Dal 27 settembre al 5 ottobre le realtà missionarie dell’Asia e dell’Oceania della Comunità Papa Giovanni XXIII si sono riunite a Ratnapura, in Sri Lanka, per vivere giorni di confronto e fraternità. I partecipanti arrivati dall’Italia, dal Bangladesh e dall’Australia hanno condiviso un tempo prezioso di incontro dopo due anni senza vedersi di persona.
Al centro del confronto ci sono stati la fede, il sentirsi amati da Dio e la fraternità, vissuta come sostegno alla condivisione autentica e gratuita di ciò che si riceve. In questo orizzonte si è inserita anche la celebrazione della Messa presieduta da don Luca Morigi durante il Summit.
Ampio spazio è stato dedicato alle sfide presenti in queste terre. Una delle più urgenti è la diminuzione dei missionari italiani che vivono stabilmente sul posto. In India e in Bangladesh, infatti, le attività di sviluppo e solidarietà sono portate avanti quasi esclusivamente da fratelli locali, con culture e abitudini diverse, per i quali diventano decisivi ascolto, dialogo e rispetto dei tempi di ciascuno.
Gli incontri hanno fatto emergere anche la necessità di leggere i cambiamenti sociali in atto, in Paesi segnati da forti disuguaglianze economiche e da condizioni di vita molto diverse tra loro. Da qui l’impegno a cercare nuove modalità di condivisione, capaci di rispondere alle sfide di oggi senza ripetere schemi che funzionano altrove.
La Comunità Papa Giovanni XXIII è presente in Bangladesh, Sri Lanka, India e Australia. In questi Paesi accoglie persone sole, molte delle quali con disabilità fisiche e problemi di salute mentale anche gravi, e porta avanti interventi a tutela dell’infanzia, in particolare attraverso doposcuola, supporto scolastico e percorsi didattici e ricreativi per bambini e ragazzi con disabilità.
