La Violenza Economica: Un Aspetto Nascosto della Violenza di Genere

News pubblicata il: 23/04/2026
 

La violenza contro le donne si manifesta in molteplici forme, non solo fisiche o psicologiche, ma anche economiche. Questa dimensione, spesso trascurata, svolge un ruolo cruciale nel mantenere le donne intrappolate in relazioni maltrattanti. La recente relazione della Commissione parlamentare sul femminicidio e sulla violenza di genere, approvata il 15 aprile 2026, delinea chiaramente l’urgenza di riconoscere e punire la violenza economica, incorporando specifici reati nel codice penale.

Nel documento, redatto dalle deputate Martina Semenzato e Cecilia D’Elia, insieme alla senatrice Elena Leonardi, emerge che la violenza economica è uno degli strumenti più potenti a disposizione di uomini maltrattanti. Tra le pratiche più frequenti ci sono il controllo delle spese, l’impossibilità per le donne di accedere a denaro e la creazione di una dipendenza economica totale dalle loro compagne.

Ambiti di indagine e proposte di modifica

La relazione approfondisce tre ambiti principali:

  • Ambito domestico: dove la violenza economica si intreccia con forme più visibili di violenza psicologica e fisica.
  • Mercato del lavoro: dove si evidenziano disuguaglianze salariali e l’accesso limitato all’indipendenza economica e all’imprenditorialità femminile.
  • Ambito sociale: dove pesano stereotipi e discriminazioni culturali, unitamente a difficoltà nell’accesso a servizi.

La Commissione propone di rafforzare il riconoscimento giuridico della violenza economica, integrandola in articoli esistenti del codice penale, come l’articolo 572 riguardante i maltrattamenti in famiglia. In particolare, si vuole codificare il concetto di “violenza economica” e introdurre la figura autonoma del “controllo coercitivo”, ponendo l’accento sul monitoraggio delle spese familiari.

Formazione e educazione finanziaria

Nuove proposte comprendono anche la formazione per il personale bancario, così come l’inclusione dell’educazione economica di genere nelle scuole e nei luoghi di lavoro. È essenziale aumentare la consapevolezza delle misure di sostegno economico disponibili per le donne vittime di violenza, come il reddito di libertà e l’assegno di inclusione.

La condizione delle donne vulnerabili

Particolare attenzione è dedicata alle donne in situazioni già compromesse come la prostituzione e la migrazione, dove la violenza economica si complica ulteriormente con forme di controllo fisico e psicologico. Queste donne, spesso le più vulnerabili, hanno diritto a una protezione concreta e percorsi di autonomia che garantiscano dignità e sicurezza.



La voce della Comunità Papa Giovanni XXIII

Durante un’audizione, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha portato all’attenzione della Commissione le testimonianze dirette delle vittime, rivelando meccanismi di controllo esercitati da sfruttori e da cosiddetti “loverboy”. Queste storie coinvolgono giovani donne che sono state sedotte, isolate e poi sfruttate economicamente e sessualmente, evidenziando una realtà drammatica e urgente da affrontare.

In conclusione, la Commissione ribadisce che per ridurre i femminicidi è necessario intervenire sulle radici delle relazioni umane, demolendo stereotipi, fornendo supporti concreti e educando le donne all’autonomia economica. Così facendo, sarà possibile combattere contro ogni forma di assoggettamento e garantire un futuro più equo e dignitoso per tutte le donne.