COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/09/2022
Dalle origini, espressione di sogni giovanili, ai dubbi sul futuro. C’era una volta il Bio è il cortometraggio, con regia di Paolo Gai, che porta l’attenzione sulla certificazione biologica. Prodotto da Coop Tesori Bio - cooperativa agricola e sociale con sede a Cervasca specializzata nella trasformazione di latte biologico a marchio BioMu, Cascina Bianca e I Tesori della Terra - e Agricola Multimedia - agenzia di comunicazione digitale e analogica al servizio delle filiere agroalimentari di qualità, C’era una volta il Bio ha ripercorso la storia del biologico attraverso gli uomini che, ieri e oggi, hanno contribuito alla sua nascita e alla sua evoluzione, sia in Piemonte, sia in Italia. Nello stesso, sono espresse anche tutte le incertezze e i dubbi rispetto all’autenticità e ai valori del biologico nel futuro.
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«L’idea del documentario è nata da una necessità: sentivamo il bisogno di far chiarezza sul tema — racconta Fabrizio Oggero, amministratore delegato di Coop Tesori Bio —. La nostra cooperativa, e ancora prima la persona di Livio, tra le menti di Coop Tesori Bio, ha sempre scelto il biologico, fin dal 1986, ancora prima che questo fosse certificato. Ma oggi, che cos’ è questa certificazione? Siamo certi che non sia esclusivamente una moda? Per noi il biologico è un approccio alla vita e all’agricoltura. Per questo motivo abbiamo scelto di tornare indietro per ripercorrere la sua storia, animata da sogni e progetti autentici».
Il regista Paolo Gai, di Agricola Multimedia, commenta: «Cercavamo la verità e l’abbiamo trovata. Ho accettato questa sfida perché credo sia necessario riconoscere il valore degli uomini e delle donne, sempre. È nelle menti di chi sa prendersi cura della Terra, il futuro delle prossime generazioni. C’era una volta il Bio vuole scatenare riflessioni e confronti, alimentare domande e dibattiti affinché i sogni di chi, per primo, ci ha creduto, continuino a essere difesi».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
12/09/2022
La Comunità Papa Giovanni XXIII sostiene l’appello della CNESC – Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile a tutte le forze politiche per rafforzare e valorizzare il Servizio Civile Universale (di seguito SCU). Per i giovani il SCU rappresenta un’occasione unica per sentirsi parte di una comunità, per essere portatori sani di cambiamento, che parte da sé stessi e si dilata alla società, al mondo che ci circonda.
“Nella proposta di SCU della Comunità questo avviene attraverso la condivisione diretta, cioè attraverso un’esperienza di prossimità con quanti vivono l’esclusione, l’ingiustizia o qualsiasi forma di violenza” dichiara Laura Milani, Responsabile del Servizio Civile per la Comunità Papa Giovanni XXIII e Presidente CNESC. “Lo stare a fianco diventa allora già una scelta nonviolenta, un primo passo per la promozione dei Diritti Umani, dell’inclusione, della solidarietà tra i popoli.”
“E’ urgente investire in politiche di pace a tutto tondo – continua Milani - Mentre continuano ad aumentare le spese militari, si investe troppo poco nelle esperienze che contribuiscono a prevenire e trasformare i conflitti e a costruire una pace positiva, che non è solo assenza di guerra. Per questo chiediamo che si potenzi il Servizio Civile Universale, che si investa nei Corpi Civili di Pace, valorizzando le esperienze positive della società civile, che si intervenga a livello politico in questo senso, coinvolgendo tutti gli attori coinvolti, perché è urgente un approccio strutturale nazionale di larga scala per il mantenimento e la promozione della pace”.
Scarica il comunicato stampa della CNESC
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
07/09/2022
Il ricordo di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, è ancora vivo nel cuore di tanti che l’hanno incontrato e conosciuto. E tante mamme, papà, nonni hanno raccontato la sua vita ai loro piccoli. Da semprenews.it alcuni pensieri raccolti dai bambini che hanno conosciuto il sacerdote riminese dopo la sua scomparsa, attraverso i racconti di chi l’ha incontrato di persona.
Don Oreste ha incontrato migliaia di persone e ha segnato la vita di tanti. Anche oggi la sua storia continua a parlare e a ispirare molte persone, a partire dai bambini: «Caro nonno Oreste, anche se io non ti ho incontrato, io sono sicuro che eri e ancora sei un vero supereroe che invece di combatterli, i cattivi li fai diventare buoni. Ma io vorrei sapere: come facevi a vedere tutto in modo buono? Soprattutto l'aglio e il minestrone. Grazie nonno Oreste!»
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
06/09/2022
Un fine settimana all’insegna della solidarietà e della fraternità: è questo l’obiettivo di Un Pasto al Giorno, che ogni anno si impegna a dare almeno un pasto a chi ha fame così che possa prendere il proprio posto alla nostra tavola, come in una grande famiglia.
In questi due giorni ricchi di emozioni e sorrisi, i nostri volontari hanno incontrato nei loro banchetti nelle tante città di tutta Italia, centinaia di persone pronte a dare il proprio aiuto per contrastare la povertà e la fame in Italia e nel mondo.
“Grazie a voi per questo fine settimana di impegno e condivisione - dice il responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII Giovanni Ramonda- anche quest’anno Un Pasto al giorno è sceso in piazza per chiedere giustizia a chi non ha da mangiare, per far sedere a tavola i poveri, insieme per una giusta festa, senza fine. Grazie a tutte le persone della Comunità e ai volontari che sono stati in piazza per dare un pasto a chi soffre la fame. Insieme possiamo costruire una tavola dove ci sia posto per tutti”.
#FOTOGALLERY:UPAG2022#
Grazie per esserci stati accanto e di continuare a credere nel nostro impegno al fianco degli ultimi. Un impegno che continua ogni giorno ed è per questo che Un Pasto al Giorno continua: nei prossimi giorni saremo ancora in alcune città d’Italia.
Scopri dove saranno i nostri banchetti e sostienici sul nostro sito: unpastoalgiorno.apg23.org
Torna Un Pasto al Giorno per costruire una tavola dove ci sia posto per tutti
Il 17 e 18 settembre vieni in piazza con la Comunità Papa Giovanni XXIII per contrastare le nuove povertà emergenti
Sono tante le persone che ogni giorno soffrono la fame, molte più di quelle che pensiamo. Solo in Italia nel 2021, secondo l’Istat, poco più di 1,9 milioni di famiglie e circa 5,6 milioni di individui vivono nella povertà assoluta.
La pandemia e le conseguenze economiche che ha generato e poi la guerra in Ucraina e l’impatto che sta avendo sull’aumento dei costi delle materie prime, stanno aggiungendo nuove difficoltà a chi già prima viveva in un equilibrio precario o a chi riusciva a sopravvivere dignitosamente ma che oggi sono precipitate in una condizione di indigenza.
Per questo motivo, sabato 17 e domenica 18 settembre torna nelle città di tutta Italia l’iniziativa solidale Un Pasto al Giorno, l’evento di sensibilizzazione che ogni anno la Comunità Papa Giovanni XXIII organizza per aiutare le tante persone che vivono in situazioni di grandi difficoltà in Italia e nel mondo.
Con Un Pasto al Giorno possiamo preparare 7 milioni e mezzo di pasti all’anno per le persone povere aiutate e accolte nelle nostre Case, mense e realtà di aiuto.
Quest’anno, inoltre, sarà aggiunta anche una piccola riflessione sull’importanza della preghiera: come da tradizione, infatti, chi parteciperà all’iniziativa riceverà un oggetto simbolico, in questo caso un libricino con sette preghiere in sette lingue diverse. Un segno di come ci si possa e ci si debba sentire una comunità, unita di fronte ai problemi che ci si presentano innanzi e attenta ai bisogni di tutti.
"La Comunità Papa Giovanni XXIII è fatta di persone che condividono ogni giorno la vita, la casa e anche la tavola con chi è nel bisogno – ha spiegato il presidente della Comunità, Giovanni Ramonda –. Sediamo uno accanto all’altro, stringendoci per far posto a chi arriva e il nostro primo gesto è ringraziare per il pasto che abbiamo davanti, pregando che sia sempre sufficiente a sfamare le migliaia di persone che si rivolgono a noi in cerca di aiuto, chiedendoci di colmare il vuoto del corpo e dell’anima. La preghiera ci unisce ovunque siamo e rafforza quel legame che ci rende possibile, solo assieme, salvare la vita di chi è disperato. Per questo, quest’anno, abbiamo scelto di fare dono a chi si avvicinerà ai nostri banchetti, di una raccolta di preghiere dalle nostre missioni, 7 come i giorni della settimana. In un momento in cui tanti ci chiedono tutto e ogni euro conta, realizzare tovagliette o altri oggetti, come si è soliti fare in queste iniziative, avrebbe comportato una spesa che, responsabilmente, non ci siamo sentiti di affrontare. Siamo certi che la consapevolezza di aver assicurato un posto a tavola per chi soffre sia il ringraziamento più grande".
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
05/09/2022
«Gentile candidato, per queste elezioni ci permettiamo di darti un unico consiglio: partire dagli ultimi. Il motivo è semplice. Se si parte dagli ultimi, allora si possono abbracciare ed aiutare tutti. Qui di seguito ti illustriamo la nostra visione per sostenere le persone e le famiglie in Italia», così il testo del Presidente Giovanni Paolo Ramonda rivolto al prossimo Governo.
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
02/09/2022
50 anni fa veniva riconosciuta in Italia l’obiezione di coscienza al servizio militare quale atto fondativo dell’Istituto repubblicano del Servizio Civile.
Un lungo cammino che in etaÌ€ repubblicana eÌ€ iniziato con Pietro Pinna, a partire dalla sua scelta nonviolenta del 1948, che ha dato il via alla lotta per il riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza culminata con la legge 772 del 1972 che istitutiva appunto il servizio civile sostitutivo.
Per rilanciare l’impegno per la pace e la solidarietaÌ€, la Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (network di enti del Terzo settore da decenni impegnati in questo campo) organizza il Festival Nazionale del Servizio Civile per il 9 e 10 settembre a Roma, nella location del Giardino Verano, a ingresso libero.
Saranno due giorni di festa e riflessioni che vedranno protagonisti i giovani, gli operatori degli enti di servizio civile, gli operatori volontari in servizio, insieme a personaggi della cultura, dello spettacolo e agli “obiettori” e ai “civilisti” degli ultimi cinquant’anni.
Il programma si articola in un dinamico susseguirsi di dibattiti culturali, testimonianze e momenti d’intrattenimento teatrale e musicale. L’apertura venerdiÌ€ 9 settembre dalle ore 18 eÌ€ affidata all’ex calciatore della Nazionale e della Roma, obiettore di coscienza e neo-sindaco di Verona, Damiano Tommasi, insieme al giaÌ€ sindaco di Messina il pacifista Renato Accorinti.
Le serate sono impreziosite da due spettacoli musicali imperdibili: venerdiÌ€ 9 settembre Coltivo una rosa bianca. Antimilitarismo e nonviolenza in Tenco, De AndreÌ, Jannacci, Endrigo, Bennato, Caparezza con Enrico de Angelis (critico musicale, voce narrante), Laura Facci (cantante) e Matteo Staffoli (chitarrista) e sabato 10 settembre un’attesissima tappa romana del Piotta Summer Tour 2022 anche lui obiettore di coscienza negli anni ’90.
Ma questa eÌ€ solo una delle varie iniziative che la Cnesc sta promuovendo e coordinando in questi mesi a livello territoriale con lo scopo di far riscoprire la storia del servizio civile, di valorizzare i documenti, gli archivi e le testimonianze degli obiettori e dei civilisti; di consolidare l’attuale servizio civile universale con la messa in rete e il rafforzamento dei valori e delle pratiche che lo animano; per proiettarlo verso il futuro con la consapevolezza e che gli strumenti nonviolenti sono i piuÌ€ adeguati per affrontare insieme alle giovani generazioni le sfide dei conflitti armati, delle disuguaglianze sociali e della crisi climatica.
«Il Festival 50 anni di obiezione per la pace – dichiara la presidente della CNESC Laura Milani – saraÌ€ uno dei momenti culminanti di questo percorso con il quale, a partire dalle radici dell’obiezione di coscienza, vogliamo ribadire e allargare il nostro impegno per un servizio civile davvero universale e volontario, capace di costruire una pace giusta e rispondere alle sfide che le giovani generazioni si trovano davanti».
Il Festival, sebbene alla I edizione, ha ottenuto anche l’importante riconoscimento di essere inserito nel calendario ufficiale degli eventi dell’Anno europeo dei giovani 2022.
Ricchissimo il programma culturale, con ospiti di spessore e dialoghi d’approfondimento sui temi d’attualitaÌ€ come la guerra in Ucraina con videocollegamenti con il Movimento Pacifista Ucraino e il Movimento degli Obiettori di coscienza russi.
Parteciperanno al Festival Nazionale del Servizio Civile anche: Filippo Thiery, Federica Gasbarro, Mao Valpiana, Carlo Rovelli, Franco Ferrarotti, Mario Pizzola, Marco Labbate, Luciano Ventura, Francesco Marchionni, Feliciana Farnese, Rebecca Pecori, Cecilia Rinaldini, Annalisa Camilli, Giovanni Rende, Claudio Pozzi, Piercarlo Racca, Luca Vendruscolo, Mauro Biani, Fabrizio Brandi, NardoTrio Quartet ...e altri ancora!
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/09/2022
Per il Tempo del Creato 2022, che lungo il mese di settembre e fino al 4 ottobre accompagnerà tutte le chiese e le religioni in ogni parte del mondo, si è scelto il passo dell’Esodo in cui sono presenti la sfida del viaggio lontano dalla propria terra e la presenza di Dio a fianco dell’essere umano. È la sfida che abbiamo davanti anche noi oggi, c’è un mondo che sta “bruciando” e un Dio che ci invita a non avere paura ed affrontare le difficoltà ascoltando la voce del Creato. Ci vuole una grande fede per affrontare questa sfida ed è proprio la secolarizzazione del nostro mondo che rappresenta il più grande rischio per l’intera umanità. Per la nostra esperienza comunitaria in oltre 50 paesi del mondo, nelle grandi periferie esistenziali, “Impariamo ad ascoltare la voce del creato e insieme al grido della Terra, scorgiamo il grido dei poveri, che subiscono ogni giorno i maltrattamenti umani”.
Il Santo Padre, Papa Francesco, ha voluto rimarcarlo nel suo messaggio per la Giornata Mondiale di preghiera per la cura del creato, denunciando ancora una volta le ingiustizie del nostro tempo, che sono effetto dell’ingordigia degli esseri umani e affamano milioni di persone in ogni parte del mondo. Di fronte a questo grido, non possiamo rimanere indifferenti e non possiamo tacere: il nostro posto è con i poveri, la nostra missione è riscattare gli oppressi, in una dinamica che pacifichi la Terra e i suoi abitanti. Il Tempo del Creato è un’occasione unica e irripetibile per camminare all’unisono e in ogni parte del mondo, con le altre realtà cattoliche impegnate, ma anche con tutto il movimento di preghiera ecumenico arricchito dalla diversità di voci e di carismi. Ciascuno è fondamentale, la conversione ecologica di ciascuno di noi può fare la differenza, può salvare il nostro pianeta.
Il Tempo del Creato si apre il 1 settembre con l’Evento ecumenico apertura ufficiale on line con sua Eminenza il Metropolita Job di Pisidia, il Rev. Dottor Dave Bookless, direttore di teologia a Rocha, suor Alessandra Smerilli, segretaria del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano e integrale. “Ascoltando queste grida amare, dobbiamo pentirci e modificare gli stili di vita e i sistemi dannosi. Sin dall’inizio, l’appello evangelico «Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino!» (Mt 3,2), invitando a un nuovo rapporto con Dio, implica anche un rapporto diverso con gli altri e con il creato. Lo stato di degrado della nostra casa comune merita la stessa attenzione di altre sfide globali quali le gravi crisi sanitarie e i conflitti bellici”. Con queste parole, nel messaggio di oggi, il Santo Padre ci invita a prendere coscienza del grido della terra, ad ascoltare quelle lacrime, in tante realtà, ogni giorno, nel mondo.
Certamente sarà questa la cifra dell’incontro che il Papa avrà con i giovani di ogni parte del mondo ad Assisi il 24 settembre, per la seconda edizione di The Economy of Francesco, quando riproporrà a loro di diventare il sale della terra e di cambiare l’economia che uccide il pianeta e gli esseri umani. Anche i giovani della Comunità Papa giovanni XXIII saranno presenti all’evento, con le loro esperienze personali e comunitarie.
Come Comunità Papa Giovanni XXIII continueremo a mantenere alto l’impegno ad “essere voce di chi non ha voce”.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
31/08/2022
Break the wall (Rompi il muro) è la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne promossa da Comunità Papa Giovanni XXIII, Differenza Donna, Associazione gestrice del Numero nazionale 1522 antiviolenza e antistalking in Italia e Fundacion de solidaridad Amaranta in Spagna, nell’ambito del progetto europeo MIRIAM. Free migrant women from GBV (Gender-based violence) finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea.
In un contesto in cui i media europei riportano, ormai all’ordine del giorno, casi di femminicidi e di violenza assistita dai figli e dalle figlie, il progetto vuole contribuire a fare la differenza nel sradicare la violenza contro le donne. E oggi lancia su Instagram un’ampia azione di sensibilizzazione per coinvolgere anche i target più giovani della popolazione per un vero cambiamento culturale che possa “break the wall” contro violenza, stereotipi e pregiudizi responsabili di ostacolare la piena partecipazione delle donne nella società.
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Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in Europa, nei primi mesi di diffusione della pandemia, gli Stati membri hanno segnalato un aumento fino al 60% delle chiamate di emergenza da parte di donne vittime di violenza per mano dei partner.
Il GREVIO, formato dal Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa che monitora l’applicazione della Convenzione di Instanbul, negli ultimi due anni, ha posto particolare attenzione sulla necessità di coinvolgere le organizzazioni impegnate nella prevenzione e nel contrasto delle diverse forme di violenza che colpiscono le donne più vulnerabili: donne migranti, donne appartenenti a minoranze etniche, donne con disabilità, ecc. Le donne migranti e richiedenti asilo, in particolare, sono tra le più esposte alla violenza. Per questo necessitano di adeguato sostegno per poter accedere, insieme ai loro figli e alle loro figlie, ai diritti, alla salute e alla protezione in luoghi sicuri in tutti gli Stati membri.
Il progetto MIRIAM
Il progetto europeo MIRIAM. Free migrant women from GBV è stato avviato nel 2021 con l’obiettivo di aumentare le competenze di attori rilevanti per identificare tempestivamente le donne migranti vittime di GBV e indirizzarle a servizi di supporto specializzati; aumentare le competenze di professionisti/e in contatto con donne migranti con problemi di salute mentale causati dalla violenza subìta. Inoltre il progetto prevede di ampliare la rete pubblico-privata di servizi di supporto per le donne migranti sopravvissute alla GBV e di sensibilizzare professioniste e professionisti del settore socio-sanitario e il grande pubblico con particolare attenzione ai/lle giovani.
In Italia MIRIAM ha garantito la formazione di più di 400 operatori e operatrici di servizi a bassa soglia sul riconoscimento della violenza e percorsi di accoglienza e supporto delle sopravvissute. Nei prossimi mesi coinvolgerà almeno 100 operatori/trici e professionisti/ste del settore socio-sanitario per fornire adeguati strumenti di accoglienza nei casi di trauma e disagio mentale delle sopravvissute alla violenza.
Attraverso la formazione e il rafforzamento delle competenze degli attori che giocano un ruolo chiave nel riconoscimento dei segni della violenza e nei percorsi di accoglienza e supporto, il progetto mira a migliorare l’emersione, la protezione e i servizi di supporto specializzati per le donne migranti sopravvissute alla violenza con particolare attenzione a sfruttamento sessuale, violenza domestica e matrimoni forzati.
La campagna Break the wall nasce nell’ambito di questo importante progetto e prende forma in immagini ideate da illustratrici che si ispirano alla street art per rappresentare simbolicamente la voce e la forza delle donne di ogni parte del mondo contro ogni forma di violenza. I post che accompagnano ogni carosello, realizzati in una prospettiva di genere e di valorizzazione delle diversità culturali, saranno pubblicati su Instagram con l’obiettivo di raggiungere tre target distinti: le potenziali vittime, i professionisti del settore socio-sanitario e il grande pubblico con una particolare attenzione ai/lle giovani utenti del social tra i più diffusi nella rete.
I prossimi appuntamenti
In Italia, le immagini saranno divulgate anche attraverso l’esposizione di roll up nel corso dei prossimi seminari rivolti alle professioniste e ai professionisti del settore socio-sanitario, secondo il seguente calendario:
A Roma il 24/09 presso Sala Carla Lonzi, Casa internazionale delle donne
A Verona il 21/10 presso Aula Menegazzi, Dipartimento di Scienze Umane – Università di Verona
A Bologna il 30/11 presso Aula dei poeti, Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia - Università di Bologna
Per informazioni: progettomiriam@apg23.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/08/2022
Il popolo della pace si mobilita ancora una volta. La terza carovana della pace della rete #Stopthewarnow partirà per l'Ucraina lunedì 29 agosto con una delegazione di 50 volontari in rappresentanza di 175 organizzazioni della società civile italiana. La destinazione è Mykolaïv, dove da tre mesi vivono i volontari italiani della Giovanni XXIII. Tra i partecipanti a questa nuova carovana ci sarà monsignor Giovanni Ricchiuti,vescovo di Altamura e presidente di Pax Christi, in rappresentanza dei Vescovi italiani.
«Andremo sul fronte della guerra per non lasciare sola la popolazione piegata dalle bombe in questi sei mesi di guerra. La gente ci ha invitato a condividere con loro l’angoscia e la paura. Andiamo per sollecitare la politica ad aprire delle trattative di pace. Porteremo anche beni di prima necessità all'andata ed al ritorno evacueremo persone in fuga dal conflitto» spiega Alberto Capannini di Operazione Colomba, il corpo civile di pace della Comunità Giovanni XXIII, presente in Ucraina dall'inizio della guerra.
«Qui a Mykolaïv uno dei problemi principali è l'accesso all'acqua. - continua Capannini - I missili russi hanno distrutto gli impianti di depurazione e dissalazione causando l'interruzione delle forniture idriche verso la città. Dai rubinetti di gran parte delle abitazioni esce acqua color fango, che non può essere usata per bere, far da mangiare o lavarsi. Ogni giorno gli abitanti sono costretti a fare la fila per rifornirsi ai pochi dissalatori rimasti attivi in città, che consentono di rendere potabile l'acqua del mare. Per questo con la rete #Stopthewarnow stiamo raccogliendo fondi per finanziare l'acquisto di due dissalatori che garantiranno gli approvvigionamenti idrici a migliaia di persone».
#Stopthewarnow è una rete di oltre 175 associazioni, movimenti ed enti italiani tra cui la Comunità Papa Giovanni XXIII, Pro Civitate Christiana, CGIL, Focsiv, Aoi, Rete italiana Pace e Disarmo, Libera contro le mafie, Nuovi Orizzonti, ARCI, Legambiente, Focolarini, Mani Tese, Un ponte per. Una prima carovana della pace si è tenuta il 1 Aprile scorso a Leopoli, dove hanno partecipato 221 persone che hanno portato aiuti umanitari, incontrato la società civile ucraina ed al ritorno hanno evacuato 300 persone fragili e disabili. Da allora sono stati organizzati numerosi viaggi umanitari promossi dalle associazioni italiane. Una seconda carovana si è tenuta a fine giugno.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/08/2022
28 bambini, sordi o udenti ma figli di genitori sordi, di età compresa fra i 7 e i 14 anni, si apprestano ad affrontare sabato 27 agosto le onde del mare, a Cesenatico(FC) in barca a vela. Con loro ci saranno una dozzina di volontari, educatori, animatori ed esperti di navigazione, riuniti per l'iniziativa Insegni Apprendi a Navigare. L'attività outdoor è organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con il Circolo Vela Cesenatico e altre realtà del territorio.
Durante tutta la giornata i ragazzi seguiranno le indicazioni del direttore sportivo Giuseppe Dimilta, che verranno per loro tradotte direttamente sul campo nella Lingua Italiana dei Segni LIS; si alterneranno al timone suddivisi in turni di età omogenea e resteranno in navigazione per circa due ore. L'appuntamento è alle ore 9 nella sede del Circolo Vela di Cesenatico.
L'iniziativa è alla sua seconda edizione, e riapre ufficialmente dopo la pandemia del Covid-19 le attività per l'inclusione delle persone sorde organizzate dal progetto InSegni Apprendi della Comunità Papa Giovanni XXIII. Fiore all'occhiello dell'iniziativa è il portale insegniapprendi.org.
Spiega Patricio Castillo, ideatore del progetto, educatore professionale e interprete LIS: «In mare non ci sono limitazioni all'utilizzo della Lingua Italiana dei Segni, che funziona bene anche a distanza. L'attività è stata ideata durante il periodo della pandemia per sostenere i bambini più fragili: dovevamo in qualche modo farli uscire dalla loro zona di confort, circolo vizioso fatto di chiusure e di relazioni virtuali, per portarli in una zona di sfida. Con questi obiettivi nel cuore abbiamo pensato anche ad un momento conclusivo, in cui ci si racconta l'esperienza vissuta. Il resto sarà un riscoprire il piacere della socializzazione e di fare attività all'aperto. Per i prossimi anni stiamo ipotizzando di ampliare l'esperienza ad altre categorie di persone fragili, rivolgendoci ad esempio a giovani con altre disabilità o con problemi di dipendenza».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/07/2022
«Invitiamo i partiti e le coalizioni ad inserire nei loro programmi elettorali la liberazione e protezione delle donne schiavizzate nell'industria della prostituzione e aumentare le politiche di contrasto riconoscendo la corresponsabilità dei clienti».
E' quanto auspica Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.
«Le donne prostituìte sono rese schiave all'interno della tratta di persone e chi le abusa, i clienti, sono consapevoli che sono vittime di tratta. - continua Ramonda - Sanno che queste persone provengono da aree del mondo dove la violenza politica, la crisi climatica e l'insicurezza alimentare peggiorano la loro condizione e giungono nel nostro Paese con la speranza di una migliore prospettiva di vita, mentre invece vengono imprigionate nello sfruttamento sessuale, nel lavoro forzato e nell'accattonaggio. Le lezioni che abbiamo appreso in 33 anni di attività antitratta le abbiamo trasformate in soluzioni.
In Italia ancora non esiste una legge che riconosca la responsabilità dei clienti e riduca la domanda di sesso a pagamento, nonostante le ripetute indicazioni europee e l'esito dell'indagine conoscitiva sulla prostituzione promossa dal Senato. Numerosi progetti di legge che vanno in questa direzione sono stati depositati in questi anni da parte di tutti gli schieramenti politici, ma non sono mai stati neppure discussi. E' ora che i politici, donne e uomini insieme, intraprendano iniziative coraggiose: fintanto che in Italia un uomo potrà comprare il corpo di una donna, non ci potrà essere parità di genere».
Lo dimostrano i dati dei recenti report internazionali sulla tratta del Dipartimento di Stato americano, con la stima di 25milioni di vittime di cui circa il 70% vittime di sfruttamento sessuale. Inoltre l'impatto del covid ha causato anche in Europa un aumento delle violenze contro donne, ragazze, bambine e bambini con un +60% e peggiorato la salute mentale delle vittime specie migranti, come raccontato nel Report della Comunità Papa Giovanni XXIII. Anche il recente Report di Save the children ha lanciato l'allarme: nella tratta in Europa 1 su 4 è minore. I dati 2021 della Comunità Papa Giovanni XXIII sulla tratta confermano il trend:
- 100 vittime di tratta assistite: 78 femmine tra cui madri (totale figli: 22), 21 maschi di cui 1 minore e 1 transgender. Età prevalente: 24-27 anni.
- Nazionalità prevalente nigeriana. Ma sono assistite anche vittime provenienti da Bulgaria, Romania, Marocco, Albania.
- 7 donne vittime di tratta a scopo sessuale di origine nigeriana e camerunense supportate in Germania, Svezia, Belgio in cooperazione con ONG locali.
- 22 unità di contatto in 11 Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Umbria, Piemonte, Toscana, Sardegna, Veneto).
- 3 unità di contatto per l'emersione di vittime di tratta al fine di accattonaggio e/o sfruttamento lavorativo in 3 Regioni (Liguria, Piemonte, Emilia Romagna).
- 5 team di primo contatto indoor in 4 Regioni (nelle città di Bari, Modena, Rimini, Roma, Savona
Le donne più a rischio, per quanto colgono le operatrici delle equipe indoor nello sfruttamento online moltiplicato vertiginosamente, sono sudamericane - venezuela, perù, brasile e Cina. Ma non mancano donne costrette dell'Est Europa. Inoltre dall'inizio dell'anno le donne che si sono rivolte a noi di origine nigeriana e camerunense, rientrate dal nord Europa - Germania, Francia e Svezia - sono aumentate di oltre il 10% e hanno a carico figli nati all'estero, in diversi casi anche con disabilità. Faticano ad essere inserite nei circuiti dell'accoglienza, hanno ricevuto un diniego dell'asilo e nonostante i piccoli che hanno con sè e il fatto che siano state vittime di tratta restano in balìa di se stesse e sole nel nostro paese, rischiando il re-trafficking.
Don Oreste Benzi, che aveva molto a cuore la dignità della donna e il suo benessere psicofisico, fu il primo in Italia a lottare contro la tratta e il moderno sistema prostitutivo. Il sacerdote dalla tonaca lisa a metà degli anni '90 intuì per primo che bisognava portare l'attenzione non solo verso i trafficanti ma anche verso i consumatori, l'altra faccia di questo mercato. Per proteggere le vittime e ridurre le conseguenze sulla loro salute mentale e quella dei loro figli e che siano ancora stigmatizzate perchè ex prostitute o facili prede di nuovi sfruttamenti, col progetto "MIRIAM. Donne migranti libere dalla violenza", progetto finanziato dal "Justice Programme" e dal "Rights, Equality and Citizenship Programme" dell'Unione Europea, intende prevenire e combattere ogni forma di violenza contro bambini, giovani e donne. Questo progetto europeo, attraverso il partenariato di Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Differenza Donna in Italia e Fundaciòn de Solidaridad Amaranta in Spagna, intende potenziare i servizi per le donne vittime e potenziali vittime del GBV per una precoce identificazione e protezione e un supporto specializzato, con una particolare attenzione per le donne straniere vittime di sfruttamento sessuale. Al progetto "MIRIAM. Free Migrant Women from GBV, through identification and access to specialized support service" ha aderito il Dipartimento per le Pari Opportunità - Presidenza del Consiglio dei ministri.
E proprio in questi giorni viene promossa la Campagna che sensibilizza giovani, professionisti del settore sanitario e sociale e cercherà di raggiungere potenziali vittime attraverso i social e il quotidiano dell'Associazione semprenews.it.
SAVE THE DATE
Nei prossimi mesi, la Comunità ha organizzato alcuni importanti eventi: un seminario a Roma il 24 settembre e all’Università di Verona il 21 ottobre; una tavola rotonda a Bruxelles il 9 novembre al Parlamento europeo.
Scarica il Report sulla salute mentale delle vittime durante la pandemia
Per saperne di più: progettomiriam@apg23.org
Leggi le storie:
https://www.semprenews.it/news/Orfana-venduta-come-schiava-dalla-madre-adottiva.html
https://www.semprenews.it/news/Quella-schiavitu-invisibile.html
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
22/07/2022
La visita. La Ministra della Giustizia Marta Cartabia ha visitato oggi una casa di accoglienza per carcerati della Papa Giovanni XXIII vicino Rimini. Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità di don Benzi, ha accolto la Ministra nella casa dove vivono 24 detenuti che stanno scontando la pena con misure alternative al carcere.
Le Comunità per Carcerati. Quella di Rimini è una delle 8 Comunità Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l'accoglienza di carcerati che scontano la pena, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli nelle strutture e nelle cooperative dell'associazione. La prima casa è stata aperta nel 2004. Ad oggi sono presenti 241 tra detenuti ed ex detenuti. Negli ultimi 10 anni sono state accolte 1.865 persone.
La Ministra. La Ministra Cartabia, dopo aver ascoltato i detenuti ospiti della casa di accoglienza, ha dichiarato: «Sono qui per conoscervi di persona e toccare con mano una ricchezza di cui tanto ho sentito parlare, anche prima che ci incontrassimo su progetti comuni, come l’accoglienza a madri detenute con figli piccoli. Questo è un luogo dove accadono cose importanti: essere qui oggi è un momento per coltivare il rapporto tra realtà positive della società civile e le istituzioni. Essere qui è per me come una boccata d’ossigeno. Soprattutto in ambito penitenziario, le istituzioni funzionano bene soprattutto quando c’è una sinergia con realtà che funzionano bene, come la vostra».
La recidiva crolla. «Per noi è molto importante questa visita perché come Comunità abbiamo sempre scelto di collaborare con le istituzioni. Le persone che hanno sbagliato devono giustamente pagare per i loro errori, ma devono anche essere rieducate. – spiega Ramonda – E' quello che facciamo nelle nostre Comunità. Per chi esce dal carcere la tendenza a commettere di nuovo dei reati, la cosiddetta recidiva, è il 75% dei casi. Invece nelle nostre comunità, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli, i casi di recidiva sono appena il 15%».