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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/11/2020
Fondazione Don Oreste, assegnato il Premio 2020
La “Fondazione don Oreste Benzi”, costituita a Rimini l’11 ottobre 2017, ha come principale obiettivo promuovere, approfondire, favorire, lo studio del pensiero, della testimonianza di vita e delle opere promosse e attuate da don Oreste Benzi. Per questo ogni anno la Fondazione assegna il Premio internazionale "Don Oreste Benzi. Dalla parte degli ultimi" a chi si sia particolarmente distinto in attività e opere in coerenza con il pensiero, i valori e lo stile di impegno incarnati nella sua vita del "Don".  Quest'anno in particolare il Premio aveva come tema la liberazione delle donne vittime di tratta e sfruttamento.  Dopo un attento esame delle candidature pervenute la Giuria, composta da Francesco Moraglia, patriarca di Venezia e Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta (Presidente di Giuria), Lucia Bellaspiga, scrittrice e giornalista del quotidiano Avvenire, Irene Ciambezi, giornalista e mediatrice interculturale del Servizio Antitratta della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha indicato come vincitori ex aequo: Dott.a Margaret Archer e Dr. Filippo Diaco. "Le motivazioni di tale scelta risiedono nella valutazione che entrambe queste figure di laici, seppure in contesti e con ruoli diversi, sulla base della documentazione pervenuta, hanno avviato un cambiamento interno alla società in risposta all'urgenza della liberazione delle vittime di tratta: l'una aprendo una struttura di accoglienza per donne, anche minorenni, a sue spese non avendo un riconoscimento del governo inglese, l'altro spronando all'interno delle Acli un'attenzione nel reinserimento sociale delle donne migranti vittime di violenza e di tratta. Dato che l'impegno di don Oreste Benzi è stato costante anche sul fronte dello scoraggiamento della domanda, perchè riteneva necessario non solo incontrare, ascoltare e accogliere le vittime ma anche rimuovere le cause che ne determinano lo sfruttamento, da parte di sfruttatori e clienti, abbiamo valutato di premiare la Dott.a Archer in quanto nel 2015, incaricata da Papa Francesco in qualità di Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, ha dato vita ad un costante lavoro di approfondimento della tratta, specie a fini sessuali, nell'ottica neo-abolizionista coinvolgendo rappresentanti di organizzazioni internazionali impegnati nel settore, forze di polizia, donne giudici, giovani contro la tratta e le stesse sopravvissute. Filippo Diaco è invece un giovane laico attivo nelle Acli di Bologna, in qualità di Presidente provinciale, con un'attenzione alta per l'educazione delle giovani generazioni su questo tema a partire dall'esperienza degli sportelli di consulenza delle Acli, delle attività di sensibilizzazione e impegnato a livello sociale e politico, in un confronto aperto con la città. Infine, rispetto al tema della sessualità vissuta in maniera deviata e a volte con risvolti di dipendenza da parte dei soggetti coinvolti nella tratta a fini di sfruttamento sessuale, la Giuria ha ritenuto fondamentale con questa premiazione porre l'attenzione non solo sull'attività caritativa, sull'impegno nel cambiamento culturale e politico promosso da don Oreste Benzi ma anche sui legami umani e il tema della famiglia. Le relazioni tra maschile e femminile possono infatti ritrovare un'armonia solo se fondate sulla consapevolezza delle caratteristiche diverse dell'uno e dell'altro genere in una logica di complementarietà che la Chiesa, e così pure don Oreste Benzi, ha da sempre a cuore, in quanto specchio della bellezza e della generatività della Creazione.  La liberazione delle vittime di tratta non può avvenire infine se non per l'impegno comune sia degli uomini che delle donne di buona volontà".    Per maggiori informazioni > www.fondazionedonorestebenzi.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
30/10/2020
In tutta Italia le iniziative per Don Oreste Benzi
Don Oreste Benzi, il sacerdote dalla tonaca lisa, ha salutato questa terra il 2 novembre di 13 anni fa. Per ricordarlo il Vescovo di Rimini, Mons. Francesco Lambiasi, celebrerà la Santa Messa lunedì 2 Novembre alle ore 20:30 presso la Chiesa della Resurrezione, alla Grotta Rossa di Rimini, dove il sacerdote dalla tonaca lisa fu parroco per oltre quarant'anni. «Da quella parrocchia di periferia don Oreste partiva all'alba per incontrare l'umanità ferita percorrendo miglia di chilometri in Italia e nel mondo. Incontrava poveri cui dare una famiglia, potenti cui chiedere di rimuovere le ingiustizie, tanta gente cui annunciare la conversione e un incontro simpatico con Gesù» ricorda Giovanni Paolo Ramonda, successore di don Benzi alla guida della Comunità Papa Giovanni XXIII. Per facilitare la partecipazione, anche a causa dell’emergenza sanitaria, la Messa sarà trasmessa in diretta streaming sui canali social della Comunità Papa Giovanni XXIII e della Diocesi di Rimini. Eventi per ricordare la figura del sacerdote della tonaca lisa si terranno in tutta la penisola, nelle provincie di: Emilia Romagna: Forlì - Piacenza - Rimini Lazio: Frosinone Lombardia: Cremona - Milano Piemonte: Cuneo - Torino Sicilia: Catania Veneto: Padova - Verona Umbria: Perugia Anche all'estero: Zambia: Ndola Don Oreste Benzi. Nato nel 1925, salito al cielo il 2 Novembre 2017. Fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha speso tutta la sua vita a favore degli ultimi. Giovane sacerdote nell'Italia martoriata del dopoguerra, si impegnò da subito a favore dei giovani, cui propone «un incontro simpatico con Cristo». Nel 1968 con un gruppo di giovani ed alcuni sacerdoti diede vita alla Comunità Papa Giovanni XXIII. Nel 1973 aprì la prima Casa Famiglia a Coriano, sulle colline riminesi. Il carisma di don Benzi - la condivisione della vita con gli ultimi - è oggi diffuso in 45 paesi nei 5 continenti. Scopri di più su: https://www.fondazionedonorestebenzi.org/
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28/10/2020
L’urgente necessità  di disarmo e le scelte ambigue dell’Italia
Gentile direttore,  si sono appena compiuti settantacinque anni, era il 24 ottobre 1945, da quando alla fine della Seconda guerra mondiale entrò in vigore lo Statuto delle Nazioni Unite. Un impegno solenne da parte di praticamente tutti i Paesi del mondo affinché non si ripetesse più un'altra immane tragedia. Dal 24 al 30 ottobre si celebra ovunque la Settimana internazionale per il Disarmo, indetta nel 1978 dell'Onu per promuovere la riduzione di eserciti e armamenti nel mondo. Mi rammarica constatare che l'Italia abbia inserito programmi volti all'ampliamento dell'industria bellica nei progetti presentati all'Unione Europea per il Recovery Fund. Nonostante l'indicazione dell'Europa fosse quella di impiegare i capitali del fondo europeo in sanità, digitale e politiche ambientali, l'Italia è riuscita a camuffare sotto il termine «industria sostenibile» una grande richiesta di finanziamenti per potenziare la «filiera industriale aerospaziale e della difesa». Questo atteggiamento si presenta come un'ulteriore beffa al popolo italiano che ha visto, nel momento di fatica che abbiamo vissuto con il lockdown, le industrie belliche continuare a lavorare in quanto ritenute «essenziali». Industrie che non hanno nemmeno chiuso quando si sono verificati casi di contagio tra i lavoratori. Il governo italiano torni sui propri passi, dando priorità piuttosto all'educazione e alla salute. Si impegni a rispettare l'articolo 11 della Costituzione e faccia rispettare la legge 185/90 che vieta la vendita di armi a Paesi in conflitto o che non rispettano i diritti umani. Non intendiamo essere corresponsabili nell'alimentare focolai di guerra. Ben venga lo stanziamento nei giorni scorsi di fondi aggiuntivi sul Servizio civile. Una scelta che va nella giusta direzione per promuovere la difesa civile nonviolenta, alternativa a quella militare. Il prossimo passo, ci auguriamo, sarà quello di stabilizzare il contingente annuo per gli anni a venire, per far sì che il servizio civile diventi veramente universale. Affinché i nostri giovani, raccogliendo il testimone dei padri costituenti, imparino a ripudiare la guerra.  Fonte: Avvenire, 27 Ottobre 2020
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
20/10/2020
400 milioni in più promessi per il servizio civile
È arrivato domenica l'annuncio del Ministro alle politiche giovani Vincenzo Spadafora: ci saranno 400 milioni in più per il Servizio Civile Universale per i prossimi due anni. Il Ministro ha risposto così indirettamente agli appelli degli enti. La notizia è stata accolta positivamente anche dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Così il Presidente Giovanni Paolo Ramonda: «Il fatto che in questi giorni il Consiglio dei ministri abbia approvato salvo intese lo stanziamento di 200 milioni di euro in più per il 2021 e 200 per il 2022, rendendo possibile a circa 50.000 giovani per ciascuna annualità di svolgere servizio civile, è una notizia importante. Una scelta che va nella giusta direzione che è quella di promuovere la difesa civile nonviolenta alternativa a quella militare. Il prossimo passo, ci auguriamo, sarà quello di stabilizzare il contingente annuo per gli anni a venire, per far sì che il servizio civile diventi veramente universale». Aggiunge Ramonda: «L’Italia nelle richieste rivolte all’Unione Europea per il recovery fund ha inserito molti progetti volti all’ampliamento dell’industria bellica. Il governo italiano torni sui propri passi, dando priorità piuttosto all'educazione e alla salute. Si impegni a rispettare l'articolo 11 della costituzione e faccia rispettare la legge 185/90 al fine che non siano autorizzate commesse d'armi a Paesi in conflitto o che non rispettano i diritti umani».  
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19/10/2020
Dai Tesori della Terra nascono inclusione e fatturato
L’esperienza modello della cooperativa sociale e agricola attiva nella provincia di Cuneo. Una fattoria immersa nel verde nel solco dell'esempio di Don Oreste Benzi: quando varchi l’ingresso della cooperativa sociale e agricola “I Tesori della Terra”, capisci che un altro mondo è possibile. Siamo a Cervasca, in provincia di Cuneo, in una fattoria immersa nel verde. Nella foto: la visita di Carlo Petrini fondatore di "Slow food”, nel 2018. Vedi il video pubblicato il 19 ottobre 2020 da vita.it!   Leggi l'articolo completo su vita.it  
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15/10/2020
Tratta di persone: pubblicato un manuale
In occasione della Giornata Europea contro la tratta di persone — che si celebra il 18 ottobre — è disponibile un manuale sulle buone prassi di integrazione e inserimento lavorativo delle vittime della tratta. Non schemi e procedure da applicare in automatico, ma spunti di riflessione e proposte che sostengano gli operatori, i volontari, le famiglie accoglienti, i professionisti del settore sociale e sanitario nel supporto all’integrazione delle donne che sono state adescate, trafficate, violate, sfruttate. Il manuale "Opportunità e sfide: Linee guida sull’integrazione delle sopravvissute alla tratta ai fini sessuali, di nazionalità nigeriana. Dal recupero all’autonomia” è stato realizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con diverse associazioni europee che lottano contro la tratta di donne schiavizzate a causa della prostituzione. «C’è un momento preciso nella vita delle donne che sopravvivono alla tratta — si legge nell'introduzione — quello in cui decidono di scappare, liberarsi e, appunto, sopravvivere. È una scelta difficile, che dura tutta la vita e va rinnovata ogni giorno. Da quel momento, insieme alle organizzazioni che si occupano del loro recupero, inizia un cammino di protezione ed inserimento sociale che consenta non solo la sopravvivenza ma una vera e propria rinascita». Esattamente quello che fanno migliaia di organizzazioni — come la Comunità di don Benzi — in Italia e nel mondo che lottano per strappare donne vulnerabili dalle mani di trafficanti e clienti dell'industria della prostituzione. La pubblicazione — disponibile in quattro lingue — è stata realizzata nell’ambito del progetto Right Way, co-finanziato dall'Unione Europea, che ha l’obiettivo di sviluppare un percorso d’integrazione per l’inclusione economica e sociale di donne nigeriane sopravvissute alla tratta. Attraverso il progetto è stato realizzato un percorso pilota per sostenere l’integrazione di 50 sopravvissute. Attraverso questo progetto sono state inoltre sviluppate attività da remoto per consentire alle comunità ospitanti di aumentare la loro capacità di supportare l’integrazione delle donne durante l’emergenza Covid-19. A questo link è possibile scaricare il manuale. Con il contributo di: Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ICMC Europe (Belgio), Secours Catholique - Caritas France (Francia), Comunita Progetto Sud, Caritas Trieste, Caritas Pescara Penne, Associazione Diakonia Onlus Vicenza, Associazione Farsi Prossimo Faenza, Caritas Senigallia Onlus (Italia), col contributo di @Associazione Mandala e Jonas Italia, e di Fundación de Solidaridad Amaranta  
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06/10/2020
Invisibili, i figli della tratta
La Comunità Papa Giovanni XXIII, nell'ambito del progetto europeo Right Way che ha permesso di costruire percorsi di integrazione per vittime di tratta in collaborazione con diverse Caritas e associazioni sul territorio nazionale, ha promosso il 6 - 7 - 8 ottobre - insieme alla Fondazione Caritas Trieste - il convegno online intitolato "Invisibili. I figli della tratta". Visto l'aumento di madri, in particolare nigeriane, di rientro dai paesi del nord Europa, e la necessità di coinvolgere sempre più i servizi sociali nel sostegno alla genitorialità, siamo invitati a partecipare e ad invitare assistenti sociali, psicologi e giudici con cui siamo in contatto. Al Convegno porta il saluto anche il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII Giovanni Paolo Ramonda, l'8 ottobre alle ore 18. Scarica il programma  
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02/10/2020
Sepoltura dei feti: bimbi mai nati, come fare
Vite così brevi da racchiudersi nei pochi battiti di un cuore nascosto ma che ha ugualmente generato gioia e dolore. Sono le vite dei bimbi morti prima di nascere, cui spesso è negata anche una degna sepoltura. Tanti genitori, nonni, fratelli portano dentro di sè un viso mai visto. «Sia sempre garantito il rispetto della privacy e della dignità delle mamme che non hanno dato alla luce i loro figli». E’ quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla vicenda delle tombe dei feti con i nomi delle madri in un cimitero romano.
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29/09/2020
Prevenzione degli abusi
Come si lavora per prevenire gli abusi sui minori? Quali strumenti per aumentarne la consapevolezza? Come si struttura la formazione degli operatori?   Venerdì 2 ottobre alle ore 18 il tema sarà affrontato nel seminario online “Educare e accogliere in ambienti sicuri. Per una Chiesa e una società dalla parte dei piccoli”, in cui interverranno Hans Zollner, membro della Pontificia Commissione Tutela minori, considerato uno dei massimi esperti sul tema, Linda Ghisoni, Sottosegretaria del Dicastero dei Laici, moderati da Emanuela Vinai, coordinatrice del Servizio Nazionale Tutela Minori della Chiesa Italiana. L'incontro è promosso da tre importanti associazioni cattoliche laiche italiane - Azione Cattolica, Centro Sportivo Italiano e Comunità Papa Giovanni XXIII - nell'ambito del progetto SAFE. Un progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, realizzato dalle organizzazioni religiose italiane affinché integrino la politica di tutela dei minori come primo strumento di prevenzione nei confronti di ogni forma di abuso, e nella fattispecie l’abuso sessuale. Un'azione che intende offrire agli associati di tali organizzazioni un percorso formativo che consenta loro di riconoscere, segnalare e prevenire un abuso nelle relazioni e negli ambienti di attività educativa e di accoglienza con minori di età e persone vulnerabili.   L'evento sarà trasmesso sul canale YouTube della Papa Giovanni XXIII e sulle pagine Facebook delle tre associazioni.   Matteo Truffelli, presidente di Azione Cattolica, sostiene che «l’adesione dell’Azione Cattolica al Progetto SAFE nasce da un convincimento: la necessità di offrire a educatori e formatori strumenti sempre più certi ed efficaci nel prevenire, individuare e segnalare ogni forma di abuso, fisico, emotivo o sessuale, nei confronti dei più piccoli. Per una realtà come l’Ac, che ha tra i suoi soci decine di migliaia di bambini e ragazzi, questo significa continuare, come adulti, ad essere accanto a loro e alle loro famiglie. Senza mai distogliere lo sguardo, dando quotidianamente concretezza ai percorsi di cura e di tutela della loro integrità fisica e psicologica. Anche nel nostro Paese, dobbiamo denunciare un deficit nell'applicazione dei diritti dei più piccoli. Un buco nero, un vuoto che troppe volte ingoia il futuro di tanti bambini e ragazzi. È dovere di tutti lavorare perché questo vuoto venga colmato, senza reticenze e con un di più di impegno e di speranza».   Vittorio Bosio, presidente del CSI, ricorda che «la mission del CSI è educare attraverso lo sport. Da 76 anni lo fa con una particolare attenzione a bambini e adolescenti. Perciò abbiamo scelto di partecipare al progetto SAFE per la promozione della policy a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Lo abbiamo fatto in squadra con Azione Cattolica e Giovanni XXIII, due importanti partner del mondo cattolico, consapevoli di intraprendere azioni di monitoraggio su tutto il territorio nazionale istruendo adeguatamente formatori, allenatori e istruttori. In particolare quelli che lavorano negli oratori, nelle parrocchie, nei settori giovanili e nelle migliaia di nostre società sportive». Infine, secondo Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII «vogliamo continuare a trasmettere il valore dell’incontro simpatico con Cristo e con la vita. Per questo abbiamo deciso di adottare azioni di prevenzione che mantengano la nostra comunità come una realtà accogliente ed educativa sana, sicura, che allontana ansie e sospetti. Una comunità che promuove uno stile autorevole, capace di confrontarsi con i rischi in modo trasparente e vigile».   Per maggiori informazioni: https://progettosafe.eu/   Scarica il volantino
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/09/2020
Il Governo Conte affonda il Servizio Civile Universale?
La Comunità Papa Giovanni XXIII ha appreso con rammarico che non ci saranno fondi aggiuntivi per il bando volontari che sarà pubblicato entro l'anno e che prevede circa 40.000 posizioni per l’Italia e 600 per l’estero. Questo a fronte di una richiesta di gran lunga maggiore da parte dei giovani che vogliono far domanda — 85.500 nel precedente bando — e di circa 67.000 posizioni richieste dagli enti attraverso il deposito programmi di maggio 2020. Ancora più precario lo scenario che si apre nei prossimi anni, considerando che la legge di stabilità 2020 aveva stanziato 99 milioni per il 2021 e 104 milioni per il 2022, fondi appena sufficienti a far partire 18.000 volontari nel 2021 e 19.000 nel 2022. In questo panorama sconfortante, particolarmente preoccupante appare la situazione del servizio civile all’estero, che vede una drastica diminuzione delle posizioni rispetto agli ultimi anni, considerando che proprio per l’estero è prevista una quota percentuale di risorse non superiore al 5% delle risorse finanziarie complessive per il 2020. «La Comunità Papa Giovanni XXIII — dichiara il presidente Giovanni Ramonda — ha sempre creduto nel servizio civile, un’esperienza non solo di crescita e di formazione per i giovani, ma di promozione della pace, della solidarietà sociale, dei diritti umani per tutti e per tutte, con particolare attenzione per i soggetti più fragili che vivono ai margini della nostra società. L’emergenza COVID-19 ha messo in evidenza come questi giovani assieme agli enti possono fare la differenza e contribuire realmente alla difesa del Paese. Ma non dimentichiamo anche il prezioso contributo dei volontari che ogni anno scelgono di fare un’esperienza all’estero, per promuovere la pace tra i popoli e quella solidarietà internazionale che tanto viene richiamata in questa emergenza globale. Investire nel servizio civile all’estero, significa investire in una politica estera alternativa a quella degli eserciti e degli interessi economici per realizzare davvero una società più giusta e più equa». Per questi motivi l’associazione ha aderito all'appello rivolto dalla Conferenza Nazionale Enti servizio Civile, dal Forum Nazionale Servizio Civile e dalla Rappresentanza Nazionale Operatori Volontari in Servizio Civile al Presidente Conte, al Ministro Spadafora e al Ministro Gualtieri per chiedere, alla vigilia della prossima legge di stabilità, che si preveda una dotazione di 300 milioni annui per il triennio 2021-2023 per garantire un contingente minimo di 50.000 posizioni l’anno. «Il Servizio Civile oggi è ben lontano dal diventare universale, rischiando in questo modo di tradire la riforma stessa del 2016. Chiediamo, quindi — aggiunge Ramonda — che il Governo scelga di diminuire le spese militari, che quest’anno raggiungono la cifra record di 26,3 miliardi, per investire in politiche di Pace, a partire dalla stabilizzazione di questo importante istituto repubblicano, finalizzato alla difesa non armata e nonviolenta della Patria, all'educazione, alla pace tra i popoli, nonché alla promozione dei valori fondativi del nostro Paese».  
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28/09/2020
Un Pasto al Giorno: ripartiamo da qui
L’evento di piazza “Un Pasto al Giorno” è un appuntamento fisso per la Comunità Papa Giovanni XXIII, ormai da 12 anni. Ma questo 2020 è un anno particolare… ha messo a dura prova il nostro Paese e il mondo intero. In questi mesi di emergenza sanitaria e sociale milioni di persone hanno visto crollare certezze, perso il lavoro, non riuscendo più a sfamare la propria famiglia. Queste si aggiungono alle tante altre che nel mondo, ogni giorno, soffrono la fame. Mai come quest’anno “Un Pasto al Giorno” doveva essere nelle piazze di tutta Italia per dare quel pasto quotidiano a chi non ce l’ha e così è stato. Nonostante le difficoltà, superando i timori e adottando estreme attenzioni, sabato 26 e domenica 27, da nord a sud, tutta la Comunità, insieme alle persone che vivono con noi e tanti amici e volontari, hanno scelto di fare la loro parte, di esserci.  #FOTOGALLERY:pasto# Chi si è fermato ai nostri banchetti per dare il suo contributo si è sentito parte di questa grande famiglia che è la Comunità, ha potuto sedersi simbolicamente alla nostra tavola, che non fornisce solo un pasto ma accoglie chi è solo, chi ha perso tutto e tutti. In tanti ci hanno riconosciuto e salutato, si ricordavano di noi come di un vecchio amico che non vedi spesso ma che quando hai bisogno risponde, nonostante tutto. Il nostro grazie oggi va a chi ha scelto di esserci, a chi ha scelto di sostenerci dandoci la possibilità di continuare a portare avanti quello che facciamo da 50 anni: accogliere gli ultimi nella nostra casa e alla nostra tavola.  Come dice Giovanni Ramonda, il nostro Responsabile Generale, “Comunque la si sia vissuta, davanti o dietro il banchetto, questa è sempre una fortissima esperienza di dono”. Non sei riuscito a raggiungerci in piazza? Puoi comunque sostenere “Un Pasto al Giorno” richiedendo qui il nostro originale set di tovagliette.   
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
24/09/2020
Rompiamo l’isolamento: performance artistica a Cesena
Sabato 26 settembre alle ore 17 prenderà forma la performance teatrale del Centro diurno socio riabilitativo per persone con disabilità della Comunità Papa Giovanni XXIII, Don Oreste Benzi di San Tomaso (FC). L'appuntamento si terrà all’interno della navata circolare della chiesa di Santa Cristina, in via Contrada Chiaramonti, n°92 a Cesena.   I partecipanti, sulle note dell’artista DITO, formeranno una armonia naturale e circolare e vivranno l'esperienza del superamento del concetto di possesso. L’evento inauguerà la mostra artistica ESESPOSTIUNPOLASEGGIOLA, inserita nella quindicesima edizione della rassegna “diversa MENTE ABILI”.   La mostra resterà visitabile dalle 16 alle 19 durante i weekend, fino a domenica 11 ottobre.   Spiega Flora Amaduzzi fondatrice del Centro: «Durante il lockdown abbiamo sperimentato quanto come esseri umani abbiamo bisogno di rimanere collegati fra noi, connessi; la nostra speranza e salvezza sta nel rimanere, nonostante le difficoltà, una rete. Scopriremo che se sposto un po’ la seggiola posso trovare posto anche per l’altro, persona che in qualche modo mi appartiene»   Durante il lockdown il Centro ha mantenuto costantemente le relazioni con le famiglie delle persone con disabilità che da anni nelle relazioni fra pari trovavano risposte. La rassegna artistica gode del patrocinio del Comune di Cesena.   «Quest’anno — continua Flora —, per la solitudine e il distanziamento sociale che in parte continuiamo a vivere, ci siamo trovati nell'urgenza di abbandonare i nostri spazi e le nostre sicurezze. Le persone con disabilità, risorsa insostituibile per l’umanità, continuano a stimolarci e ad aiutarci a vivere l’esperienza dell’inclusione, dell’accoglienza, della condivisione. Il progetto artistico ESESPOSTIUNPOLASEGGIOLA ci farà vivere gesti semplici e veri, per lasciare un posto in società ad un altro essere umano che spesso fatica a trovarlo. Lo faremo giocando, con lo stile leggero che ci contraddistingue»   Scarica il volantino
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