La spiritualità

Essere famiglia per chi non ce l’ha
Don Oreste Benzi

La vocazione della Comunità consiste nel “lasciarsi conformare a Cristo povero, servo e sofferente che espia il peccato del mondo” e nel condividere direttamente (per Gesù con Gesù, in Gesù) la vita degli ultimi. È una strada affascinante e scomoda che porta a condividere la vita con le persone escluse dalla società, e ad impegnarsi per rimuovere le cause delle ingiustizie che le mantengono emarginate.

 

L’associazione è un’unica famiglia spirituale, composta da persone di diversa età e stato di vita (single e coppie di sposi, ma anche sacerdoti e persone consacrate) che rispondono alla propria chiamata in famiglia o nella professione, nella scuola, nell’impegno sociale e nell’attività politica.

 

Coloro che intendono abbracciare la vocazione della Comunità Papa Giovanni XXIII vivono un Periodo di Verifica Vocazionale (PVV) della durata non inferiore ad un anno, inserendosi in pienezza nella vita comunitaria

«Ci sono poveri che non ci vengono a cercare. Quelli dobbiamo andare a trovarli noi»

 

 

Don Oreste Benzi

I cinque punti della Vocazione

La proposta spirituale della Comunità Papa Giovanni XXIII è articolata, seguendo gli insegnamenti di Don Oreste Benzi, in cinque punti.

 

  • Condividere la vita degli ultimi.
    I membri dell’associazione si impegnano a condividere la vita degli ultimi, mettendo la propria spalla sotto alla croce portata dai fratelli in difficoltà. Vivono insieme alle persone emarginate, accettando di farsi liberare dal Signore attraverso di loro. Il povero che il Signore fa loro incontrare può chiedere un posto in famiglia, trasforma la vita, ne sconvolge le sicurezze.

 

  • Condurre una vita da poveri.
    I membri della Comunità Papa Giovanni XXIII, seguendo l’esempio di Gesù, conducono concretamente una vita da poveri. Non si ritengono padroni dei beni di cui entrano in possesso, ma amministratori fedeli. Ricercano le virtù connesse alla vita da poveri; la frugalità, la semplicità, il coraggio della verità, l’essenzialità, l’umiltà.

 

  • Fare spazio alla preghiera e alla contemplazione.
    I membri della Comunità Papa Giovanni XXIII trovano nella preghiera e nella contemplazione strumenti privilegiati per vivere ed approfondire la loro relazione di figli verso il Padre; fanno dell’unione con Dio una dimensione di vita.

 

  • Lasciarsi guidare nell’obbedienza.
    «Le cose belle prima si fanno e poi si pensano», insegnava Don Oreste Benzi. I membri della Comunità Papa Giovanni XXIII sono vulcani d’iniziative. Per non correre invano riconoscono il servizio di conferma e di guida esercitato dal responsabile generale assieme ai responsabili di zona.

 

  • Vivere la fraternità.
    La prova che si ama Dio è l’amore ai fratelli (1Gv 4,20); segno visibile dell’amore agli ultimi è allora l’amore esistente fra i membri della Comunità Papa Giovanni XXIII. Nei “nuclei” (piccoli gruppi presenti nelle zone) essi possono concretamente sperimentare l’aiuto vicendevole, il confronto, il richiamo, il perdono, la correzione fraterna che scaturisce dall’amore vicendevole.
Le tre dimensioni della Vocazione

 

La rimozione delle cause che creano ingiustizia ed emarginazione.

La condivisione diretta contiene in se stessa la giustizia. Per questo l’impegno per rimuovere le cause che creano emarginazione ed ingiustizia è strettamente connesso alla vita di condivisione, rendendola piena e credibile. «Questo è uno degli aspetti più caratteristici della nostra vocazione. Non possiamo limitarci a soccorrere le vittime di questa società: dobbiamo spingerci oltre, fino ad impedire alla società di continuare a fare vittime.»
Questa visione ci porta nel cuore di tutte le vicende storiche e ci spinge ad impegnarci seriamente nel sociale, per dare voce a chi non ha voce e lottare in modo nonviolento.

 

La missionarietà: fare di Cristo il cuore del mondo.

La missione è connaturale alla vocazione della Comunità. La nostra identità è la comunione con Dio e coi fratelli vissuta nella condivisione diretta. La comunione per sua natura tende a dilatarsi, a diffondersi attraverso la missione.
La redenzione del mondo non avviene se non c’è qualcuno che paga. Mettere la spalla sotto la croce di chi soffre diventa così uno stile di vita e si acquista uno speciale fiuto per capire dove sono i poveri, i disperati, gli ultimi.
La Comunità si interroga sulle varie chiamate ad aprire realtà di condivisione in terra di missione.

 

La coscienza di popolo.

La coscienza di essere popolo di Dio è il perno centrale della nostra Comunità, in cui ciascun membro è una originalità che esprime la propria creatività nella convivialità delle differenze. Pensare come popolo, sentire come popolo, agire come popolo: la consapevolezza del “noi” è la base fondamentale dell’azione educativa sui figli, tra fratelli e della partecipazione vera alla vita della Chiesa. In questo popolo le membra più deboli sono le più curate e amate.

Raccolta di scritti di don Oreste Benzi

Per approfondire la conoscenza della spiritualità propria della Comunità, si rimanda alla lettura dell’opuscolo “Alle sorgenti della vocazione”, scritti di don Oreste Benzi sul carisma della Comunità Papa Giovanni XXIII, e alla raccolta di scritti e meditazioni pubblicati sul sito della Fondazione don Oreste Benzi.