Juana, una donna rom, affronta una tripla discriminazione e lotta per il lavoro

News pubblicata il: 08/04/2026
Juana, rom e madre: tripla discriminazione

Juana è una donna rom di 35 anni che affronta una tripla discriminazione: quella di essere donna, rom e madre. Vive a Guadalajara, a circa 60 chilometri da Madrid, in Spagna, con il marito disoccupato e quattro figli, e si trova a fronteggiare enormi difficoltà economiche. La sua storia è emblematica del cammino di rinascita di molte donne nella sua situazione, dove le sfide quotidiane sono amplificate dalla condizione sociale e culturale.

 

La vita di Juana inizia a cambiare grazie a un progetto di formazione per donne rom organizzato dalla Caritas, coordinato da Arturo Mottola, psicologo e missionario della Comunità Papa Giovanni XXIII. Durante i primi incontri, Arturo le parla dell’importanza di essere protagonista della propria vita. Juana, inizialmente scettica, risponde: «Mio marito vuole solo che trovi una soluzione».

Il percorso di formazione

Dopo due anni di incontri e laboratori, Juana inizia a partecipare a corsi di cucina dove apprende a preparare piatti con gli alimenti donati dalla Caritas, e successivamente a corsi sulla prevenzione della violenza e sulla salute. Con il tempo, acquista fiducia nelle sue capacità.

 

La vera svolta arriva quando Arturo le propone di cercare lavoro. Nonostante i primi fallimenti – come l’assunzione in una fabbrica che la licenzia non appena scopre la sua origine rom – Juana non si arrende. Nel 2024 riesce a trovare un impiego in un’azienda di pulizie. Questo lavoro non solo le permette di contribuire al bilancio familiare, ma diventa anche l’elemento che le permette di ritrovare una sua identità e di diventare il motore della sua famiglia.

Le sfide familiari

Tuttavia, il suo impegno lavorativo subisce una pausa due mesi fa per prendersi cura della figlia di 15 anni, che stava attraversando un periodo difficile. Nel frattempo, il marito trova finalmente un lavoro, contribuendo così al sostegno della famiglia.

 

Grazie alla determinazione di Juana, riesce a ripagare una buona parte dei debiti e diventa un modello per le altre donne rom. In seguito alla sua esperienza, molte altre donne decidono di partecipare al progetto Caritas. Carmen, ad esempio, trova lavoro nel settore della logistica, mentre Pamela entra nel programma di lavoro municipale. Anche Mari, talentuosa cantante amatoriale, inizia a lavorare nel mondo della logistica.

Ispirazione per le giovani generazioni

La testimonianza di Juana e delle sue coetanee ispira così le giovani generazioni a ricostruire le loro vite, a sfidare i pregiudizi e a impegnarsi per un futuro migliore. Nel 2026, il progetto Caritas accoglie otto ragazze tra i 17 e i 22 anni, impegnate in un corso per la manipolazione degli alimenti. Al termine del corso, queste giovani avranno l’opportunità di cercare lavoro nel settore alimentare.

In occasione della Giornata internazionale dei rom, la storia di Juana sottolinea l’importanza di andare oltre gli stereotipi. Come sottolinea Arturo, «i rom non sono tutti uguali e, come in ogni comunità, ci sono persone buone e meno buone». È tempo di smettere di giudicare e di guardare oltre le etichette, per abbracciare la diversità in tutte le sue sfaccettature.