Albania
La presenza della Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania
La presenza dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania risale all’aprile 1999, attraverso l’esperienza dell’Operazione Colomba.
Strutture di accoglienza
La Casa Famiglia “San Raffaele”, casa madre della Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania, nasce nel 1999 a Krajen, un villaggio nella regione della Zadrima, una lunga vallata che lega la città di Lezha con quella di Shkoder. Con l’amore sempre presente di Dio, nel corso degli anni ha creato una grandissima rete di umanità e di condivisione con il popolo Albanese, specialmente in questi luoghi poveri e abbandonati a sé stessi.
Dal 2004 la Casa Famiglia si è trasferita in un villaggio vicino, Nenshat, in una casa più adatta a rispondere a chiunque abbia bisogno. Attualmente la Casa Famiglia “San Raffaele” accoglie più di venti persone, tra i quali numerosi bambini, ragazze con forti disagi emotivi e psichici, senzatetto, adolescenti ecc., una casa di Dio dove amarsi è l’unica risposta importante da dare.
La Casa Famiglia Vincenzo nasce a Tarabosh (Shkoder) nel 2000 su richiesta del Vescovo, per accogliere in particolare i bambini all’interno di un villaggio della Caritas fatto di casette prefabbricate in legno. Nata come pronta accoglienza, nel tempo si è trasformata in una bellissima Casa Famiglia, che accoglie bambini e adolescenti in situazioni precarie e di forte miseria, con l’amore di un padre e di una madre che hanno scelto di condividere la propria famiglia aprendo la porta ad altri bambini che chiedono solo di essere amati. Finalmente dal 2008 hanno una vera casa, una parte di un Convento di Frati Cappuccini sempre a Tarabosh (Shkoder).
La Pronta Accoglienza “Gonxhe” nasce nel 2007 a Shkoder, con l’obiettivo principale di dare un sostegno a donne e bambini in difficoltà.
In Albania molte delle richieste di accoglienza che arrivano riguardano ragazze disagiate, ragazze madri, donne con problemi di personalità. Sono donne e bambini che hanno bisogno di ricostruire la propria vita e che chiedono aiuto per riuscire a mantenere la dignità messa a rischio dalla miseria e dalla mentalità di questo popolo che spesso mette le donne in un angolo.
La Pronta Accoglienza “Patrizia” nasce nel 2005 a Shkoder nel nord dell’Albania. Qui si cerca di dare risposta alle tantissime domande di giovani, ragazzi, adulti problematici, che altrimenti finirebbero in Istituto. Il responsabile della casa con amore di padre educa questi figli rigenerati nell’amore, sviluppando le loro qualità.
La Capanna di Betlemme nasce a Tirana come una scommessa: dopo aver udito dalle strade una grande richiesta di aiuto, si è cercato di dare una risposta alle sempre più numerose persone che non hanno una famiglia con cui vivere.
Anche in Albania il progresso crea tantissime occasioni, ma spesso lascia dietro di sè i poveri, le donne, i bambini, i giovani che abusano di alcol e fanno uso di droghe, o semplicemente quanti scappano dalle montagne per andare in città in cerca di una vita migliore, ma che spesso trovano solo la strada. Due giovani ragazzi vivono questa condivisione, ogni giorno, tra le persone dimenticate, gli “Invisibili”, e con grande coraggio aprono le porte a uomini e donne che cercano solo un posto caldo di umanità e una famiglia che voglia il loro bene.
La Famiglia Aperta di Samuel e Liljana nasce nel Settembre 2008 a Shkoder, lui membro di comunita’ lei in periodo di verifica vocazionale, hanno deciso di aprire la loro porta e il loro cuore ai poveri che il Signore gli mettera’ accanto.
Interventi di sostegno e di sviluppo
Progetto Agricolo Madre Terra
Il progetto Agricolo "Madre Terra" nasce innanzi tutto dall’esigenza di condividere sempre più con il popolo albanese nelle zone rurali, dove gli unici mezzi di sostentamento sono la terra e l’allevamento di animali. La Casa Famiglia San Raffaele coltiva frutta e verdura, alleva animali per autoconsumo, produce formaggio, mozzarella, ricotta, ortaggi sottolio e ha come obiettivo quello di riuscire, nel tempo, a vivere di quello che produce. Questo stile di vita diventa un grande strumento educativo perché le persone che arrivano con problemi fisici, psichici e spesso in una situazioni di abbandono, qui possono ricominciare a ricostruirsi una vita, sostenuti dall'amore di una famiglia in un ambiente sereno e genuino.
Asilo Georgje Volaj
L’Asilo Georgje Volaj nasce nel 2004 affiancando quello del villaggio, che oltre ad essere totalmente carente in attrezzature e materiali, non aveva nemmeno lo spazio necessario per lavorare adeguatamente con i bambini. Con la continua risposta da parte degli abitanti, l’Asilo ha continuato a funzionare attivamente e attualmente può accogliere al mattino circa 40 bambini, assistiti da maestre locali ed educatrici di sostegno per i bambini più problematici. Ai piccoli viene offerto il pranzo e per le famiglie che abitano più lontano è possibile usufruire di un autista che accompagna i bambini al mattino e li riporta dopo il pasto. L’Asilo è un servizio molto importante per il villaggio di Nenshat non solo perché dà sostegno ai bambini, che così vengono preparati alle scuole elementari, ma anche perché offre un grande aiuto alle mamme che non hanno la possibilità di seguire i figli perché pesantemente impegnate nei lavori domestici e agricoli.
Centro Educativo e Culturale "Luledielli"
Il Centro Educativo e Culturale “Luledielli” della Comunità Papa Giovanni XXIII è situato a Nenshat, un villaggio nel nord dell’Albania, e nasce da un forte bisogno di giovani e bambini della zona di aver un posto di ritrovo,per crescere insieme nell’educazione e nella cultura. Nel Centro viene data loro la possibilità di alimentare i doni che ognuno ha, senza finire per trascorrere tutto il tempo per le strade, senza nulla da fare o addirittura soggetti alla delinquenza. Il Centro offre corsi di italiano, inglese, informatica, un cineforum e formazione lavorativa nel taglio e cucito o nella lavorazione artistica del vetro. È previsto anche uno “spazio libero”, dove i giovani hanno la possibilità di fare musica con strumenti messi a loro disposizione, dipingere e imparare tecniche artistiche. Nei fine settimana c'è il Cinema del Villaggio e presto sarà aperto un punto Internet. Crediamo sia fondamentale lavorare con i giovani perché, oltre al loro diritto di crescere nell’istruzione e nei sani valori, saranno il futuro di questo paese.
Progett Kanun (vendetta di sangue)
Cos'è la vendetta del sangue in Albania? Il codice di Lek Dukagjini (Kanun) non è più in vigore ma racconta una storia: narra di come si è costruita nei secoli la tradizione giuridica ed istituzionale del popolo albanese. Dovrebbe essere solo un testo di storia, un libro che contiene antiche norme per la vita pubblica e privata di questo popolo, regole che riguardavano i rapporti di famiglia, il matrimonio, la casa, il bestiame e i poderi, i danni e i delitti, la Chiesa, ecc. Questo antico testo ha avuto il ruolo di legge negli oltre 500 anni in cui l’Albania è stata sotto dominazioni straniere, contribuendo a mantenere l’ordine e a conservare la tradizione nelle tribù sparse nelle montagne e nelle pianure, e si è tramandata oralmente, di padre in figlio, di generazione in generazione, fino ai giorni nostri, con orgoglio e dignità, formando le radici di un popolo. Lo si potrebbe considerare solo un libro di storia se non vi fossero, ancora oggi, famiglie che emettono o sono vittime di Vendette di Sangue, secondo il rituale contenuto nel Kanun, e che si trovano, di punto in bianco, costrette a vivere in autoreclusione, senza poter nemmeno più uscire di casa. Lo Stato albanese si sta dotando, contro questa realtà, di raffinati strumenti normativi, che troppo spesso però rimangono inapplicati, creando confusione e provocando un mancato rispetto della legge che fa ritenere a molti che ancora oggi sia in vigore il Kanun. Molte famiglie sono così costrette a subire in silenzio la loro situazione, rimanendo nell’ombra, senza nessuna possibilità di far valere i propri diritti. Obiettivi del Progetto: il progetto “Vendette di Sangue” parte dalla condivisione, sia con le famiglie che vivono in autoreclusione a causa del Kanun, sia con quelle che hanno emesso la vendetta, facendo sempre attenzione, in modo particolare, ai più deboli: bambini, donne, handicappati. Alle famiglie offriamo una prima scolarizzazione per i più piccoli, corsi di taglio e cucito per le donne, supporto medico e psicologico, sostegno ai più poveri. Le prospettive del progetto sono quelle di continuare ad operare con una azione di mediazione e riconciliazione, costruendo ponti di pace e di perdono tra le famiglie in Vendetta, così da permettere a queste persone di uscire definitivamente dalla loro situazione di violenta emarginazione, e di insistere con forza nel reclamare i diritti negati a queste famiglie, richiamando lo Stato alle proprie responsabilità su questo drammatico problema.
Progetto "Incontriamo la povertà porta a porta"
Attraverso il progetto “Incontriamo la povertà porta a porta” i missionari e i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania condividono la loro vita con le famiglie più povere ed emarginate della città di Scutari e delle periferie di altre zone. Queste famiglie emigrate dalle zone montane del nord del Paese si riversano nelle periferie delle città dove si ritrovano prive dei mezzi per sopravvivere e dei legami sociali e delle reti relazionali su cui potevano contare nei villaggi di provenienza. Di frequente si riscontra in queste famiglie l’abbandono da parte del capo famiglia, fenomeni di alcolismo e violenza domestica a cui si aggiungono condizioni igieniche, ambientali e sanitarie precarie, un livello culturale e di scolarizzazione molto bassi. In tale contesto i bambini sono quelli che pagano lo scotto maggiore in quanto privi di riferimenti validi , modelli di vita e di un’istruzione adeguata, vengono travolti in questa spirale di povertà e di ignoranza che rende molto difficile emergere dalle proprie condizioni materiali e umane. Ed è proprio qui che noi operiamo cercando di garantire l’accesso alla scuola, agli alimenti, al vestiario, alle cure mediche e tutto quello che dovrebbe essere un loro diritto. Dopo un’attenta valutazione effettuiamo interventi mirati e su misura secondo quelle che sono le nostre possibilità. Lavoriamo anche per una consapevolezza degli adulti provando ad instaurare un rapporto vero con loro; ci adoperiamo per tutto quello che in Albania in questo strato di società è difficile ottenere come pensioni, opportunità di lavoro, assistenza sanitaria, ecc. Le nostre azioni sono sostenute in gran parte con le adozioni a distanza e con altre donazioni. All’interno del progetto “Incontriamo la povertà porta a porta”, è nato un servizio scuolabus per dare la possibilità a 60 bambini appartenenti alle famiglie con poche risorse di andare all’asilo nel villaggio di Bardhaj, con un'assistente che coadiuva il lavoro dell’autista, fa da tramite con le famiglie e soprattutto assiste due bambini con handicap, fino ad ora chiusi in casa, che vengono anche loro accompagnati con lo scuolabus. Abbiamo assunto anche delle maestre che assistono a casa i bambini nello studio, per sopperire alle mancanze o all'indifferenza dei genitori nei confronti dell’istruzione dei loro bambini. Abbiamo creato un piccolo progetto di avviamento al lavoro in casa dove, con il nostro supporto, facciamo confezionare borse, astucci e altro dalle signore appartenenti alle famiglie povere, il tutto con metodi e tessuti tradizionali fatti al telaio. Una parte del ricavato viene consegnato alle famiglie, mentre un'altra piccola parte serve per sostenere il progetto. Finora con il ricavato è stato possibile realizzare alcune ristrutturazioni di case e tetti, costruire servizi igienici. Gli interventi possono comunque essere molto vari: si va dall’aiuto per l’accesso alle cure mediche altrimenti negate, all’impegno per ricevere le pensioni spettanti, il prodigarsi per eseguire operazioni all’estero, il provare a fare avere dei diritti che spesso non vengono riconosciuti, fino alle forme più semplici di sostegno e aiuto come alimenti, vestiario, materiale scolastico, giochi, medicine, ecc. In estate proponiamo campi estivi di condivisione ed animazione, alcuni volontari che hanno delle capacità come clowneria e animazioni visitano e coinvolgono le famiglie. Siamo in rapporto diretto e collaboriamo con vari ordini di religiosi, sacerdoti e suore del luogo e con varie altre associazioni.

