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Quando vacanza vuol dire di più

Lasciare le proprie certezze per ritrovare se stessi

16 ragazzi + 1 bimbo + 1 neonato decidono di trascorrere le proprie vacanze nel caldo territorio siculo in provincia di Ragusa. Qui, nel periodo estivo, moltissimi si dedicano al riposo ed al relax, seguendo la tranquillità che è la regola del “perfetto vacanziere”. Ed è proprio in tali condizioni, col sole caldo di mezzogiorno e le spiagge gremite di bagnanti, che noi ragazzi del Gruppo LSD (Lasciati Scoprire da Dio) decidiamo di trascorrere le nostre tanto attese vacanze.

Il perché è già sopradetto e sta tutto a Scicli (città Patrimonio dell’Unesco) e lungo le fantastiche spiagge limitrofe! Fin qui tutto ovvio, anzi persino scontato e naturale per ragazzi che il mare lo vivono tutto l’anno. E allora perché tutti gli anni da ormai quasi 10 anni, non solo i giovani della Zona Sud della Comunità Papa Giovanni XXIII (Sicilia e Calabria), ma anche moltissimi ragazzi di tutt’Italia decidono di spendere il tempo delle loro vacanze in qualcosa di già visto e rivisto? Forse perché lì prende vita la “vacanza in più”, lo spettacolo più bello, cioè quello in cui viviamo come attori principali e non come comparse o spettatori di un finale già scritto…

Il nostro “mantra”: Vivi Fuori le Mura di Te Stesso, lanciando un sassolino che produrrà piccole onde concentriche verso un mondo di pace. Prima o poi tutti i sassolini lanciati nei diversi luoghi e tempi porteranno all’incontro delle onde, e ciò creerà un maremoto di Pace!!

#FOTOGALLERY:scicli#

Vivere “fuori le mura di noi stessi” significa spendere le nostre vacanze con i ragazzi e i giovani dell’Istituto Penitenziario Minorile di Acireale: abbiamo condiviso con loro un po’ di quel tempo che forse altri non hanno concesso loro. Incontrarli ci dà sempre stimoli per ricercare il mondo di giustizia e di pace desiderato.

Poi siamo stati nel quartiere di Jungi, alla periferia di Scicli. «Non andiamo a fare servizio o a salvare il fratello più bisognoso» dice M., storica partecipante al Campo Fuori le Mura a Scicli. «Non facciamo nemmeno chissà quale intervento di carità né doniamo fondi o attrezzature. Non andiamo portandoci dietro le soluzioni ai problemi della vita (anche perché la vita che troviamo lì è spesso diversa da quella vissuta da noi nel quotidiano) né avendo le risposte ai dubbi esistenziali della vita. Andiamo lì perché incontriamo degli amici, dei ragazzi che come noi e diversamente da noi vivono la loro vita alla ricerca della pace. Andiamo lì con l’unica certezza che saremo confusi, che vivremo sentimenti di rabbia, felicità, insicurezza, paura, tristezza, sconfitta, delusione, rinascita, rivincita. Ecco perché vado al campo fuori le mura, per cercare e trovare me fuori da me stessa».

Sulla strada del ritorno tanti pensieri affollano la mente. Torniamo a casa con sentimenti contrastanti. Voglia di spaccare il mondo, di gettare via la nostra vecchia vita e ripartire da una nuova; o di ripartire da dove abbiamo lasciato e riprendere con nuovo slancio e vivacità. Qualsiasi sia la decisone, ognuno di noi si porta dentro tutti i sorrisi, gli sguardi, la felicità nel poco e la condivisione del tutto. Torniamo alle nostre attività con una grande consapevolezza: non siamo più gli stessi. Siamo diversi, forse migliori ma certamente diversi. E per tante cose più consci di noi stessi e dell’Amore che ci unisce e ci dà l'energia e la forza per essere Comunità.

Se volete leggere il resoconto completo della nostra esperienza, scaricate il nostro Giornalino.



Il gruppo del Campo Fuori Le Mura a Scicli
24/08/2016
TAG: Giovani

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