Bologna, evento su donne migranti e tratta

6 novembre 2026
Bologna

Ci sono storie che mostrano quanto la tratta e lo sfruttamento possano nascere anche dentro relazioni di fiducia, in famiglia o attraverso promesse di aiuto. La vicenda di Jasmine, donna del Punjab, racconta un matrimonio imposto, una lunga violenza domestica e la forza di denunciare per proteggere i figli e se stessa.

 

In Italia la tratta di esseri umani assume forme diverse: sfruttamento lavorativo, sfruttamento sessuale, accattonaggio, matrimoni forzati e reclutamento tramite intermediari. Nel 2025 i 21 progetti antitratta hanno avviato l’identificazione formale di oltre 3.400 persone e 864 hanno scelto di accedere a un programma di assistenza e integrazione sociale. Dietro questi numeri ci sono persone che hanno bisogno di ascolto, informazione chiara e protezione.

 

La testimonianza di Richa Rani, mediatrice linguistica originaria dell’India e attiva nella provincia di Ascoli Piceno, aiuta a capire il contesto da cui possono nascere alcune di queste situazioni. Racconta un cambiamento lento nelle scelte matrimoniali, ma anche il peso delle pressioni familiari e dei rischi che possono correre le donne quando non vengono ascoltate.

 

La vulnerabilità riguarda anche il lavoro. Richa Rani parla della sua esperienza con il Decreto flussi e degli intermediari che promettono un ingresso regolare in Italia, ma poi chiedono denaro e lasciano le persone in una condizione di dipendenza e precarietà. Per questo servono controlli, informazione accessibile nelle lingue delle persone coinvolte e un accompagnamento specializzato.

 

Da questa consapevolezza nasce anche il progetto nazionale ALMA della Comunità Papa Giovanni XXIII, che promuove la prevenzione della violenza contro le donne migranti attraverso il dialogo con le comunità etniche e religiose. Il percorso coinvolge cinque province italiane e si concluderà il 6 novembre 2026 a Bologna con l’evento "Donne migranti. Vite in movimento", nell’ambito del Festival della Migrazione 2026.

 

Tra le relatrici ci sarà ancora Richa Rani, che porterà la sua esperienza accanto alla comunità indiana e nel dialogo con le istituzioni. Un lavoro che ricorda quanto sia importante costruire reti di fiducia per prevenire sfruttamento e violenza.