L’aborto può essere un tema complesso e carico di emozioni, e ci si può chiedere se possa avvenire in modo naturale. Se ti trovi ad affrontare una gravidanza indesiderata, potresti trovarti a dover decidere se abortire o no. Le pressioni che una donna può ricevere in questa situazione possono provenire da diversi ambiti, come la famiglia o la società.
Spesso, il compagno, i genitori o anche un medico possono consigliare l’aborto quando si presentano difficoltà evidenti, come malformazioni del feto o problemi economici. È normale sentirsi sopraffatti, soprattutto se ti trovi in una situazione di solitudine o se sei minorenne e desideri affrontare questo tema senza informare i tuoi genitori. Potresti anche avere timori su come amare un figlio con bisogni speciali, come la sindrome di Down.
Se hai già iniziato a cercare informazioni su come interrompere una gravidanza, che si tratti di un aborto farmacologico (chimico) o di un altro metodo, probabilmente stai cercando di capire le opzioni disponibili, i tempi, i luoghi e i costi associati. La domanda «Come abortire?» diventa un grido disperato in un momento di grande difficoltà. È importante ricordare che l’aborto, quando è ricercato, non è un processo naturale, ma indotto. Affrontare una gravidanza indesiderata è una scelta molto personale, e cercare di informarsi e comprendere le proprie opzioni è un passo importante.
La Comunità Papa Giovanni XXIII, attraverso il suo ambito Maternità e Vita, offre un supporto concreto e articolato per accompagnare le donne in questo difficile percorso, rispettando la loro dignità e le loro scelte. Se vuoi infomrazioni sulle diverse tecniche per abortire, o se vuoi un confronto sulle possibilità che ci sono alternative all’aborto: Scrivici su WhatsApp!
Ti assicuriamo empatia e ascolto nel dialogo, competenza e discrezione totale nella privacy e nel trattamento dei dati sensibili e della tua storia personale. Offriamo un sostegno personalizzato rispettando le decisioni di ogni donna alle prese con una gravidanza indesiderata.
Le motivazioni personali che possono portarti a considerare l’interruzione volontaria di gravidanza sono molteplici e, per alcune donne, possono sembrare l’unica soluzione possibile. Se ti trovi in questa situazione e stai iniziando a cercare informazioni su come abortire, è bene conoscere termini com aborto farmacologico e somministrazione della pillola abortiva RU486, oltre a conoscere le modalità dell’aborto chirurgico.
Potresti anche voler esplorare opzioni come il parto in anonimato e le culle segrete, e informarti sui rischi e le controindicazioni associati ai vari metodi abortivi. Inoltre, è utile sapere come procedere in caso di aborto spontaneo, sia a casa che in ospedale, inclusa la questione del seppellimento del feto. Prendersi il tempo per raccogliere informazioni è un passo importante per affrontare questa delicata situazione.
Scrivi su WhatsApp al numero 342.7457666, oppure chiama il numero verde 800-035036 per saperne di più.

Poni le tue domande via mail: maternitaevita@apg23.org. Ti verranno date tutte le informazioni con chiarezza e trasparenza.
Ti metteremo in contatto con le risorse della nostra comunità e ti offriremo informazioni affidabili sulla gravidanza, insieme a un percorso di ascolto e supporto concreto. Collaboriamo con altre realtà, consultori e centri di aiuto alla vita, impegnati a sostenere le donne nelle loro scelte. Presteremo particolare attenzione a situazioni di induzione all’aborto e a forme di violenza, sia fisica che psicologica, esercitate da familiari, compagni o conviventi, che possono ostacolare la libertà di scelta della donna. Il nostro ambito “Maternità e Vita” si impegna anche a trovare soluzioni di accoglienza per le madri in gravidanza che affrontano difficoltà sociali ed economiche. Valorizziamo la tua autonomia, offrendoti un percorso personalizzato, supportato da noi, che ti accompagnerà nei momenti difficili, senza lasciarti sola.
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I tuoi dati saranno trattati, manualmente ed elettronicamente, da Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – titolare del trattamento – Via Valverde 10b, 47900 Rimini (RN) per rispondere alla tua richiesta. Gli incaricati preposti al trattamento sono gli addetti ai singoli uffici competenti per la richiesta avanzata ed ai sistemi informativi. Ai sensi degli ‘artt. 15-22, GDPR 679/2016 si possono esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i dati od opporti al loro trattamento per motivi legittimi scrivendo al titolare all’indirizzo sopra indicato o inviare un’email a maternitaevita@apg23.org presso cui è disponibile, a richiesta, elenco aggiornato dei responsabili del trattamento.
Ecco qualche foto per valutare lo sviluppo del feto durante le varie settimane di gravidanza.
L’aborto, quando è ricercato, non è spontaneo o naturale; mentre si parla di aborto naturale quando si verifica senza alcuna azione volontaria da parte della donna. Sempre più diffuso è il ricorso all’aborto farmacologico attraverso l’utilizzo di farmaci specifici come la pillola abortiva RU486 e le pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo. La pillola abortiva RU486 viene proposta negli ospedali come alternativa all’intervento chirurgico per interrompere una gravidanza non desiderata. Tuttavia, è importante sottolineare che questo metodo presenta forti controindicazioni per la salute fisica e psichica della donna.
Le pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo possono anch’esse avere un effetto abortivo nel caso in cui il concepimento sia già avvenuto. Questi farmaci rendono l’endometrio – la parete dell’utero in cui l’embrione dovrebbe annidarsi nei primi giorni – inospitale, impedendo così lo sviluppo dell’embrione stesso.
L’utilizzo della pillola abortiva può portare la donna a vivere l’aborto in solitudine, privandola della possibilità di confrontarsi con altre donne nella stessa condizione. Questa situazione può avere ripercussioni sulla salute mentale delle donne coinvolte.
Per questo motivo riteniamo importante considerare attentamente quali siano le implicazioni fisiche e psicologiche legate a queste pratiche mediche. Inoltre, può esser fondamentale offrire alle donne informazioni complete ed esaustive affinché possano prendere decisioni consapevoli riguardanti la propria salute riproduttiva.
Per comprendere appieno questa complessa tematica, può essere utile esaminare anche le prospettive alternative sul tema dell’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) e approfondire i dibattiti etici e legali che circondano questa pratica in diversi contesti nazionali e internazionali.
Se la volontà di abortire nasce da rischi di vita per la madre gestante, si parla di aborto terapeutico. Alcune donne vorrebbero abortire in casa. Ecco i diversi tipi di aborto chirurgico:
- svuotamento strumentale in anestesia locale;
- isterosuzione (solo entro le prime otto settimane di gravidanza con l’aspirazione del feto);
- dilatazione e revisione con cannula, tra l’ottava e la dodicesima settimana di gestazione per un feto più cresciuto;
- dilatazione e svuotamento, utilizzata solo per le gravidanze oltre la dodicesima settimana (In Italia viene eseguito solo in caso di rischi per la salute della mamma o per malformazioni del feto);
- aborto salino, ottenuto iniettando una soluzione salina caustica all’interno dell’utero della gestante (rischioso e sconsigliato).
Puoi vedere qui alcune foto (aspettare 5 secondi per caricare la pagina) per comprendere cosa accade al feto abortito.
Franca Franzetti, che affianca e sostiene le mamme in difficoltà nella provincia di Rimini, lo racconta: «Pochi giorni prima di Natale è nata S., salvata dall’interruzione di gravidanza all’ultimo momento. Il 20 maggio scorso era stata programmato l’intervento. Motivo della scelta di abortire? la madre non trovava la forza di opporsi al marito che non voleva il bambino. Nel confronto con i volontari la mamma ha però trovato il coraggio di difendere il suo piccolo; il babbo si è reso conto per un istante di avere già un terzo figlio. E soprattutto, che non c’era nessuna differenza con le bambine già nate che adorava. Si era reso conto che costringere la moglie ad abortire avrebbe compromesso anche il loro rapporto. Come Comunità li abbiamo incontrati e abbiamo assicurato un aiuto e un sostegno concreti: per i problemi contingenti di gestione dei bambini potevano contare su di noi; abbiamo costituito una rete attorno a loro con famiglie e volontari».
I dati di anni di incontri ci dicono che in 2 casi su 3 l’incontro, la condivisione, l’offerta di aiuto hanno dato alle gestanti la forza per proseguire la gravidanza nonostante le difficoltà di un ambiente circostante ostile.
A volte un sostegno materiale alla mamma in un momento di difficoltà economica è sufficiente a rivalutare la propria scelta di abortire; in Italia anche i Centri di aiuto alla vita possono offrire il proprio sostegno.
Storie di donne che hanno abortito
Patrizia: «Nessuno ha inteferito».
Natascia: «Brividi di freddo».
Raccontaci com’è andata, scrivici via email.
La legge 194 del 1978, che regola l’interruzione volontaria di gravidanza in Italia, è spesso al centro di dibattiti accesi. Don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha espresso critiche severe verso l’applicazione della legge, sottolineando come essa, nella pratica, permetta alla madre di decidere unilateralmente del destino del figlio, privandolo di qualsiasi diritto. Secondo Benzi, se la legge fosse applicata in tutte le sue parti, comprese quelle che tutelano la gravidanza e la vita, molte donne troverebbero le risorse per portare avanti la gravidanza.
Durante tutto l’anno i volontari, come segno di vicinanza ai bambini e alle gestanti in difficoltà, in molte parti d’Italia si riuniscono in preghiera nei giorni in cui viene programmato l’aborto volontario. Se vivi in una delle seguenti città potrai incontrarci direttamente nei giorni e negli orari indicati:
- Ancona: ospedale Salesi secondo sabato del mese ore 7.30
- Bologna: ospedale S. Orsola – Malpighi ogni mercoledì ore 7
- Cesena: ospedale Bufalini primo e terzo venerdì del mese ore 6.45
- Cuneo: ospedale S.Croce primo lunedì del mese ore 10
- Forlì: ospedale Morgagni secondo venerdì del mese ore 6.45
- Modena: ospedale Policlinico ogni giovedì ore 7
- Mondovì (CN): ospedale Regina Montis Regalis terzo lunedì del mese ore 10.00
- Rimini: ospedale Infermi ogni martedì ore 7.15
L’aborto può portare alcune controindicazioni che è meglio conoscere prima di effettuare la scelta se abortire o no. Poi c’è il tema dell’elaborazione del lutto, spesso è momento fondamentale da affrontare per la mamma che ha abortito. Ecco in un documento quali sono le conseguenze psicologiche che la donna deve tenere in considerazione.
Come celebrare l’ultimo saluto al tuo bambino?
Il numero verde 800-035036 ti può fornire informazioni sulle esequie ai bambini morti prima di nascere e sulla loro sepoltura. Ecco dove scaricare la modulistica e i riferimenti di legge: Sepoltura dei bimbi morti prima di nascere.
Non solo aborto: ecco la giornata per la vita
Nella prima domenica di febbraio di ogni anno si celebra la Giornata per la vita. La giornata di vicinanza alle gestanti è stata indetta per la prima volta nel 1978 dalla Conferenza Episcopale Italiana ed è occasione in molte parti d’Italia di ricordare la perdita di un bimbo. In quell’anno veniva approvata la legge 194 sull’aborto, che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza.
La Comunità Papa Giovanni XXIII aderisce all’iniziativa di 40 giorni di preghiera, digiuno e testimonianze per la vita nascente.
A volte la scelta di abortire può dipendere dall’impossibilità di mantenere da sola il tuo bambino. Forse non lo sai ma è possibile richiedere dei sostegni anche economici. Il 2022 ha visto finalmente l’attivazione di un sostegno economico alle famiglie, crescente in base al numero di figli.
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