è a tutela dei minori. Per formare allenatori e tecnici capaci di intercettare preventivamente i rischi. Sentinelle, con le antenne alzate per captare e prevenire eventuali situazioni di pericolo, prima che sia tardi». Infine, secondo Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII «scommettere sulla formazione di adulti affidabili significa non solo garantire ambienti e attività sicure per la crescita dei minori, ma rimettere al centro l’educazione, come via per custodire le relazioni e generare speranza e fiducia nel futuro. In questo tempo complesso è importante immettere uno sguardo vigile perché ai minori, già limitati nella scuola, nel tempo libero, nelle loro espressioni sociali di gruppo, siano garantiti spazi e tempi per esprimersi in modo sereno». Scopri di più su Vatican News, su Agenzia Sir, su RomaSette  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
13/11/2020
Webinar Right Way
Quali opportunità e quali sfide per l'integrazione delle vittime di tratta a fini sessuali? Il 19 novembre, alle ore 17, si terrà la presentazione dei risultati del progetto europeo Right Way co-finanziato dall'Unione Europea che ha visto impegnate diverse organizzazioni di Belgio, Francia e soprattutto Italia: ICMC Europe / SHARE Network Secours Catholique - Caritas France Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII Fondazione Caritas Trieste Caritas Senigallia Onlus Caritas Pescara Penne Comunita Progetto Sud Associazione Diakonia Onlus Vicenza Farsi Prossimo di Caritas Faenza-Modigliana.   Il progetto ha permesso di creare un percorso pilota per sostenere l'integrazione economica e sociale di almeno 50 sopravvissute, accolte nelle città di Trieste, Faenza, Senigallia, Vicenza, Firenze, Lamezia. Sono state anche avviate numerose attività formative, professionalizzanti e di sensibilizzazione alla cittadinanza per migliorare la capacità e le opportunità di supportare l’integrazione di queste giovani donne. Nel corso del webinar, ci sarà anche la testimonianza (in anonimato) di una giovane sopravvissuta accolta dalla nostra Comunità Papa Giovanni XXIII, che lavora nel Laboratorio di pelletteria Another Skin della Cooperativa Il Pungiglione.   Pochi giorni fa Valiant Richey, Rappresentante speciale e Coordinatore dell' OSCE – The Organization for Security and Co-operation in Europe per la lotta alla tratta di esseri umani, insieme ai leader antitratta di 50 paesi riuniti per parlare dei rischi per le vittime aggravati dal Covid 19, ha affermato: «Non è il momento di voltare le spalle alla tratta e alle sue vittime; è tempo di raddoppiare i nostri investimenti e sforzi». E proprio per questo, lo abbiamo invitato per raccontargli il contributo della rete allargata impegnata senza sosta nell'integrazione delle donne sopravvissute alla tratta, grazie al progetto Right Way, anche durante il Covid 19. E anche per dare voce ad alcune figure istituzionali e a diverse organizzazioni che in Europa giocano un ruolo importante al fianco delle vittime, su diversi fronti e che insieme hanno elaborato il manuale plurilingue "Opportunità e sfide" pubblicato di recente e diffuso in Spagna, Francia, Belgio e Italia. Leggi il programma Per iscrizioni: progetti@apg23.org  
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12/11/2020
Terzo Open Day delle Comunità  Terapeutiche
Per il terzo anno consecutivo il Tavolo Ecclesiale Dipendenze (TED) promuove l’Open Day delle comunità terapeutiche. “Rafforzare le relazioni, ripartire dalla comunità” è il tema proposto per gli eventi che si terranno il 14-15 novembre e il 21-22 novembre.   L’Open Day prevede la possibilità di andare a visitare alcune delle realtà impegnate in varie parti d’Italia (e anche in alcune località estere) sul fronte dipendenze, rispettando le norme previste per il contenimento dell'epidemia. Quest’anno, vista l’emergenza coronavirus, verranno proposti anche 2 eventi online: ·      sabato 14 novembre alle ore 17:30 ·      sabato 21 novembre alle ore 10.30   Leggi l'articolo completo   Per maggiori informazioni vai sul sito www.condividerestorie.it.  
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09/11/2020
Verso The Economy of Francesco: il webinar con i giovani partecipanti
Manca davvero poco all’evento The Economy of Francesco che vedrà coinvolti dal 19 al 21 novembre migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo e che insieme si confronteranno per progettare una nuova economia; per mettere in atto – come ha detto Papa Francesco – “un modello economico nuovo, frutto di una cultura della comunione, basato sulla fraternità e sull’equità”. Tra questi giovani ci sono anche ragazzi e ragazze della Comunità Papa Giovanni XXIII - 12 italiani, 2 iracheni, 2 colombiani e un palestinese – che da circa un anno hanno intrapreso un percorso di preparazione a questo evento e, prima di tutto, di approfondimento della Comunità stessa, analizzando gli scritti di don Oreste Benzi che già molti anni fa parlava di una “Società del Gratuito”, una realtà basata sull’altero-centrismo in cui ciascuno si impegna per il bene dell’altro e così facendo si realizza il bene di tutti. Sono stati proprio questi 17 giovani, guidati da animatori della Comunità e in base agli spunti raccolti e alle testimonianze di vita di ognuno, ad elaborare il decalogo dell’Economia di Condivisione, il modello economico che la Comunità realizza e propone come base della “Società del Gratuito” descritta da don Oreste. E sempre i giovani ne parleranno oggi 9 novembre alle ore 18.00 in un Webinar che vedrà protagonisti anche Beatrice Cerrino, referente del Settore scuola della SEC – Scuola di Economia Civile e membro del board di The Economy of Francesco, Luigino Bruni, Direttore Scientifico Comitato Promotore di The Economy of Francesco e Giovanni Ramonda, Responsabile Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. Modererà l'incontro Matteo Santini, Responsabile Ambito Giovani della Comunità Papa Giovanni XXIII. L’evento si potrà seguire dal sito www.apg23.org e dalla pagina FB della Comunità Papa Giovanni XXIII. I giovani si sono conosciuti, riuniti e confrontati ma questo nuovo rapporto che si andava creando è stato purtroppo bruscamente interrotto dall’emergenza sanitaria che a febbraio ha colpito il nostro paese e tutto il mondo. Gli incontri allora sono passati dall’essere in presenza all’essere online. Le videochiamate non hanno lo stesso calore di un brainstorming attorno ad un tavolo ma lo spirito di adattamento è stato fondamentale per affrontare al meglio questa nuova sfida. Nel frattempo, l’evento Economy of Francesco veniva rimandato al 2021 e infine a novembre di quest’anno è stata presa la decisione che si terrà esclusivamente online. Argentina, Stati Uniti, Sri Lanka, Ucraina… non è stato facile trovare lo spazio e il tempo per i tanti appuntamenti online con gli altri giovani coinvolti nell’evento, e nonostante le tante difficoltà e i tanti fusi orari diversi, i momenti di confronto e conoscenza sono stati arricchenti non solo dal punto di vista “economico” ma soprattutto umano. La Comunità Papa Giovanni XXIII, attraverso i suoi giovani, si presenta a questo appuntamento lanciando il suo decalogo dell’Economia di Condivisione: 10 princìpi che non sono concetti astratti ma spunti di vita dai quali ognuno può attingere per cambiare il proprio modo di vivere, di relazionarsi, con l’ambiente e soprattutto con le altre persone. Lo dimostra la vita nelle oltre 500 realtà della Papa Giovanni dove si cerca di vivere, fare famiglia e fare impresa secondo questi princìpi. Un documento prezioso per la Comunità, che dopo oltre 50 anni di storia arriva a formalizzare questo modello nella speranza che possa essere fatto proprio da chiunque voglia vivere rispettando gli “ultimi” della terra e il Creato.  
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06/11/2020
Scuola di pace: gli appuntamenti
La Scuola di Pace è un ciclo di 3 eventi di formazione — il primo il 21 novembre — che saranno trasmessi sul canale Youtube e in streaming sulla pagina facebook della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e che nasce dall’incontro e dall’unità di intenti di alcuni gruppi pacifisti, associazioni di volontariato del territorio di Pesaro. Il ciclo di webinar è stato promosso da: Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Caritas Diocesana Pesaro, Biblioteca Archivio Vittorio Bobbato, Mondo Solidale, Movimento Nonviolento Pesaro contro la Guerra, La Scuola del Gratuito, ISCOP, Stay Human, Il Mantello Onlus, Associazione Italiana Genitori, Comunità di Via del Seminario, Ceis Pesaro. Scopri di più
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
06/11/2020
Neonato abbandonato a Ragusa
«Siamo disponibili ad accogliere il neonato abbandonato a Ragusa. In una delle nostre case famiglia potrà ricevere l'affetto di un papà, di una mamma, di tanti fratelli nell'attesa che venga adottato». E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla notizia del neonato abbandonato in un cassonetto della spazzatura ieri sera a Ragusa. La Comunità di don Benzi è presente anche nel territorio di Ragusa con una casa famiglia. «Faccio un appello a tutte le coppie e le mamme che non si sentono di continuare la gravidanza a causa delle difficoltà. - continua Ramonda - Non abortite i vostri figli! Noi vi possiamo accompagnare per cercare di affrontare insieme tutte le difficoltà. Se non riuscite a tenerli con voi, allora ricorrete al parto in anonimato, date alla luce il bimbo in sicurezza ed altre famiglie se ne prenderanno cura». La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, conta oltre 500 case famiglia in Italia e all’estero, ha attivato un numero verde per l'ascolto e l’aiuto alle gestanti in difficoltà: 800-035036.
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03/11/2020
La preghiera di intercessione per chiedere la grazia a Don Oreste Benzi
Ecco la preghiera per chiedere l'intercessione, o una grazia, a Don Oreste Benzi.   «Concedici per sua intercessione, secondo la tua volontà, la grazia che imploriamo». È uno dei passaggi della preghiera (scarica l'opuscolo) con cui i fedeli possono invocare una grazia a Dio chiedendo l'intercessione di don Oreste Benzi. Il testo, che ha avuto l'approvazione ecclesiastica, è stato diffuso in occasione dell'8° anniversario della morte del sacerdote riminese, avvenuta la notte tra l'1 e il 2 novembre 2007. Il pieghevole, che contiene oltre alla preghiera anche una breve biografia, invita a segnalare eventuali «grazie» ricevute, che potrebbero essere utili per la causa di beatificazione del «servo di Dio sacerdote Oreste Benzi».   Ecco il testo completo della preghiera di intercessione:   O Trinità Santissima, Padre Figlio Spirito Santo, Ti adoriamo, Ti lodiamo e Ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il sacerdote, don Oreste Benzi. In lui hai fatto risplendere la forte, fedele, premurosa tenerezza della Tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore. Egli, confidando nella Tua infinita provvidente misericordia e nella materna intercessione di Maria, è stato per tanti Tuoi figli e figlie immagine viva di Gesù Buon Pastore; ha insegnato con l’esempio a vivere secondo il comandamento nuovo della carità e ha indicato la santità come misura della vita cristiana e strada per giungere alla beata ed eterna comunione con Te. Concedici per sua intercessione, secondo la Tua volontà, la grazia che imploriamo, nella speranza che nella Tua santa Chiesa egli sia esempio di santità e nella Comunione dei Tuoi Santi per l’edificazione del Tuo Regno.   Il processo di beatificazione di Don Benzi Il processo per la causa di beatificazione di don Oreste Benzi e è stato aperto il 27 settembre 2014. «Degli oltre 100 testimoni previsti, ne sono stati ascoltati poco più di 20», fa sapere don Giuseppe Tognacci, il giudice delegato dal vescovo a guidare l'inchiesta. Ognuno viene interrogato seguendo una griglia di oltre 100 domande, messe a punto dal cosiddetto “avvocato del diavolo”, padre Victorino Casas Llana, per cui «l'ascolto di ogni testimone richiede varie sedute e il lavoro durerà 2-3 anni». Continua a pregare Le parole di Don Benzi sono raccolte nel suo messalino, strumento per l'affidamento e per la preghiera quotidiana. Vuoi ricevere ogni mese spunti per la tua preghiera personale o per chiedere una grazia? Inserisci la tua email qui.  Inserisci il tuo indirizzo email Privacy policy:Accetto il trattamento dei dati ai sensi della legge per la privacy.        
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