La storia della Casa Famiglia “Piccoli Angeli”

Una vita fatta di tanti “sì”

Teresa e Fabrizio, Bicio per gli amici, sono mamma e papà della Casa Famiglia “Piccoli Angeli”, nata da tanti “sì” semplici ma radicali.

 

Il primo sì arriva più di trent’anni fa, in Sardegna, quando Teresa incontra per la prima volta la Comunità Papa Giovanni XXIII.

 

“Mi sono innamorata subito di questa vita. Vedere una coppia con i propri figli e altri bambini che li chiamavano mamma e babbo, pur non essendo i loro genitori, mi ha aperto qualcosa dentro che ancora oggi non so spiegare”.

 

Le mamme e i papà delle Case Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII scelgono di condividere la propria vita con bambini, persone con disabilità e persone emarginate, accogliendoli nelle proprie case e offrendo loro affetto, cura e amore incondizionato per sempre.

Una casa aperta a tutti

In Teresa cresce il desiderio di creare una famiglia capace di accogliere chiunque abbia bisogno. Lo realizza a Montegridolfo, nelle colline del riminese, insieme ad Annamaria, la nonna di casa e tra le prime accolte, e Mattia, un ragazzo con una grave disabilità.

 

“Quando è arrivato era solo un bambino e i primi tempi sono stati molto difficili. Poi, con il passare dei giorni, abbiamo imparato a conoscerci e a volerci bene. Mattia mi ha aiutata molto a guarire in tante cose”.

Scegliere insieme una vita di condivisione

Bicio entra in casa un passo alla volta: inizia portando regolarmente del pane avanzato dal forno in cui lavorava da donare alla casa famiglia, e poi diventa una presenza importante per Teresa, fino a sposarsi e scegliere di vivere insieme una vita aperta all’accoglienza.

 

Da allora, la famiglia continua ad allargarsi, ogni persona che è arrivata, che sia rimasta o ripartita, trova spazio nell’album dei ricordi della famiglia, e nei legami che durano una vita.
Oggi, oltre a Mattia e Annamaria, vivono con Nina, Ebrima, Isabella, Kevin. Ognuno con la propria storia, le proprie fragilità, il proprio bisogno di essere accolto. Ognuno capace, a sua volta, di lasciare qualcosa nella vita di chi lo accoglie.

Un sì, ogni giorno

Dopo 30 anni di casa famiglia, il desiderio di accogliere di Teresa e Bicio non si è spento. Anzi, è diventato ancora più essenziale.

 

“Questa rimane la nostra vocazione, la nostra gioia e la nostra pienezza. Io non farei un’altra scelta. Se me lo richiedessero, direi ancora sì, tutti i giorni.”

 

Ed è forse questo il dono più grande che questa Casa Famiglia continua a testimoniare: una vita che si compie non trattenendo, ma scegliendo ogni giorno di donarsi.

Conosci la storia delle nostre Case Famiglia?

“Ognuno ha diritto a una famiglia”, diceva don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il suo desiderio era dare una famiglia a tutte le persone che non ne hanno una e sono rimaste sole, indipendentemente dall’età, dalla storia e dalla provenienza.

 

Nacque così a Rimini, nel 1973, la Casa Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, prima esperienza in Italia di accoglienza in famiglia e modello unico ancora oggi. Continua a vivere in più di 300 Case Famiglia e famiglie in oltre 40 Paesi del mondo, dove migliaia di persone trovano una risposta al bisogno più profondo di ciascuno di noi: sentirsi amati.