In occasione del Festival della Migrazione 2026, Comunità Papa Giovanni XXIII propone a Bologna un appuntamento dedicato alle donne migranti, alla prevenzione della violenza e dello sfruttamento e al lavoro di rete costruito in questi mesi con il progetto nazionale ALMA. L’incontro, intitolato “IN RETE PER LA DIGNITÀ – Donne migranti tra culture, nuove generazioni e sfide digitali”, si terrà venerdì 6 novembre 2026 dalle 9.00 alle 13.00 all’Aula Ardigò del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia, a Palazzo Hercolani in Strada Maggiore 45. La mattinata rappresenta il momento centrale e conclusivo del progetto “ALMA. Comunità etniche e religiose in rete per prevenire lo sfruttamento delle donne migranti”, promosso da Comunità Papa Giovanni XXIII con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità tra il 2025 e il 2026.
L’incontro mette al centro un tema che la Comunità segue da anni con attenzione: la violenza sulle donne straniere, nelle sue forme psicologiche, sessuali e lavorative. Il progetto ha coinvolto 12 comunità etniche e 5 tradizioni religiose, con una rete costruita insieme a realtà e persone di origini diverse, tra cui Camerun, Nigeria, Romania, Colombia, Perù, Mali, Sri Lanka, Filippine, India, Senegal, Siria e Italia. Le province più attive nel percorso sono state Modena e Torino. Il lavoro comune ha permesso di leggere più da vicino le trasformazioni dello sfruttamento e le nuove forme di reclutamento, soprattutto nell’ambiente digitale, dove l’adescamento online e lo spostamento delle situazioni di abuso in spazi chiusi rendono più difficile intercettare le vittime.
Tra i dati emersi dal progetto, uno riguarda proprio l’emergenza digitale, con il rafforzarsi del reclutamento online e con il passaggio dello sfruttamento verso contesti indoor. Un altro punto riguarda la violenza psicologica, che si conferma una delle trappole più diffuse: al primo posto resta il controllo esercitato da partner o da presunti fidanzati, i cosiddetti loverboys, che usano manipolazione affettiva e pressione psicologica per intrappolare le donne nello sfruttamento sessuale o economico-lavorativo. Per questo l’appuntamento di Bologna non è soltanto un momento di restituzione, ma anche un’occasione di approfondimento su come prevenire e riconoscere queste dinamiche, a partire dalle giovani generazioni e dai contesti educativi.
Alla mattinata partecipano Alessandro Sasso, dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità, e Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore nazionale di Fondazione Migrantes. Dopo i saluti e gli interventi introduttivi, il programma prevede anche la proiezione in prima visione del cortometraggio “Break the circle”, con soggetto e regia di Roberta Barra, realizzato nell’ambito del progetto ALMA con il coinvolgimento dei giovani peer. Il filmato nasce come strumento educativo per raccontare le dinamiche di reclutamento e assoggettamento e le vie d’uscita dallo sfruttamento sessuale, con l’obiettivo di sensibilizzare scuole e gruppi giovanili sulla prevenzione della violenza e sulla responsabilità collettiva nella reintegrazione delle sopravvissute.
La seconda parte della mattinata sarà dedicata ai gruppi di lavoro, con il coinvolgimento di rappresentanti e giovani delle comunità etnico-religiose e di studenti universitari. È un passaggio che richiama l’impostazione del progetto, fondato sul confronto tra culture e generazioni diverse e sulla costruzione di strumenti condivisi per prevenire lo sfruttamento e promuovere la dignità delle donne migranti. L’obiettivo è anche quello di restituire il lavoro fatto nel progetto ALMA e di trasformarlo in una rete più ampia di consapevolezza, formazione e collaborazione territoriale.
Il percorso di ALMA si inserisce inoltre in una serie di appuntamenti che la Comunità Papa Giovanni XXIII porta avanti in Emilia nell’ambito del Festival della Migrazione: a Carpi venerdì 6 novembre in serata con un intervento e un dibattito sui volti della tratta; a Modena sabato 7 novembre nel pomeriggio con un focus su donne migranti, integrazione e lavoro di rete territoriale contro la tratta e il grave sfruttamento; a Ferrara lunedì 9 novembre nel pomeriggio con il convegno “Donne migranti e condizioni di grave sfruttamento. Quali diritti?” presso il Dipartimento di Giurisprudenza, con la partecipazione e la conclusione dell’Arcivescovo di Ferrara, Mons. Giancarlo Perego.
L’iscrizione all’evento di Bologna è obbligatoria. La mattinata del 6 novembre si presenta così come un’occasione di confronto pubblico, di restituzione dei risultati del progetto e di approfondimento su un fenomeno che continua a colpire donne vulnerabili, spesso giovani, spesso straniere, spesso isolate. Nel dialogo tra istituzioni, comunità, università e territorio, “IN RETE PER LA DIGNITÀ” propone un lavoro comune per prevenire la violenza, sostenere le sopravvissute e costruire relazioni capaci di proteggere la dignità delle persone.