Contro la violenza sulle donne, la storia

News pubblicata il: 16/04/2026

C’è una nuova generazione che si fa sentire contro la violenza sulle donne, colmando il divario tra le parole e l’azione. Saran, ventunenne studentessa di Scienze Internazionali della Cooperazione e dello Sviluppo, fa parte di questa ondata di rivitalizzazione sociale. Attiva nella comunità maliana di Torino e nell’associazionismo studentesco, Saran è coinvolta nel progetto ALMA, una rete mirata a prevenire la violenza sulle donne migranti. Questo progetto, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si distingue per il suo approccio improntato al dialogo e al rispetto, piuttosto che alla mera condanna della violenza.

Un Incontro Significativo

Il primo contatto di Saran con il progetto ALMA avviene attraverso un familiare e segna un cambio di passo nel suo percorso. Non è un’iniziativa standard contro la violenza; invece, mira a creare collegamenti tra diverse comunità etnico-religiose — musulmane, cattoliche, evangeliche e buddiste — per riscoprire e affermare i valori della dignità e del rispetto. «Queste attività possono arricchire il mio bagaglio culturale», afferma Saran, sottolineando l’importanza degli incontri di sensibilizzazione.

 

In modo particolare, il progetto ALMA forma i partecipanti alla creazione di contenuti per la pagina social @vocipari, dove i giovani possono discutere e confrontarsi su temi cruciali. «È un’opportunità inattesa per scambiare idee, che è sempre utile alle nostre generazioni», aggiunge.

La Violenza tra i Giovani

Per Saran, la violenza non si limita a quella fisica, ma si estende anche a forme più sottili come quella psicologica e online, che possono lasciare cicatrici profonde. Un’esperienza particolarmente intensa è stata il confronto con una giovane sopravvissuta a forme di sfruttamento sessuale, che ha dato vita a un dibattito aperto e sincero su esperienze personali e comunitarie. «Sentire la sua storia ha cambiato la mia prospettiva», afferma Saran.

 

Saran non nasconde la sua preoccupazione per problematiche drammatiche, come la mutilazione genitale femminile, una pratica ancora diffusa in diverse culture. Durante gli incontri, emergono racconti di donne che hanno subito forme di violenza e sfruttamento, sottolineando l’urgenza di interventi efficaci e strutturati.

L’Importanza della Sensibilizzazione

Saran invita a una maggiore sensibilizzazione anche nelle scuole, sottolineando la necessità di programmi educativi ad hoc. Purtroppo, spesso questi temi non trovano spazio nei programmi scolastici. «Non ho mai assistito a lezioni che trattassero questi argomenti», lamenta.

 

Uno degli aspetti più intriganti di ALMA è l’approccio verso i social media. Saran, pur non essendo un’”influencer”, riconosce il potere che questi strumenti hanno nel diffondere messaggi di rispetto e dignità. «Molti giovani si informano tramite i social, e per questo è vitale condividere contenuti positivi e rispettosi», afferma.

Un futuro di Speranza

Il progetto ALMA non si arresta qui. Saran e i suoi colleghi sperano di istituire un centro di ascolto per donne maliane, dove possano ricevere supporto linguistico, orientamento e aiuto. «Un sogno nel cassetto», lo definisce.

 

Il progetto ALMA si inserisce nel solco dell’impegno della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la violenza e alla dignità delle persone, in particolare delle più vulnerabili. Don Oreste ha sempre sostenuto che «nessuna donna nasce prostituta», evidenziando la necessità di porre fine alle pratiche di sfruttamento e di violenza. La sua visione di una società giusta e inclusiva continua a eccezionalmente ispirare giovani come Saran nella loro lotta per il cambiamento.

 

In un contesto così complesso e delicato, è incoraggiante vedere una nuova generazione come quella di Saran ricevere l’opportunità di fare la differenza. Saran e i suoi coetanei dimostrano che dare voce ai giovani, permettendo loro di esprimere le proprie idee e di far sentire il loro impatto, è una chiave fondamentale per affrontare e, si spera, ridurre la violenza sulle donne nel futuro prossimo.