La testimonianza di Vittoria al Santo Padre in visita a Pompei

News pubblicata il: 08/05/2026

Nella mattina di venerdì 8 maggio Papa Leone, in visita presso il Santuario di Pompei in occasione della Supplica e del suo primo anno di pontificato, ha ascoltato in un incontro privato la testimonianza portata di Vittoria, signora in carrozzina accolta nella nostra casa famiglia di Pompei.

 

“Buongiorno a tutti!
Sono Vittoria e vengo dalla Polonia; arrivai in Italia 35 anni fa in cerca di lavoro. Non avevo nulla con me, se non le mie braccia e gambe per poter lavorare. E ho lavorato, tanto. Poi mi sono ammalata e a causa della malattia non sono più riuscita a potermi sostentare. Non potevo ritornare in Polonia e quindi sono rimasta in Italia e ho trovato rifugio in stazione a Napoli. Ho vissuto senza fissa dimora per diverso tempo; fino a quando ho incontrato una ragazza africana che mi ha preso la mano e mi ha raccontato che ogni settimana, da Pompei, alcuni volontari venivano in stazione a portare cibo, medicina e coperte a chi ne avesse avuto bisogno.

 

Già da ragazza ho sempre avuto un bellissimo legame con l’Italia; sono sempre stata affascinata dalla storia di Padre Pio e della Madonna del Rosario. Così ho conosciuto Renata, che dopo il mio intervento all’anca mi ha accolto nella casa del Santuario di Pompei chiamata “Santa Maria del Cammino. Mi sono ricordata di quando avevo incontrato da ragazzina il Santo Padre Giovanni Paolo II, durante una sua visita in Polonia, nella mia città d’origine, di quella sensazione indescrivibile che mi aveva fatto piangere per due giorni di seguito, senza un apparente motivo; ho pianto di nuovo, come allora, e ho realizzato che TUTTE le mie preghiere erano state ascoltate.

 

In questi quattro anni vissuti a Pompei accanto alla Madonna mi sono accadute cose che mai avrei immaginato prima. In casa ho conosciuto veramente l’amore di una famiglia, che fin dal primo giorno mi ha accolta senza riserve e con tanti sorrisi.

 

Ho conosciuto i miei “due nipoti adottivi”: Costantin e Stefano, che per me sono diventati un pilastro fondamentale della vita, visto che è proprio grazie a loro che oggi sono tornata di nuovo a sorridere tanto.

 

Ringrazio Dio per avermi fatto incontrare questa grande comunità con la quale ho realmente capito che la famiglia non è soltanto quella che condivide legami di sangue; ma soprattutto quella che condivide la fede in Gesù, unica fonte inesauribile d’amore. Credo che la fede mi abbia salvato due volte: psicologicamente e fisicamente e per questo mi sento tanto debitrice infinitamente alla mia Madonnina del Rosario, con cui ho un legame ormai quotidiano quando mi reco a salutarla in Santuario.

 

Ringrazio S.E. Arcivescovo Tommaso Caputo che per tutti noi è ormai come una padre, sempre pronto a pregare e a sostenerci tutte le volte che abbiamo bisogno”.