Istituire un nuovo Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. E’ questa la proposta di legge di iniziativa popolare che abbiamo depositato insieme ad altre associazioni presso la Corte di Cassazione lo scorso 16 marzo. Promossa dalla campagna “Un’altra difesa è possibile”, l’iniziativa punta a raccogliere almeno 50mila firme e a introdurre nel sistema italiano di sicurezza una struttura pubblica dedicata alla prevenzione dei conflitti e alla promozione della pace.
In rappresentanza della nostra Comunità era presente Chiara Carosi, romana, responsabile della Papa Giovanni XXIII nel Lazio, Campania, Sardegna e nelle missioni in Asia. La nostra associazione infatti è membro sia del Cnesc, il Coordinamento nazionale degli enti di servizio civile, sia della Rete pace e disarmo, le realtà che, insieme alla campagna Sbilanciamoci, promuovono la proposta di legge di iniziativa popolare.
«Il punto fondamentale è che il concetto di difesa non è solo militare ma anche civile. – spiega Chiara – Tutti dobbiamo costruire la pace e l’esperienza della nostra comunità lo insegna. Non solo con Operazione Colomba, il nostro Corpo civile di pace che da quasi 35 anni interviene nei conflitti armati, ma anche col servizio di ognuno verso i più deboli. La pace si costruisce accudendo un minore senza famiglia, una persone con grave disabilità o una persona anziana. La pace si costruisce nei piccoli gesti quotidiani».
«La proposta era stata depositata oltre dieci anni fa ma mai discussa. – continua Carosi – Riproporla oggi, con le guerre che infiammano il pianeta, è fondamentale per attuare politiche pubbliche per la ricerca sulla pace e sul disarmo. La pace si può portare avanti sempre, il dialogo si può portare avanti sempre
L’obiettivo è quello della costituzione di un Dipartimento – non un ministero – che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. “Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra – si legge sul sito della campagna – e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi”.
«La nostra proposta del ministero della pace è simile. – spiega Carosi – L’obiettivo è lo stesso: trasformare la pace da un ideale astratto a un criterio guida strutturale dell’azione politica, dotando lo Stato di un organismo dedicato al coordinamento delle politiche di prevenzione dei conflitti e promozione della nonviolenza. Ma hanno due percorsi diversi».
«Le persone percepiscono paura ed incertezza. – conclude Carosi – La riposta non è solo armarsi fino ai denti, per questo noi speriamo che la proposta sia accolta dalle istituzioni, affinché le esperienze di pochi, come le nostre, possano divenire patrimonio di tutti. E’ una proposta di speranza, soprattutto per i giovani».
Firmare la proposta di legge è semplicissimo. Basta avere lo Spid, collegarsi al portale della Presidenza del Consiglio dei ministri ed in tre minuti si può apporre la propria firma.