Fadda su Avvenire: lettera per una Repubblica di pace

News pubblicata il: 20/05/2026

Il quotidiano Avvenire di domenica 17 maggio ha pubblicato una lettera del nostro Responsabile Generale, Matteo Fadda, affinché il prossimo 2 giugno si possa festeggiare la Festa della Repubblica anche con gli operatori di pace.

 

 

Gentile direttore,

vogliamo ringraziare i promotori e “Avvenire” per aver proposto una Festa della Repubblica dove ad aprire il corteo siano medici, insegnanti, studenti, volontari, mondo della cooperazione internazionale e dell’associazionismo e tutte le persone che, con o senza divisa, svolgono un servizio di difesa della nostra Patria.

 

Crediamo infatti che, soprattutto in questo tempo storico, sia importante adottare un approccio inclusivo: la Festa della Repubblica può diventare un’occasione preziosa per riconoscere e valorizzare anche il contributo di chi ogni giorno difende le persone più vulnerabili, promuove la pace, la solidarietà e il diritto alla vita.

 

In questo senso, pensiamo sia necessario ampliare il concetto stesso di “difesa della patria”, includendo anche la “difesa della persona”, soprattutto di chi è fragile, solo o in difficoltà. Dentro questa prospettiva trovano spazio il volontariato, il mondo della cura e tutte quelle figure che quotidianamente si impegnano nella tutela della dignità umana: operatori sociali, medici, infermieri, volontari e tanti altri. Dare maggiore riconoscimento pubblico a questo impegno, all’interno delle celebrazioni della Repubblica, sarebbe un segnale forte e coerente con i valori costituzionali di solidarietà e pace.

 

La Comunità Papa Giovanni XXIII, coerente con l’eredità del nostro fondatore don Oreste Benzi e con l’operato del nostro corpo nonviolento di pace Operazione Colomba, si unisce convintamente all’appello perché, in questo particolare momento storico, la società civile deve essere il baluardo di una Repubblica fondata sul lavoro e sul ripudio della guerra.

 

La spesa militare mondiale nel 2025 ha raggiunto il nuovo record storico di 2.887 miliardi di dollari, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita. Continuare ad aumentare la spesa militare non risolve la profonda crisi della “logica della deterrenza” nella quale ci troviamo oggi. Anzi l’escalation dei conflitti e della violenza sembra ormai direttamente proporzionale all’incremento degli armamenti, creando un circolo vizioso che rende il mondo più instabile. I soldi investiti in armamenti – 2,5 per cento del PIL mondiale, il livello più alto dal 2009 – vengono così sottratti ad altri settori aumentando le disuguaglianze e le tensioni sociali che a loro volta alimentano i conflitti.

 

Per questo auspichiamo che il 2 giugno diventi protagonista la società civile e che sia occasione per rivelare una democrazia più matura basata sulla libertà, la pace e la solidarietà. Il nostro desiderio è di ampliare la riflessione sul tema della difesa, affinché sia riconosciuto l’impegno di chi ogni giorno protegge i più deboli. In una ricorrenza nazionale che richiama un senso di unità, questo messaggio può parlare a tutti, senza irrigidire il confronto ma allargando l’orizzonte di ciò che significa difendere la Patria, la comunità e le sue persone.

 

 

Matteo Fadda
Presidente Comunità Papa Giovanni XXIII