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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
31/03/2021
Viviamo insieme la Santa Pasqua
Ci prepariamo a vivere la Santa Pasqua anche quest’anno distanti, ma sempre uniti nella fede e nella speranza che tutto questo passi il più in fretta possibile. Nella situazione in cui, purtroppo, ancora ci troviamo c’è una certezza che non ci abbandona mai: che attraverso piccoli e semplici gesti, possiamo sentirci ugualmente vicini anche se siamo distanti. Come un augurio solidale e digitale, da inviare a chi vuoi bene, con un pensiero e un sostegno concreto alle persone che sono nel bisogno. O una lettura speciale da fare insieme. Don Oreste Benzi ci ricordava che “Questa è la vittoria che vince sul mondo: la nostra fede”, e proprio attraverso una preghiera condivisa oggi vogliamo provare a ridurre questa distanza, a “vincere” questa pandemia, e sentirci di nuovo stretti in un caldo abbraccio, come facevamo un tempo. Ecco il nostro augurio per questa Pasqua di Resurrezione, che ci auguriamo sia per tutti piena d’amore e serenità, nonostante tutto:   UN LIBRETTO PER PREGARE INSIEME Le letture del Vangelo nei giorni di Pasqua unite alle meditazioni di don Oreste Benzi, tratte da "Pane Quotidiano", per vivere insieme la Santa Pasqua 2021. Scarica qui il Libretto. Vuoi leggere “Pane Quotidiano” tutto l’anno? Puoi abbonarti qui per riceverlo bimestralmente, in formato tascabile, e consultare così in ogni momento della giornata la Parola di Dio.   UN BIGLIETTO DIGITALE PER INVIARE UN AUGURIO Con i nostri biglietti digitali e solidali puoi inviare i tuoi auguri di Buona Pasqua e sostenere, allo stesso tempo, le attività della Comunità Papa Giovanni XXIII per le persone fragili e sole. Scopri qui il biglietto di auguri di Pasqua.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/03/2021
Scopri quanto vale il tuo 5×1000
Pasti caldi, spese mediche, visite specialistiche, carrozzine per persone con disabilità: qualunque sia il suo valore, il tuo 5x1000 arriverà direttamente ai bambini con gravi disabilità, agli anziani soli, alle famiglie in difficoltà e alle persone che incontriamo e che contano su di noi. Aiuti concreti, che cambiano davvero la vita di tante persone e che ci permettono di dire che grazie al tuo 5x1000 gli ultimi saranno i primi. Calcola subito quanto vale il tuo 5x1000 con il nostro simulatore e scopri alcuni esempi delle cose in cui si trasformerà destinandolo alla Comunità Papa Giovanni XXIII.  Grazie al tuo 5x1000 potremo riscaldare e illuminare le nostre Case Famiglia, luoghi sicuri dove i bimbi potranno crescere sereni, amati da mamma e papà. Il tuo 5x1000 diventerà cibo per chi non ha più neanche il necessario per sopravvivere; oppure medicine e terapie, per alleviare le sofferenze delle persone disabili che vivono con noi. E quando farà freddo, ci permetterà di essere ancora più vicini alle persone che vivono in strada, e di rispondere ai loro bisogni. Ecco perché il tuo 5x1000 è così importante: perché ci permette di aiutare fin da subito chiunque si trovi in condizione di bisogno. Anche, e soprattutto, le persone che non hanno nessun altro a cui chiedere aiuto e che se non ci fossimo noi ad accoglierle rimarrebbero completamente sole. #FOTOGALLERY:5x1000# Quest’anno poi, a seguito dell’emergenza sanitaria e sociale causata dalla pandemia, sono sempre di più le persone che ci stanno chiedendo aiuto. Uomini e donne che hanno perso il lavoro, padri separati che non riescono a far fronte a tutte le spese, interi nuclei familiari si stanno rivolgendo a noi perché non riescono più a soddisfare neanche i bisogni più necessari. Grazie al tuo 5x1000 potremo dare risposta anche a tutti loro, con discrezione e delicatezza, perché sappiamo che non è facile “tendere la mano”, anche se lo si fa per il bene dei propri figli. Quando farai la dichiarazione dei redditi, scegli di destinare il tuo 5x1000 alla Comunità Papa Giovanni XXIII. Basterà inserire il nostro codice fiscale 00310810221 e firmare nell’apposito spazio dedicato alle Onlus e al volontariato. Destinare il 5x1000 alla Papa Giovanni è un gesto che non costa nulla, perché è una parte delle tasse che in mancanza di una preferenza verrà comunque destinata allo Stato. Ed è un gesto che continuerà a dare frutti nei mesi e negli anni a venire perchè tutti noi della Papa Giovanni abbiamo preso un impegno nei confronti dei nostri fratelli più bisognosi: non ci fermeremo, non smetteremo di esserci, “finché gli ultimi non saranno i primi”.   Se desideri maggiori informazioni, visita il sito 5x1000.apg23.org dove trovare tutte le risposte alle domande più frequenti e potrai vedere cosa facciamo grazie ai fondi del 5x1000.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
24/03/2021
Festival per la giornata della vita nascente
Sabato 27 Marzo è andato in onda, live, il primo Festival Nazionale della Giornata per la Vita Nascente: musica, interviste, storie, approfondimenti e tanto altro per raccontare lo spettacolo della vita. Su www.giornatavitanascente.org ecco Licia Colò, Pupi Avati, il Presidente ISTAT Blangiardo, l'economista Leonardo Becchetti, Laura Miola. Guarda la sintesi realizzata dal giornalista di Avvenire Pino Ciociola:     Vedi qui l'evento integrale   La conferenza stampa di lancio Il 25 marzo in conferenza stampa alla Camera dei Deputati sono state presentate le proposte di legge per l'istituzione di una “Giornata Nazionale per la Vita Nascente”. Un'iniziativa che intende contrastare l'inverno demografico che l'Italia sta attraversando da decenni e che - stando alle anticipazioni dell'ISTAT - saranno ancora peggiori nel 2020 per esplodere nel corso del 2021. Secondo l'Istituto di Statistica la pandemia avrà infatti un effetto dirompente sulla natalità in Italia aggravando gli squilibri demografici.   Le proposte di legge presentate in conferenza stampa alla Camera dei Deputati sono a firma di Antonio Palmieri, Alfredo Bazoli, Paola Binetti, Matteo Colaninno, Tiziana Drago, Maurizio Gasparri, Maurizio Lupi, Lucio Malan, Alessandro Pagano, Gaetano Quagliariello, Isabella Rauti, Simone Pillon, Maria Carolina Varchi. A moderare l’incontro Eugenia Roccella e l'attrice Beatrice Fazi, madrina del Festival per la Giornata della Vita Nascente. All'incontro hanno partecipato Emanuela Garavelli (Famiglie Numerose) e Andrea Mazzi (Comunità Papa Giovanni XIII) in rappresentanza della rete delle 40 associazioni che promuovono l'iniziativa. Un'inedita trasversalità ha caratterizzato i progetti di legge depositati da parlamentari appratenti a quasi tutte le forze politiche: Partito Democratico, Italia Viva, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e gruppo misto. L’obiettivo - si legge nel testo proposto dalle associazioni - è «promuovere la consapevolezza del valore sociale della maternità e alla solidarietà tra generazioni.» Per attuarlo, si legge nell’articolo 2, «lo Stato, le Regioni e gli enti locali organizzano o promuovono, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di informazione e di riflessione, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di diffondere informazioni sulla gestazione, sulle comunicazione e l’interazione relazionale precoci tra madre e figlio, sulle cure da prestare al nascituro e alla donna in stato di gravidanza, sui diritti spettanti alla gestante, i servizi sanitari e di assistenza presenti sul territorio, la legislazione sul lavoro a tutela dei genitori, nella prospettiva di far emergere tutta la positività dell’esperienza genitoriale».   La richiesta al Parlamento. L'obiettivo principale è quello di chiedere al Parlamento italiano l’istituzione della Giornata della vita nascente nella data del 25 marzo. Una data che intende divenire una ricorrenza istituzionale, per promuovere la cultura della vita e della natalità, aprire un grande dibattito sui temi della maternità, della paternità e della procreazione, creare un clima favorevole all’accoglienza della vita nascente e della vita fragile, coinvolgendo la classe politica, le giovani generazioni e l’opinione pubblica.     Una rete per la vita nascente La rete di associazioni. L'evento è promosso da una rete di oltre 30 associazioni italiane diverse accomunate dal medesimo obiettivo di promuovere la vita. Il motto del manifesto cui hanno aderito è: “Dare la vita dà vita”. L'iniziativa prende le mosse dalla città di Modena, dove fin dal 2006 si svolge l’annuale fiaccolata ecumenica per la vita nascente ideata da Don Oreste Benzi. Un'iniziativa laica e apartitica. Nelle intenzioni dei proponenti il Festival intende essere “un’iniziativa laica, in quanto i valori proposti sono valori umani, condivisibili da persone appartenenti a qualunque confessione religiosa e dai non credenti”. Il carattere antropologico dell’iniziativa “garantisce la trasversalità, perché riguarda il bene dell’uomo”. Infine il Festival intende essere “equidistante da qualsivoglia forza politica”. Il Manifesto. “È necessario attivare con urgenza misure per contrastare il preoccupante calo demografico.” E' quanto si legge nel Manifesto sottoscritto dalle associazioni aderenti in cui è spiegata la ragione dell'iniziativa. “ Ogni bambino è un dono e ha una missione unica da svolgere nel mondo. Ogni mamma ha diritto di essere sostenuta. - si legge ancora nel Manifesto - Intendiamo dare il nostro contributo per alimentare una cultura per la vita”.   Per maggiori informazioni e per sostenere il Festival per la Giornata della Vita Nascente vai su giornatavitanascente.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/03/2021
Il miracolo di Sandra Sabattini a Sulla Via di Damasco
In un libro, Stefano Vitali (aquista qui il libro: Vivo per Miracolo) ha raccontato la sua guarigione da un tumore maligno, inspiegabile per la scienza. Guarda il servizio del 21 marzo 2021 di Sulla Via Di Damasco, Rai2.         Vedi la presentazione del libro registrata in occasione dell'uscita in libreria, il 5 maggio 2020. Il libro racconta la storia del miracolo che porterà agli onori degli altari Sandra Sabattini, la ragazza riminese, discepola spirituale di don Oreste Benzi, morta all’età di 22 anni, travolta da un'auto mentre si recava con il fidanzato e un amico ad un incontro della Comunità Papa Giovanni XXIII di cui faceva parte.       È il 2007 e Stefano Vitali è in piena carriera politica - era assessore al Comune di Rimini e diventerà poi presidente della provincia - quando scopre di avere un tumore che non lascia scampo. E' papà di una casa famiglia con sua moglie Lolli. Inoltre Stefano era stato per 5 anni il segretario personale di don Benzi. Un'esperienza unica che gli aveva cambiato la vita. Il libro è la storia di una guarigione che interviene quando tutto sembra perduto. Vitali nel suo racconto ci inoltra nei pensieri più profondi di chi sente scadere il tempo a sua disposizione su questa terra. «Perché proprio a me?», si interroga. E coinvolge il lettore nel duro viaggio attraverso la malattia, il vedersi nudi e deboli, la sofferenza, lo sguardo dei compagni di terapia: «Sembravano gli occhi di persone che avevano la coscienza di non avere un futuro davanti», scrive.   Poi succede l’impossibile e Stefano diventa il protagonista di un fatto scientificamente inspiegabile, come attesta la documentazione medica. Stefano scopre che la sua guarigione è avvenuta grazie all’intercessione di Sandra Sabattini, che la Chiesa proclamerà beata proprio in virtù di questa guarigione. Non è stato il miracolato a chiedere a Sandra la guarigione, lui neppure la conosceva. L’iniziativa fu di don Oreste Benzi che invitò la famiglia di Stefano e tutta la Comunità Papa Giovanni XXIII ad unirsi in questa preghiera.   Papa Francesco con un Decreto del 2 ottobre 2019, ha riconosciuto ufficialmente l’autenticità del miracolo. La beatificazione di Sandra Sabattini era stata fissata per il 14 giugno a Rimini, ma l’evento è stato rimandato a causa dell’emergenza Coronavirus. Nel frattempo il 2 maggio ricorre il 36° anniversario della morte di Sandra, a cui la vita di Stefano è ormai legata.   Il libro Vivo per Miracolo è il racconto personale non solo di una guarigione fisica ma anche spirituale. «Il miracolo – racconta Vitali - avviene nel corpo ma la guarigione avviene nello spirito».   Oggi Stefano ha cambiato vita e segue i progetti missionari di Condivisione fra i popoli, la ONG della Comunità Papa Giovanni XXIII. Per questo ha deciso di destinare i proventi dai diritti d’autore del libro a sostegno di questo progetto.
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16/03/2021
Nessuno si salva da solo
La pandemia da Covid-19, in questo lungo anno, non ha conosciuto differenze di origine, fede o etnia.  In occasione della  XVII Giornata nazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali la comunità Papa Giovanni XXIII e l’Associazione Islamica delle Alpi promuovono un pomeriggio di incontro e dialogo, con testimonianze di impegno e solidarietà. Ecco il video del 21 marzo 2021, trasmesso in diretta streaming dalla Moschea Taiba.       «Egoismo e discriminazioni indeboliscono la società, ma in questo periodo di pandemia proprio la solidarietà e la conoscenza reciproca possono ridurre i fattori di rischio», spiegano gli organizzatori.    L'evento è reso possibile dal sostegno dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) della Presidenza del Consiglio dei Ministri  e rientra nell'ambito della campagna contro le discriminazioni promossa dalla Lega Serie A, Keep Racismo Out.   È stata introdotta dall'autore la mostra fotografica Sguardi, di Nderim Keceli, sul tema della pandemia a Torino.   Sono intervenuti fra gli altri:   Marco Giusta,  Assessore comunale alle Politiche per la pari opportunità di genere,  per la multiculturalità e l’integrazione e politiche giovanili; Luca Deri, Presidente della Circoscrizione 7 del Comune di Torino; Silvia Abbà, Volontaria di Operazione Colomba, corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII; Amarilli Varesio, scrittrice ed artista; Fedua El Attari, poetessa; Halima Rakiki, volontaria dell’Ass. Islamica delle Alpi. Ha condotto la diretta streaming Alessandro Ciquera, referente di Operazione Colomba e Brahim Baya portavoce dell'Associazione Islamica delle Alpi.     Guardalo su Youtube   Guardalo su Facebook
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16/03/2021
La Transazione ecologica: influenze delle scelte economiche sui cambiamenti climatici
Ormai da circa un anno la Comunità, in stretta correlazione e collaborazione con la Chiesa universale e con il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, sta percorrendo il cammino dell'Ecologia integrale e sviluppando diversi filoni di discussione che conducono ad una vera Conversione ecologica e ad un cambio di paradigma economico che abbia maggior cura della terra e dei poveri. La Vocazione dei membri della Comunità, sulle orme di don Oreste Benzi, spinge ad agire per la giustizia ed a condividere con coloro che sono emarginati dalle scelte dei potenti. Sulla webtv della Comunità potete visionare la registrazione dei precedenti Webinar, potendo così comprenderne il percorso, che troverà il suo culmine nella Giornata Mondiale di fine maggio, dedicata proprio al tema dell'Ecologia integrale. Come in altre occasioni, l'incontro sarà aperto ad un ascolto di voci autorevoli dentro e fuori Apg23, incontrate  su cammini diversi, ma tutti convergenti: Luca Fiorani ascoltato nei percorsi formativi degli Animatori Laudato Si, promossi dal MCMC di cui la Comunità è parte. L'aspetto che ha colpito è la capacità di evidenziare le problematicità dell'attuale approccio economico/ecologico e offrire piste di lavoro nuove, approfondendo in particolare il rapporto fra scelte economiche e mutamenti climatici Monica Di Sisto incrociata in una delle sue appassionate battaglie contro i trattati commerciali che stanno distruggendo il pianeta, a cui è stato chiesto di sottolineare proprio questo aspetto, partendo dal volume "un pianeta svenduto" Lorenzo Barucca incontrato nel percorso dell'Alleanza per un nuovo Welfare, nel gruppo della "conversione ecologica dell'economia", a cui è chiesto di capire quali proposte ci siano i ncampo perché questa conversione avvenga Maria Paula Casanova è membro di Apg23, missionaria Argentina e docente universitaria, ha scritto un bel trattato sui cambiamenti climatici frutto delle scelte economiche e potrebbe - da dentro - far capire come la Comunità si impegna per impedire lo sfruttamento della terra e dei poveri A Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII il compito di introdurre e a Lucia Tonelotto, Animatrice dell'Ambito Giustizia internazionale quello di farli dialogare.    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
12/03/2021
Il Papa scrive alla casa famiglia di Termoli
«Non scoraggiatevi mai! Continuate a prendervi sempre cura gli uni degli altri. E, vi raccomando, siate sempre creativi». Sono le parole che Papa Francesco ha scritto in una lettera inviata ai ragazzi della nostra casa famiglia di Termoli dove sono accolte persone che stanno scontando la pena in alternativa al carcere. I giovani avevano inviato al Santo Padre una lettera semplice, scritta a stampatello, attraverso una delegazione religiosa, guidata dal Vescovo Gianfranco De Luca, recatasi dal Santo Padre lo scorso 21 gennaio. In essa spiegavano che erano consapevoli “di aver avuto una seconda opportunità dalla vita” e che “per troppe volte avevano scelto il male al posto del bene”. Nella missiva ringraziavano il Signore “perché ci sta facendo scoprire una vita di pienezza lontana dalla solitudine e dalla sofferenza”, incoraggiati dalle parole del Papa: “Bisogna imparare a pensare non con l'io ma col noi”. Concludendo con il motto di don Oreste Benzi: “L'uomo non è il suo errore”. Grande è stato lo stupore quando gli ospiti della casa famiglia hanno ricevuto fra le loro mani la lettera firmata dal Papa in persona. «Desidero ringraziarvi per la bella lettera che avete voluto farmi recentemente pervenire e per l'affetto e la vicinanza spirituale che mi avete manifestato - gli ha risposto Papa Francesco - Nel ringraziarvi per la vostra testimonianza di fede e di speranza, vi incoraggio a proseguire con passione sulla via credibile della fraternità e dell'amore vicendevole». #FOTOGALLERY:CECTermoli# Di seguito la lettera di Papa Francesco datata 26 febbraio 2021: Cari ragazzi, Desidero ringraziarvi per la bella lettera che avete voluto farmi recentemente pervenire e per l’affetto e la vicinanza spirituale che mi avete manifestato. Nel ringraziarvi per la vostra testimonianza di fede e di speranza, vi incoraggio a proseguire con passione sulla via credibile della fraternità e dell’amore vicendevole. Non scoraggiatevi mai! Continuate a prendervi sempre cura gli uni degli altri. E, vi raccomando, siate sempre creativi. Invocando la protezione della Santa Vergine e di San Giuseppe, di cuore imparto a voi ed alle vostre famiglie la mia Benedizione Apostolica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me! Fraternamente, Francesco
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
11/03/2021
Cisgiordania: bambini arrestati, il video
«Esprimiamo forte preoccupazione per l'arresto di cinque bambini avvenuta nel pomeriggio in Cisgiordania. Secondo le nostre fonti i bambini stavano raccogliendo verdure selvatiche quando sono stati prima allontanati dai coloni di un insediamento israeliano e poi portati in caserma dai militari. Chiediamo che la Comunità internazionale e il Segretario Generale delle Nazioni Unite intervengano a difesa dei diritti umani dei bambini». È quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito all'arresto di cinque bambini palestinesi di 8-12 anni del villaggio di Ar Rakeez nelle colline a sud di Hebron, in Cisgiordania vicino alla colonia di Havat Ma'on. Secondo le fonti di Operazione Colomba, il Corpo di Pace della Comunità di don Benzi presente dal 2004 in Palestina, i bambini sono stati portati presso la stazione di polizia di Kiryat Arba e rilasciati dopo alcune ore. Nel video il momento dell'arresto.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
08/03/2021
Donne vittime di violenza reinserite in società 
“Uscire dalla violenza, ripartire dal lavoro”, è questo il titolo dell’intesa sottoscritta oggi tra l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e la Cisl dell’Emilia-Romagna. Accordo con cui il sindacato mette a disposizione la propria rete di Sportelli Lavoro per favorire il reinserimento lavorativo delle donne vittime di tratta e di violenza. Gli Sportelli Lavoro~Cisl~sono 11 in Emilia-Romagna e offrono un servizio di accompagnamento al lavoro: vengono strutturati percorsi di consulenza, di ricerca di occupazione, di promozione dei tirocini e formazione mirata all'inserimento lavorativo. “L'inserimento nell’ambito lavorativo è di certo una delle più importanti misure di protezione e di assistenza a favore di tutte le vittime di violenza. Per questo vogliamo offrire il nostro aiuto, soprattutto in un contesto, come quello attuale, assai difficile, soprattutto per l’occupazione femminile. Negli ultimi due anni, a fianco dei servizi già noti, come patronato e Caf, si è aggiunta la rete degli Sportelli Lavoro~Cisl. Ora noi vorremmo mettere questa rete, a disposizione dei bisogni che la comunità Papa Giovanni XXIII vorrà segnalarci” ha dichiarato Orietta Ruccolo, segretaria regionale della Cisl Emilia Romagna. Una collaborazione che parte da lontano, già nel 2017, quando la Cisl Emilia-Romagna ha aderito alla campagna, tuttora attiva, per la liberazione delle donne vittime di tratta e di sfruttamento “Questo è il mio corpo”, promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. “Un impegno che è continuato nel tempo – aggiunge Elisa Fiorani del coordinamento donne Cisl ER - come ad esempio con il sostegno, in partnership con la Cisl Romagna e la Cisl Nazionale, del cortometraggio “Ballerina”, opera che racconta il viaggio di una giovane prostituta dal momento in cui viene rapinata e lasciata in strada da un cliente”. "L'inclusione lavorativa è una parte fondamentale di un grande percorso interiore riabilitante per aiutare le donne vittime di sfruttamento. Le donne di origine straniera e le vittime di tratta spesso non hanno chiara la struttura economica del nostro Paese, non si sono mai sperimentate in un lavoro e soprattutto non ci hanno provato in Italia. Spesso ci sono enormi barriere linguistiche e culturali da dovere superare, per questo emerge il bisogno di attivare percorsi formativi e tirocini ad hoc per ognuna di loro, in modo da accompagnarle a riscoprire le proprie abilità e capacità per rimettersi in gioco in contesti sani", dice Caterina Ghiozzi, referente generale Antitratta dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Nel 2020, in Emilia-Romagna, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha assistito e sostenuto 155 donne di 24 nazionalità diverse. In particolare, donne vulnerabili quali migranti vittime di matrimoni forzati, tratta, torture, sfruttamento della prostituzione, ma anche donne disabili o con patologie psichiatriche o problemi di dipendenze. Il 60% delle assistite ha meno di 30 anni e il 46% ha la cittadinanza italiana. Presente su tutto il territorio regionale con case famiglia, famiglie affidatarie, case di accoglienza per adulti, comunità terapeutiche, unità di strada e 7 helpline per le richieste di aiuto, l’associazione gestisce anche l’ambulatorio medico ‘La Filigrana’ di Rimini in cui offre l’opportunità di un supporto psicologico e visite ginecologiche. Qui il testo completo dell'accordo    
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
08/03/2021
Papa Francesco ricorda la visita alla casa famiglia di don Benzi
Tornando dall'Iraq Papa Francesco ha lanciato un nuovo grido contro le moderne schiavitù. Nel suo viaggio ha visitato la città di Mosul dove i jihadisti dell'Isis stupravano e vendevano al mercato le ragazze yazide. E ricorda la sua visita alla nostra casa famiglia per vittime di tratta dove ascoltò le loro terribili storie si schiavitù nell'industria della prostituzione. «La donna anche oggi è umiliata, andiamo a quell’estremo: una di voi mi ha fatto vedere la lista dei prezzi delle donne (preparata dall’Isis che comprava le donne cristiane e yazide, ndr). Io non potevo credere. Le donne si vendono, le donne si schiavizzano.» Ha dichiarato il Santo Padre, e poi ha ricordato: «Anche nel centro di Roma il lavoro contro la tratta è un lavoro di ogni giorno. Nel Giubileo sono stato a visitare una delle tante case dell’Opera don Benzi. Ragazze riscattate, una con l’orecchio tagliato perché non aveva portato i soldi quel giorno, l’altra portata da Bratislava nel bagagliaio della macchina, schiava, rapita.»           A Baghdad volontari fra le persone con disabilità   La Comunità Papa Giovanni XXIII a Baghdad ha salutato l'arrivo in Iraq di  Papa Francesco (foto: Ansa), che ha percorso le polverose strade delle persecuzioni cristiane moderne. Risale al 2014 la tragica avanzata dell'Isis, che dal Nord dell'Iraq avanzava travolgendo tutte le comunità religiose e provocando decine di migliaia di sfollati.   #FOTOGALLERY:iraq#   «Ora la parte più a Nord del Paese è la più sicura, e potrà accogliere il Papa a braccia aperte — hanno spiegato i volontari dell'Associazione di Don Benzi — mentre a Baghdad, dove siamo presenti dal 2015 nonostante i ripetuti attentati, vige un coprifuoco serrato». La firma all'appello per il dialogo interreligioso   L'ha spiegato sull'agenzia Acistampa Stefano: «La comunità Papa Giovanni XXIII accoglierà il Papa Francesco con quel desiderio di vedere che l’incontro del Santo Padre con le Istituzioni politiche e religiose generi nei cuori di chi ha in mano le sorti del paese, un sentimento di Fraternità volto alla Giustizia e a creare un paese dove le tante ed enormi diversità, etniche, religiose e culturali non siano un ostacolo all’unità ma siamo colori differenti di uno stesso arcobaleno di pace».   Ad attendere il Papa a Baghdad sono state dunque solo le delegazioni ufficiali. La Comunità è fra i firmatari, insieme ai rappresentati di tutte le religioni, di una lettera al pontefice (leggila su Agenzia Press) in cui si auspica la costruzione di una fraternità universale, e un incontro fra le fedi religiose che possa ripartire dal tema comune dell'amore ai fratelli.   «Viviamo un rispetto reciproco tra le diverse religioni, tra  musulmani e cristiani. Il tema della fratellanza qui è davvero molto  valido e quindi da sviluppare, da incoraggiare, da portare avanti», è il racconto di Claudio, volontario a Baghdad, trasmesso da Radio Vaticana e rilanciato da vaticanews.   Benvenuto Papa Francesco!
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
03/03/2021
Corridoi umanitari: Nico ce l’ha fatta
Verrà accolto in una casa famiglia del Trentino Alto Adige il ragazzino minorenne fuggito da solo dall'Afghanistan, e la cui storia pareva doversi concludere fra i reticolati di un campo profughi sull'isola greca di Lesbo. Grazie all'attivazione dei Corridoi Umanitari, che stanno permettendo ad alcuni gruppi di persone migranti di regolarizzarsi in Europa, Nico (il nome è di fantasia) è potuto arrivare nei giorni scorsi a Roma. Da qui verrà accompagnato dai suoi "nuovi genitori", Antonio e Sonia. Fra le altre persone accolte con i corridoi umanitari, ci saranno anche due fratelli, che resteranno ad abitare a Roma. 15 anni lui, ha rinunciato ad un ricollocamento in Germania per non doversi separare dalla sorella più grande, che diventerà la sua tutrice.   A darle la notizia è stato il quotidiano Avvenire, che durante l'anno scorso non ha mai mancato un appuntamento nel seguire la vicenda del giovane. L'odissea di Nico è anche raccontata sul web-magazine semprenews.it. Reportage da Lesbo: segui la  diretta La Comunità Papa Giovanni XXIII domani 4 marzo 2021 racconterà in diretta la difficile realtà in cui riversano migliaia di persone sull'isola di Lesbo, sulla quale è presente. Queste le toccanti parole di Nico l'anno scorso, quando era costretto a rimanere nei campi profughi nonostante la disponibilità della Comunità Papa Giovanni XXIII ad accoglierlo: «Quando arrivai qui a Lesbo, ero solo e avevo paura. Ora sono di nuovo qui, a Lesbo, ma non ho più paura perché non sono solo. Ci siete voi»! Nico in quel momento aveva 16 anni ed era già stato accolto per un anno nella casa famiglia della Papa Giovanni XXIII ad Atene, ma poi riportato con l'inganno sull'isola greca, come aveva raccontato Avvenire in un articolo di prima pagina dedicato alla sua storia. Fra i ricordi di Nico: il devastante incendio di Lesbo La presenza in Grecia della Comunità Papa Giovanni XXIII, dopo aver lanciato a più riprese l'allarme per le condizioni inumane in cui erano rinchiuse migliaia di persone in transito sull'isola di Lesbo, a settembre 2020 ha ricevuto dai migranti in fuga questo filmato. Un devastante incendio nella notte fra il 9 e il 10 settembre 2020 aveva distrutto il principale campo profughi sull'isola, nel quale Nico aveva soggiornato.  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/03/2021
La Casa Famiglia di Tolentino torna ad accogliere
Finalmente è arrivato questo momento. Abbiamo temuto di non vederlo arrivare per tanto tempo. Oggi la Casa Famiglia "Nostra Signora della Pace" di Tolentino ha riaperto le sue porte: è tornata ad accogliere nuove persone, in una nuova casa, ma con lo stesso amore e spirito di condivisione di sempre. Tutto è cominciato nel 2016, quando il terremoto ha scosso il Centro Italia e danneggiato, tra le tante, anche questa Casa Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII. L’edificio non era più sicuro e così papà Valentino, mamma Roberta e i loro figli, naturali e accolti, sono stati costretti a lasciarlo e a trasferirsi in un appartamento offerto dalla Diocesi di Macerata, lontano 30 km da Tolentino. Sono passati diversi mesi e la famiglia ha dovuto superare tanti ostacoli, tanti dolori, come la perdita di Giacomo, il nonnino di casa spentosi nel novembre del 2019 dopo tanti anni trascorsi in loro compagnia. Poi il lungo iter burocratico per poter acquistare il terreno e iniziare a costruire la nuova casa, seguito dall’arrivo della pandemia che ha fermato tutte le attività, anche i lavori di costruzione. Ma, come in tutte le cose, l’importante è restare uniti, non perdersi d’animo, non perdere mai la speranza: questo si sono ripetuti per tutto questo tempo Valentino, Roberta e i loro figli, fino al 23 dicembre 2020. Una data indimenticabile che li ha visti entrare nella nuova casa, costruita grazie al sostegno ricevuto da tantissimi sostenitori, amici e persone vicine alla Comunità. Una casa dove, tutti insieme, hanno potuto trascorrere un Natale pieno di serenità, gioia e tanta emozione. A metà febbraio, poi, le porte si sono aperte anche alle nuove accoglienze: i primi arrivati sono un bimbo piccolo e una signora di 83 anni, entrambi avvolti nel calore di questa grande famiglia speciale. Questo è ciò che accadrà anche a tutte le persone che, da ora in poi, verranno accolte in questo nuovo luogo del cuore. Per conoscere la storia di questa Casa Famiglia: Leggi l’articolo del Corriere della Sera Visita il Diario della Casa Famiglia “Nostra Signora della Pace”
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