COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
14/01/2015
In un report presentato ai rappresentanti di Parlamento e Governo l’associazione evidenzia il fatto che, a distanza di 8 anni dal superamento del ricovero di minori in istituto, realizzatosi nel 2006 grazie alla legge 149/2001, «sono ancora migliaia i bambini ed i ragazzi che vivono in un contesto etero familiare attuato in strutture di accoglienza che non sono familiari, dove sono presenti operatori validi dal punto professionale, ma che non rispondono ai bisogni di “relazioni familiari” di cui necessitano molti bambini e ragazzi allontanati dalle loro famiglie.
Il problema, secondo l’associazione, è che la legge 184/83, poi modificata dalla legge 149/01, «definisce impropriamente tutte le comunità quali comunità di tipo familiare» non distinguendo tra quelle che sono davvero strutturate come una famiglia, con un papà e una mamma presenti a tempo pieno, e le comunità gestite da educatori a turno.
Il risultato di questa ambiguità legislativa, secondo la Comunità Papa Giovanni XXIII, è che quei bambini anche molto piccoli che sono stati collocati in comunità – oltre 1000 da 0 a 2 anni, 2100 se si arriva fino a 5 anni, secondo i dati del Ministero del lavoro e politiche sociali al 31/12/2011 – potrebbero essere «privati delle relazioni familiari fondamentali in questa fase del loro sviluppo».
Per questo l’associazione chiede a Parlamento e Governo di attivarsi per modificare la legge 184/83, eliminando l’impropria definizione di Comunità di tipo familiare e distinguendo con chiarezza le varie tipologie di comunità.
La nuova norma dovrebbe quindi prevedere che i minori allontanati dalla famiglia di origine possano essere collocati in una famiglia affidataria o in una struttura familiare gestita da una coppia di coniugi o comunque da una figura paterna e materna presenti a tempo pieno, come avviene nelle comunità familiari e nelle case famiglia multiutenza, e solo quando questo non sia possibile si ricorra alle comunità educative.
Misure ancora più precise, secondo l’associazione, andrebbero previste per i più piccoli: «Per l’accoglienza dei bambini sotto i sei anni va disposto che questa possa avvenire solo nelle famiglie affidatarie o Case Famiglia o nelle Comunità Familiari, vietando l’inserimento nelle Comunità Educative».
Dall’incontro con la Sottosegretaria Franca Biondelli è emersa la disponibilità da parte del Ministero del Welfare a predisporre entro il 2015 delle Linee di indirizzo nazionali sull’accoglienza nelle Comunità che recepisca e definisca le diverse tipologie delle Comunità.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/12/2014
Il 1° Gennaio 2015 a Rimini la Comunità Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con il Coordinamento Rimini per la Pace, promuove la Marcia per la Pace dal titolo "Non più schiavi ma fratelli".
La Marcia partirà alle ore 15 dalla Chiesa di S. Nicolò e si snoderà lungo le vie del centro cittadino.
Per maggiori informazioni:
Antonio De Filippis, tel. 348 2488102, antonio.defilippis@apg23.org
La Comunità Papa Giovanni XXIII è impegnata per la promozione della pace attraverso modalità nonviolente di risoluzione dei conflitti e interventi diretti in aree e situazioni di conflitto con i volontari di Operazione Colomba, il corpo nonviolento di pace dell'Associazione.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/12/2014
«In Zambia l’aspettativa di vita di 53 anni si riduce drasticamente a 39 anni per le persone sieropositive. Lo Zambia è un Paese ad alta prevalenza di HIV, si stima che il 12,7% circa della popolazione tra i 15 ed i 49 anni ne sia affetto (UNAIDS Report on the Global AIDS Epidemic 2013)», racconta Elisabetta Garuti, di ritorno da qualche mese da questo paese, che nonostante il cammino di sviluppo economico che sta compiendo, rimane uno fra i più poveri dell’Africa Sub-sahariana.
Elisabetta è coordinatrice per il Progetto Rainbow in Zambia, Kenia, Tanzania della Comunità Papa Giovanni XXIII e Coordinatrice dell’Ong Condivisione fra i Popoli fondata dalla Comunità.
Il Progetto Rainbow è un modello di intervento che nasce in Zambia nel 1998: agisce su vasta scala ed è rivolto al sostegno dei bimbi orfani di Aids o vittime della fame e alle famiglie colpite in diversi modi dall'epidemia.
Propone un sostegno nutrizionale, il sostegno scolastico, un’attività di micro-credito per l’avvio di attività agricole, l’accoglienza dei ragazzi di strada e l’assistenza sanitaria.
«Più della metà dei bambini sieropositivi, se non trattato, muore prima del raggiungimento del secondo anno di vita. L’Aids è tutt’altro che un problema risolto, anche se la situazione è molto migliorata grazie ai farmaci antiretrovirali che vengono distribuiti gratuitamente. Purtroppo però non basta assicurare l’accesso gratuito ai farmaci, se poi una persona malata per averli deve percorrere anche 40 chilometri a piedi o con mezzi di fortuna. Affrontano l’Hiv senza avere cibo a sufficienza, con alle spalle una famiglia che vive di stenti. Ci sono famiglie costituite da soli bambini orfani. L’Aids continua ad uccidere ovunque, ormai sempre di più nel silenzio, sempre di più fra i più poveri».
L’approccio all’epidemia dell'Aids oggi è cambiato: si è passati dalla necessità di fronteggiare un’emergenza ad un virus che continua a diffondersi in contesti di povertà strutturale.
La giornata mondiale contro l’Aids trova impegnate in Zambia Gloria Gozza, la dott.sa Giulia Amerio, la dott.ssa Stefania Moramarco e Clarice Ciarlantini, ostetrica di 24 anni: «Io sono una privilegiata, ogni giorno esausta alla sera ho il cuore che esplode per i bambini, le mamme e le persone che incontro; le loro storie sono entrate a far parte di me. L’unica parola cui riesco a pensare è “grazie"»
Elisabetta Garuti contestualizza l’emergenza Ebola: «per ora la dimensione di questa epidemia è molto inferiore rispetto all’Aids. Il problema di Ebola è che è estremamente difficile da controllare in situazioni, come le baraccopoli, dove le persone vivono in estrema miseria e in condizioni di sovraffollamento. Certo è che se dovesse arrivare in Zambia noi ci saremo, non fuggiremo»
Per informazioni e approfondimenti:
Marco Tassinari: 328.1187801
Elisabetta Garuti: 340.3324601
foto: https://www.flickr.com/photos/apg23/sets/72157649106765349/
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
20/10/2014
A Castel Maggiore è nata la nuova Capanna di Betlemme della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Gli accolti sono sempre più di origine italiana vittima delle nuove povertà.
La Capanna di Betlemme è operativa nel bolognese sin dal 2003; nel solo 2013 hanno trovato accoglienza 223 persone. Di queste, 104 sono italiani.
«Sono persone che magari fino ad un paio di anni fa conducevano una vita normale – spiega il responsabile della struttura, Giorgio Galvagno – poi hanno perso il lavoro, la casa, la famiglia e si sono ritrovate in mezzo ad una strada».
La nuova sede della Capanna di Betlemme è una antica cascina ristrutturata, messa a disposizione dalla famiglia Seragnoli, e consentirà di accogliere contemporaneamente oltre 20 persone.
«Non facciamo però assistenzialismo – conclude Galvagno –. Offriamo un'occasione a chi finisce sulla strada per ritrovare fiducia e ripartire».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
15/09/2014
Pochi giorni fa' è stata inaugurata ufficialmente la la settima Capanna di Betlemme in Italia e sono già 20 le mamme e le donne che hanno trovato accoglienza al suo interno.
La Capanna, che si trova nel centro storico di Chieti all'interno di un convento donato dalle Suore Orsoline alla Comunità, darà protezione e conforto alle mamme in difficoltà, alle donne vittime di violenze e a ragazzi "senza tetto" che hanno voglia di ripartire e intradrendere percorsi di riinseriemento sociale.
Fra le donne accolte c'è V. una ragazza che per problemi economici aveva paura di proseguire la gravidanza e C. una mamma con due figli che dopo la separazione e la perdita del lavoro era stata sfrattata e non sapeva dove vivere.
Per loro e per altre persone ora c'è un riparo.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
13/06/2014
Evento parallelo al 26° Consiglio dei Diritti Umani
Il mandato dell'esperto indipendente sui diritti umani e la solidarietà internazionale è stato istituito nel 2005 (Risoluzione della Commissione sui Diritti Umani 2005/55). L'esperto indipendente ha il compito di studiare la questione dei diritti umani e della solidarietà internazionale e di preparare un progetto di dichiarazione sul diritto dei popoli e degli individui alla solidarietà internazionale, tenendo conto dei risultati di tutti gli incontri principali delle Nazioni Unite e di altri vertici globali e ministeriali nei settori economici e sociali, e ricercando le opinioni e i contributi dei governi, delle agenzie delle Nazioni Unite, delle organizzazioni interessate e delle ONG, nonché da altri attori rilevanti che rappresentino la più ampia gamma possibile di interessi ed esperienze.
Le ONG co-organizzatrici di questo evento parallelo stanno sostenendo e/o sono interessati al mandato dell'esperto indipendente sulla Solidarietà Internazionale e i Diritti Umani e appoggiano la causa della Solidarietà Internazionale. Nel corso della sessione ordinaria 26 del Consiglio per i diritti umani, la signora Virginia Dandan, l'esperto indipendente Solidarietà Internazionale e i Diritti Umani consegnerà la sua relazione con la prima bozza della dichiarazione.
Essendo il dichiarare la solidarietà internazionale come un diritto, un dibattito ancora controverso, questo evento vuole essere utile ai governi e alla società civile per capire meglio l'importanza e il valore aggiunto del diritto alla solidarietà internazionale così come i suoi contenuti giuridici.
Co-organizzazione
ONG - Membri del CINGOs WG di RST e IS Ginevra
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Caritas Internationalis (Confederazione Internazionale della Caritas cattoliche)
Organisation Internationale pour le Droits à l'Istruzione et la Liberté d'Einsegnement
Domenicani per la Giustizia e la Pace (Ordine dei Predicatori)
Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice
New Humanity
Co-sponsor
Associazione Point-Coeur
VIDES Internazionale
Forum di Ginevra delle ONG di ispirazione cattolica
Moderatore
Maria Mercedes Rossi - Principale Rappresentante presso le Nazioni Unite dell' Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Interventi
John Bingham - Advocacy Officer della Commissione Cattolica Internazionale sulla Migrazione e Coordinatore del Forum globale su migrazione e sviluppo - Come il Diritto alla Solidarietà internazionale potrebbe avere un impatto efficace sulla vita delle persone bisognose - l'esempio delle migrazioni
Virginia Dandan - Esperto Indipendente per i Diritti Umani e la Solidarietà Internazionale - Il progetto di Dichiarazione sul Diritto di individui e popoli alla solidarietà internazionale
Maria Angeles Cano - Università degli Studi "Re Juan Carlos", Madrid (Spagna) - Dalla Dichiarazione sul Diritto di individui e popoli alla solidarietà internazionale nell'ambito del sistema del diritto internazionale vigente
Nahida Sobhan, Consigliere per gli Affari Politici - Missione Permanente della Repubblica del Bangladesh a UNOG - Rilevanza del Diritto di Solidarietà Internazionale sulle prospettive di un paese in via di sviluppo
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
13/06/2014
Il mandato dell'esperto indipendente sui diritti umani e la solidarietà internazionale è stato istituito nel 2005 (Risoluzione della Commissione sui Diritti Umani 2005/55). L'esperto indipendente ha il compito di studiare la questione dei diritti umani e della solidarietà internazionale e di preparare un progetto di dichiarazione sul diritto dei popoli e degli individui alla solidarietà internazionale, tenendo conto dei risultati di tutti gli incontri principali delle Nazioni Unite e di altri vertici globali e ministeriali nei settori economici e sociali, e ricercando le opinioni e i contributi dei governi, delle agenzie delle Nazioni Unite, delle organizzazioni interessate e delle ONG, nonché da altri attori rilevanti che rappresentino la più ampia gamma possibile di interessi ed esperienze.
Le ONG co-organizzatrici di questo evento parallelo stanno sostenendo e/o sono interessati al mandato dell'esperto indipendente sulla Solidarietà Internazionale e i Diritti Umani e appoggiano la causa della Solidarietà Internazionale. Nel corso della 26° sessione ordinaria del Consiglio per i diritti umani, la signora Virginia Dandan, l'esperto indipendente Solidarietà Internazionale e i Diritti Umani consegnerà la sua relazione con la prima bozza della dichiarazione.
Essendo il dichiarare la solidarietà internazionale come un diritto, un dibattito ancora controverso, questo evento vuole essere utile ai governi e alla società civile per capire meglio l'importanza e il valore aggiunto del diritto alla solidarietà internazionale così come i suoi contenuti giuridici.
Co-organizzazione
ONG - Membri del CINGOs WG di RST e IS Ginevra
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Caritas Internationalis (Confederazione Internazionale della Caritas cattoliche)
Organisation Internationale pour le Droits à l'Istruzione et la Liberté d'Einsegnement
Domenicani per la Giustizia e la Pace (Ordine dei Predicatori)
Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice
New Humanity
Co-sponsor
Associazione Point-Coeur
VIDES Internazionale
Forum di Ginevra delle ONG di ispirazione cattolica
Moderatore
Maria Mercedes Rossi - Principale Rappresentante presso le Nazioni Unite dell' Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Interventi
John Bingham - Advocacy Officer della Commissione Cattolica Internazionale sulla Migrazione e Coordinatore del Forum globale su migrazione e sviluppo - Come il Diritto alla Solidarietà internazionale potrebbe avere un impatto efficace sulla vita delle persone bisognose - l'esempio delle migrazioni
Virginia Dandan - Esperto Indipendente per i Diritti Umani e la Solidarietà Internazionale - Il progetto di Dichiarazione sul Diritto di individui e popoli alla solidarietà internazionale
Maria Angeles Cano - Università degli Studi "Re Juan Carlos", Madrid (Spagna) - Dalla Dichiarazione sul Diritto di individui e popoli alla solidarietà internazionale nell'ambito del sistema del diritto internazionale vigente
Nahida Sobhan, Consigliere per gli Affari Politici - Missione Permanente della Repubblica del Bangladesh a UNOG - Rilevanza del Diritto di Solidarietà Internazionale sulle prospettive di un paese in via di sviluppo
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
11/04/2014
Maruf è un bimbo di 8 anni, affetto dalla sindrome di Down, arrivato qualche tempo fa al villaggio di Chalna in Bangladesh.
Qui la Comunità ha diverse strutture dove accoglie e dà quotidianamente un sostegno integrato di istruzione e servizi sanitari agli ultimi fra gli ultimi, gli intoccabili, i fuori casta. Persone che per la cultura locale non hanno diritto all’essere considerate tali.
Leggi la sua storia su
Un Pasto al GIorno
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/03/2014
Evento parallelo al 25° Consiglio dei Diritti Umani
Fonte: new-umanity.org
Il 21 marzo, la sala XXIV del Palais des Nations ha ospitato il seminario dal titolo "Sistema Internazionale dei Diritti Umani - Il ruolo della Santa Sede e delle ONG di ispirazione cattolica presso le Nazioni Unite". Organizzato dalla delegazione di New Humanity a Ginevra e dal Forum delle ONG di ispirazione cattolica, l'evento ha visto la partecipazione di 60 giovani studenti provenienti da tutto il mondo e membri di New Humanity.
I relatori dell'evento sono stati: l'Osservatore permanente della Santa Sede presso l'Onu, mons. Silvano M. Tomasi, la Dott.ssa. Alessandra Aula del Bureau International Catholique, Professor Alfred Fernandez direttore di OIDEL e di Henry Dunant University College, Dott.ssa Maria Mercedes Rossi, rappresentante dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e il Dr. Stefano Nobile di Caritas Internationalis.
L'evento è stato presieduto dal Dr. Jorge M. Dias Ferreira, rappresentante principale di New Humanity al Palais des Nations.
I contributi dei relatori ha pienamente soddisfatto le aspettative dei giovani presenti, i quali erano impegnati in un corso di formazione nella Dottrina Sociale della Chiesa presso il centro di formazione di Montet (nel cantone svizzero di Friburgo).
Ha seguito un vivace e aperto dibattito fra i relatori e i giovani presenti in modo particolare che hanno apprezzato il coinvolgimento operativo dei membri delle varie ONG presenti nell'affrontare casi di estrema povertà e di cooperare in armonia alle Nazioni Unite.
Come ha osservato un partecipante alla fine della conferenza, "una visione positiva, e ricca di speranza, è stata data di questa grande istituzione che, nonostante i suoi limiti, permette di agire a livello istituzionale per progredire verso un maggiore e concreto rispetto dei diritti umani."
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
14/02/2014
Nuovo passo avanti per la causa di beatificazione di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII. La Congregazione per le Cause dei Santi ha infatti trasmesso al vescovo di Rimini, a firma del cardinale prefetto Angelo Amato, il nulla osta per iniziare il processo di beatificazione.
«È una notizia che ci riempie il cuore di gioia – ha dichiarato Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII –. Un importante riconoscimento della Chiesa che ci spinge ad impegnarci ancora di più nel vivere quell’amore a Gesù e ai poveri che don Oreste ci ha trasmesso con l’insegnamento ma soprattutto con la vita».
Il 24 ottobre 2013 la postulatrice, la teologa Elisabetta Casadei, aveva consegnato al vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, la richiesta formale di aprire la causa, dopo un anno di ricerche circa la “fama di santità” di don Benzi, sostenuta da molte lettere tra cui quelle di 9 cardinali, 41 vescovi italiani e 11 vescovi e arcivescovi stranieri, oltre a vari movimenti ecclesiali e, naturalmente, della stessa Comunità Papa Giovanni XXIII.
Il vescovo Lambiasi aveva quindi inviato la richiesta di nulla osta alla Congregazione delle cause dei Santi, che ora ha dato il proprio consenso a procedere. Sentito il parere della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna il vescovo potrà quindi attivarsi per iniziare la prima fase del processo di beatificazione, quella diocesana.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
13/09/2013
Un evento parallelo intitolato "Diritto allo sviluppo e post-2015 Agenda" si è tenuto il 13 Settembre 2013 in concomitanza con la 24° sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Il 13 settembre, la signora Tamara Kunanayakam, presidente e relatore del Gruppo di Lavoro Intergovernativo sul Diritto allo Sviluppo, ha presentato una relazione sullo stato di attuazione del diritto allo sviluppo, con particolare attenzione ai criteri e sub-criteri operativi che sono alla base di questo diritto. Nella 68° sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite tenutasi in settembre 2013 è stato organizzato un evento speciale sugli OSM e l'Agenda per lo sviluppo post-2015.
L'agenda di sviluppo dopo il 2015 dovrebbe promuovere un ambiente favorevole per raggiungere gli obiettivi comuni, sostenere soluzioni globali a problemi globali e guidare gli sforzi di sviluppo nazionali, pur sostenendo l'empowerment delle persone a determinare il proprio futuro.
I co-organizzatori di questo evento parallelo, sono fermamente convinti che l'attuazione del diritto allo sviluppo è un elemento essenziale per conseguire il pieno rispetto di tutti gli altri diritti umani e di stabilire un partenariato globale, che è urgente, al fine di sviluppare soluzioni globali alle sfide globali.
Questo evento è stato organizzato da:
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Caritas Internationalis (Confederazione Internazionale della Catholic Charities)
Domenicani per la Giustizia e la Pace (Ordine dei Predicatori)
New Humanity
E co-sponsorizzato da:
Missione Permanente Osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra
Associazione Points-Coeur
Franciscans International
Forum di Ginevra delle ONG di inspirazione cattolica e il suo gruppo di lavoro sul diritto allo sviluppo e solidarietà internazionale
Istituto Internazionale di Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco (IIMA)
Organizzazione Internazionale per il Diritto allo Studio e la libertà di educazione (OIDEL)
Internazionale Volontariato Organizzazione per la femminile, Istruzione e Sviluppo (VIDES)
I seguenti relatori hanno contribuito alla manifestazione:
Moderatore:
Mr. Jorge Dias Ferreira, principale rappresentante UNOG, New Umanity
Relatori:
Sig.ra Tamara Kunanayakam - Speakers Presidente / relatore, IWG sul diritto allo sviluppo - Presente, situazione attuale e prospettive future per lo IAG sul diritto allo sviluppo
Sig.ra. Shyami Puvimanasinghe - Ufficiale dei Diritti umani, OHCHR, Sezione sul Diritto allo Sviluppo - Realizzare la visione trasformativa della dichiarazione sul diritto allo sviluppo
Sig.ra Maria Mercedes Rossi - principale rappresentante alle Nazioni Unite di Ginevra dell' APG23 - L'advocay delle ONG di ispirazione cattolica: una prospettiva per il post-2015 Agenda
Sig. Arafa Cherif - Caritas Ginevra - il punto di vista del migrante sul diritto allo sviluppo
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/05/2013
Evento Parallelo al 23° Consiglio dei Diritti Umani
La risoluzione 17/14 adottata dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unitein occasione della Sessione Ordinaria del luglio 2011 richiese al Relatore Speciale sul "diritto di ogni individuo a godere del più alto standard raggiungibile di salute fisica e mentale" di preparare [...] uno "studio sulle sfide attuali in materia di accesso ai farmaci nel contesto del diritto di ogni individuo a godere del più alto livello possibile di salute fisica e mentale, il modo di superarle e le buone pratiche" da presentare al Consiglio dei Diritti Umani, in occasione della 23° sessione ordinaria (Maggio - Giugno 2013).
Lo scopo di questo evento parallelo era di dimostrare le molteplici sfide incontrate quando si cerca di garantire che tutte le persone abbiano accesso a cure di buona qualità, accessibili e affrontabili. Mentre le questioni di prezzo dei brevetti devono essere risolte, anche attenzione deve essere data alle sfide poste dalla determinanti sociali della salute, che, come definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, "sono le condizioni in cui le persone nascono, crescono, vivono, lavorano ed invecchiano". Infatti, la mancanza di ambienti internazionali e nazionali abilitanti e l'esistenza di ostacoli strutturali possono essere considerati come cause profonde della violazione del diritto alla salute.
A titolo di esempio, l'evento ha presentato approcci positivi per promuovere e facilitare l'accesso al trattamento tra le persone che vivono con l'HIV, in particolare quelli delle popolazioni più povere ed emarginate, attraverso il patrocinio per i prezzi più bassi, l'eliminazione di ostacoli presentati da restrittive politiche di proprietà intellettuale, l'eliminazione della stigmatizzazione e discriminazione, e un maggiore accesso ai farmaci antiretrovirali per le comunità locali.
Questo evento parallelo ha quindi:
Identificato ed esplorato l'interconnessione delle molteplici sfide che la comunità globale deve affrontare quando cerca di difendere il diritto alla salute per tutti, incluso il miglioramento dell'accesso ai farmaci
Condiviso le esperienze delle comunità colpite dalle cause profonde della violazione del diritto alla salute e la negazione dell'accesso trattamento e che cercano di affrontarle
Identificato gli attori chiave e esplorato le possibili soluzioni, tra cui la proposta Convenzione globale sulla ricerca e sviluppo della salute, per aumentare l'accesso alle cure, come parte degli sforzi per difendere il diritto alla salute
Co-organizzatori
Caritas Internationalis (CI)
Ecumenical Advocacy Alliance (EAA)
Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII" (ACPG23)
Co-sponsor
Delegazione permanente dell'Unione africana alle Nazioni Unite a Ginevra
Medicines Patent Pool Foundation (t.b.c.)
Elisabeth Glaser Pediatric AIDS Foundation
Relatori
Sig.ra Helena Nygren - KRUG - UNAIDS, Diritti umani e legge, Consigliere - Attuazione del piano globale per eliminare le nuove infezioni da HIV tra i bambini e mantenere vive le loro madri: avanza il diritto alla salute, compreso l'accesso ai farmaci, nei 22 pesi più colpiti (ENG)
Dr. Emmanuel Kabengele - Università di Ginevra, Professore Associato per la salute e i diritti umani - Indirizzare i determinanti sociali della salute, al fine di promuovere e tutelare il godimento del diritto alla salute (ENG)
Sig.ra Bhavanesha Naidoo - Missione permanente dell'Unione africana, Consigliere - Le sfide e le buone pratiche nazionali nell' avanzamento di accesso alle cure per i poveri, soprattutto quelli che vivono con l'HIV
Dr. Dzvenyslava CHAYKIVSKA - Caritas Ucraina, Coordinatore Nazionale del Programma di Salute di ICF Caritas Ucraina - Esempio di buona pratica da parte della società civile impegnata (ENG)
Sig.ra Pascale BOULET - Drugs for Neglected Diseases Initiative, Responsabile Affari Privacy e IP Advisor - Può un quadro globale di ricerca e sviluppo (R & S), superare le sfide esistenti per l'accesso alle cure? (ENG)
Moderatori
Mr. Peter Prove - Ecumenical Advocacy Alliance, direttore esecutivo
Rev. mons. Robert J. Vitillo - Caritas Internationalis, l'HIV/AIDS Special Advisor