La nostra comunità partecipa a ExpoAid 2026 il più grande evento nazionale dedicato al Terzo settore, alle associazioni e alle realtà che si occupano di disabilità, che si terrà al Palacongressi di Rimini dal 25 al 27 giugno.
Tre giornate ricche di incontri e attività con seminari dedicati ai temi del lavoro, dell’autonomia, della vita indipendente, dello sport, delle malattie rare e del progetto di vita. Tutti gli appuntamenti sono accessibili grazie al servizio di interpretariato in lingua dei segni italiana e alla sottotitolazione in tempo reale.
Sono presenti spazi espositivi dedicati alle buone pratiche e a progetti innovativi nel campo dell’inclusione. Inoltre, laboratori guidano i partecipanti in attività creative e manuali, dalla preparazione di biscotti e piadine alla lavorazione della stoffa e alla costruzione di strumenti musicali. Non mancano spettacolo, cultura e sport. L’iniziativa è promossa dal Ministero per le Disabilità.
Alla kermesse portiamo diverse esperienze di inclusione, in cui il lavoro, la relazione e la valorizzazione delle competenze sono strumenti reali di crescita, autonomia e partecipazione.
Venerdì 26 giugno, alla presenza della Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, Francesco Tonelli, vice-presidente della cooperativa sociale La Fraternità, interviene al panel “Coltivare opportunità: esperienze di agricoltura sociale”,
Nel panel “Intrecciare reti, condividere progetti” portiamo diverse esperienze delle nostre realtà. Caterina Nania, psicologa, presenta il progetto Portami a casa che riguarda l’accoglienza di bambini con disabilità e ospedalizzati, mentre Marta Bertelè, educatrice, presenta il progetto Avrò cura di te per la formazione di caregiver extrafamiliari non professionali.
Paola Cani parla delle iniziative dell’associazione GRD – Genitori ragazzi con disabilità, una comunità di circa 30 famiglie con figli che presentano diverse disabilità, che a Faenza ha aperto la “Bottega della Loggetta”, una boutique del riuso dove i ragazzi imparano a gestire un lavoro vero relazionandosi con i clienti, dimostrando che i figli sono cittadini competenti ed una risorsa per il territorio, non un peso. Per i più giovani hanno avviato un Gruppo socio-educativo tre pomeriggi a settimana per studiare e imparare a fare la spesa o cucinare insieme. Infine, con il progetto “Vado a vivere da solo”, nato nel 2021 insieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII, gestiscono due case per dieci ragazzi che sono vere palestre di vita. Si tratta di un passaggio di consapevolezza dall’essere famiglie singole che chiedono dei servizi ad essere una comunità che progetta, come recita il titolo del panel, “Intrecciare reti, condividere progetti”.
A Rimini presentiamo anche l’esperienza della cooperativa piemontese Il Ramo. Sonia Ficetto, educatrice, racconta delle Unità educative territoriali – Uet – della provincia di Cuneo che fungono da “ponte” per accompagnare i ragazzi disabili fuori dai centri diurni laddove siano presenti le possibilità, anche se minime, per valorizzare al massimo le autonomie dei ragazzi. Si tratta di un progetto sperimentale che tenta di dare una risposta adeguata all’enorme “zona grigia” che esiste tra la persona inserita nei centri diurni ed il mondo del lavoro. Il progetto funziona, ma non è ancora riconosciuto dalla Regione Piemonte. Roby Fea è accompagnato da Mohamed un ragazzo che ha usufruito di un percorso per persone con disabilità medio-lieve che, dopo le scuole superiori, non aveva sbocchi perché non abbastanza grave per un centro diurno da un lato e non in grado di accedere ad un lavoro dall’altro. Gli operatori della cooperativa Il ramo li accompagnano nell’apprendere le autonomie possibili abitative – come tenere in ordine la casa, fare le pulizie, la lavatrice, stendere, sistemare il giardino, fare la spesa, preparare i pasti – e lavorative con una valutazione finale con i loro familiari ed il loro servizio sociale per capire quale tipo di percorso potranno fare nel loro prosieguo di vita.
All’esterno del Palacongressi prende vita la “Via dello sport”, con dimostrazioni e prove aperte al pubblico. Tra queste ci sono le testimonianze di Paolo Camanni, atleta para-olimpico della nazionale italiana di judo, e Cristian Agostini giocatore e arbitro di baskin.
Durante la manifestazione, sono presenti nell’area espositiva i prodotti Madre Terra e Local To You, nati da progettualità produttive e sociali che uniscono agricoltura sociale, valorizzazione del territorio, sostenibilità e percorsi di inserimento lavorativo. Presente anche il laboratorio artigianale La colla non molla. Attraverso lo stand, i visitatori possono conoscere da vicino una filiera sociale in cui il prodotto non è mai solo il risultato di un’attività produttiva, ma il segno visibile di un percorso fatto di lavoro, dignità, accompagnamento e possibilità.