Campi estivi Fuori le mura, il racconto di un’estate di volontariato tra i più poveri

News pubblicata il: 16/09/2026

«Non impegnate la vostra vita per passare il tempo in una sicurezza che risponde soltanto alle paure umane; passate invece la vita in un modo nuovo.»

 

Don Oreste credeva nei giovani e nel loro potenziale di cambiare la storia e proprio per questo la Comunità Papa Giovanni XXIII ha sempre scommesso su di loro.

 

Con questa filosofia, 26 anni fa, ha avviato i campi Fuori le mura: un’esperienza ideata per i giovani e con i giovani, con l’obiettivo di farli uscire dalla propria zona di comfort attraverso l’incontro con i più poveri, i diversi, gli emarginati dalla società.

 

“Nel ’99 si pensava a come vivere il grande Giubileo”, racconta Marinella, membro di Comunità che, insieme ad altri fratelli e sorelle, ha aperto le porte di questa avventura. “Il don e molti altri dell’équipe generale avevano il desiderio di vivere qualcosa di molto concreto con i giovani, permettendo loro di incontrare Dio attraverso l’incontro con il Povero insieme ai fratelli, l’ascolto della Parola e la condivisione. Era il giugno del 2000: siamo partiti da Trapani e, passando per Bari, ci siamo diretti a Roma per la Giornata Mondiale della Gioventù. Da lì non ci siamo più fermati!”.

 

In questi anni centinaia di ragazzi e ragazze hanno scelto questa proposta e ancora oggi molti decidono di “abitare” le contraddizioni della nostra società per “sentire sulla pelle” la rabbia dei poveri che vivono sulla strada, negli istituti, nelle carceri, in terre dimenticate dallo Stato o in zone di conflitto e rancori.

 

L’incontro spesso fa paura, perché porta fuori dalle proprie mura e dai pregiudizi, ma rigenera perché permette di tendere la mano e tornare alla pienezza della vita. Per realizzare il regno di Dio che, come diceva don Oreste, è “un regno d’amore, di giustizia e di gioia, perché la gioia è gioia quando è di tutti.”

E così, anche l’estate 2026 si è trasformata in un’incredibile palestra di vita e le realtà della Comunità in luoghi di accoglienza e condivisione. Oltre ai campi di Catania e Trapani, 39 giovani dai 18 ai 30 anni sono partiti per l’estero, volando in Portogallo, Romania, Marocco, Kenya e Grecia.

 

I partecipanti hanno sperimentato la casa famiglia, incontrando le persone accolte, immigrate e con fragilità, e vivendo con loro nella semplicità.

 

Dalla periferia di Nairobi fino a Matasari in Romania, passando per il villaggio marocchino di Tatiouine, hanno proposto attività ricreative ai bambini più poveri.

 

Ad Atene hanno sperimentato la condivisione con i senza fissa dimora, vivendo la Capanna di Betlemme e le uscite in strada per portare umanità e un pasto caldo.

 

Si sono spinti fino alle strade polverose del Turkana, una delle zone più aride del Kenya, dove hanno visto con i propri occhi gli effetti dei cambiamenti climatici.

 

Insieme hanno vissuto momenti di fraternità, preghiera e riflessione personale, stringendo relazioni più profonde e vere tra loro e aprendosi al dialogo e al confronto con persone culturalmente diverse.

 

Condividendo piccoli e semplici spazi e la gestione del tempo, si sono adattati a situazioni non abituali e hanno imparato a non essere necessariamente protagonisti, lasciandosi guidare dagli abitanti del luogo, rispettandone tempi, modalità e iniziative.

 

Diverse le consapevolezze maturate: l’importanza non tanto del fare, quanto dello stare e del condividere momenti insieme; la possibilità di guardare alla vita e a ciò che è davvero essenziale con occhi nuovi; uno sguardo diverso sull’uomo e sulle povertà che incontreranno lungo il cammino. E la coscienza che è possibile fare piccoli passi concreti e dare senso alla sete di giustizia e di bene che esiste in ognuno di noi.

 

“Insomma, hanno vissuto a 360° il dono di sé, mettendo in gioco i propri talenti”, concludono gli organizzatori. “Hanno inoltre donato a noi referenti la gioia di essere in qualche modo risposta alle loro esigenze di vita piena, riportandoci all’essenziale e facendoci riscoprire il motivo per cui abbiamo scelto la Comunità, i suoi valori e l’impegno proprio con i giovani.”

E ora?

L’estate è finita, ma le proposte della Comunità per i giovani no!

 

Le possibilità di incontro continuano infatti durante il resto dell’anno, con l’Easy Meeting per ragazzi dai 14 ai 20 anni e i Deserti vocazionali per ragazzi dai 18 anni in su.

 

Per “(…) essere costruttori in mezzo alle macerie, che sono tante in questo mondo di oggi, tante; essere capaci di sognare, e questo per me è chiave: un giovane che non è capace di sognare è diventato vecchio prima del tempo”, come diceva Papa Francesco.

 

Se anche tu vuoi essere parte di questo cammino, puoi contattare Claudia al 328 317 6313.

Ti aspettiamo!

 

I campi Fuori le mura non si fermano e tornano la prossima estate.

 

Tutte le informazioni saranno divulgate sui canali APG23 nei primi mesi del 2027, spargi la voce!