Una delegazione dell’Ufficio di coordinamento ecclesiale per il Mediterraneo, presieduto dal cardinale Jean-Marc Aveline, è stata ricevuta in udienza privata dal Papa lo scorso giovedì 12 marzo. Tra loro anche una giovane volontaria della nostra Comunità, Maria Serena Bonazzi Del Poggetto, di Forlimpopoli, che dopo aver vissuto in Grecia, prima nell’isola di Lesbo nei progetti per migranti e poi nella casa famiglia di Atene, adesso vive in una nostra casa di accoglienza a Bucarest, in Romania. Maria Serena fa parte di questo gruppo e già nel 2023 era intervenuta a Marsiglia di fronte a Papa Francesco e al Presidente francese Macron.
«Questo coordinamento nasce per volontà di Papa Francesco, – spiega Maria Serena – il quale, nel 2024, affida al Cardinale di Marsiglia, Jean-Marc Aveline, il compito di costituire un gruppo che guidi un processo di pace e fraternità nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. Il gruppo è formato da 20 persone tra Vescovi, sacerdoti e laici, provenienti da diversi Paesi mediterranei ed impegnati in forme diverse nella Chiesa e nella società. La sua funzione è quella di coordinare un processo che porti al rafforzamento della pace e della fraternità tra i diversi Paesi e popoli che si affacciano sulle coste del Mar Nero e del Mar Mediterraneo».
Il gruppo sta preparando il prossimo incontro dei vescovi del Mediterraneo, in programma dal 9 al 12 giugno a Barcellona, in concomitanza con il viaggio di Leone XIV in Spagna, dal 6 al 12 giugno. L’incontro sarà dedicato alla “costruzione della pace” nel Mediterraneo. La riflessione richiama la grandiosa e complessa architettura di pace della Sagrada Família, edificata dal venerabile Antoni Gaudí, di cui quest’anno si commemora il centenario della morte.
«E’ un processo che parte dal costruire reti tra diversi attori mediterranei, – prosegue Maria Serena – consapevoli che è tramite le relazioni che il Signore apre le strade. Esistono già, infatti, una rete di teologi del Mediterraneo, una rete di santuari, di monasteri, un consiglio dei giovani del Mediterraneo e sono iniziati incontri tra Vescovi del mediterraneo e tra giovani di diverse confessioni religiose. Un movimento di Chiesa intesa come popolo, che cammina insieme nella diversità delle sue funzioni e dei suoi carismi».
Leone XIV non nasconde la sua attenzione per il Mediterraneo, lacerato da crisi internazionali. In questo primo anno di pontificato, Leone XIV ha scelto di recarsi in cinque Paesi del Mediterraneo: nel 2025 in Turchia e Libano, e nel prossimo futuro a Monaco, in Algeria e Spagna. Inoltre, il prossimo 4 luglio il Santo Padre andrà a Lampedusa.
«Papa Leone ha confermato il mandato di Francesco – conclude Maria Serena – e sottolinea l’urgenza e l’imprescindibilità dell’azione, specialmente in questo periodo di particolare gravità storica. Urgenza di rinforzare la pace, la fraternità e la riconciliazione nel bacino Mediterraneo, in questo spazio insieme sociale e teologico, culla del Cristianesimo e delle tre religioni discendenti da Abramo – cristianesimo, islam ed ebraismo – sorelle discendenti da un unico padre ed oggi troppo in conflitto tra loro. Rafforzare la pace e la fraternità con coraggio e speranza sulle rive di questo “Mare di Tiberiade allargato”, il quale è, allo stesso tempo, luogo straziato da guerre ed ingiustizie, ma anche luogo di speranza e di pace, sul quale Cristo predica l’amore di Dio Padre che stringe alleanze con gli uomini. Un mare che unisce e facilita gli scambi, una terra culla della filosofia e della metafisica, del diritto romano e della democrazia. Uno spazio di bellezza e di accoglienza. Un lago di Tiberiade ferito ma che ancora può diventare risposta di pace e di speranza».
