In questi giorni, a Ginevra si svolge la 62a sessione ordinaria del Consiglio per i Diritti Umani, un’importante piattaforma per la promozione e protezione dei diritti umani. Durante i dialoghi interattivi, ha trovato spazio la proposta del Ministero della Pace, sostenuta dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha presentato campagne di advocacy e sensibilizzazione a livello nazionale e internazionale.
L’esperta indipendente delle Nazioni Unite, Cecilia Bailliet, ha inserito il Ministero della Pace tra le raccomandazioni agli Stati, condividendo nel suo rapporto su “Pace e solidarietà internazionale” che è fondamentale porre la pace al centro delle politiche globali. Bailliet ha lanciato un appello per una coalizione globale di “solidarietà per la pace” e ha riconosciuto il valore della società civile nel processo di costruzione della pace.
In un intervento significativo, ha sottolineato: «Desidero esprimere il mio profondo rispetto per i gruppi della società civile che lavorano a livello locale per costruire una cultura di pace partendo dal basso». Ha anche evidenziato che la partecipazione attiva di queste realtà è essenziale per prevenire nuovi cicli di violenza.
La campagna della Comunità Papa Giovanni XXIII per un Ministero della Pace è stata menzionata come esempio di come si possano promuovere politiche inclusive. La dichiarazione congiunta delle ONG, presentata da Maria Mercedes Rossi, rappresentante di APG23 presso le Nazioni Unite, ha ribadito che «la pace non è un concetto politico astratto, ma una norma giuridica fondamentale».
Rossi ha invitato gli Stati a ridurre le spese militari, reinvestendo tali risorse per favorire lo sviluppo globale, e ha sollecitato l’adozione di misure sostenibili attuabili per garantire la pace e la solidarietà.
