COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
03/06/2021
Anche la Comunità Papa Giovanni XXIII prende parte alla 49a Settimana sociale dei Cattolici italiani (Taranto 21-24 ottobre 2021: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro, tutto è connesso). Per rendere concreto questo impegno ha organizzato per giovedì 3 giugno 2021 alle ore 20:30 un momento di dialogo fra Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile Generale della Comunità, e mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana.
Il resoconto degli organizzatori
La sensazione chiara è stata che non stavamo solo avviando la nostra Comunità verso la Settimana. L’impressione netta è stata anche di aver aggiunto una tessera importante al ricchissimo mosaico che la Comunità Papa Giovanni XXIII va componendo, anche in vista della prossima Assemblea generale dell'associazione fissata per il 24 luglio.
Abbiamo intitolato l’appuntamento generale dello scorso 3 giugno CAMMINARE INSIEME VERSO TARANTO E OLTRE … PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE. L’oltre è nel solco della Storia della Salvezza incessante della Chiesa; l’oltre è nell’oggi del cammino comunitario della Papa Giovanni iscritto in questo percorso salvifico.
Protagonisti della serata sono stati S.E. Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto, la città del disastro ambientale dell’ex Ilva, e il nostro Responsabile generale Paolo Ramonda, l’uomo che in Italia negli ultimi mesi ha pronunciato con più frequenza le parole “responsabilità” e “concretezza” … rivolgendola ai membri della Comunità e a tutti gli uomini di buona volontà.
Cosa ci ha detto in questa circostanza la Chiesa per bocca di un suo autorevole Pastore? Che l’ecologia integrale non è intuizione solo di Papa Francesco. Già Benedetto XVI, nell’Enciclica Caritas in veritate, aveva affermato con forza che la gratuità è cifra della condizione umana che discende dalla Divina Rivelazione. Dio si rivela all’uomo non per una necessità, come fosse una rivendicazione per affermare e ribadire costantemente il suo potere creativo. Dio si rivela per una libera scelta, come dono gratuito di sé. Papa Francesco, proseguendo questa riflessione, tipica del pensiero ratzingeriano, ad apertura della Laudato Sì, offre un fondamento teologico all’Enciclica: il Padre dona Suo Figlio, una Persona della SS. Trinità, rendendolo parte del creato, facendolo uomo, un uomo che condivide il destino umano sino alla morte … e “oltre”.
Mons. Santoro, nella sua riflessione, ha sottolineato come il contrario del dono gratuito è visibile in America Latina, dove il Presule è stato per 28 anni nella realtà martoriata del Brasile. La mentalità estrattiva rispetto alla natura è il contrario del dono. Pensare che vi siano fonti infinite da cavare è una distrazione imperdonabile che avvolge l’economia. Invece lo sguardo giusto verso il creato è quello di San Francesco nel “Cantico delle creature”, nella lode del creato ricevuto gratuitamente, dove tutte le componenti sono umanizzate e chiamate fratello e sorella. Fa eccezione la terra, che Francesco chiama sorella e anche madre.
Mons. Santoro ha scritto una tesi di Dottorato nel 1974 dal titolo “La comunità, condizione della fede”, libro edito successivamente dalla Jaca Book. È quindi particolarmente sensibile al tema della essenzialità della comunità nella dinamica ecclesiale. La comunità cristiana è Corpus Domini che si incarna nella storia. La bellezza dell’esperienza cristiana, anche in senso estetico, è nei tratti del corpo della comunità. Ma la dinamica comunitaria è indispensabile anche alla vita: l’ecologia violata, la vicenda pandemica, hanno chiaramente mostrato che gli uomini si salvano tutti insieme nella cooperazione, oppure non si salvano. In Brasile è constatabile come i poveri siano i più sensibili all’esigenza della vita comune. Sono loro stessi che la edificano: nelle favelas di Rio il sabato e la domenica tutti costruiscono senza compensi la casa per i nuovi arrivati, mentre le donne preparano un pranzo di festa per gli accolti.
L’emergenza ecologica può aver soluzione solo in una visione spirituale e contemplativa più alta, come quella di San Francesco. Il Santo di Assisi entra in conflitto critico con la visione dello stile di vita sociale da cui proveniva. Francesco comprende che la sua esistenza ha essenzialmente bisogno di senso, di un determinante valore arricchente. Forse senza saperlo San Francesco avverte che la sua era una crisi antropologica, e ad essa dà una risposta universale, non valida solo per sé, o per il suo Ordine.
L’espressione più bella usata da Mons. Santoro nella serata dell’incontro è stata dichiarare che vive il Ministero episcopale “lasciandosi ferire dalla realtà”, dalla realtà di una città martoriata, dove il Vescovo è vicino al popolo, come già aveva scelto di fare in America Latina, prossimo ai poveri e ai bisognosi che gli raccontano le loro ferite. È il Vescovo che celebra i funerali degli operai morti in acciaieria e dei bambini del rione Tamburi morti di cancro. In questo modo, nella successione apostolica, accoglie quotidianamente le due file di persone che si recano in udienza dal loro Pastore: quella che chiede aiuto per porre fine all’emergenza ambientale della città, quella che chiede cosa ne sarà di 8.000 persone senza lavoro, cosa accadrà alle loro famiglie.
“Lasciarsi ferire dalla realtà” è la via della croce. Ha lo stesso senso l’indicazione di don Oreste di condividere l’esistenza degli ultimi facendosi poveri e servi. È la scelta di povertà che San Francesco offrì al suo Ordine. Un’unica prospettiva salvifica da cui guardare alla vita umana secondo l’immagine e la storia di Cristo.
E Paolo Ramonda cosa ha detto alla sua Comunità la sera del 3 giugno scorso? Ha fatto presente che don Oreste già 30 anni prima della Laudato Sì ci ha posto lungo questa direttrice, chiedendoci di costruire la società del gratuito. Ascoltando “tanto il grido della terra quanto quello dei poveri” (LS, 49) la Comunità Papa Giovanni traduce concretamente questo mandato in tutti i 5 Continenti.
Le esperienze lavorative che hanno preso vita nella Comunità pongono al centro l’uomo e il bene comune, in un cammino dove il concetto di “Economia di condivisione” è considerato scelta necessaria, fondata sulla fraternità e l’equità, rinunciando così espressamente a meri criteri economicistici.
Ed anche in questa circostanza Paolo non ha mancato di ripetere ancora una volta la parola concretezza, riferendola ad alcuni temi che declinino un nuovo paradigma economico: economia circolare, equa distribuzione delle risorse del pianeta, corretta gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile, finanza etica, nuovi stili di vita.
Quali indicazioni rilevanti è possibile trarre dall’incontro e dalla stessa storia delle Settimane sociali? Direi anzitutto che la dinamica interiore del credente non ha due dimensioni: la devozione da una parte e il perseguimento del diritto e della giustizia dall’altra. Credo sia questo che anche don Oreste volesse dire con la nota espressione “la devozione senza la rivoluzione non basta, non basta”. Questa frase, ultimo suo intervento pubblico, l’ha pronunciata proprio ad una Settimana sociale dei Cattolici italiani, a Pisa, il 19 ottobre 2007, 14 giorni prima di andare in Zona Paradiso. Questo suo testamento spirituale è patrimonio non solo della Comunità, ma anche di coloro che hanno ispirato la storia delle Settimane sociali, un filo rosso che si lega indissolubilmente con i protagonisti del Movimento cattolico e del popolarismo in Italia. Per costoro la vita interiore era unità tra essere donne e uomini di Dio e vivere in compagnia delle opere. Giuseppe Toniolo, che promosse le “Settimane” a partire dal 1907, aveva questa idea di unicità ontologica. Anche per questo è Beato nella Chiesa. La Papa Giovanni è parte integrante di questa storia.
Le Settimane sociali sono state uno sviluppo naturale che sgorga dalla promulgazione della prima Enciclica sociale, la Rerum Novarum, l’Enciclica “delle cose nuove”. Con questa lettera Papa Leone XIII fondava nel Diritto naturale i Principi della Dottrina sociale della Chiesa. Molti anni dopo, in sede di Assemblea Costituente, i cosiddetti “Professorini” che per parte cattolica elaborarono i Principi fondamentali della Costituzione (La Pira, Dossetti, Moro, Mortati, Lazzati, Fanfani, Tosato) fondarono il ritorno del Paese alla democrazia sull’idea che anche qui il Diritto (come per la Rerum Novarum), in particolare il Diritto costituzionale, dovesse porre lo Stato a servizio della persona, della comunità civile, della tutela delle libertà.
La Chiesa oggi opera per arricchire ed ampliare il Diritto Pubblico Internazionale, che metta al centro la salvaguardia di tutte le componenti dell’ecologia integrale, in uno sguardo poliedrico e non concentrico (diceva Mons. Santoro), che è riflesso della dimensione universale in cui la Chiesa opera, ma riflesso anche della consapevolezza che nelle sorti dell’umanità “tutto è connesso”.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
03/06/2021
Il 21 maggio 2021 la Comunità Papa Giovanni XXIII ha partecipato all'evento online organizzato dalla sezione Italia della Campagna Globale STOP EU-MERCOSUR sugli Impatti sociali e ambientali dell'accordo commerciale di libero scambio EU-MERCOSUR.
È stato un momento di discussione in cui esperti, sindacati e associazioni si sono incontrati con alcuni parlamentari europei, analizzando ed esponendo gli effetti negativi delll'accordo EU-MERCOSUR. Il trattato impatta su violazione dei diritti umani, ambiente, salute; altera gli equilibri economico-commerciali degli Stati contribuendo a una concorrenza dei prezzi al ribasso a scapito dei produttori locali che sono già sull’orlo della chiusura.
La Comunità è intervenuta con Edoardo Barbarossa che ha introdotto il percorso dell'associazione su: Transizione Ecologica e Ecologia Integrale, al cui interno si è inserita l’adesione dell'Associazione di Don Benzi alla Campagna STOP EU-MERCOSUR.
La testimonianza dalla missione della Comunità Papa Giovanni XXIII in Brasile illustra gli impatti che questo trattato commerciale avrà, in termini di maggiore concentrazione della terra per monocultura, in termini di incendi boschivi, in termini di aumento della diseguaglianza e violenza verso popoli indigeni, comunitá locali e lavoratori.
La Comunità in Brasile é presente in diversi territori, principalmente nella regione Amazzonica e nel Cerrado, due dei sei biomi gravemente minacciati nel paese.
Gli incendi sono una realtà: secondo dati dell'Inpe solo nel mese di settembre del 2020 si sono verificati 69.329 incendi, legati principalmente alla deforestazione a favore del settore agropecuairo (esportazione di soia, mais e carne bovina) e siderurgico (acciaio).
Il Brasile a causa dell’enorme esportazione di carne bovina e pollo, soprattutto verso la Cina, ha visto aumentati nel 2020 i prezzi della carne del 30% e le famiglie non sempre hanno la possibilità di comprare carne e pollo, costrette a sostituire questi alimenti o a rinunciarvi.
L’inflazione è aumentata del 21,13% ; le conseguenze pesano direttamente sulla vita delle persone e sul carrello della spesa.
Ricordiamo anche la questione dei pesticidi; il Brasile è il paese che più consuma pesticidi al mondo (diversi sono espressamente vietati in Europa). Contaminano il suolo, l'acqua, compromettendo quindi la salute delle popolazioni locali e la genuinità dei prodotti esportati.
Oltre al disastro ambientale si registrano nel Paese crescenti violenze nei confronti dei lavoratori, delle donne, dei popoli indigeni e delle comunità locali. Il Conselho Indigenista Missionario (CIMI, 2020) denuncia un vertiginoso aumento di espropriazione di terra, incendi dolosi, fenomeni di abbandono dell'assistenza sanitaria e dell'educazione, minacce e conflitti. Si tratta di uno dei momenti storici più difficili e impegnativi per le popolazioni indigene.
Sono problemi che dovrebbero essere considerati prima di firmare qualsiasi accordo. Per questo motivo é urgente prendere parte alla difesa dell’ambiente, della salute, della vita; far si che i diritti delle comunità locali possano essere rispettati, non anteponendo il profitto di multinazionali o Corporation Transnazionali di cui gli Europei spesso sono interessati azionisti.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
31/05/2021
Un incontro per raccontare i sogni dei giovani, anche in un tempo di crisi come quello attuale. E' questo l'obiettivo di “Tempo di sogni: i desideri dei giovani per un futuro da costruire insieme”, l'evento che si terrà martedì 1 giugno dalle ore 10 alle 12 su YouTube e su Facebook. Aprirà la diretta Don Alberto Ravagnani , giovane sacerdote e youtuber. Interverranno il cantante Nek ed il sacerdote e conduttore televisivo Don Davide Banzato .
La solitudine forzata che hanno vissuto gli adolescenti sta causando gravi disagi psicologici. Anche in mancanza di dati statistici, sono ormai numerosi i segnali lanciati da operatori sanitari, insegnanti, psicologi: atti di autolesionismo, aumento dell'aggressività, disturbi alimentari. Si tratta di fattori di rischio che nel prossimo futuro potrebbero sfociare in forme di dipendenze patologiche nei giovani.
Il programma prevede un confronto a più voci su come questo tempo di pandemia possa trasformarsi in un’opportunità per ricominciare a sognare il proprio futuro. La parola sarà data ai giovani ospiti delle comunità di recupero dalle dipendenze, ai volontari, ai ragazzi in servizio civile ed agli studenti delle scuole che vorranno collegarsi. Sarà possibile inviare domande, riflessioni e commenti sul canale Youtube della diretta.
L'incontro è promosso dalle associazioni impegnate nella lotta alle dipendenze e la promozione di percorsi di prevenzione, riunite nel Tavolo Ecclesiale Dipendenze. L’evento sarà trasmesso online sul canale Youtube di Caritas Italiana e sulle pagine Facebook delle associazioni aderenti al Tavolo Ecclesiale Dipendenze.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/05/2021
Lunedì 24 maggio 2021 il Comitato Permanente sui Diritti Umani nel mondo della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, presieduto dall’On. Laura Boldrini, ha ricevuto in audizione rappresentanti della Comunità Giovanni XXIII – Operazione Colomba (nella foto i volontari con, a destra, l'On Boldrini) per riferire sulla situazione dei diritti umani in Colombia. Sono inoltre intervenuti Juan Camilo Zuluaga, del Nodo Italia a sostegno della Commissione della Verità, Simona Fraudatario, del Tribunale Permanente dei Popoli, Giovanna Martelli, già deputata, e Francesco Martone, già senatore e portavoce della rete “In Difesa Di”.
«Ho conosciuto personalmente i volontari di Operazione Colomba quando operavo oltre venti anni fa in Kossovo. - ha commentato l'on. Laura Boldrini - Ritengo che in queste circostanze sia sempre utile che i deputati e le deputate possano anche andare direttamente nei luoghi e avere interlocuzioni con le istituzioni, con la società civile e fare un’azione di pressione diretta. Vi ringrazio di averci dato la possibilità di ascoltare da voi le istanze. Vi siamo vicini. Vi ringraziamo per quello che fate, per come lo fate e spero che riusciremo ad avere una buona sinergia perché è importante lavorare insieme, istituzioni e società civile».
Per ascoltare audizione completa: https://webtv.camera.it/evento/18222#
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/05/2021
«Come Comunità Papa Giovanni XXIII affianchiamo Papa Francesco senza sé e senza ma, nell'opporsi al suicidio dell'umanità rappresentato dalle armi nucleari». Così Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, intervenuto in conferenza stampa oggi. «È giusto che diventi prioritario garantire la pace e la sicurezza per la povera gente — ha continuato — contribuendo a costruire la speranza del disarmo con una svolta reale. Serve un cammino di popolo, che parta dai territori e dai giovani, che salvaguardi le future generazoni dal flagello della guerra. Dobbiamo puntare sul dialogo, senza lasciare nessuno indietro. La vera sicurezza può nascere solo dalla cooperazione e dalla solidarietà internazionale»·
Ramonda ha anche sottolineato la necessità di lavorare alla riconversione dell'industria bellica, proponendo l'istituzione di un Ministero della Pace, che «Denunci l'immoralità e l'illegalità delle armi di distruzione di massa». «Ci rifiuteremo con i nostri giovani — ha concluso — di essere corresponsabili nell'alimentare focolai di guerra».
Il documento congiunto
Così Ramonda è intervenuto oggi durante la conferenza stampa on line di presentazione del documento firmato da 39 presidenti nazionali di realtà associative del mondo cattolico italiano, e che chiede all’Italia di ratificare il Trattato Onu di proibizione della armi nucleari. Il 25 aprile 2021 i presidenti nazionali delle Acli, dell’Azione cattolica italiana, dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, i responsabili italiani del Movimento dei Focolari e il coordinatore nazionale di Pax Christi hanno infatti proposto al mondo cattolico italiano la sottoscrizione di un documento nel quale si chiede al Governo e al Parlamento italiano la ratifica del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, entrato in vigore lo scorso 22 gennaio 2021 con il raggiungimento della cinquantesima ratifica.
In queste settimane il documento ha raccolto altre 34 adesioni (giungendo così a 39) da movimenti, associazioni e altre realtà del mondo cattolico italiano, cui hanno fatto seguito anche quelle di diversi direttori di riviste a diffusione nazionale e di importanti realtà locali.
«Ne deriva una richiesta alta e forte che si accompagna a quella insistente di Papa Francesco e di diversi vescovi italiani che si sono ufficialmente espressi in questa direzione – affermano i promotori -. Il Governo e il Parlamento del nostro Paese non possono restare insensibili a tutti questi appelli, che si uniscono a quelli della campagna Italia ripensaci che ha visto una forte mobilitazione di sindaci e di realtà della società civile nel richiedere al nostro Paese la ratifica del Trattato Onu».
Alla conferenza stampa sono intervenuti alcuni dei firmatari del documento.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/05/2021
Nel 2020 sono state 1.498 le mamme che hanno contattato il Servizio Vita della Comunità di don Benzi per richiedere un aiuto o un accompagnamento perché stavano vivendo una gravidanza difficile. Nel giorno in cui ricorrono i 43 anni dall'approvazione della legge che ha legalizzato l'aborto in Italia, sono stati resi noti i dati del lavoro al fianco delle donne che vivono una maternità difficile.
La Comunità Papa Giovanni XXIII ha attivo un numero verde 800.035036 ed un numero whatsapp 342.7457666 per le maternità difficili. Complice la pandemia, che teneva le persone chiuse in casa, il numero dei contatti è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.
«Le nostre volontarie offrono una relazione di sostegno e valorizzante. Da una telefonata o un messaggio possono nascere ore di dialogo al telefono o in chat, in cui si offrono ascolto, comprensione, rassicurazioni, spunti di riflessione. Si parte dall'aiutare queste donne a dare un significato pieno alla loro vita e le si aiuta a scoprire il dono prezioso che hanno dentro di sé, anche se stanno attraversando un momento di difficoltà e confusione. Un prezioso rinforzo viene anche da altre donne che in passato hanno attraversato esperienze simili e che si sono rese disponibili a portare la propria testimonianza», commenta Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.
«Al dialogo segue la progettazione condivisa di possibili strade per risolvere i problemi. Tante volte questo comporta un lavoro ulteriore per gli operatori: dialogo col compagno, coi genitori, contatti coi servizi sociali, con associazioni di volontariato sul territorio, con avvocati, con medici.
Questa vicinanza concreta fa sentire alla mamma di non essere da sola, che qualcuno crede in lei e nel suo bambino. Qui può avvenire il miracolo dell’aprirsi alla vita — continua Ramonda —. Tanti pensano ad erogare aiuti economici. In realtà la cosa più importante è creare spazi per accogliere le donne, ascoltarle, valorizzare il bimbo che vive in loro».
«La cura del bambino fin dal concepimento misura il grado di maturità di un popolo e lo risana, diceva il nostro fondatore don Oreste Benzi. La solidarietà con le mamme ed i bambini è fondamentale per costruire una società migliore», conclude Ramonda.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/05/2021
La Comunità Papa Giovanni XXIII si unisce in spirito alla Veglia di Pentecoste che verrà celebrata Sabato 22 Maggio alle ore 17 a Gerusalemme. Raccogliendo l'invito del Santo Padre saremo accanto ai cristiani di Terra Santa per implorare con loro il dono di una pace duratura. La ripresa di un dialogo sincero è la via per evitare non solo altre esplosioni di violenza ma anche per gettare le basi di un accordo basato sulla giustizia e sulla riconciliazione.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
20/05/2021
«Esprimiamo la nostra soddisfazione per il riconoscimento della Lingua Italiana dei Segni (LIS): uno strumento fondamentale per l'inclusione della comunità delle persone sorde, una minoranza linguistica e culturale che oggi è in festa». E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito all'approvazione del Decreto Sostegni, che all'Articolo 34-ter. “riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS) e la lingua dei segni italiana tattile (LIST)”.
«La LIS è una vera e propria lingua con propria struttura linguistica ed un vocabolario, usata da decine di migliaia di persone sorde lungo tutta la penisola. - continua Ramonda - Ora sarà possibile per le persone sorde, in particolare per i bambini, imparare una lingua con cui comunicare con l’ambiente circostante. Ringraziamo l’Ente Nazionale Sordi che ha avuto un ruolo fondamentale nella tutela, promozione e rispetto dei diritti delle persone sorde.»
La Comunità Papa Giovanni XXIII promuove il progetto InsegniApprendi. Realizza materiale multimediale in formato accessibile in lingua dei segni e lingua letto scritta per favorire la letto–scrittura e facilitare il suo apprendimento, con illustrazioni grafiche e animazioni, materiale didattico ed educativo per bambini sordi e udenti in diverse lingue, dai contenuti semplici che seguono il livello educativo delle scuole dell’infanzia ed elementare, per educare verso una cultura inclusiva a partire già da questa età. Realizza progetti d’inclusione, attività educative e di sensibilizzazione. Promuove una pastorale delle persone sorde.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
19/05/2021
Dialogo Laudato Si su Energia e Combustibili Fossili.
Ore 15:00
La risonanza mondiale del disinvestimento cattolico
Un dialogo online per accrescere la consapevolezza sul ruolo dell'energia e dei combustibili fossili nella crisi della nostra casa comune, compresi gli impatti sulla salute, portando l’attenzione sulle linee guida sul disinvestimento del Vaticano e sul più grande impegno di fede e disinvestimento cattolico mai intrapreso finora. Il tavolo incoraggerà il pubblico a considerare l'importanza delle linee guida per gli investimenti etici e li inviterà a unirsi alla LSAP per guidare il loro percorso.
Per conoscere e visitare la pagina ufficiale della “Settimana Laudati Si” edizione 2021
vai al sito ufficiale
Per approfondire la rete del “Movimento Cattolico Mondiale per il clima” (GCCM)
vai al sito ufficiale
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
17/05/2021
Sono arrivati questa mattina, 17 maggio, all’aeroporto di Fiumicino 40 profughi provenienti dall’isola greca di Lesbo. Si tratta di famiglie e ragazzi in fuga da Paesi dove sono in corso guerre, violenze o situazioni insostenibili. Due ragazzi, che hanno appena compiuto la maggiore età, saranno accolti in due case famiglia della Papa Giovanni XXIII in provincia di Rimini.
Ettore (nome di fantasia), viene dal Gambia, una striscia di terra africana dove la metà della popolazione è analfabeta, uno dei paesi più poveri e meno sviluppati al mondo. Scappato in cerca di speranza ha attraversato il deserto, passando per il Medio Oriente, arrivando in Turchia e da qui è arrivato in una delle isole greche. Andrea (nome di fantasia) invece viene da Kabul, Afghanistan. Da quando è nato ha sempre vissuto la guerra.
Stefano (nome di fantasia), viene dal Bangladesh. Ha lasciato il suo paese quando aveva 15 anni dopo aver perso tutta la sua famiglia ed essere rimasto solo. Ha viaggiato a piedi, in macchina, in autobus passando per India, Pakistan, Iran e Turchia. Infine è arrivato in una delle isole greche.
«Questi ragazzi sono partiti poco più che bambini dai loro paesi e per anni hanno attraversato paesi, pericoli e soprusi. Adesso nelle case famiglia in cui saranno accolti, dopo un periodo di quarantena, cercheranno il sostegno necessario per ricostruirsi una nuova vita. E' più che un diritto, è una speranza che va protetta», commenta Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità di don Benzi.
Il corridoio umanitario è stato realizzato grazie al protocollo firmato da Comunità di Sant’Egidio e ministero dell’Interno, nonché dalla collaborazione delle autorità greche e il sostegno della Commissione europea. Dal febbraio 2016 ad oggi 3.500 persone sono giunte in modo sicuro e legale, al riparo dai trafficanti di esseri umani, in Italia e altri paesi europei.
Con i corridoi umanitari dalla Grecia si tenta di risolvere la situazione di una parte dei profughi - famiglie con bambini, persone vulnerabili e minori non accompagnati - presenti nell’isola di Lesbo ormai da tempo, in attesa di una collocazione, con condizioni di vita rese ancora più difficili in questi ultimi mesi per gli effetti della pandemia.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
14/05/2021
Il 3 luglio del 1973 partiva un’esperienza che avrebbe segnato la vita e il futuro di migliaia di persone: a Coriano, vicino Rimini, don Oreste Benzi faceva nascere la prima Casa Famiglia con la volontà non di fornire un servizio, ma per la scelta di condividere la propria vita, la scelta dell’appartenenza, di unire la propria vita a quella di persone sole, in difficoltà, emarginate, disabili, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, e di farle diventare parte della propria famiglia, senza alcuna distinzione e per sempre.
Da allora quel modello si è diffuso in tutto il mondo e la Comunità non ha mai smesso di accogliere, di essere famiglie e per diventare famiglia. Per questo celebriamo la Giornata Internazionale delle Famiglie anche come la festa di tutte le nostre oltre 300 famiglie che accolgono migliaia di bambini, anziani, persone sole, chi non ha nessuno e di cui nessuno si innamora.
Per noi l’accoglienza è un dono, un dono di Dio per chi crede. Nelle famiglie della Comunità Papa Giovanni XXIII non si scelgono le persone da accogliere, le richieste vengono fatte dai servizi sociali, dai sacerdoti o da chi viene a bussare alle nostre porte. Noi genitori ogni volta ci interroghiamo, perché venga rispettata la paternità e maternità responsabile, perché si riesca sempre ad avere il giusto tempo e attenzione da dedicare a tutte le persone in casa. L’importante è far maturare un cuore generoso.
Per me la famiglia è quel luogo di amore, di tenerezza, di responsabilità, di sacrificio anche, di relazioni, di dialogo, di guardare avanti nella stessa direzione e di scegliersi ogni giorno, che un uomo e una donna costruiscono, nella complementarietà. La bellezza di un cammino che parte nella giovinezza e continua nella vecchiaia è una cosa meravigliosa, una sfida per tutti.
La famiglia è anche aperta alla vita, al punto tale che anche chi, per motivi fisici, non può generare, può aprirsi accogliendo bambini e ragazzi che non hanno un papà e una mamma.
La famiglia diventa così una cellula fondamentale e fortissima del tessuto sociale e oggi, in occasione della Giornata Internazionale delle Famiglie, vogliamo ricordarlo a tutti e celebrarla all’unisono, noi della Comunità Papa Giovanni XXIII insieme ai nostri amici, parenti, a tutte le persone che ci sostengono e ci sono vicine come possono.
Giovanni Ramonda
Responsabile Generale
Comunità Papa Giovanni XXIII
Oltre a Giovanni Ramonda e sua moglie Tiziana, sono tantissimi i papà e le mamme delle nostre famiglie e Case Famiglia che ogni giorno donano la propria casa, il proprio tempo, tutta la propria vita a chiunque necessiti di essere accolto e aiutato.
Sul sito casafamiglia.apg23.org puoi leggere le nostre storie, ascoltare le nostre testimonianze-video, e soprattutto sostenere il nostro impegno per gli ultimi con una donazione.
La Giornata Internazionale delle Famiglie è un po’ “la nostra giornata”, e anche la tua, che seguendoci e standoci accanto come puoi, permetti alle nostre famiglie di continuare ad accogliere chi ha bisogno e ad essere ciò che sono: Più che case. Famiglia.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
13/05/2021
La “Settimana Laudato Si’” 2021 conclude l’ “Anno Laudato Si’” proclamato da Papa Francesco ed il Dicastero per lo Sviluppo Umani e Integrale propone alla Chiesa cattolica, in comunione con le altre Chiese e Religioni, di “Celebrare il Cambiamento”.
Anche quest’anno, la Settimana Laudato si è facilitata dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (GCCM) e la nostra Comunità è fra i partner di supporto e organizzazione.
Gli eventi si svolgeranno dal 17 al 25 maggio, e rappresentano il coronamento dell’Anno Speciale “Laudato Si’” e la celebrazione del grande progresso che l’intera Chiesa cattolica ha compiuto sulla via della conversione ecologica.
La Settimana Laudato Si’ 2021 sarà anche un momento per riflettere su ciò che la pandemia COVID-19 ci ha insegnato e per prepararci per il futuro con speranza.
Sulla pagina web ufficiale promossa dal Global Catholin Climate Movement tutto il programma dell’iniziativa.
La Settimana Laudato Si’ iniziò come momento di celebrazione del primo anniversario della lettera enciclica di Papa Francesco che sta cambiando il mondo: la “Laudato si’: sulla cura della nostra casa comune”.
L’Enciclica “Laudato Si’” ha aiutato gli 1,3 miliardi di cattolici nel mondo a capire meglio che “tutto è connesso” e ha inserito millenni di dottrina cattolica nel contesto della crisi ecologica e dell’emergenza climatica di oggi.
Papa Francesco ha terminato di scrivere la Laudato si’ il 24 maggio 2015 e, un anno dopo, migliaia di cattolici si sono uniti per celebrare l’Enciclica che aveva già stimolato la preghiera e l’azione per la nostra casa comune.
La “Settimana Laudato Si’” che si è tenuta nel 2020 è stata una settimana come nessun’altra prima d’allora.
I cattolici di tutto il mondo prenderanno parte alla celebrazione che rappresenterà il momento culminante dell’ Anno dell’Anniversario Speciale Laudato Si’ .
L’evento di una settimana consentirà ai fedeli di celebrare il grande progresso che la Chiesa globale ha compiuto nel suo viaggio di conversione ecologica negli ultimi sei anni e offrirà una chiara tabella di marcia per il decennio a venire.
Sappiamo che resta ancora molto da fare, ma ci rallegriamo e celebriamo i passi compiuti fino ad ora e guardiamo al futuro con speranza.
Una vasta gamma di workshop, formazione, preghiera ed eventi ci aiuterà ad approfondire questi temi:
Giornata d’azione globale in cui individui, comunità e istituzioni in tutto il mondo organizzeranno azioni concrete per prendersi cura della nostra casa comune
Concerto in streaming dal vivo e festival culturale in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, 22 maggio
Raduno di preghiera e mandato missionario di cattolici per andare ad annunciare il Vangelo del creato in ogni angolo del globo
Evento di chiusura per il lancio della Piattaforma di Iniziative Laudato Si ’, che aiuterà a guidare questo lavoro nel prossimo decennio
Anche la Comunità Papa Giovanni XXIII si impegna concretamente per il cambiamento, in ogni parte del mondo in cui è presente e condivide la vita con i poveri.
PROGRAMMA:
LUNEDI 17 MAGGIO 2021
Dialogo sui processi delle Nazioni Unite e sui COP
MARTEDI 18 MAGGIO 2021
Dialogo sull'educazione e la conversione ecologica
MERCOLEDI 19 MAGGIO 2021
Dialogo su economia, energia e combustibili fossili
GIOVEDI 20 MAGGIO 2021
Presentazione della rete di preghiera per la cura del creato
VENERDI 21 MAGGIO 2021
Giornata d'azione mondiale per la nostra casa comune
SABATO 22 MAGGIO 2021
Festival Laudato Si "Songs for Creation" (Giornata mondiale della biodiversità)
DOMENICA 23 MAGGIO 2021
Incontro di Preghiera per la chiusura dell’Anno dell’Anniversario Speciale della Laudato Si’
LUNEDI 24 MAGGIO 2021
Tavola rotonda sull’ accesso all'acqua, ai servizi sanitari e all'igiene
DOMENICA 25 MAGGIO 2021
Lancio ufficiale della Piattaforma di Iniziative Laudato Si’
Per conoscere e visitare la pagina ufficiale della “Settimana Laudati Si” eduzione 2021
vai al sito ufficiale
Per approfondire la rete del “Movimento Cattolico Mondiale per il clima” (GCCM)
vai al sito ufficiale